La leggenda del Piave

Riportiamo, come consentito, il seguente articolo di Eugenio Benetazzo:

POROCAN

Il Sig. Francesco è un pensionato di Vicenza che ha visto crollare del 30% il valore dell’appartamento residenziale che aveva acquistato con la liquidazione mettendolo tosto in affitto al fine di integrare la sua modesta pensione. Investire la liquidazione in obbligazioni o in titoli di stato ? Dopo Argentina e Parmalat, meglio un decoroso appartamento residenziale in Viale S. Lazzaro in prossimità del centro storico della città del Palladio, almeno affitto e controvalore dell’investimento sono sicuri e garantiti. I suoi sogni di serenità finanziaria sono ben presto svaniti dopo la trasformazione che ha subito il quartiere in pochi anni diventando un ghetto multietnico di nigeriani, marocchini, rumeni e cinesi, senza dimenticare una serie di servizi accessori (prima inesistenti) che arricchiscono notevolmente l’appeal del quartiere: prostituzione e spaccio di droga lungo ed in largo le strade e gli appartamenti.

Risultato ? Gli italiani hanno iniziato a svendere uno con l’altro le abitazioni con una gara al ribasso degna di un crollo di borsa. Adesso il Sig. Francesco si trova con un immobile deprezzato e non ci pensa proprio ad affittare ad extracomunitari (viste oltretutte le problematiche di riscossione in caso di inquilini morosi nel pagamento dei canoni). Destino beffardo ! Proprio lui che per decenni ha votato prima la sinistra e dopo il centro sinistra, appoggiando con etica cristiana i processi di integrazione a favore di etnie extracomunitarie. Porocan (in dialetto veneto significa poveretto) ! Pensare che ora è il primo nella fila a denigrare quelle scellerate e libertine politiche immigratorie senza alcun vincolo meritocratico.

In questi giorni i media nazionali continuano a concentrasi sugli sbarchi dei clandestini (e non migranti, non capisco perché in pochi giorni è stata cambiata anche la loro definizione) e su cosa deve o dovrebbe fare l’Unione Europea per aiutarci a risolvere questa situazione di emergenza. Nessuno tuttavia si è mai soffermato a raccontarci i fenomenali benefici economici che abbiamo ottenuto dall’immigrazione extracomunitaria. Sicuramente qualcuno che legge mi darà ora del razzista o del leghista, non me ne preoccupo il suo lamento rappresenta una voce statisticamente poco rilevante, infatti dagli ultimi sondaggi ormai oltre l’80% degli italiani è unanime nel pensiero: basta con gli extracomunitari !

Ce ne accorgiamo tutti a distanza di tempo: ci avevano promesso che sarebbero entrati tecnici specializzati, architetti, docenti, ricercatori e professionisti qualificati, invece ci troviamo con manovali generici, camerieri che parlano a mala pena l’italiano, badanti, prostitute e spacciatori. Persino il primo ministro inglese, David Cameron (forse il migliore primo ministro del pianeta al momento) ha sentenziato di recente la fine ed il fallimento del multiculturalismo. Questo non è razzismo, ma semplicemente buon senso, quello che avremmo dovuto avere tempo addietro clonando le politiche di immigrazione più severe al mondo come quella svizzera ed australiana.

Gli extracomunitari sono responsabili di rimesse verso l’estero dal nostro paese per miliardi e miliardi di euro (stima ufficiale tra i sei e sette miliardi ogni anno), hanno provocato ed indotto un abbassamento dei livelli medi salariali delle maestranze operaie italiane, hanno prodotto fenomeni di microcriminalità ove prima non vi era, hanno causato la decadenza e rallentamento dei programmi scolastici nelle scuole dell’obbligo (a causa della presenza di bambini e ragazzi che non sanno parlare e scrivere perfettamente la lingua italiana), hanno portato alla ghettizzazione dei quartieri residenziali: ovunque nel mondo ci si rende conto di questo, persino nei paesi scandinavi (con la Svezia in pole position) in cui la popolazione si è sempre dimostrata molto disponibile al diverso.

Tuttavia fin tanto che avremo ancora una minoranza della popolazione costituita da finti perbenisti (o dai loro figli che girano in Porsche, con vestiti firmati tipo Prada e Jeckerson) che rinnegano scioccamente quanto sopra, i prossimi “porocan” saranno tutti gli altri italiani, i quali a distanza di una dozzina d’anni si chiederanno di come sia stato possibile lasciar degradare il paese verso il basso senza opporre alcuna sensata resistenza. A quel punto aspettatevi anche un peggioramento del quadro macroeconomico per l’intero paese, ricordo ancora per chi non lo sapesse che la causa del collasso dei mutui subprime in USA è stata una scellerata politica di immigrazione affiancata da una fuorviante politica di assistenza finanziaria con sussidi di stato alle classe sociali più deboli (fatalità proprio quelle immigrate). Chi è causa del suo male, pianga se stesso.

http://eugeniobenetazzo.com/immigrati-pericolo-economia.htm

Alla luce di quanto sopra, non avendo la pretesa di affrontare problemi globali, né le contraddizioni della storia, ci chiediamo soltanto se non sarebbe il caso di ritoccare verso il basso le tariffe ICI…

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2 thoughts on “La leggenda del Piave

  1. Riceviamo e pubblichiamo:
    Sto seguendo con attenzione, sulla stampa e anche direttamente, il giro dei bar e delle frazioni da parte del Sindaco e della sua giunta. Purtroppo sono evidenti due cose: ci troviamo di fronte ad una giunta del dire che ha concluso e sta concludendo poco e che in molte occasioni vengono solo minimamente toccati i problemi reali del territorio. Immancabilmente si parla di sicurezza, di telecamere che saranno posizionate sul territorio comunale per dare maggiore garanzie ai cittadini. Il problema è che, dopo due anni della solita litania, si scopre che le telecamere ad oggi sono le stesse esistenti ai tempi del Sindaco Verri. Ne è stata aggiunta una al parcheggio del LIDL quando il Sindaco ha avuto l’idea di spendere soldi pubblici per provvedere alla manutenzione ed alla gestione di un parcheggio ed una galleria privati. Si parla, poi, di lavori su strade ed altre necessità del territorio. Mentre in Consiglio Comunale l’Assessore Vincenzi afferma falsamente di avere realizzato il 90% degli interventi previsti, quando è tra la gente, la compagine di giunta ammette di viaggiare con due anni di ritardo rispetto a quanto stabilito nei piani investimenti. Non mancano i passaggi sulla difesa dell’ospedale e sui servizi erogati. Queste sono due situazioni sinora gestite in malo modo. Come fa un Sindaco a ricordarsi che esiste un ospedale, con tutte le problematiche che ne conseguono, solo quando i nodi stanno venendo al pettine? A breve partirà la fase operativa del nuovo ospedale di Cona e nell’ultimo anno il Sindaco di Bondeno non ha mai convocato la Commissione Sanità! Al Borselli non si sta vivendo un bel clima, sono aumentati in questi due anni i tempi di attesa delle prestazioni e molto altro va monitorato. Non se ne parla, tutto capita nella totale assenza dell’Amministrazione Comunale.(corsivo nostro) Sui servizi comunali si deve pretendere di fare di più. Alcuni sforzi sono stati fatti, ma si vive come in un mondo a parte che non tiene conto che le politiche del governo ci stanno obbligando a mettere in rete anche i servizi che sinora sono stati erogati dai singoli comuni. Abbiamo un’assurda convenzione per la segreteria generale con Masi Torello. Che senso ha? Se ci devono essere servizi convenzionati facciamolo nell’ambito dell’alto ferrarese dove si possono mettere in associazione altri servizi, con minori costi e maggiori benefici per i cittadini dei vari comuni. Che senso ha continuare senza dare un svolta strutturale ad avere un Corpo Unico della Polizia Municipale dove ogni presidio comunale svolge servizi diversi dagli altri e dove l’omogeneità del servizio erogato, che va ad impattare notevolmente sulla sicurezza dei cittadini, è soltanto un obiettivo lontano da raggiungere?
    Giovanni Nardini
    Consigliere Comunale PD Bondeno

  2. C’è poi il problema della scolarizzazione e qui Abravanel spara la bomba: “In
    Italia c’è l’80 per cento di analfabeti. Intendiamoci – dice poi placando la
    sorpresa – non intendo di persone che non sanno leggere e scrivere, che
    comunque sono l’impressionante cifra di un milione, ma di gente che non sa
    comprendere quello che legge di qualsiasi cosa si tratti. Ma la comprensione
    linguistica è fondamentale nella società post-industriale. Come fanno queste
    persone a votare? A capire come vivere in una società ormai complessa come la
    nostra?”.
    Un compito certo non facile e che spetta – hanno sottolineato in conclusione i
    due autori – a tutti gli italiani: “Il problema qui non è il cavaliere, ma il
    cavallo”.

    presentazione del libro “Regole. Perchè tutti gli italiani devono sviluppare quelle giuste e rispettarle per rilanciare il Paese” scritto a quattro mani da Luca D’Agnese – attualmente consulente per l’Enel in Romania – e Roger Abravanel

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