Juncker ricattato per il trattato transatlantico

Junker, a metà ottobre, ha ricevuto una lettera firmata da 14 ministri di altrettante nazioni europee, dove viene ribadita la necessità di includere nel trattato TTIP la clausola ISDS.

Il simplicissimus

LogoIeri, rompendo la crosta di conformismo, mi ero permesso di osservare la stranezza di un j’accuse nei confronti di Juncker che riguarda cose più che risapute, ovvero gli sconti fiscali che sono applicati a la carte in Lussemburgo (qui). Tutte cose che invece di essere nascoste, sono da molti anni propagandate e diffuse, persino vantate a grandi linee nelle brochure promozionali  del Luxembourg Stock Exchange che potrete trovare aquesto indirizzo . Cose che tra l’ altro sono praticate sia pure in maniera meno intensiva anche da altri stati come Irlanda e Olanda, in perfetta linea con lo spirito dell’Europa liberista. Ho sottolineato l’incongruità dell’accusa senza proporne una spiegazione nonostante che i tempi e la fonte  -documenti anonimi giunti sottobanco a un enigmatico consorzio internazionale del giornalismo investigativo – giustificasse un po’ di dietrologia. Lì per lì mi è parso un caso di lupara bianca nello scontro fra Draghi e la Germania.

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2 thoughts on “Juncker ricattato per il trattato transatlantico

  1. Secondo l’articolista citato sotto:
    “Poi c’è un’Altra America, rappresentata in questo momento da Obama e da un vasto movimento liberal-radicale, pacifista, (massoni progressisti che contano nella società) che vuole invece accogliere al tavolo planetario l’Islam come soggetto alla pari e costruire tutti insieme un piano economico internazionale che passa attraverso la redistribuzione delle ricchezze e il lancio di un New Deal planetario gestito dagli Usa e dal Brasile nel continente americano, dall’Egitto, Sudafrica e Marocco nel continente africano, dall’Iran e Pakistan nel mondo islamico, dal Giappone, India e dalla Corea del sud nel mondo asiatico e in Europa da una Unione Europea che abbatta il totem dell’austerità e si liberi dall’oppressione dei diktat tedeschi, aprendosi a una autentica federazione di stati su basi progressiste”.
    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com/2015/01/il-quadro-planetario-e-cambiato-il.html
    Aspettiamo di vederne testimonianze pratiche, ma abbiamo più fiducia nel pragmatismo cinese

  2. Non esiste un’altra America, c’è solo questa:
    Ma le critiche più importanti che si fanno al TTIP sono soprattutto di carattere politico oltre che economico, giacché con la cosiddetta “armonizzazione delle normative” in realtà le multinazionali statunitensi, finalmente riusciranno a eludere il “principio di precauzione” che l’Unione Europea adottò nel 1992, dopo il Summit dell’ONU a Rio de Janeiro. Un principio che si basa “… Sulla logica della precedenza in assoluto dei diritti delle persone fisiche sui diritti delle persone giuridiche”. Per questo motivo nei paesi dell’Unione Europea un prodotto non può essere posto in vendita se non ha sostenuto una serie di test obbligatori, con i quali le agenzie di controllo hanno la certezza che il suddetto non farà male ai consumatori. Un principio che non esiste negli USA, dove le agenzie di controllo, in base alla logica del liberalismo economico, permettono l’immediata commercializzazione dei prodotti che sarà interrotta soltanto quando migliaia di consumatori denunciano di essere stati danneggiati con avvelenamenti o altri drammi di natura fisica. Inoltre il consumatore statunitense (e domani europeo n.d.r) dovrà assumersi tutti i costi giudiziari per denunciare l’industria e chiedere un risarcimento.

    Per questo motivo, le multinazionali farmacologiche degli USA, nel maggio del 2013, imposero all’allora capo negoziatore degli USA, Michael Froman, di presentare sul tavolo dei negoziati di Bruxelles due importanti questioni “a) il ritiro del principio di precauzione perché aumenterebbe i costi di produzione, oltre a ritardare il lancio dei nuovi prodotti sul mercato; b) il riconoscimento dei brevetti e dei diritti di proprietà intellettuale, per evitare la produzione dei farmaci generici. Secondo “Big Farma” queste due questioni sarebbero “… Una barriera non tariffaria che impedisce di esercitare il proprio diritto al profitto…”.
    http://www.nuovatlantide.org/stop-ttip-ecco-cosa-accadrebbe-a-agricoltura-acqua-servizi-pubblici-ambiente-e-lavoro/

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