Collasso

Importante intervento di Tonguessy nell’incontro regionale dell’ARS.

Diamond Jared, Come le società scelgono di vivere o morire

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One thought on “Collasso

  1. UN CALCOLO INTERNAZIONALE

    Il tasso di disoccupazione è calcolato dall’Istat da più di un ventennio secondo la definizione internazionale elaborato dall’International Labour Office. Un lavoratore viene considerato disoccupato se nel momento dell’inchiesta si trova simultaneamente in tre condizioni: i) nella settimana precedente l’inchiesta non ha lavorato nemmeno un’ora, ii) ha esplicitamente cercato un lavoro ed iii) è immediatamente disponibile a lavorare. In Italia i giovani in queste condizioni sono circa seicentosettantamila. I giovani occupati sono invece un po’ più di un milione. Questi numeri sono incontrovertibili. La forza lavoro è definita in tutto il mondo dalla somma dei disoccupati e degli occupati, e per i giovani è pari a circa 1,6 milioni. Il tasso di disoccupazione è quindi definito come il rapporto tra il numero dei disoccupati e il totale della forza lavoro. In Italia questo numero è pari al 40 per cento, poiché seicentosettantamila diviso 1,6 milioni risulta pari a circa 0,4.
    È certamente sbagliato- come giustamente rileva di Vico- sostenere che 40 giovani su 100 tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati. Per orientarci in questi numeri occorre ricordare che la maggior parte dei 6 milioni di giovani italiani è statisticamente definito fuori dalla forza lavoro, o perché studente a tempo pieno o- più tristemente- perché non studia, non lavora e non cerca nemmeno un lavoro. Secondo di Vico il tasso di disoccupazione corretto sarebbe quello ottenuto dividendo il numero di disoccupati per il numero di giovani nella popolazione, arrivando quindi all’11 per cento circa da lui indicato.
    Si potrebbe facilmente sostenere che anche il numero proposto da di Vico non va bene, perché non tiene conto dei giovani che hanno smesso di cercare un lavoro perché scoraggiati o dei giovani non occupati che cercano lavoro ma non sono disposti a lavorare perché studenti, o ai giovani occupati part-time in modo involontario. Se vogliamo, possiamo proporre decine di statistiche sulla disoccupazione. Ma diventa davvero una discussione semi-accademica. O addirittura semi-seria.
    estratto da: http://www.lavoce.info/la-disoccupazione-giovanile-non-e-solo-un-problema-statistico/

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