Notizie da Finale

Terremoto 1

INCONTRO CON LA POPOLAZIONE

È IL MOMENTO DI STARE UNITI
“Dobbiamo prestare aiuto, fare informazione: è il momento di stare uniti” così ha esordito il vicesindaco Daniele Monari in apertura dell’incontro con la popolazione che si è svolto venerdì 25 maggio, a 6 giorni dal sisma che ha messo in ginocchio il comune di Finale Emilia. “Affrontare il dramma, ricominciare e tornare alla normalità” ha continuato Monari di fronte a centinaia di persone radunate nel parcheggio di via Bologna a Massa Finalse, in uno spazio già allestito per celebrare le funzioni religiose in alternativa alla chiesa gravemente colpita dal terremoto.

COLPITI TUTTI I SERVIZI PUBBLICI
“La situazione è drammatica, siamo al tappeto, non abbiamo più servizi” ha dichiarato il sindaco Fernando Ferioli, segnato, come tutti, da giorni insonni e da una montagna di problemi da affrontare. Il Municipio, l’Ospedale, le scuole, la Casa Protetta, la stazione delle corriere sono inagibili. “Tutti insieme ce la faremo, siamo una comunità forte, ci rialzeremo”.
Uffici comunali improvvisati sono stati allestiti nella sede della Protezione Civile, di fianco alle scuole elementari del capoluogo. Si possono fare le carte d’identità, ma ancora non c’è accesso agli archivi.

CENTRO OPERATIVO COMUNALE
Il COC ha sede nell’ex Istituto Corni, ora sede della Protezione Civile di Finale Emilia. È l’unico edificio pubblico incolume. Da subito è stata attivata la segreteria che gestisce i campi, il servizio di accoglienza per tutte le segnalazioni, i servizi sociali, i servizi psicologici, la Polizia Municipale, l’Economato, l’Anagrafe. “I cimiteri non sono molto danneggiati: ci stiamo lavorando ma pensiamo prima ai vivi”. È attivo il servizio di cartografia del territorio e tutto l’Ufficio Tecnico è impegnato nelle segnalazioni.
A Massa Finalese i Vigili del Fuoco sono in servizio 24 ore; durante il giorno è aperto un ufficio comunale per dare informazioni. C’è un punto medico e un’ambulanza, oltre alle forze dell’ordine: “Sono lì per voi” ha detto Monari.

SERVIZI SANITARI
Stipa, assessore alla Sanità nonché medico e volontario già durante il terremoto dell’Aquila, ha dato informazione sui servizi attivati: “Malgrado le difficoltà non sono accaduti episodi particolari. Sempre aperto unl centro medico in piazza.” Un lavoro importante lo hanno svolto medici e infermieri dell’ospedale: tutti i pazienti sono stati trasferiti in altri presidi. La situazione socio-sanitaria nei campi è sotto controllo: attivi anche i servizi di aiuto psicologico anche per i volontari, sottoposti a prove non facili. Il servizio infermieristico è garantito 24 ore con l’ausilio di soccorritori della CRI e ambulanza ANPAS. Attivato l’ambulatorio diabetologico, il servizio di Igiene Mentale. Radiologia sta tornando operativa presso l’Ospedale di Mirandola

CAMPI ALLESTITI IN TEMPI RECORD
I sei campi, più il centro accoglienza al COAC di Massa Finalese, sono stati allestiti in tempi record: già nella giornata di lunedì le tende erano installate, malgrado la pioggia battente. La scossa più forte si è verificata alle 4.00 di domenica 20 maggio e alle 12.00 nel campo di Massa erano pronti 600 pasti per i rifugiati e i volontari, come ha voluto testimoniare l’ex sindaco Soragni, presente come volontario fin dai primi momenti: “Mi è servita l’esperienza di volontario all’Aquila”
Sono 2.200 le persone ospitate e i campi si stanno avviando alla “normalità” con tutti i servizi necessari: mensa, servizi sanitari, bagni. “Vi chiediamo di avere pazienza – è stato l’appello di Ferioli – la situazione non è facile ma abbiamo abbattuto tutti i tempi di allestimento.”
“È stato allestito il campo più grande – ha aggiunto Gulinelli, consigliere comunale e responsabile della tendopoli di Massa Finalese – con 480 posti letto. Gli stranieri sono il 55%. Non ci sono infiltrati: chi entra deve avere in dotazione un cartellino identificativo con verifica anagrafica. È stata data priorità agli anziani e alle famiglie con bambini.” I campi sono dotati di regolamenti per la raccolta differenziata, la pulizia delle tende e dei servizi e le regole di convivenza civile.

LE ASSOCIAZIONI
Luca Viaggi, di Mani Tese, ha parlato a nome delle tante associazioni di volontariato finalesi che si stanno adoperando per fare la loro parte in questa emergenza. Stanno lavorando per “creare un coordinamento e farci carico sulla ricostruzione della socialità e della solidarietà”. Annunciata una Festa nella sede di Mani Tese, dove comunque si è fatto accoglienza, e incontri di sensibilizzazione. Si stanno attivando per progetti di aiuto alle famiglie, d’intesa anche con gli insegnanti. “Anche noi vogliamo farci carico di un pezzo dei problemi”, da detto Viaggi.

MONUMENTI DISTRUTTI
I crolli hanno interessato i monumenti-simbolo della città: la torre dell’orologio, del 1213, il mastio, la Marchesina e parte del Castello delle Rocche; tutte le chiese sono state colpite in modo grave. “Sono 1.500 i monumenti distrutti i semidistrutti – ha informato il sindaco – e la Soprintendenza ha già effettuato i sopralluoghi. “È stato chiesto di mettere in sicurezza il campanile di Massa Finalese, uno dei pochi ancora in piedi. Sono stato il primo ad aver pianto quando ho visto il nostro patrimonio in quelle condizioni: ma li ricostruiremo, ce la faremo – ha detto Ferioli tra gli applausi del pubblico – c’è la volontà di ricostruire, non cediamo all’idea di dover abbattere: piuttosto ricostruiremo pietra su pietra. Sono centinaia i volontari che già hanno dato la loro disponibilità per ricostruire.”

ABITAZIONI CIVILI
È possibile chiedere un controllo da parte di un tecnico di fiducia che firma l’abitabilità, che non deve essere portata in Comune. Si può segnalare il danno subito ai Vigili del Fuoco che verificano l’abitabilità e compilano le schede di valutazione della Regione Emilia Romagna per accedere ai fondi pro-terremotati del Ministero. Ma le segnalazioni sono già oltre 3.500, pertanto la via più breve resta l’iniziativa privata. La zona rossa rimane chiusa per motivi di sicurezza. Si può accedere solo accompagnati dai Vigili del Fuoco. Le case che non presentano danni evidenti si considerano abitabili. È possibile iniziare i lavori: i valutatori sanno distinguere i lavori recenti. Il governo ha stanziato 50 milioni di euro, ma è una somma assolutamente insufficiente. Altri 150 milioni sono venuti dai parlamentari, ma resta l’emergenza. Molti tecnici si sono resi disponibili per fare sopralluoghi gratuitamente: “Se volete partire fatelo, fate una breve segnalazione. Andiamo avanti, non fermiamoci di fronte alla burocrazia”.

TECNICI DA FOLIGNO
Sono intervenuti due ingegneri di Foligno, Galli e Cairoli, di passaggio a Finale Emilia: hanno messo a disposizione le loro competenze – già maturate nei casi analoghi dell’Aquila e anche della loro terra – per valutare l’agibilità delle case: “È una situazione importante ma promette bene: la gran parte delle abitazioni è agibile. È stato fatto un lavoro immenso. Fate richiesta ai Vigili del Fuoco solo se ci sono lesioni gravi nelle case: date priorità a chi ne ha più bisogno. Se siete in condominio, fate un’unica segnalazione, è importante guardare la globalità della situazione”. Un invito a risolvere da sé piccoli problemi, come i comignoli caduti.

ATTIVITÀ PRODUTTIVE E SCUOLE
“Si punterà soprattutto per recuperare il tessuto produttivo – ha detto il sindaco – abbiamo il 70/80% dei capannoni distrutti.” E non si sa quando arriveranno i fondi stanziati. Una buona notizia: “Le Fondazioni bancarie sistemeranno le scuole statali che saranno agibili già a settembre”. Per le superiori, la Provincia ha già stanziato 6 milioni di euro.

IMU E UTENZE
Il governo ha disposto di rinviare di un anno il pagamento dell’IMU: “Ma non dobbiamo pagare proprio, non ci facciamo prendere in giro, dobbiamo avere degli sgravi! Non chiediamo l’elemosina, ma solo di poter ricostruire la nostra città e riprendere in mano il nostro futuro. Non vogliamo che da Roma decidano per noi! Abbiamo chiesto con forza – ha sottolineato con forza Ferioli – di cancellare l’IMU e prevedere altri sgravi fiscali”. Inoltre ci sarà una moratoria di tre mesi su tutte le utenze SORGEA. Nelle zone terremotate anche le cartelle Equitalia non si pagano.

COSA È ACCADUTO SOTTO DI NOI
“I sismologi dicono che siamo attraversati dalla Faglia Adriatica, i cui movimenti hanno provocato una compressione delle acque e un innalzamento delle falde di 4 metri”, da qui il fenomeno delle sorgive di acqua e sabbia spuntate un po’ dovunque. Lo sciame sismico è di assestamento della terra. “L’ultimo terremoto risale al 1570, che ha raso al suolo Ferrara. Arriva la Giunta Ferioli e dopo 442 anni ritorna – ha detto Ferioli giusto per sdrammatizzare – ma per fortuna non è morto nessuno”. Il pensiero corre a cosa sarebbe accaduto se i crolli si fossero verificato poche ore dopo nelle chiese durante le funzioni domenicali. Invece neanche un ferito grave.

C’È IL RISCHIO CHE SI DIMENTICHINO
“C’è il rischio che si dimentichino di noi – è l’allarme lanciato da Monari – e che i soldi non arrivino o solo in parte. Dobbiamo far capire che qui c’è gente che si rimbocca le maniche.”

DEPOSITO GAS DI RIVARA
Dal numeroso pubblico più voci si sono levate per chiedere allarmati: “E il deposito del gas?”.
“Mi chiedo – ha risposto il sindaco – perché ne stiamo ancora a parlare. È assurdo che la ERS, nonostante il terremoto, continui a dire che vogliono andare avanti. Lo stesso Monti si è detto molto scettico e i giornali non sono la Bibbia: nessuna trivellazione o infiltrazione è stata fatta sul territorio, servono autorizzazioni per farlo. La Regione, la Provincia, l’Area Nord e lo stesso Comune di Finale Emilia, tutti hanno detto chiaramente NO.”
“Sei anni fa abbiamo iniziato la battaglia – ha aggiunto Monari, già presidente del Comitato “NO GAS” di Massa Finalese – su tutti i fronti. Questi signori non hanno avuto la dignità di stare zitti almeno in questi giorni: si devono vergognare! È una battaglia importante che dobbiamo vincere!”
“Ci vuole solo uno come Giovanardi – ha incalzato Soragni – per dire che il nostro territorio non è sismico. Di fronte a qualsiasi governo, se ci provano ad impiantare qualcosa ci vedranno ben più numerosi di questa sera a presidiare il territorio.”

RINGRAZIAMENTI
Un grazie grande è andato ai volontari Protezioni Civili delle Regioni Lombardia, Marche e Umbria, della Croce Rossa, dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri (in servizio e dell’Associazione Nazionale) e delle Polizie Municipali. È stata una grande gara di solidarietà e dai campi ci dicono che i volontari che li gestiscono sono persone meravigliose, che si prodigano in ogni modo per garantire buone condizioni di vita. Un grazie di cuore va all’ANA (Associazione Nazionale Alpini), al VAB (Volontari Antincendio Boschivi), alle associazioni e volontari finalesi, a partire dalla Protezione Civile, che da subito si è mobilitata. La lista dei volontari è lunghissima, grande il loro numero come grandi sono i loro cuori: a loro va tutta la riconoscenza della città di Finale Emilia.

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