Scossi dal terremoto?

Promosso da Legambiente e dall’amministrazione comunale,  a Bondeno, sala 2000 il 25 gennaio alle 21, il sindaco Alan Fabbri e gli altri sindaci dei paesi limitrofi si incontreranno per esprimere la loro preoccupazione riguardo al progetto del deposito del gas di Rivara.

FINALE – Nessun danno alle persone e neppure agli edifici – seppur protezione civile e vigili del fuoco siano stati a lungo impegnati in verifiche sulle strutture più pericolanti – ma il terremoto registrato alle 5.34 di questa mattina con magnitudo 2.3, a 2.3 km di profondità (la stessa del serbatoio di gas di Rivara) e con epicentro proprio nel territorio finalese (la scossa si è avvertita pure a San Felice, Camposanto e Mirandola), ha impaurito tanti cittadini che si sono svegliati per il violento boato.

Abbiamo negli occhi quanto è accaduto ad Haiti – accusa il sindaco Soragni – e i problemi registrati in questi giorni nella zona di Ascoli Piceno, senza poi dimenticare la drammaticità dell’Abruzzo. Chi vuole costruire il deposito gas di Rivara deve fermarsi. Non siamo più noi a dire che c’è il rischio terremoto, lo evidenziano la natura e gli scienziati. La nostra faglia, da quasi due anni, si sta caratterizzando per un’attività piuttosto intensa. Scosse di magnitudo ridotta, vero, ma molto simili a quelle che la sismicità indotta dello stoccaggio provocherebbe: e allora vada Erg Rivara Storage a dirlo agli abitanti della Bassa che dovranno fare l’abitudine a questi boati. Mi chiedo anche fino a quando la natura deciderà di farsi sentire in modo così benevolo? Ho paura che, andando a sfidarla, risponderà in modo pesante. E a quel punto le rassicurazioni di facciata non serviranno più e il loro posto sarà preso dai tanti ‘io l’avevo detto’, ma sarà già troppo tardi. Infine, pongo un altro quesito che rimane aperto e in qualche modo preoccupa: perché Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), solitamente solerte nell’aggiornamento del proprio sito, ha atteso oltre quattro ore per rendere pubblica la scossa e lo ha fatto soltanto dopo l’intervento dei nostri uffici comunali?”.

Questo il comunicato del sindaco Soragni che riprende il discorso dopo la scossa del 31 dicembre.

Ma tante sono ormai le catastrofi quotidiane illustrateci dai media con dovizia di immagini, che sembra nulla ormai possa più scuoterci dall’ipnosi mediatica.

5 thoughts on “Scossi dal terremoto?

  1. Non siamo mica gli Americani, cantava Vasco Rossi, ma se continuiamo così non siamo molto lontani dal modello descritto da Eugenio Benetazzo:
    “L’America per alcuni aspetti (opportunità di lavoro per i giovani che hanno indiscusse capacità) può sembrare superficialmente un buon paese, ma se ti soffermi ad osservarla con un occhio critico, sotto sotto è un paese marcio e primitivo da far schifo, a me si è rivelato per quello che è realmente ovvero un calderone multirazziale con la maggior parte delle persone (bianchi compresi) che hanno il senso di autocoscienza di uno scarafaggio. L’americano medio (che sia un bianco, cinese, messicano o afroamericano) se ne frega assolutamente dei problemi ambientali del pianeta, della sofferenza inaudita degli animali nei loro allevamenti intensivi, delle carestie in Africa o dei conflitti in Medio Oriente, si interessa solo che possa ingozzarsi di hotdog, bere fiumi di coca cola, guardarsi il superbowl e guidare il suo megatruck dai consumi spropositati. Pur tuttavia, nel lungo termine sono piuttosto dubbioso che si possa riprendere dal processo di imbarbarimento ed impoverimento sociale che lo sta caratterizzando, per quanto potenziale bellico possa vantare, questo non lo sottrarrà dalla sorte che lo attende, prima il collasso economico e dopo quello sociale, scenario confermato anche da molte fonti di informazione indipendente che non si mettono a scimmiottare a turno a seconda della corrente politica che vince le elezioni, tipo la CNN o la FOX.”
    Estratto da: http://www.eugeniobenetazzo.com
    Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/razza_che_ramazza.htm
    12.01.2010

  2. FINALE – Sulla lettera del presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi, recapitata ai giornali da Carlo Giovanardi, il sindaco Soragni risponde molto serenamente.

    “Io non calunnio nessuno, ma evidenzio soltanto delle incongruenze. Due giorni fa è toccato agli uffici comunali finalesi sollecitare la messa online del report sul terremoto, mentre per il sisma di venerdì sera l’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia è stato molto solerte, ma a questa mattina è ancora impossibile aprire il link di approfondimento. Non ho mai messo in discussione la serietà di Ingv, eppure le dichiarazioni di Boschi non corrispondono a verità: io so bene cosa significhi essere responsabile della protezione civile del mio paese che, anche grazie al sostegno dell’intero gruppo di volontari, continua a trovare apprezzamenti in tutta Italia. E’ inutile ricordare poi la mia esperienza in Abruzzo, mentre Boschi deve tenere bene a mente il suo mestiere, ossia lo scienziato. La politica la lasci fare ad altri, anche al sottosegretario Giovanardi che del deposito gas di Rivara sembra essere ormai l’addetto stampa”.

    Nel frattempo si sono conclusi gli accertamenti statici sugli edifici storici del paese. Neppure la scossa di venerdì (magnitudo 2.4), la nona da luglio a oggi, ha provocato fortunatamente danni. Il Comune sta valutando se incaricare un sismologo per approfondire gli studi sulla faglia sottostante Finale, ormai troppo spesso epicentro di terremoti.

  3. Ultimi sviluppi, dal sindaco Soragni riceviamo e pubblichiamo:
    SORAGNI:
    CRIMINALE E’ METTERE GAS SOTTO LE NOSTRE CASE

    Le dichiarazione a favore del deposito gas di Rivara del Sottosegretario Stefano Saglia rischiano di mandare all’aria anni di mobilitazione politica e dei cittadini.

    “Leggo esterrefatto e preoccupato – accusa il sindaco Raimondo Soragni – le dichiarazioni del Sottosegretario Saglia. Un altro importante esponente del Governo centrale si schiera a favore dello stoccaggio, senza magari conoscerne neppure le problematiche. Dice che è criminale, da parte della Regione, opporsi; io invece dico che sarebbe criminale piazzare oltre tre miliardi di metri cubi di gas sotto le case dei cittadini, senza avere una minima garanzia sulla tenuta del serbatoio e con l’aumento dei rischi sismici. Vorrei inoltre spiegare a Saglia che non ci saranno vantaggi energetici ed economici per i cittadini, basterebbe chiederlo agli abitanti di Minerbio che hanno uno stoccaggio in casa, ma forse neppure loro potrebbero descrivere la situazione dettagliatamente visto che il deposito di Rivara è totalmente sperimentale e senza eguali in Italia”.
    “Evidentemente il Pdl ha calato la maschera e, senza tenere conto delle indicazioni dei propri esponenti locali e regionali, ha deciso che lo stoccaggio si deve fare. Ne prendo atto, ma sarà un motivo in più per oppormi fermamente. Inoltre, ricordo a Saglia, che la Regione è legittimata ad opporsi al progetto dal momento che è l’unico nostro Ente rappresentato nella Via nazionale. Ma forse Saglia non sa neppure questo…”

  4. SORAGNI:
    È MEGLIO CHE QUALCUNO SI COMPRI UNA CANNA DA PESCA

    L’arduo esercizio di equilibrismo del delfino di Giovanardi, Luca Ghelfi, continua a mettere in opposizione la sicurezza dei cittadini e il mero interesse economico, ormai sostenuto da tutto il Pdl.

    “Non mi stupisco più – ammette laconico Raimondo Soragni – nel leggere certe dichiarazioni di Luca Ghelfi. Stupisce, invece, quando provoca dicendo che sono alla canna del gas e che, per trovare un posto in Regione, sfrutto la vicenda del deposito gas di Rivara. Ricordo, a chi non lo sapesse, che da ormai quattro anni sono in prima linea per dire no allo stoccaggio e non ho certo bisogno di ribadire la mia contrarietà al deposito per meri fini elettorali. Ricordo anche che non sono stato certo io il primo a usare termini offensivi come “criminale”. Invito lui, ma soprattutto i vari Sottosegretari ad acquistare una canna da pesca e trasferirsi per alcuni giorni sugli argini del Panaro. Da lassù si godranno la Natura della Bassa visto che, ho la sensazione, non l’abbiano mai potuta ammirare: se la stampino bene in mente perché – qualora il deposito dovesse essere realizzato – quella Natura sarà ad alto rischio di distruzione”.
    “Presto, spero, il Pdl locale dovrà spiegare le incongruenze del Governo che tanto invoca il federalismo e poi decide di imporre dall’alto certe decisioni attraverso due sottosegretari, uno dei quali – Saglia – mai avvistato in precedenza nel modenese. Evidentemente Bertolini, Aimi, Leoni e Mazzi non contano un granché nel panorama decisionale del loro partito. Forse si sono scordati le firme sull’ordine del giorno regionale e provinciale di antagonismo allo stoccaggio? E per spostare l’attenzione sul problema che fanno? Aprono la vertenza Cispadana che, invece, risulta molto chiara e lineare, come loro stessi spiegavano in passato!”.
    fonte:www.raimondosoragni.it

  5. Eravamo davvero in tanti questa mattina alla manifestazione per ribadire la nostra contrarietà al maxi-deposito gas di Rivara.

    L’occasione per riunirci è stata il sopralluogo sul sito della Lumachina della commissione ministeriale di valutazione di impatto ambientale, cioè coloro che dovranno decidere scientificamente se lo stoccaggio è fattibile e soprattutto sicuro.

    Ho visto un grande spirito di mobilitazione tra i cittadini e la solita magnifica presenza dei comitati e degli agricoltori. C’è tanta paura tra la gente, inutile negarlo, ma c’è anche la consapevolezza che stando uniti si potrà contrastare un impianto pericoloso per la salute della popolazione, ma anche per le eccellenza agricole della nostra Bassa che inevitabilmente rischiano di pagare dazio di fronte alla qualità.

    Ma oggi ho visto, e di questo ne vado orgoglioso, tantissimi giovani in prima fila per manifestare il loro dissenso. E’ a loro che ho parlato con entusiasmo e passione perché sono loro il motore che deve dare coraggio e animo battagliero a noi ‘grandi’, a noi che possiamo decidere per il loro futuro. Il no ribadito a gran voce anche oggi è soprattutto per quei ragazzi che hanno sì perso un giorno di scuola, regalando però a noi un motivo in più per andare avanti, verso il traguardo.

    E ora il mero aspetto politico: oggi ho visto tutti i partiti sfilare uniti in nome di una battaglia. Ne sono fiero e se riguardo indietro, tornando a quattro anni fa, quando insieme ad un manipolo di cittadini ho iniziato a lottare contro il deposito, beh.. lasciatemi dire, che di strada ne abbiamo fatta tanta, ospitando sul carro tutti quelli che sono voluti salire e che, spero, oggi fossero a Rivara non soltanto per puri interessi elettorali.
    Perché la dignità, la salute e la sicurezza non si barattano per qualche voto.

    Raimondo Soragni, 12 febbraio 2010

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