Cento per Cento

L’articolo che riportiamo lo trovate sul mensile di informazione CENTOperCENTO, in distribuzione gratuita in edicola

Lo stemma araldico del Comune di Cento, che contiene gli stessi elementi di quello della Partecipanza Agraria di Cento – da cui deriva e più avanti dirò il perché di questa precisazione – ha come motto “Non semper ignotus” (Non sempre sconosciuto). Il motto appartiene alla famiglia delle negazioni che servono per affermare: infatti se non sempre Cento è stata sconosciuta, significa che sovente è stata nota per fatti che la riguardavano.
La notorietà, nel bene e nel male, è sempre un fatto di azione legato alla comunicazione. I due aspetti sono imprescindibili dalla comune presenza, perché l’assenza dell’uno può vanificare la veridicità dell’altro. Fatte queste precisazioni, sembra che il terremoto a Cento non ci sia stato perché nessuno se ne è accorto, se non i centesi. I grandi media televisivi parlano di tutte le località terremotate ad eccezione di Cento; il Capo del governo visita i tutti i luoghi colpiti dal sisma ad eccezione di Cento; il Presidente della Repubblica visita le aree terremotate e passa accanto a Cento senza degnarla di uno sguardo; il Papa viene nell’area colpita dal terremoto ed evita Cento con affettuosa premura.
Evidentemente, i responsabili della comunità centese hanno un peso specifico prossimo allo zero ed una capacità di comunicare assolutamente nulla. I responsabili della comunità centese sono il Sindaco Piero Lodi ed il Presidente della Partecipanza Agraria, Flavio Draghetti. Lasciamo fuori dal computo il Presidente della Cassa di Risparmio di Cento e la Presidentessa della Fondazione, solo perché negli ultimi anni l’Istituto ha assunto connotati che non sono più riconduci-bili al solo territorio centese.
Quindi, appare forte la responsabilità di Lodi e Draghetti nell’incapacità di comunicare esternamente la tragedia che ha colpito Cento, così come appa-re forte la loro incapacità di assumere iniziative per risollevare il territorio. Lodi in molti casi si è posto come ostacolo ad iniziative idonee a dare vigore alla ripresa, e si è trincerato dietro a cautele degne delle peggiori inerzie burocratiche. Draghetti non ha fatto proprio nulla mettendo in evidenza il niente sul quale sopravvive la Partecipanza, ma al vero, a ben cercare, qualcosa l’ha fatto: ha disposto di lasciare le porte aperte, affinché qualora arrivino nuove scosse, si possa fuggire più velocemente.
Fa-Remo e fa-Romolo, i gemelli Niente e Nulla del potere locale, stanno alla fine-stra mentre altri che fanno ed hanno le idee chiare già portano a casa aiuti concreti e realizzano iniziative efficaci.
Basti pensare che Ferrara è riuscita ad organizzare un “Palio della Solidarietà” ed a fare confluire su di esso aiuti provenienti da tutta Italia e dalla Germania. Eppure il Comune di Ferrara non è neppure inserito tra quelli terremotati, così come stabilito dal Decreto del Ministro dell’economia, relativo al sisma del 20 maggio 2012. Dov’era il Sindaco di Cento, che pare veramente privo di ogni peso anche all’interno del proprio partito, quando si organizzavano iniziative a favore delle aree terremotate ?.

Qualcuno, preso da sconforto ed incazzatura,   avrà pensato che stava avvitando lampadine rosse in qualche tenda di periferia. A proposito di tende e di tendopoli, Cento nell’area del percorso vita ospita uno deicampi maggiori che è sorto nella zona colpita dal sisma. Il campo, come diciamo in
altra parte del giornale, è un autentico gioiello ma serve quasi esclusivamente per extracomunitari di specifiche etnie.
Come mai, se la popolazione extracomunitaria somma al 15%, il campo è occupato da essa nella misura superiore al 90% ?.
Non sono misteri ma prese d’atto, come mai i cinesi non sono nella tendopoli e le popolazioni dell’est sono in gran parte già uscite, mentre pakistani, africani e magrebini non hanno alcuna intenzione di andarsene?.
Vuoi vedere che per qualcuno sono una risorsa, anche li ! Amen e Così Sia .

Mirco Gallerani (mircogallerani@libero.it)

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One thought on “Cento per Cento

  1. Nello stesso numero segnaliamo anche un interessante articolo sulle concessioni minerarie in Emilia e il testo della lettera dell’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli al governo riguardo al progetto di stoccaggio gas di Rivara.

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