Oltre l’euro

convegnohttp://sollevazione.blogspot.it/2013/11/oltre-leuro-loro-ci-saranno-e-tu.html

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Civis romanus sum

Civis romanus sum

Dov’è finito lo Stato? Ma, soprattutto, cos’è lo Stato?
Lo Stato è il Popolo e questo binomio è tenuto insieme dal Diritto. Al tempo stesso, la sussistenza di tale unione è garantita dalla Libertà, la quale esiste solo se e quando la Sovranità, ossia il sommo potere, appartiene al Popolo: se viene meno il Diritto, viene meno lo Stato. Se manca la Libertà, la degenerazione è verso l’oligarchia o la tirannide.

Se oggi siamo in questa situazione è perché è caduto in disuso il Diritto ed è venuta meno la Libertà.
Questo è Cicerone, questi sono i principi cardine dello Stato moderno contemporaneo, che trovano il loro fondamento nella tradizione giuridica romanistica: DIRITTO ROMANO, NON ANGLOSASSONE! Lo ripeto: DIRITTO ROMANO, NON ANGLOSASSONE!

Avv. Paola Musu

Saccheggio

Buon anno

Non ci sarà ricostruzione, come avvenne dopo la seconda guerra mondiale, dal 1947 agli anni cinquanta. Perché, a differenza di allora, la spietata Global class finanziaria, perfettamente organica al neocapitalismo e senza problemi di coscienza, non prevede per il paese alcun “Piano Marshall”. Le risorse del paese si saccheggiano, le sue strutture produttive si smantellano, la popolazione si spreme fino all’inverosimile, e poi si passa ad altro, ad altri “mercati”, ad altre “bolle”, lasciando dietro di se solo macerie. Materiali e Morali.

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Comizi della plebe

Comizi della plebe

Che cosa prevede e impone la Costituzione e che, invece, è vietato dai Trattai europei? Quali soluzioni adottammo nel trentennio glorioso (1945-1981), nel quale fummo i primi al mondo per sviluppo economico e mobilità sociale, e che ci sono impedite dalla dittatura germanocentrica del grande capitale finanziario e industriale europeo, fondata sui Trattati europei?

Neoliberismo

Neoliberismo

Il settore pubblico è considerato, per sua stessa natura, “improduttivo”. I dipendenti pubblici sono, quasi per definizione, fannulloni che godono di garanzie eccessive, tutelati da organizzazioni sindacali “corporative”, dove la connotazione “corporativo” è ipso facto associata a un giudizio di valore di segno negativo, essendo la negazione della “meritocrazia”…

A fronte dell’opinione dominante, si può sostenere che la cura dimagrante imposta al settore pubblico non risponde a criteri di efficienza, né all’obiettivo di generare avanzi primari. Lo scopo primario è fornire quote di mercato al capitale privato in settori protetti dalla concorrenza: tipicamente formazione e sanità. Non essendo competitive sui mercati internazionali, e scontando una continua restrizione dei mercati di sbocco interni, le nostre imprese hanno necessità di riposizionarsi in mercati “nuovi”, che la politica si occupa di aprire mediante misure di snellimento del settore pubblico.

Lettera a un amico

barattieri

INF. canto XXI, cerchio VIII, Bolgia V, Barattieri

Un amico mi ha inviato il seguente link:
http://video.repubblica.it/edizione/torino/forconi-a-torino-chiudi-o-ti-facciamo-una-faccia-cosi/149683/148190

A lui ho risposto:
Allora vediamo di ragionare: la fonte presuppone che si voglia accreditare l’organizzazione come “fascista”, lo confermerebbero anche i tentativi di “infiltrazione” di Casa Pound e Forza nuova.
MA, stiamo sempre parlando di quello che dicono i media e, purtroppo, oggi nessuno pensa più diversamente dai media.

Praticamente è impossibile capirci qualcosa, se, ai nostri tempi, una verifica su due o tre fonti permetteva (fatta l’opportuna tara) di farsi una idea, oggi quante più fonti dicono la stessa cosa, meno c’è da crederci!

Alcune cose mi sembrano condivisibili (mi dirai tu se e fino a che punto):
– negli ultimi vent’anni la classe media si è impoverita (di pari passo con lo spropositato arricchirsi del 10% circa della popolazione);
– la classe politica è stata complice di questo fenomeno;
– nella popolazione si è diffusa insoddisfazione, ma anche apatia per la politica.

Questo per dire che i motivi per protestare ci sarebbero, MA la gente (proprio per quanto detto sopra) è assolutamente incapace di organizzarsi e persino di partecipare (io l’ho visto qui col terremoto).

Allora chi e perché?

E qui entriamo nella nebbia: una riproposizione della strategia della tensione? L’ennesima “distrazione” in vista di qualche provvedimento impopolare? Un’entrata in campo, modello Grecia, dell’ Europa?

Non so, ma so che niente è mai come sembra.

Ciao e Buon Natale se ci credi ancora

La chiave dell’infelicità

La chiave dell’infelicità

Il vero problema è la scomparsa dei valori di riferimento culturali trainanti, la genesi di un immaginario collettivo analfabeta, privo di sostanza ma pieno di illusioni, la rinuncia, da parte dei soggetti politici, dei partiti, dei sindacati, a chiedere e pretendere l’unica risposta sensata, pragmatica, efficace: una redistribuzione immediata e più equa della ricchezza nazionale, esigendo che coloro che detengono la ricchezza investano sul territorio nazionale, a lungo termine, nei campi strategici della ideazione e della manifattura italiana, dall’arte all’agricoltura, dalla scienza all’innovazione.