Per grazia ricevuta

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“PER GRAZIA RICEVUTA”. UNA NUOVA LINEA MODA DI BORSE E ACCESSORI
DAI TELONI PUBBLICITARI DELLA GALLERIA CIVICA E DEL MUSEO DELLA FIGURINA
VINCE IL CONCORSO DI IDEE “IO AMO I BENI CULTURALI” PROMOSSO DA IBC E ASSESSORATO ALLA SCUOLA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA
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“Per Grazia Ricevuta”, progetto
finalizzato alla costituzione di un’associazione scolastica cooperativa che disegnerà e realizzerà prodotti moda e gadget da commercializzare nel bookshop del museo riutilizzando i teloni pubblicitari delle mostre e degli eventi della Galleria Civica e del Museo della Figurina di Modena, ha recentemente vinto il concorso di idee “Io Amo i Beni Culturali”, indetto dall’Istituto per i Beni Culturali e dall’Assessorato Scuola, Formazione Professionale, Università e Ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna, classificandosi al secondo posto su 85 concorrenti da tutta la regione. Il concorso, indirizzato a scuole e musei dell’Emilia-Romagna ha coinvolto complessivamente più di 270 enti, affiancati da un centinaio di partner e circa sette mila studenti.
Le proposte hanno abbracciato un periodo storico che va dall’archeologia all’arte contemporanea, attraversato canali, castelli, fornaci e capanne neolitiche e intessuto trame in forma di mosaico, sete preziose e arazzi. Fra le tante idee siti internet e nuove tecnologie di comunicazione, video, notti al museo e speciali ricette.
Solo cinque proposte hanno vinto la sfida di riuscire a
valorizzare un museo oppure un bene culturale del territorio grazie ad un’iniziativa inedita da realizzare nell’anno scolastico 2011/2012 con il coinvolgimento attivo degli studenti. Ai progetti vincitori, cui si aggiunge un premio sostenuto da “Genus Bononiae”, va un premio in denaro pari a 3.000 euro (1.500 euro alla scuola capofila e 1.500 euro al museo) finalizzati alla realizzazione, al coordinamento scientifico del progetto e alla formazione degli operatori coinvolti.
Al primo posto si è classificato PICCOLIARCHEOLOGI.IT, progetto presentato dall’Istituto Comprensivo Alfredo Panzini del Comune di Bellaria Igea Marina e dal Museo Musas di Santarcangelo del Comune di Rimini, al secondo, in ex-aequo con la Galleria Civica di Modena IL SALE: DALLA TRADIZIONE ALL’INNOVAZIONE, presentato dall’Istituto Scolastico IPSEOA di Cervia (RA) e dal Museo Musa, Museo del sale di Cervia (RA).
Seguono MY CASTELL’ARQUATO, presentato dall’Istituto di Istruzione Superiore Mattei del Comune di Fiorenzuola d’Arda (PC) e dalla Rete Museale e dallo IAT del Comune di Castell’Arquato (PC) e E IL CANALE RACCONTA, presentato dalla Scuola Secondaria di I grado Salvo D’Acquisto del Comune di Bologna e dal Museo del patrimonio Industriale del Comune di Bologna.
Gli esiti del concorso, nel dettaglio, sono pubblicati all’indirizzo http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/wcm/ibc/eventi/concorso_ioamoibeniculturalivincitori.htm

“Per Grazia Ricevuta” è un’iniziativa promossa da Galleria Civica di Modena e Istituto Superiore Cattaneo di Modena.
Gli altri partner del progetto sono: Istituto Superiore d’Arte “A. Venturi”, Istituto d’Istruzione Superiore “C. Cattaneo”, Irecoop Soc. Coop, “Bensone Boutique Creativa”, Sonia Fabbrocino con “Under 18”, “Altraroba.it” di Luigi Ottani.


Nella foto: alcuni dei modelli della linea “Per Grazia Ricevuta”

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Arte, design, fotografia

Philippe Daverio, Enzo Mari, Mario Dondero e altre autorevoli voci del panorama artistico italiano: arte, design e fotografia alla Festa del racconto

Incursioni nel mondo dell’arte hanno contraddistinto fin dalla nascita la Festa del racconto, nella consapevolezza che un discorso intorno la narrazione non potesse prescindere questo complesso e attraente territorio. Un racconto che quest’anno si arricchisce di autorevoli sguardi quali quello del famoso critico d’arte Philippe Daverio che aprirà la manifestazione venerdì 30 settembre alle ore 21.00 nel suggestivo Teatro comunale di Carpi. Il professor Daverio, muovendosi con disinvoltura lungo il percorso del bello artistico, demolirà uno ad uno gli stereotipi sedimentati nell’opinione pubblica con l’obiettivo di sfatare il pregiudizio dell’incomprensibilità dell’arte contemporanea.

Nella serata di venerdì alle ore 22.00 presso il Cinema Eden di Carpi, il discorso si imprimerà sulla pellicola cinematografica con la proiezione di Into Paradiso, il film della regista Paola Randi, interpretato da Peppe Servillo e Gianfelice Imparato. Presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2010, il lungometraggio presenta una prospettiva ribaltata, profondamente ancorata alla realtà sociale: cosa potrebbe succedere se un italiano fosse costretto a vivere nel quartiere srilankese della sua città? Peripezie tragicomiche e percorsi inattesi sono solo alcuni degli elementi che rendono preziosa la storia di un’amicizia nata da un’integrazione forzata.

Protagonista di sabato 1 ottobre sarà l’ottava arte con il maestro Mario Dondero. Donderoad: il cammino di un fotografo è infatti l’evento dedicato all’artista dal carattere schivo che ha catturato, con la sua Leica, grandi eventi e cambiamenti sociali – dalla primavera di Praga alla contestazioni studentesche a Parigi – e illustri personaggi come Pasolini, Bianciardi e le dive dei film italiani. L‘incontro, arricchito dalla proiezione degli scatti più famosi, avrà luogo presso l’Auditorium della Biblioteca Loria alle ore 10.30.

Assoluta novità è l’inserimento di un discorso sul design, quest’anno amabilmente sostenuto da Enzo Mari, uno dei padri fondatori del design italiano e insignito del “Compasso d’oro” , il più importante riconoscimento internazionale. Nella sua carriera spiccano mobili, lampade, sedie ma anche posacenere, orologi – tutti quegli oggetti che rendono la nostra vita migliore – e una visione del mondo che parte dalla praticità per diventare arte. 25 modi per piantare un chiodo. Storie di design, l’incontro con Enzo Mari, condotto da Davide Bregola, si terrà a Carpi, presso la Sala dei Mori domenica 2 ottobre alle ore 17.00.

Conclude il filone artistico della Festa del racconto, la graphic novel di Giacomo Nanni, domenica 2 ottobre alle 19.00 nelle sale di Villa Barbolini a Campogalliano. Il fumettista, pubblicato dalla più importante casa editrice di fumetti italiana Coconio Press, parlerà del suo modo di lavorare e degli strumenti che utilizza per creare i suoi libri.

Per ulteriori informazioni http://www.festadelracconto.it

http://www.bibliotecaloria.it. festadelracconto@carpidiem.it

Tre fotografi raccontano

Riparte dai quartieri e dal territorio l’autunno fotografico di Padova e del Centro Nazionale di Fotografia del Comune.

Prende il via mercoledì 28 settembre, nella Sala del Consiglio di Quartiere n. 2 – Arcella (via Curzola, 15), il ciclo di incontri, promosso in collaborazione con Fotoclub Padova, dal titolo ” Tre fotografi raccontano…“, nel corso del quale Fulvio Roiter, Iago Corazza e Cesare Gerolimetto tratteranno della loro esperienza professionale e delle diverse situazioni fotografiche sulla scena internazionale .

Mercoledì 28 settembre alle ore 21.00 nella Sala del Consiglio di Quartiere n. 2 – Arcella, il famoso fotografo veneziano Fulvio Roiter presenterà, in anteprima, il suo ultimo libro dal titolo World Trade Center Before, con le fotografie delle Twin Towers, scattate prima degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.

Roiter nato a Meolo in provincia di Venezia nel 1926, inizia a fotografare a vent’anni. Nel 1949 entra a far parte del circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Di questo periodo sono i suoi legami con Paolo Monti, suo maestro e fraterno amico, con il quale scopre gli autori stranieri del gruppo Fotoform e le opere di Hans Hammarskjöld. Nei primi anni Cinquanta inizia a pubblicare i suoi primi fotolibri. Il 1953 è l’anno del suo viaggio fotografico in Sicilia, il primo di una lunga serie.

La carriera di Roiter si è sviluppata soprattutto nei rapporti con il mare, a partire dal suo esordio con Venise à fleur d’eau (Losanna 1954). Infatti, egli ha dedicato alla laguna i suoi momenti di più incantato lirismo come Essere e Venezia (1977), L’Oriente di Venezia (1982) e Una vita per Venezia (2006). Nel 1955 con Ombrie. Terre de Saint – François (1955), vince il premio Nadar, il più ambito riconoscimento internazionale per un fotografo. Altre sue importanti opere sono Egitto (1988), L’albero (1989), Visibilia (1992), Milano in Liberty (1993), Terra di Dio (1994), Vaticano (1997), Tunisia e Un uomo senza desideri (2005).

Centro Nazionale di Fotografia, Corso Garibaldi 29, 35122 Padova – Italia

Tel. 049 8204518 – 4519, cnf@comune.padova.ithttp://cnf.padovanet.it

Mercoledì 5 ottobre, sempre alle ore 21.00, nella Sala del Consiglio di Quartiere dell’Arcella 2 (via Curzola, 15) sarà la volta di Iago Corazza con il reportage Una linea rosso sangue. Un racconto “lungo la stupefacente Rift Valley, attraversando la valle dell’ Omo e gli altipiani dell’Etiopia fino ai deserti del Sudan”. Iago Corazza e Greta Ropa sono stati protagonisti, quest’anno, della rassegna “Padova Aprile Fotografia – I territori del corpo“, con la mostra Gli ultimi uomini – Le tribù della Nuova Guinea. Lo stile di Iago Corazza “rappresenta appieno la cultura documentaristica e visiva di National Geographic: infatti, privilegia la responsabilità dello sguardo attento ai valori e alle trasformazioni/contaminazioni della contemporaneità nelle tradizioni delle culture locali non occidentali”.

Infine giovedì 20 ottobre alle ore 21.00, nella Galleria Sottopasso della Stua (Largo Europa), avrà luogo l’incontro dal titolo Tra viaggio e paesaggio. La fotografia di Cesare Gerolimetto. Nato a Bassano del Grappa nel 1939, Gerolimetto – come ricorda Enrico Gusella – “ha spesso scandagliato il Veneto e le città con occhio sottile e acuto: dai centri storici ai luoghi dove la natura e l’ingegno dell’uomo hanno creato vere e proprie opere d’arte, installazioni di straordinaria potenza paesaggistica, di stupefacente sensibilità romantica secondo uno sguardo in grado di costruire geometrie, configurazioni caratterizzate da linee e movimenti, giochi di forma nella cui complessità si insinua tutta l’ingegneria percettiva del fotografo”.

L’autunno fotografico padovano proseguirà con numerose altre iniziative come quelle dedicate al famoso fotografo padovano Giovanni Umicini.

Festa del racconto 2011

Nonostante la Festa del Racconto si faccia un vanto del saper declinare la narrazione breve in tutte le sue molteplici forme, il cuore della manifestazione resta la narrativa scritta, anche in onore e ricordo di Arturo Loria, che di questo genere fu maestro indiscusso. Per questo tra gli ospiti vi saranno alcuni dei nomi più importanti della letteratura italiana: da Dacia Maraini a Luciano Vassalli, da Paolo Nori a Margherita Oggero, da Marcello Fois a Elena Loewenthal, da Vincenzo Costantino Chinaski a Francesco Piccolo.

Per la consueta anteprima solierese di giovedì 29 settembre il pubblico potrà assistere ad una deliziosa serata di musica e parole con il poeta metropolitano Vincenzo Costantino Chinaski, il quale sfiderà a singolar tenzone, in un confronto quasi pugilistico, il cantautore americano Dave Muldoon. Piazza della Repubblica si trasformerà, a partire dalle ore 22.00, in un pezzo degli sconfinati USA, nel quale i due scrittori reciteranno rispettivamente le parti del grande ed irriverente scrittore Charles Bukowski e del leggendario cantautore Tom Waits. Poesie contro canzoni, birra contro scotch, lost generation vs. last generation. In accompagnamento i suoni del polistrumentista Francesco Arcuri.

Non solo letteratura italiana, ma spazio anche alle voci che provengono dall’agitato Medio Oriente con lo scrittore iracheno Younis Tawfik. Sabato 1 ottobre alle ore 11.00 l’autore tratterà con gli strumenti della narrazione, l’argomento della rivoluzione araba, cercando un equilibrio tra cronaca e racconto. L’incontro La rivoluzione araba, la letteratura come testimonianza sarà condotto da Davide Bregola presso Palazzo Foresti a Carpi.

Alle 17.30 invece la scena si sposterà nel Cortile di Levante della Biblioteca Loria con Le parole delle donne. Dacia Maraini, una delle autrici più amate in Italia e nel mondo, condurrà i lettori lungo il percorso delle sue storie, ripercorrendo la sua vita passata in Giappone accanto ai giganti della nostra cultura: Moravia, Pasolini e Morante. Tutto attraverso il suo profondo impegno morale e civile e il suo indefesso tentativo di dar voce alle donne di ogni condizione sociale e geografica. Nel Cortile di Levante della Biblioteca Loria alle ore 17.30.

Chi avrebbe mai detto che la comicità potesse essere letteraria? Ne daranno prova Gino&Michele, i due autori del classico Anche le formiche nel loro piccolo… oltre che di numerosi programmi di straordinario successo quali Zelig. Tra le altre attività, hanno inventato la Smemoranda Letteraria, ospitando all’interno della celebre agenda alcuni degli scrittori più interessanti del panorama nazionale. Sabato 1 ottobre, alle 19.00 presso i Giardini della pretura, i due autori ci presenteranno la versione letteraria del famoso diario – Smemoranda 12 mesi – insieme a tre dei dodici autori che hanno firmato, con racconti inediti, l’edizione 2012: Sandrone Dazieri, Claudia De Lillo, Paolo Nori.

Protagonista della serata – alle 21.00 presso l’Auditorium della biblioteca Loria – sarà invece Sebastiano Vassalli. L’autore de La chimera (vincitore allo Strega e al Campiello) è rimasto sempre fedele e coerente con la sua storia che lo vede partecipare alla Neoavanguardia del Gruppo ’63, sino ad approdare ad un’idea di letteratura pura. Roberto Cicala, poeta ed editore, lo intervisterà portando il pubblico attraverso i suoi paesaggi fisici e metafisici, che odorano di storia e raccontano in uno stile unico i cambiamenti sociali dell’Italia del passato e del presente.

Domenica 2 ottobre alle 15.00, Piazza Garibaldi sarà colmata dall’umorismo e il buonumore causati dalla lettura di Momenti di trascurabile felicità, il libro di notevole successo nelle cui pagine Francesco Piccolo illustra i piccoli ma fondamentali momenti di felicità senza i quali la nostra vita non sarebbe che un mero trascinarsi verso la fine. Una gioia semplice, sommessa, modesta ma perciò stesso più tenace ed irrinunciabile. In un’epoca nella quale ostentazione e cattivo gusto, esibizione trimalcionica e perdita del pudore la fanno da padroni, è consolante poter scoprire che c’è ancora, tra noi, chi sa gioire delle piccole perle che offre l’esistenza. Con interventi musicali del Modena Flute Ensemble.

Luciana Castellina, militante e parlamentare comunista, fra i 14 e i 18 anni ha tenuto un diario che racconta la sua iniziazione politica. Da quel materiale è nata La scoperta del mondo, autobiografia che è stato finalista al Premio Strega 2011. La giornalista, che insieme a Pintor e Rossanda fondò nel 1969 il Manifesto, racconterà la sua vicenda – domenica 2 ottobre alle 16.00 nel Cortile della Biblioteca Loria – dialogando con Marzia Luppi. Un pezzo di storia personale che corre parallela alla storia di tutto un Paese, l’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri.

Domenica alle 18.00, Piazza Garibaldi si tingerà di giallo. Due dei romanzieri di genere più amati dai lettori, Margherita Oggero e Marcello Fois, si confrontano sul tema del Giallo. Celebre autrice della fortunata serie di gialli che hanno per protagonista l’investigatrice–professoressa Camilla Baudino – portata anche sul piccolo schermo da Veronica Pivetti – la prima; autore prolifico non solo in ambito letterario ma anche teatrale, radiofonico e nella fiction televisiva il secondo, i cui romanzi tinti di noir sono spesso ambientati nella Sardegna più profonda, e in epoche storiche le più diverse.

Oltre a questi, tanti altri eventi dedicati alla letteratura esordiente e al racconto, con la premiazione del vincitore del Premio Loria editi e le letture e la premiazione degli inediti. Abbinare la grande letteratura alle giovani promesse, per aiutare il pubblico a riflettere sul proprio presente con gli strumenti che solo la narrativa sa fornire, e insieme aiutare i nuovi talenti a farsi strada e guadagnare sempre più lettori.

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Internazionale a Ferrara

Dal 30 settembre al 2 ottobre 2011, giornalisti, scrittori, artisti e lettori si ritroveranno a Ferrara per partecipare al festival di Internazionale. L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito.

Sabato 1 ottobre

  1. 17.30 Teatro Comunale

    Il ritorno delle bambole

    Michela Marzano
    filosofa italiana, autrice di Sii bella e stai zitta
    Beatriz Preciado
    filosofa spagnola, autrice di Pornotopia
    Natasha Walter
    giornalista britannica, autrice di Living Dolls
    Introduce e modera
    Loredana Lipperini
    giornalista e scrittrice
    In italiano e in inglese con traduzione simultanea
    Ingresso con tagliando

  1. 20.30 Sala Estense

    Madrigne

    La Compagnia delle Poete
    presenta Madrigne
    Spettacolo con
    Ubah Cristina Ali Farah
    Livia Bazu
    Mia Lecomte
    Sarah Zuhra Lukanic
    Vera Lucia de Oliveira
    Helene Paraskeva
    Brenda Porster
    Barbara Pumhösel
    Candelaria Romero
    Jacqueline Spaccini
    racconto musicale di
    Andrea Colella (contrabbasso)
    Emanuele Melisurgo (fiati)
    Mejrema Reuter (flauto)
    video/scenografia di Janine Von Thüngen
    luci e audio di Paolo Dal Canto
    a cura di Vesna Stanic
    In italiano. A fine spettacolo incontro con il pubblico

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Nuovo centro parrocchiale

“Il Centro “Maria Regina della pace” che nascerà a Bondeno, in via Vittime 11 settembre, nel Quartiere del sole, è la realizzazione di un vecchio sogno della Parrocchia in risposta a particolari urgenze. Il Quartiere del sole è il quartiere più grande e numeroso di Bondeno e necessitava di un punto di riferimento sociale e religioso: una sala dove convenire, giovani, adulti, anziani per pensare, giocare, pregare; un ambiente per i giovani in cui organizzare i loro momenti di festa e di gioco. L’opportunità è venuta da un lascito della famiglia Marchetti-Molinari, finalizzato a una simile opera, e dalla disponibilità della Commissione Episcopale Italiana (C.E.I.) a finanziare in parte, attraverso i fondi dell’8 per mille, opere pastorali con particolari requisiti.” Queste sono le ragioni della progettazione del nuovo centro di aggregazione sociale, che si svilupperà presto nel quartiere che forse più di ogni altro ha subito una profonda trasformazione in città, negli ultimi 20-30 anni. “L’Amministrazione sostiene convintamente il progetto partito dalla parrocchia, ne condividiamo le finalità e l’ideale educativo e aggregativo – dice il sindaco di Bondeno, Alan Fabbri –. Riteniamo l’opera strategicamente importante per completare la valorizzazione della zona Ovest.” Una zona in cui è nato un quartiere nel quartiere, da un certo punto di vista, “con la creazione di un centro commerciale, un parco giochi vicino all’asilo, una gelateria e, prossimamente, nuove ipotesi allo studio per la viabilità – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Vincenzi –. Crediamo che, per l’alto valore che il Centro Maria Regina della Pace avrà sul piano sociale, questo non sia che il completamento del piano di sviluppo iniziato anni fa.” Il progetto del Centro presentato (arrivato mercoledì in visione agli uffici tecnici municipali, alla presenza del sindaco Alan Fabbri, e per mano degli architetti Caselli e Guerzoni) prevede la costruzione di una sala delle comunità con aule attigue e di una abitazione, con dimensioni particolari in ragione del numero degli abitanti del quartiere. Il progetto è stato approvato e sono stati già stanziati i fondi (per i due-terzi dell’opera) da parte della Conferenza Episcopale Italiana; fondi che verranno elargiti in ragione dell’avanzamento dei lavori, i quali inizieranno quanto prima e per quanto riguarda lo stralcio attinente con la C.E.I. dovranno terminare nell’arco di tre anni. “Confidiamo nella disponibilità dei parrocchiani che sempre ci hanno offerto il loro sostegno – dice Monsignor Marcello Vincenzi – credo di poter dire che i bondenesi devono sentirsi orgogliosi di questa realizzazione che è soprattutto loro: perché loro concittadini erano i Marchetti-Molinari, loro è l’8 per mille che in questo modo ritorna sul territorio, loro sarà di certo il compimento di questa opera. Un ringraziamento particolare a nome di tutti va allo Studio Tecnico Caselli Associati, pure questo di Bondeno, che ha curato la progettazione, le pratiche per l’ammissione a finanziamento e che curerà la realizzazione del Centro”.

La belle époque

Fondazione Magnani Rocca, Parma – Mamiano di Traversetolo
Dal 10 settembre all’ 11 dicembre 2011

Una mostra su Henri de Toulouse-Lautrec in Italia mancava da parecchi anni.
Il vuoto viene colmato dalla Fondazione Magnani Rocca che, dal 10 settembre all’11 dicembre 2011 nella sua sede di Mamiano di Traversetolo, presso Parma, propone una originale riflessione sul celebre artista francese.
La mostra, che inaugura la presidenza di Giancarlo Forestieri, è curata da Stefano Roffi – con saggi in catalogo di Arturo Carlo Quintavalle, Ada Masoero, Mauro Carrera e del curatore – ed è frutto della collaborazione della Magnani Rocca col Museum of Fine Arts di Boston, col Musée d’Ixelles-Bruxelles, con la Fondazione E. G. Bührle di Zurigo, col MIBAC – Soprintendenza BSAE per le province di Venezia Belluno, Padova e Treviso, con la Galleria d’Arte Moderna di Milano e con altri musei e collezioni italiani ed esteri.
Fondazione Cariparma e Cariparma Crédit Agricole sono i mecenati dell’iniziativa.

È noto come una parte della produzione dell’aristocratico Toulouse-Lautrec (Albi 1864 – Malromé 1901), si sviluppi sulla scia del “japonisme”, ovvero l’ispirazione all’arte giapponese; egli traspone tecniche e inquadrature di quel mondo affascinante e misterioso al contesto occidentale dei locali notturni e delle maisons closes, ovvero le case chiuse che frequenta non solo come artista. È nell’ambito delle sue celeberrime affiches, presenti in mostra nell’intero corpus, che la rielaborazione dei temi e del linearismo grafico giapponese si esprime più evidentemente: dai profili degli uomini in cilindro, alle ombre nere alle spalle del soggetto, alla silhouette “senza testa” della cantante Yvette Guilbert nel notissimo Divan Japonais.
I suoi manifesti sono capolavori d’arte e documenti di un’epoca: conquistarono il pubblico d’allora che li amò e li collezionò, in un periodo in cui altri grandi maestri si cimentavano in questo genere in forte ascesa. Ma sono tutti i suoi personaggi, colti nei caffè-concerto di Montmartre, nelle sale da ballo, nei postriboli, nel celebre Moulin Rouge, nei circhi, nei teatri, raccontati con caustica e rutilante malinconia, che rivivono nella mostra “Toulouse-Lautrec e la Parigi della Belle Époque”. Da notare come nei musei italiani siano rarissime le opere di Lautrec; si tratta quindi di un’occasione imperdibile per vedere suoi lavori senza dover raggiungere grandi musei internazionali.
L’artista mostra un occhio spietato e caricaturale per le caratteristiche e la gestualità dei soggetti che rappresenta (che includono le vedettes sue amiche, le cantanti e ballerine May Milton, Jane Avril e La Goulue – come Andy Warhol farà coi personaggi della sua Factory newyorkese) unito all’uso innovativo di ampie stesure di colori piatti, marcate silhouettes e punti di vista inconsueti, in un’elaborazione di inesauste folgorazioni emotive.
Accanto al corpus delle affiches, la mostra propone una serie di confronti di particolare suggestione: sono accostati i dipinti di figura di Lautrec a quelli di paesaggio degli impressionisti Monet e Renoir, oltre a Cézanne; viene evidenziato il debito nella grafica all’arte giapponese offrendo un confronto speculare fra i manifesti del francese e stampe giapponesi fra Settecento e Ottocento di Utamaro, Hiroshige e Hokusai; viene ricreato il clima di frizzante competizione che Lautrec ingaggia coi vari Chéret, Mucha, Steinlen, Bonnard nell’accaparrarsi le commesse pubblicitarie nella Parigi della Belle Époque; infine viene mostrata l’influenza che Picasso riceve da lui in occasione dei primi soggiorni parigini.

“In tutto il mondo si conoscono le fotografie di quest’ometto deforme. Soltanto la testa e il tronco erano di proporzioni normali. La testa sembrava avvitata sopra le spalle molto cascanti. La barba lunga e nera faceva l’effetto d’uno strano ornamento. Gambe e braccia erano quelle di un bambino di sei anni. Ma in questo corpo deforme c’era una forza vitale enorme, quasi superata dallo spirito di Lautrec. Le sue risposte pronte – simili a quelle di un clown maligno – erano sconcertanti. La bocca di una animalesca sensualità, il modo di esprimersi ora incontrollato, ora estremamente arguto, ora del tutto anticonvenzionale…”. (Henry van de Velde).
L’arte di Lautrec nella Parigi di fine Ottocento non si allinea con quella degli impressionisti che di pochi anni lo avevano preceduto e ancora stavano lavorando in Francia; la sua pittura infatti non rivela interesse per il paesaggio e per la luce, mentre esprime un fascino fortissimo per la figura umana. Lautrec ha chiaro fin da bambino che avrebbe fatto il pittore; la sua statura molto ridotta – dovuta a una duplice frattura alle gambe contratta tra il ’78 ed il ’79 – non gli consente, d’altra parte, di pensare a un lavoro fisicamente impegnativo. Lasciata la monotonia della vita in famiglia nel sud della Francia, si trasferisce a Parigi, metropoli che, nell’ultimo ventennio del XIX secolo, vive l’atmosfera gioiosa, entusiasmante ed eccessiva della Belle Époque. Montmartre, quartiere degli artisti per eccellenza, vede la nascita e la diffusione di trasgressivi locali notturni, cafès, cabarets, rivelando il lato nascosto e torbido della rigida morale borghese dominante.
Circondato di amici – pittori, poeti e artisti della notte – Lautrec si dà alla bella vita e frequenta i celebri Moulin Rouge, Divan Japonais, Folies Bergère. All’inizio è quasi intimorito dalla cattiva reputazione di quell’ambiente, ma poi, grazie all’amicizia con lo showman Aristide Bruant, fondatore del Mirliton, proprio a Montmartre trova ispirazione preziosa per le sue ricerche d’artista. Evidenzia così nuove connessioni fra l’arte e la vita quotidiana affermandosi come una figura centrale nella società decadente che raffigura. La sua attenzione è rivolta ai personaggi: mette a fuoco e analizza da vicino i “tipi” umani che incontra (per usare un’espressione flaubertiana), presentandoli sotto una luce distorta, ironica, tramite nuove inquadrature, nuovi tagli delle scene, nuovi colori e giustapposizioni di colore. La tipologia dei soggetti rappresentati è la più varia: ballerine, habituès dei cafès, borghesi goderecci, il popolo notturno, ma anche prostitute e le masse di derelitti che vivono ai margini della società, un’umanità che anche Picasso, nel suo soggiorno parigino, rappresenterà proprio nel momento del commiato di Lautrec – morto trentasettenne come Raffaello, Parmigianino, Watteau, Van Gogh – da quel mondo e dalla vita.

TOULOUSE-LAUTREC e la Parigi della Belle Époque

Mostra e Catalogo a cura di Stefano Roffi.
Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta con saggi di Arturo Carlo Quintavalle, Ada Masoero, Mauro Carrera, Stefano Roffi.

Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).

Dal 10 settembre all’ 11 dicembre 2011. Aperto anche tutti i festivi.
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) –
sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso.

Ingresso: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it http://www.magnanirocca.it Ristorante nella corte del museo tel. 0521 848135
Il martedì ore 15.30 viene organizzata una visita alla mostra con guida specializzata; non occorre prenotare, basta presentarsi alla biglietteria. Costo € 12,00 (ingresso e guida).