Cosa hai combinato Marshall?

Mercoledì 18 maggio 2011, alle ore 18 presso la sala conferenze del Museo d’arte Moderna di Bologna MAMbo (via Don Minzoni 14), prosegue la serie degli di incontri denominati “Salon McLuhan”, che l’Università di Bologna dedica al grande teorico della comunicazione del Novecento, celebrato in tutto il mondo in occasione del centenario della nascita. Lo scopo dei “Salon” consiste nel superare quei clichés e quelle etichette che hanno fatto del celebre pensatore canadese un “guru dei media” o un “profeta della cultura pop”, per recuperarne invece la dimensione umanistica.

Ospiti di questo secondo appuntamento, a cura di Elena Lamberti e Paolo Granata, tre relatori d’eccezione: Roberto Grandi, Giovanna Cosenza e Roberto “Freak” Antoni, che si cimenteranno in una vera e propria sfida ludica a suon di “sonde” mcluhaniane, ovvero gli aforismi, gli slogan, i pronunciamenti oracolari che da sempre hanno connotato il pensiero del teorico canadese. Tali provocazioni linguistiche saranno però trasformate in contro-provocazioni utili a far riflettere non solo sulla originalità del pensiero di McLuhan, ma anche sul suo modo di esplorare ambienti mediatici, tecnologici e artistici.

È previsto inoltre un coinvolgimento interattivo del pubblico, per il quale saranno messi in palio premi ludico-artistici. Lo scopo dell’incontro è giocare con le parole e con le idee, attraversando esperienze e campi disciplinari differenti, dalla pubblicità all’arte, dalla politica alla religione, dalla moda al cinema, dalla TV ai nuovi media, perché, come ricordava lo stesso McLuhan: “Quando gioca, l’uomo usa tutte le sue facoltà; quando lavora si specializza”.

Curiosità. Il titolo dell’incontro si rifà all’attore comico Henry Gibson, divenuto famoso per il ruolo del leader degli Illinois Nazis nel film The Blues Brothers di John Landis, che negli anni Sessanta, come ospite fisso del programma comico televisivo “Rowan and Martin’s Laugh-In” della NBC, fu l’autore di una ‘catch-phrase’ poi divenuta un vero e proprio tormentone in seno alla critica mcluhaniana: “Marshall McLuhan, cosa stai combinando?”. Nel tempo, questo leitmotiv ha fatto da contrappunto alle “sonde” linguistiche di McLuhan che nel frattempo hanno irritato, divertito, stimolato, provocato e illuminato pubblico e studiosi, spesso trasformandosi in clichés epocali quali “Il medium è il messaggio” o “Il villaggio g! lobale”.

Per informazioni e approfondimenti sul progetto 100McLuhan, promosso dall’Università di Bologna in occasione del centenario della nascita di Marshall McLuhan, si rimanda al sito www.100mcluhan.com

One thought on “Cosa hai combinato Marshall?

  1. Quello che tutti ormai dovrebbero conoscere (compreso chi era McLuhan e i suoi scritti) non interessa a nessuno: invece di avere accumulato sapere, sembriamo averlo dimenticato (complici i media tradizionali, ma anche la scuola).
    “In Italia esistono due mondi. Due universi paralleli. Nel primo vivono le persone informate dalla televisione e dai giornali. Nel secondo coloro che si informano su Internet. I primi hanno certezze, i secondi dei dubbi, per questo verificano sempre più fonti. Gli abitanti dei due mondi convivono nella stessa realtà fisica, ma la percepiscono in modo diverso. Il mondo dei media tradizionali è in guerra aperta con il secondo. Al posto dei missili usa i silenzi, le omissioni, le falsità, i finanziamenti pubblici, le leggi, i soldi delle lobby. E’ forte il primo mondo, sembra indistruttibile. E’ un mondo trasversale, dalla Rai a Mediaset, dal gruppo l’Espresso a RCS e ha lo stesso obiettivo. Proteggere il Sistema, mantenere lo status quo, impedire che gli abitanti del primo mondo si trasferiscano nel secondo. I soldati del primo mondo, ma la parola giusta per loro è mercenari, fanno qualche incursione nel secondo, ma sono spernacchiati da centinaia di commenti e email e devono ritirarsi. Qualcuno non si riprende più da questa esperienza. I due mondi, anche se in apparenza impermeabili l’uno all’altro, non comunicanti, vedono sempre più abitanti del primo spostarsi nel secondo. Come granelli di sabbia di una clessidra. Lentamente, ma senza sosta. I tripodi del primo mondo reagiscono con insofferenza e in modo scomposto. Le loro menzogne sono più frequenti, irose, becere, ma anche più inverosimili. Tra il primo e il secondo mondo la distanza è sempre maggiore.”
    Fonte: http://www.beppegrillo.it/2011/05/la_guerra_dei_mondi/index.html
    In realtà non bisognerebbe andare avanti per semplificazioni binarie (la destra e la sinistra, internet e la TV, il bene e il male) che si riducono a tifoserie calcistiche, ma documentarsi su buoni libri e decidere con la propria testa i percorsi da seguire, certi di una sola cosa: se ci si trova in troppi, probabilmente , da qualche parte, abbiamo sbagliato strada.

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