Video: Signoraggio

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One thought on “Video: Signoraggio

  1. Il primo livello di signoraggio è quello delle banconote, e delle monetine: moneta creata senza riserva, ma segnata al passivo e poi prestata alla società, come se avesse una riserva, che però ufficialmente – e legalmente – non ha. Si tratta quindi di finte passività, poiché in cambio di quelle banconote e di quelle monetine, se dovessimo chiedere un rimborso, gli istituti di emissione non rimborseranno niente se non con monetine e banconote di altro taglio. E’ ciò che definisce la moneta a corso forzoso, e la moneta a corso legale: moneta che vale perché lo ha detto un’autorità cui sono sottoposti i “sudditi”, costretti quindi ad accettarla. Ci dicono che vale per la fiducia, in realtà vale perché ce lo impone un’autorità che si ammanta di “apparati” di Stato, ma sono solo parvenze. Dal punto di vista contabile però quelle finte passività hanno un’equivalente attività, appunto perché tali banconote sono prestate alle banche che ripagano con i loro “titoli”.

    Il secondo livello di signoraggio è quello della moneta bancaria o moneta deposito, i click nei nostri conti bancari, per intenderci. Moneta creata da una finta riserva ma in realtà emessa come i titoli allo scoperto, coperta unicamente dall’ipotesi futura del nostro futuro rimborso della stessa. Anche qua tutto il capitale (e gli interessi successivamente) è introitato dalla banca al momento della creazione monetaria per il semplice fatto che esso viene prestato come se fosse il suo, per chi avesse ancora dei dubbi di logica. Non solo viene prestato, ma viene anche speso, oppure scambiato. Per la stessa logica, che è sempre quella, al momento del rimborso, non viene distrutto un bel niente, per il semplice fatto che la moneta nasce con una falsa scrittura contabil che rileva un falso pareggio, laddove l’attività creata dal nulla viene fintamente controbilanciata dalla passività della stessa banca nella forma del deposito, il che contabilmente significa che la moneta non viene consegnata né sborsata realmente dalla banca. Rimane nel suo stato patrimoniale come se fosse ancora un debito da saldare.
    Ed è qua che succede la magia che nessuno o pochi comprendono: che pur non essendo sborsata fisicamente, pur non essendo segnata contabilmente come consegnata perché rimane tra le passività nei conti della banca, la mera disponibilità teorica della moneta nei nostri conti è equiparata alla consegna fisica dalla stessa, come è stato confermato dalla Cassazione, che si è dovuta arrendere al fatto che essa, pur rimanendo relegata nei conti come passività, “circola” e “gira” di conto in conto, con un potere di acquisto reale, e quindi con la capacità vera di produrre beni e servizi e d’incentivare l’economia.

    Gira perché il suo girare è il gioco di una compensazione di scritture tra banche, di passività che scendono e che salgono, a seconda dei flussi finanziari rispettivamente in uscita e in entrata. Quando la moneta “esce” da un conto per andare in altro conto, non vi è alcun movimento fisico, nessuna fuoriuscita di cassa, nessuna entrata, semplicemente la passività bancaria del primo deposito CALA, e viceversa aumenta nel conto bancario in cui affluisce.

    Siamo quindi nella situazione paradossale che la liquidità circola come passività, e che per ovviare a questo stato di cose come minimo imbarazzante dal punto di vista della semantica, della logica e della contabilità, le banche centrali hanno dovuto ridefinire gli aggregati monetari, ossia la moneta, in “passività con diversa gradazione di (sic) monetabilità” più o meno liquide “a seconda del grado di monetabilità dell’attivo sottostante”. Avete letto bene, le autorità monetarie hanno assimilato la moneta ai titoli finanziari ma a differenza di questi, quando esce da un deposito essa provoca la riduzione del debito dell’ente depositario.

    Sfidare i principi della logica e della semantica, nonché della contabilità, è stato possibile unicamente perché la contabilità è FALSA, e le banche RACCONTANO UNA BUGIA, facendoci per di più credere di essere intermediarie del credito quando oramai è risaputo tra tutti gli ambienti accademici che sono invece le sovrane creatrici della moneta. Al punto che Mervin King, nel suo libro The End of Alchemy, ha ammesso che le passività dei depositi, non solo sono finte, o più elegantemente “nominali”, ma che sono PIU LIQUIDE DEI CREDITI.

    Avete letto bene: i nostri depositi, segnati come debito delle banche e come nostri crediti, sono più LIQUIDI DEI NOSTRI CREDITI, il che significa che per il semplice fatto di depositare i nostri soldi in una banca – siano essi fisici o virtuali – non facciamo che accrescerne la liquidità, e contemporaneamente diminuirne la nostra, il che dovrebbe essere lapalissiano… Meno lapalissiano è che non facciamo altro che trasferirle la proprietà dei nostri stessi soldi, ex articolo 1834 del Codice civile, e che pertanto avrà più probabilità di goderne lei, dei nostri soldi, che non noi, a cui rimane semplicemente un credito, e una disponibilità teorica e giuridica degli stessi.

    Da qui si spiega il perché dei bail in e il perché i nostri soldi saranno sempre meno sicuri in banca.

    Toglierli dalla banca non basta però, per il semplice fatto che quella moneta bancaria che circola che coincide con i nostri conti costituisce oltre il 95% della massa totale monetaria e quindi non è certo con i rimanenti spiccioli che ce la potremo cavare.

    Soprattutto che si arriva a grandi passi alla terza fase del signoraggio, quello della moneta digitale, delle transazioni online di paypal e visa, che con lo stesso trucchetto, presentandosi come intermediari di pagamento, creano li per li la moneta dal nulla segnandosela a debito nei loro conti, nel momento preciso in cui noi ci indebitiamo con il nostro conto: ma il loro debito è finto, mentre il nostro è vero. e ricomincia il giochetto. Con una prestidigitazione, il debito della nostra banca cala, quello della visa aumenta, e nel contempo si azzera il suo precedente, sostituito dal secondo mentre si trasforma in asset…

    Ed è qua che subentra la torta del NOSTRO turismo: online travel agencies e istituti di pagamento elettronico fanno come le banche, si spacciano per intermediari ma creano la moneta dal nulla e se ne appropriano, e ciò facendo falsano i giochi del cosiddetto “libero mercato” e della “concorrenza”, idoli posticci degli stessi trattati europei e degli altri consessi del libero mercato, come il WTO, templi della globalizzazione che adesso si fa “digitale”.

    In materia di TURISMO, una delle ultime VALVOLE che ci rimangono, possiamo dire che non abbiamo governi SUPERFICIALI ma semplicemente VENDUTI.

    In questo settore ci sono 4 players mondiali dominati dagli stessi hedge funds che controllano le banche “too big to fail”, che poi sono le stesse primary dealers che stanno facendo fallire il nostro sistema bancario e industriale, per non dire il nostro paese, strozzinandolo da anni con i click creati dal nulla e prestati a più caro prezzo che alla Germania e falsando i giudizi delle agenzie di rating, il processo di Trani insegna..

    I quattro big players, o le quattro sorellastre sono: Airbnb che appartiene ad Amazon, Expedia e Tripadvisor che controllano una miriade di altre società tra cui Venere, Trivago, Holidaylettings ecc, ambedue costole di Microsoft e The Priceline Group con la filiale Booking.com che è una loro consociata.

    (Nel conglomerato ci sono anche i Clinton, con la figlia, attraverso una fondazione, presente in Expedia…)

    Questi 4 players con sede in Delaware stanno puntando sulla moneta digitale e le transazioni online, spacciandosi per siti di promozione in realtà ti accollano i servizi di “finta intermediazione” finanziaria non richiesta collegata alla tecnologia degli strumenti di pagamento online, il tutto in cartello e intesa, e assolutamente fuori concorrenza, visto che non vi è LA SCELTA, e poi il tutto facendo detenzione illecita dei tuoi soldi per MESI, visto che ti pagano SOLO ALL’ARRIVO DEL TURISTA.

    Ho detto “finta intermediazione finanziaria” perché in realtà, come le banche che si spacciano per intermediarie del credito ma oramai tutti sanno persino tra gli accademici, tranne i nostri italici sempre un po’ ritardati, che non è così visto che creano la moneta che prestano, così questi intermediari finanziari consociati con visa master paypal ecc ecc, fingendosi strumenti di pagamento, e intermediari, del resto non graditi, creano al loro passivo la moneta della transazione, finto passivo di cui dispongono per mesi a loro piacimento.

    La prova? Beh semplice, per tutti quei mesi l’operatore del turismo NON NE DISPONE mentre il turista ha già VISTO ADDEBITATO IL CONTO, e loro, i finti intermediari, se la godono nei PARADISI ARTIFICIALI.

    Nicoletta Forcheri 27/1/2017

    https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2017/01/10/moneta-far-falla-e-truffa-contabile-nicoletta-forcheri/

    https://www.scribd.com/document/277819186/Brevi-Note-Sull-Erogazione-Del-Danaro-Nel-Mutuo-Corr-Giur-2012

    http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_degli_Specialisti_in_titoli_di_Stato_-_Dal_1_gennaio_2016.pdf

    https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2016/05/05/sharing-economy-una-piramide-bancaria/

    https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2016/09/15/le-sorelle-del-turismo-cartello-e-inganno/

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