Il calcio come metafora

Nel nostro paese, lo sport che va per la maggiore è il calcio, il pareggio è ammesso e spesso desiderato.

Qui si può vincere anche all’ultimo minuto, è ben accetto anche un autogol, tutto è ammesso, prima si pensa a difendere, poi ad attaccare. In questo modo può accadere di vincere anche un campionato del mondo, grazie ai soli errori degli avversari.

Il nostro è sempre stato un match sofferto, dove per ottenere il massimo risultato, siamo passati attraverso la pena del cercare di “non subire danni”.

Si passa quindi da una società, quella americana, che costruisce per distruggere a una che non costruisce per limitare i danni.

Sono due concetti agli antipodi, due riflessi diversi di società nate su basi profondamente diverse.

Il mondo comunque va avanti su queste due linee, in un processo di autodistruzione, con una parte di noi armata di pistola pronta a uccidere chi contrasta il nostro stile di vita e un’altra, che subisce la violenza di una società senza scrupoli e senza opportunità, arrivando a compiere l’unico gesto estremo che può renderli visibili: “Il suicidio”.

estratto da : http://www.lolandesevolante.net/blog/2012/08/28/suicidi-omicidi/

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