Dieci saggi

Dieci saggi

Siamo ormai alla farsa: 6 per l’economia e 4 per le riforme (o viceversa, non ricordo)…

Per le riforme vi rimando all’articolo del link, per l’economia ne parlano tutti gli articoli precedenti; ma stiamo menando il can per l’aia o mestando il torrone o, come più efficacemente dicono nel bolognese…

Annunci

Si salvi chi può

Trovo questo bel post sul blog di Alberto Bagnai, ad opera di Ale Guerani, che così riflette:

L’unica cosa amaramente buona di questa crisi è che ho capito come nascono le dittature, che SI, è proprio vero, più che da una violenza dei padroni derivano dalla tentazione dei servi, dall’ignoranza dalla mediocrità e dall’ignavia della gente (…); e a cosa dovrebbe servire la cultura umanistica: ad insegnarti con chi hai a che fare affinché tu possa fare/ripetere meno errori possibili. Infatti è per questo che l’hanno piano piano distrutta.

Evidentemente stiamo riflettendo un po’ tutti sulla stessa cosa: sta nascendo una dittatura, in Europa? A volte, mentre sento le notizie, ho dei flash di voci future “Ma noi non sapevamo, ma noi non volevamo!”, chissà se è la sindrome di Cassandra, o soltanto memorie di un passato ancora recente.

Lo stesso concetto di dittatura non è antico: nessuno si sognava di chiamare “dittatori” il re Sole, il Papa o l’imperatore di turno. E’ un concetto nuovo.
Fatto sta che l’abbiamo introiettato molto bene, al punto che vediamo dittatori dovunque, persino in leader democraticamente eletti (vedi Chavez o Ahmadinejad) o addirittura in comici col blog. Ma quando si tratta di noi, ehh: la dittatura è l’elefante nella stanza. Nessuno riesce ad accorgersene.

Forse perché si tratta di una declinazione di dittatura finora inedita. Nell’immaginario, il dittatore ha una faccia cattiva, impone le sue idee al popolo con gli eserciti, e sbatte i dissidenti in gabbia o alle torture. Ora sembra che non ce ne sia più alcun bisogno: il dittatore non ha un nome e cognome, anzi si nasconde in una massa amorfa di oscuri burocrati. L’esercito di cui si serve? Stampa, media e politici compiacenti o corrotti. L’arma principale? La shock economy, eventi che terrorizzano i cittadini e li rendono consenzienti a qualsiasi nefasto provvedimento passi per indispensabile. I dissidenti? Nessun problema: li si lascia a sbraitare nel recinto di Internet, che danno vuoi che facciano. Una dittatura il cui scopo è l’impoverimento generalizzato e il controllo da esso derivante, non ha bisogno di sparare un colpo: stiamo consegnando tutto senza fiatare.

Qualcuno obietterà che non è vero, che tanti si stanno accorgendo di ciò che accade. Ah si? Beh io non credo. Come scrive ancora Bagnai nel suo libro, quando i partigiani andarono in montagna non si preoccuparono dell’inflazione, della perdita di potere d’acquisto, del mutuo in euro. Quando c’è da combattere si combatte, costi quel che costi. Noi non siamo ancora pronti. Siamo ancora come quelle famiglie ebree che nel ’36 consegnavano l’oro, consegnavano i pianoforti, pensando che presto sarebbe finita e peggio di così non poteva andare. E invece, si è visto com’è andata.
Noi stiamo consegnando oro e pianoforti per paura dei finti mostri che ci hanno dipinto, e alla fine perderemo tutto senza avere più nulla per cui combattere. Vogliamo davvero ridurci così?

L’Europa è una dittatura, bisogna uscirne il prima possibile. Senza chiedersi cosa sarà della bolletta della luce o della rata del mutuo, perché non ci lasceranno né luce né casa. Siamo in mano a dei pazzi furiosi e l’unica è svignarsela, le difficoltà successive le affronteremo poi, ci penseremo dopo come si sono detti i partigiani scalando la montagna. Ora il pensiero è uno, e uno solo, e questo dobbiamo chiedere con forza a chi ci rappresenta:
Fuggite, sciocchi!

fonte: Crisis

Prelievo forzoso

Veniamo ora alle cose serie, a ciò che i media accennano solamente sperando che non ne capiamo esattamente il senso, coperto da un mare di fuffa diversiva.
Forse in onore del papa argentino, l’Eurozona sta facendo prove tecniche di corralito e la vittima prescelta nel weekend è stata Cipro, l’ennesima vittima sacrificale sull’altare della moneta unica.
Questa volta però l’hanno fatta più grossa del solito.

Riassumendo: le banche cipriote sono piene di cartastraccia greca e altra merda finanziaria ad alto rischio e sono sull’orlo del fallimento. I figli di Troika concederanno magnanimi un aiuto a queste banche (lo sapete che le banche non possono fallire, voi si), basta che siano i ciprioti stessi a pagarlo attraverso un prestito forzoso sui depositi privati. Non è una patrimoniale sui depositi dei ricchi oligarchi russi, come tentano di raccontarci le demi vierges dei media, visto che si tratta di conti in chiaro. A pagare saranno anche e soprattutto i piccoli risparmiatori, quelli con conti fino a 100.000 euro, rapinati del 6,75% – altro che il sei per mille del Dottor Sottile nel ’92 . Euro, che bella parola!
Come garanzia per essere stati rapinati i risparmiatori ciprioti dovranno accettare titoli delle stesse banche bollite, stampati per l’occasione dalla Tipografia Lo Turco.
Lo ripeto, se non fosse stato chiaro finora. Il concetto è: “Hai bisogno di un prestito perché sei in difficoltà a causa delle regole del nostro euro? Ok, però i soldi li prendo dal tuo CC, se non ti dispiace.”

Per sicurezza, per evitare che i cittadini salvassero i propri risparmi dalla rapina da parte della Troika, il governo cipriota ha applicato appunto il “corralito”, ovvero ha chiuso le banche fino a mercoledì 20 e ha sigillato i bancomat. Il Parlamento sarà costretto ad approvare il prelievo forzoso, grazie ad una bella dose di terrorismo su “cosa accadrebbe se non lo facessimo. Se crollasse l’euro, con l’invasione delle cavallette e il sacrificio dei primogeniti”.
Vabbé, dicono i piddini, Cipro è un paradiso fiscale dove gli odiosi mafiosi tripponi russi vanno a portare i soldi sporchi, crogiolandosi al sole tutti ingioiellati assieme alle loro puttane. E’ solo in parte vero ma non importa. Il piddino ha uno stile di interpretare le cose che va dalle copertine della Domenica del Corriere fino a Cronaca Vera.

Questo perpetrato a Cipro è atto gravissimo, ed è l’ennesimo atto di guerra economica e finanziaria della Germania al resto d’Europa. Perché non pensate mica che il complesso chimico-industriale tedesco si accontenterà di quattro sghei ciprioti e del sangue greco. Sempre nel fine settimana sono circolate altre notiziole – questa volta si, ignorate completamente dai media, nonostante fossimo noi i protagonisti dell’attenzionamento.
Bundesbank ci ha lanciato un monito a proseguire nelle riforme e sapete cosa significa, e addirittura Commerzbank, altro merdaio strafatto di titoli tossici, auspica per l’Italia e sempre per la solita scusa falsa del debito pubblico, un prelievo forzoso del 15% sugli asset finanziari, compreso il patrimonio immobiliare (oltre all’IMU, suppongo) e un incremento delle tasse di successione (20% senza franchigia).
Questa è guerra, signori. La guerra di un paese che ci considera terra da saccheggio per ripianare i conti delle proprie banche, fallite a causa della finanza casino. E che lo può fare perché una classe politica serva e sottomessa, di cui il governo Monti è stato il punto più basso, gli permette di farlo.

Poi ci meravigliamo che i mercati reagiscono negativamente e lo spread si alza. Perché secondo voi questo modo di gestire l’economia e la finanza è normale, è regolare, è onesto, risponde alle regole stesse dei mercati, che in parte sono ancora espressione di istanze di economia reale e che rispondono alla regola della domanda e dell’offerta? No. O ammazziamo l’euro o l’euro ammazzerà noi. O disarmiamo il neomercantilismo nella Germania nell’unico modo possibile, ossia strappandole la pistola euro che ci ha puntato alla tempia, o sarà la fine e allora lo capiranno perfino i piddini.
A proposito, bando alle tristezze ed alle ombre che provengono da Mordor. Possono stare tranquilli gli elettori di Bersani. Se sono veri i rumors su Prodi al Quirinale e Irene Tinagli come ministro dell’economia del PD, puro Partito Unico dell’Euro, bocconiana, ex pd, poi montezemolina e quindi montiana, siamo nella classica botte di ferro. Quella con i chiodi.

Barbara Tampieri estratto da http://www.oltrelacoltre.com/?p=15963

Figli di Troika

di Francesco Salistrari

I meccanismi di questa crisi si ripetono a tutte le latitudini. L’ultimo episodio del quasi-default cipriota dimostra ancora una volta quanto importante per la finanza internazionale e i poteri sovranazionali europei e mondiali (leggasi Troika) sia fondamentale evitare che qualsiasi paese, anche il più piccolo e insignificante (dal punto di vista del PIL), possa uscire dalla moneta unica, nazionalizzi le banche private in fallimento e dichiari bancarotta evitando di pagare il proprio debito estero.

E’ per questo motivo dunque che a Cipro, piccolo paese europeo, dove le banche nell’orgia finanziario-sessuale del prestito facile, si sono indebitate per 8 volte il PIL del paese nel periodo che va dal 2001 al 2011, le “ricette europee” vengono imposte contro la volontà stessa del governo eletto democraticamente.

E’ di solo qualche mese fa infatti la dichiarazione del presidente Nicos Anastasiades, neoeletto, che disse testualmente: “Absolutely no reference to a haircut on deposits will be tolerated”, ed ora invece è costretto a dire che “l’austerity è l’unica via d’uscita dal default” e che il prelievo forzoso dai conti correnti bancari (9,95% su quelli superiori a 100 mila euro e 6,75% su quelli inferiori) è un sacrificio necessario per il salvataggio del paese.

Del paese? O delle banche? Sarebbe questa la domanda da porre al presidente cipriota o ai tecnocrati europei. Ma tant’è.’ Gli aiuti europei infatti pari a quasi 10 miliardi sono solo una parte dei quasi 17 ritenuti necessari per il salvataggio degli istituti bancari dell’isola praticamente falliti.

Le misure sono talmente draconiane che nello stesso Parlamento ci sono forti resistenze, tanto che si sta pensando a rimodulare il prelievo abbassando al 3% quello sui depositi inferiori ai 100 mila euro, alzando a 10% quelli superiori a 100 mila e inferiori a 500 mila e tassando quelli superiori a 500 mila fino al 15%. Il tutto con la benedizione dell’eurogruppo, che ha comunque sottolineato che quello che non dovrà assolutamente cambiare è l’importo finale (5,98 miliardi).

Il fatto curioso è che il piano di salvataggio per Cipro proposto da Fmi e Ue riguarda la Russia da vicino: secondo varie stime, gli asset appartenenti a cittadini o società russe – per la quali Cipro costituisce un deposito offshore – ammontano a circa 20 miliardi di euro. La Russia aveva già accordato nel 2011 un prestito di 2,5 miliardi di dollari alla Repubblica di Cipro, la cui economia è stata messa in ginocchio dai forti vincoli con il settore bancario greco. E per discutere una possibile ristrutturazione di questo prestito, il ministro delle Finanze cipriota, Michalis Sarris, sarà a Mosca mercoledì. Non a caso una volta saputosi del prelievo forzoso sui conti correnti è stato lo stesso Putin a lamentarsi pubblicamente, denunciando il pericoloso precedente che la situazione cipriota ha creato.

In effetti, il “salvataggio” effettuato a Cipro, rompe un tabù finanziario importante. Da questo momento in poi, questo “metodo” potrà infatti essere usato in qualunque paese in crisi dell’Eurozona, Italia compresa. Voci allarmate, parlano di un’operazione in stile cipriota, già a giugno, considerando alcune scadenze finanziare del paese e soprattutto l’instabilità politica che peserà senz’altro sui mercati, facendo innalzare gli spread. Ma da questo punto di vista ci si dimentica che in realtà in Italia il prelievo forzoso è già stato compiuto dal Governo Monti, con l’obbligo di aprire un conto corrente per movimentazioni superiori a 999 euro e con la reintroduzione della tassa sulla casa (IMU). La differenza è che a Cipro lo Stato prende senza chiedere, in Italia obbliga a versare.

Nel frattempo a Cipro le file dei cittadini agli sportelli per ritirare i propri soldi ed evitare il prelievo non si sono fatte attendere, ma il Governo, abilmente, ha giocato d’anticipo e le banche resteranno chiuse fino a martedì, mentre l’annuncio del prelievo è stato dato sabato, cioè con le banche chiuse per il week-end. Insomma nulla da fare. La cosa capo fatta ha. E tant’è.

Appare veramente singolare come poi nei discorsi dei politici e degli stregoni europei, si parli abilmente di “salvataggio” a Cipro. In realtà se di salvataggio si tratta non è certo del paese, semmai delle banche del paese, private, se di “aiuti” si tratta si tratta di aiuti alle banche per evitare un default che non determinerebbe semplicemente l’insolvenza degli istituti e di conseguenza del paese, ma l’uscita dalla moneta unica.

Questo l’Europa, ma anche e soprattutto la Merkel, che vuole rivincere a tutti i costi le elezioni nel suo paese, non lo permettono. Non lo hanno fatto con la Grecia, condannandola ad una situazione economica molto simile a quella in cui versava il paese negli anni ’40 subito dopo la guerra, non lo hanno fatto con Islanda, Irlanda e Portogallo, non lo faranno con la Spagna né tantomeno con l’Italia.

Il dato politico di questa vicenda a Cipro infatti è questo: non è consentito uscire dall’euro.

E questo contro qualsiasi residuo di sovranità di qualunque paese. Un governo come quello cipriota, per esempio, appena eletto, con un programma, con delle intenzioni specifiche, si è dovuto piegare esattamente ai diktat della Troika, sconfessando completamente quello che aveva appena promesso in campagna elettorale.

Faccia da culo? No figli di Troika.

fonte: Memorandum di uno Smemorato

Io amo l’Italia

Liberiamo l’Italia dalla schiavitù dell’euro, dall’ingiustizia del signoraggio monetario, dall’inganno del debito pubblico creato dalle banche, dalla dittatura della finanza speculativa globalizzata
Per superare la crisi strutturale della finanza e dell’economia globalizzata causata dall’esplosione della bolla speculativa dei titoli derivati e per emanciparci dalla schiavitù del signoraggio bancario, l’unica soluzione realistica e costruttiva è il riscatto della nostra sovranità monetaria che, di fatto, si traduce nell’uscita dell’Italia dall’euro.
Solo se lo Stato potrà emettere moneta a credito, l’Italia si affrancherà dalla follia suicida che oggi ci impone di contrarre sempre più nuovi debiti per ripianare i debiti, tramite l’emissione di titoli di Stato a debito, ovvero l’unica opzione consentita allo Stato per disporre della moneta. Ed è così che l’Italia si sottomette sempre di più alla dittatura delle banche che si sono attribuite il monopolio dell’emissione della moneta e detengono il 75% del debito pubblico italiano che ammonta a circa 2 mila miliardi di euro.
Io amo l’Italia ha elaborato una proposta approfondita, articolata, pragmatica e attuativa del processo che realizzerà il riscatto della sovranità monetaria. Io amo l’Italia vuole che lo Stato torni a emettere direttamente la moneta a credito, così come ha fatto per 100 anni, affrancandoci dalla schiavitù dell’euro, monopolio dei banchieri privati proprietari della Banca Centrale Europea, dall’ingiustizia del signoraggio bancario, tassa occulta imposta dalle banche che detengono la prerogativa dell’emissione della moneta, dalla dittatura della finanza speculativa che, per riciclare una massa di denaro virtuale (titoli derivati, pari a 787 mila miliardi di dollari nel 2011) che è circa 12 volte il Pil mondiale (Prodotto Interno Lordo, pari a 66 mila miliardi di dollari nel 2011), impone e condiziona il potere politico ovunque nel mondo. Le banche e la finanza globalizzata sono indiscutibilmente il principale potere forte a livello mondiale, di fronte a cui si sottomettono i governi e per i quali i popoli sono costretti a ridursi in povertà e a perdere la loro dignità e libertà. La guerra
finanziaria, emersa con il tracollo della banca d’affari americana Lehman Brothers il 15 settembre 2008, è già costata ai cittadini americani 7.700 miliardi di dollari (pari al doppio del costo affrontato dagli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, circa 4 mila miliardi di dollari a valori odierni), mentre ai cittadini dell’Unione Europea è già costata 2 mila miliardi di dollari. Contemporaneamente 30 milioni di persone nel mondo hanno perso il posto di lavoro.
Noi prendiamo atto che gli italiani vivevano meglio 10 anni fa prima dell’introduzione dell’euro. Con 1 milione e 500 mila lire una famiglia italiana viveva dignitosamente. Con il corrispettivo in euro, circa 750 euro, oggi si fa la fame. Con l’euro si è ridotto il reddito pro-capite degli italiani, è calato il livello delle esportazioni delle imprese, è peggiorata la bilancia dei pagamenti, è aumentata la disoccupazione. In aggiunta le politiche recessionistiche avviate dai governi della partitocrazia e accentuate dal governo tecnocratico di Mario Monti, stanno distruggendo le imprese, riducendo il Pil, aggravando il debito pubblico, accrescendo la disoccupazione, escludendo i giovani dal mercato del lavoro, impoverendo le famiglie, assottigliando il tasso di natalità degli italiani, acuendo la conflittualità sociale.
Con il riscatto della sovranità monetaria lo Stato si attribuisce la prerogativa di emettere la nuova Lira, determinando autonomamente in base all’interesse nazionale il volume del conio, i rapporti di cambio con le altre valute e la politica monetaria.
Grazie alla facoltà di emettere moneta a credito, lo Stato può procedere subito a restituire i circa 100 miliardi di euro di debiti contratti con le imprese, mettendole nella condizione di assumere il ruolo di protagoniste dello Sviluppo.
Io amo l’Italia sostiene che le banche devono recuperare il legame con il territorio e ritornare a svolgere la loro funzione primaria ed essenziale, cioè quella di conservare il risparmio, farlo fruttare ed erogare finanziamenti.
Il riscatto della sovranità monetaria si traduce nel primato dell’economia reale, fondata sulla produzione di beni e servizi, e nella ricollocazione dell’attività finanziaria nel suo ruolo di mediazione e di supporto all’economia reale”.

Quello sopra riportato era il primo punto del programma elettorale del partito “Io amo l’Italia” che ha ottenuto 40.000 voti (0,13%) alle ultime elezioni politiche.

Indipendentemente dal risultato questo è proprio il punto che tutti i partiti dovrebbero fare proprio per uscire dalle sabbie mobili in cui la plutocrazia finanziaria ci ha gettati.

L’intero programma lo trovate al link del Ministero dell’interno: http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/speciali/elezioni_politiche_regionali_2013/liste_leader_programmi.html

Sovranità monetaria

Sovranità monetaria

ma se i soldi prestati dalla BCE al governo irlandese vengono creati dal nulla, perché i cittadini dovrebbero svenarsi e privarsi dei loro risparmi per rimborsare del denaro che una volta rientrato alla base verrebbe distrutto o bruciato? Che senso ha mettere in ginocchio un’intera nazione per dei semplici bit elettronici o delle voci contabili all’interno del bilancio di una banca centrale? Non sarebbe più giusto che la parte di debito dovuto alla BCE venisse in qualche abbonata o decurtata, lasciando intatta solo la quota prestata dal FMI?

dal mio blog sugli anni ’60

sixties

La Teologia della Liberazione (spesso abbreviata con TdL) è una riflessione teologica iniziata in America latina con la riunione del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) di Medellín (Colombia) del 1968, dopo il Concilio Vaticano II, che tende a porre in evidenza i valori di emancipazione sociale e politica presenti nel messaggio cristiano.

Tra i protagonisti che iniziarono questa corrente di pensiero vi furono i sacerdoti Gustavo Gutiérrez (peruviano), Hélder Câmara e Leonardo Boff (brasiliani). Il termine venne coniato dallo stesso Gutiérrez nel 1973 con la pubblicazione del libro Teologia della Liberazione (titolo originale spagnolo: Historia, Política y Salvación de una Teología de Liberación).

Fra le tesi di questa teologia vi sono:

  •     La liberazione è conseguenza della presa di coscienza della realtà socioeconomica latinoamericana.
  •     La situazione attuale della maggioranza dei latinoamericani contraddice il disegno divino e la povertà è un peccato sociale.
  •     La salvezza cristiana include una “liberazione…

View original post 348 altre parole