Nino Rota

Martedì 18 ore 16.30 – ANATOMIE DELLA MENTE Sei conferenze di varia psicologia – Anno VI

Stefano Caracciolo – L’ENFANT PRODIGE NINO ROTA E LA NOSTALGIA DELL’INFANZIA PERDUTA: IL CASO CLINICO DI GIANNINO STOPPANI
Giovanni Rota Rinaldi, noto come Nino Rota (1911-1979) compositore di colonne sonore di grandi film (come La Strada e altri capolavori di Fellini, Visconti e Zeffirelli, Il Padrino 1 e 2 di F.F.Coppola) fu in realtà compositore prolifico e assolutamente originale di generi assai diversi, spaziando dall’opera lirica, a oratori religiosi e a importanti composizioni sinfoniche e da camera.
La sua infanzia fu dominata dalla precocissima comparsa di talento musicale compositivo, tanto che le sue prime opere liriche furono composte intorno ai 10 anni ed eseguite pubblicamente in Italia e all’Estero, occasioni in cui fu osannato come ‘enfant prodige’. La sua personalità rimarrà peraltro sempre caratterizzata da temi e modalità affettive tipiche del mondo incantato e magico dell’infanzia, come risulta dai contenuti della sua concezione artistica più volte definita ‘poetica del candore’. Il suo virtuosismo pianistico, testimoniato dalle innumerevoli occasioni private e pubbliche in cui deliziava gli ascoltatori, ed un certo spirito di contaminazione di temi e generi, trovarono un’occasione davvero speciale nelle musiche del popolarissimo sceneggiato televisivo tratto dal romanzo ‘Il Giornalino di Gian Burrasca’, diretto da Lina Wertmüller nel 1964, in cui ancora una volta il suo genio compositivo si esalta nei temi della golosità e della protesta infantile in melodie in stile ottocentesco ‘leggero’, con ritmi salottieri dal ‘galop’ al valzer ispirate dal romanzo di Vamba e dai testi scritti dalla stessa Wertmüller. La ingenua e candida protesta infantile di Gian Burrasca (Viva la Libertà) si realizza attraverso momenti intensamente lirici e di scanzonata contaminazione con la letteratura ottocentesca (Salgàri: che scrittore) e si accoppia con lo spirito ironicamente borghese da cui Rota aveva saputo staccarsi nella sua vita, appartata e dedita alla composizione ed all’insegnamento nei vari Conservatori in cui fu a lungo Direttore in modo geniale, come attestato dalla intensa collaborazione con i registi Mario Soldati e Federico Fellini che gli ha dato poi fama mondiale come compositore di celeberrime colonne sonore per il cinema. Le sue caratteristiche psicologiche saranno rievocate attraverso l’ascolto di frammenti musicali e la visione di spezzoni tratti dal ‘Gian Burrasca’ televisivo, nonchè tratti dal documentario biografico a lui d edicato da Mario Monicelli intitolato ‘Nino Rota l’amico magico’, con riferimento al suo amore segreto per l’esoterismo.
Ciclo di conferenze curato da Stefano Caracciolo – Università di Ferrara

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