Maria Paiato al Comunale

TEATRO COMUNALE DI FERRARA
sabato 24 novembre – ore 21 – Turno A
domenica 25 novembre – ore 16 – Turno E

MARIA PAIATO IN
ANNA CAPPELLI, UNO STUDIO

di Annibale Ruccello
regia Pierpaolo Sepe
scene Francesco Ghisu
costumi Gianluca Falaschi
luci Carmine Pierri

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maria paiato torna a ferrara con anna cappelli DI RUCCELLO
UNA STORIA DI FOLLIA E DI PIETÀ

A tre anni da L’Intervista (stagione di Prosa 2009/2010), Maria Paiato è di nuovo in scena al Teatro Comunale di Ferrara con Anna Cappelli di Annibale Ruccello, secondo spettacolo della stagione di Prosa 2012/2013. Sabato 24 e domenica 25 novembre, l’attrice – che è nata a Stienta ma a Ferrara ha studiato e si è formata – ritorna per la seconda volta da protagonista sul palcoscenico di quella che considera a tutti gli effetti la sua città. Lo spettacolo è una produzione della Fondazione Salerno Contemporanea Teatro Stabile di Innovazione. La regia è firmata da Pierpaolo Sepe, le scene sono di Francesco Ghisu, costumi di Gianluca Falaschi, luci di Carmine Pierri.
Maria Paiato è considerata una delle più grandi attrici del teatro italiano. Tra i numerosi riconoscimenti, ricordiamo due premi Ubu (2005 e 2006), due Olimpici del Teatro (2004 e 2007), la Maschera d’Oro 2005 e il Premio Eleonora Duse 2009. Dopo l’esordio nella Maria Zanella e la consacrazione di Erodiade, si conferma ancora una volta incontrastata padrona della scena nell’interpretazione di questo nuovo personaggio: “La migliore Anna Cappelli che finora si sia vista e ascoltata, la più intensa e commovente, la più fraterna e inquietante”, come ha scritto il critico teatrale Enrico Fiore sul Mattino di Napoli.
Il monologo racchiude una storia piccola che ha come protagonista una persona comune osservata mentre scivola nella follia fino a farsi “mostro”, ma che Annibale Ruccello – geniale drammaturgo scomparso a soli trent’anni a meta degli anni Ottanta – colma di pietà, la pietà per i deboli, i traditi, i pazzi, i disperati, gli emarginati. Anna Cappelli è una donna che vive in una cittadina di provincia. Impiegata al Comune, ha  una stanza in affitto da una fastidiosa signora. Dopo anni estenuanti passati in solitudine e ostilità verso il mondo, cerca un compagno di vita. S’innamora di Tonino Scarpa, ragioniere, che non la vuole sposare, ma vuole vivere con lei. Accetta, ma viene emarginata da tutti. Dopo anni di vita comune, lui decide di vendere l’appartamento, cacciarla di casa e trasferirsi in Sicilia. A questo punto scatta in Anna qualcosa che la spinge verso la f ollia. La sua risposta alla solitudine dopo l’ennesimo abbandono sarà violentissima e insieme teneramente straziante. Anna è una delle figure deliranti di Annibale Ruccello, contaminate da una solitudine usuale e dilagante entro la quale, come in un bozzolo corrotto, si annida l’angoscia più profonda dell’esistenza. Ossessionata dall’idea di avere qualcosa di suo che le appartenga oltre ogni cambiamento, diventa parabola di un furore del possesso, inteso come unico antidoto a quell’irrimediabile perdita che è l’esistenza nella sua veste più brutale.
Afferma il regista Pierpaolo Sepe: “Il testo è insidioso e pieno di trabocchetti. Il delirio naturalistico e minimale, ambientato in una miserabile Italietta degli anni Sessanta, a una lettura poco attenta può sembrare scarsamente dotato di una vena originaria limpida e necessaria; ma a uno sguardo più accorto non sfugge la mostruosa e depravata sottocultura piccolo-borghese che invade ogni respiro del dramma, incarnandosi in una donnina in apparenza docile e insignificante. L’intelligenza dell’autore sta nel nascondere, dietro la follia della normalità, un processo culturale drammatico che ha vissuto il nostro paese: la protagonista del dramma porta in sé la miseria degli anni in cui divenne importante avere piuttosto che essere”.
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Comunale con due repliche: sabato 24 novembre alle 21 (turno A); domenica 25 novembre alle 16 (turno E). Biglietti da 8 a 30 euro. Info: 0532 202675 – http://www.teatrocomunaleferrara.it

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