Il Partito della Nazione (PD+N)

Il M5S, filiazione del blog beppegrillo.it, è l’ennesimo prodotto della Open Society Foundations del finanziere George Soros. Invece di fomentare una rivoluzione colorata, del tutto inutile dato che il nuovo uomo di Washington -Matteo Renzi- è già al comando, M5S incanala le frustrazioni ed il malcontento generati dalla disastrosa situazione economica e li rende innocui attraverso un infantile poujadismo. Sul sito della fondazione di George Soros (a sua volta semplice paravento della CIA come fu ai suoi tempi la Ford Foundation32) si legge infatti come il M5S sia un’alternativa efficace ai movimenti di protesta nazionalisti che, non a caso, dal Front National alla Lega Nord simpatizzano per Mosca:

“The key question for Europe is whether movements like M5S offer a genuine way to re-engage voters with politics. Our previous research into right-wing populist parties has shown that much of the support for these parties is driven by a dislike and distrust of political elites. The M5S could be a model that allows citizens to challenge the way that politics is done without scapegoating parts of the population”.

Se Giuseppe Piero Grillo è un placido ex-comico di 67 anni, con alle spalle una condanna per omicidio colposo che lo rende politicamente innocuo, il discorso si fa più interessante per il “guru” del Movimento 5 Stelle, il tecnico informatico Gianroberto Casaleggio, che dopo una prima esperienza all’Olivetti di Ivrea sbarca alla Webegg S.p.A, società del gruppo eporediense specializzata in informatica per le imprese e controllata dal 2002 da Telecom Italia.

Senza fini probatori, ricordiamo che più di un brigatista rosso sospettato di agire per conto dei servizi segreti italiani (da Mario Moretti a Marco Mezzasalma) ha lavorato in società del gruppo Telecom-Stet, oppure come tecnico informatico in aziende della difesa. Con un personaggio dei servizi segreti Casaleggio è sicuramente entrato in contatto, considerato che l’ex-magistrato immagine di Tangentopoli, Antonio di Pietro, figura per per un certo periodo della sua vita nella scorta del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, prima di intraprendere esotici viaggia alle Seychelles per conto del Sismi a caccia di un faccendiere iscritto alla P235. La Casaleggio&associati, costituita nel 2004, gestisce infatti fino al 2010 sia il blog di Grillo che quello di Di Pietro: è l’ex-magistrato a troncare i rapporti con il guru dei M5S, a causa del vizio di Casaleggio di modificare a suo piacimento i contenuti del sito, alzandone i toni con violenti attacchi al PD ed alla stampa.
[…]
Se è Massimo D’Alema il più pericoloso avversario di Renzi, urge abbatterlo: il 30 marzo, nell’ambito di un’inchiesta su presunte tangenti ruotanti attorno alla metanizzazione dell’isola di Ischia, sono pubblicate le intercettazioni dove i vertici della cooperativa Cpl coinvolta nell’inchiesta asseriscono di aver comprato centinaia di copie di libri e 2.000 bottiglie di vino di Massimo D’Alema, per accattivarsi i suoi favori. Il Corriere della Sera titola: «Compriamo libri e vino di D’Alema» Poi la frase sullo sporcarsi le mani55. Lo sputtanamento del leader maximo è servito.

Qual è lo scopo del Partito della Nazione? Secondo il filosofo Massimo Cacciari il lucido piano di Renzi mira56 ad archiviare la tradizione socialdemocratica per sfondare nell’elettorato di destra e costruire un’egemonia attorno alla figura del capo. Partito della Nazione, continua Cacciari, è una boutade populistica perché i partiti sono indissolubilmente legati alla rappresentanza di alcuni interessi e immaginare un partito della nazione è una contraddizione logica.

La più lucida analisi sulle finalità del Partito della Nazione è nelle pagine che lo storico Renzo De Felice dedica agli anni ’30, da lui definiti gli anni del consenso del fascismo: Benito Mussolini tocca l’apice della popolarità in corrispondenza dell’identificazione di massa degli italiani con il regime, diventato sinonimo di patria. Qualsiasi oppositore politico al fascismo è moralmente e psicologicamente un nemico della Patria e come tale privo di qualsiasi legittimità. Come potranno definirsi i futuri avversari politici del Partito della Nazione, se non avversari dell’Italia?

Resta solo da spiegare perché l’establishment angloamericano, in un momento critico dell’Italia che rischia di sfociare in pericolosi ed imprevedibili ribaltamenti geopolitici, abbia optato come nel 1922 per un uomo forte alla guida di un partito plebiscitario.

La risposta sta nella percezione che hanno gli anglosassoni dell’Italia, mirabilmente descritta dall’ambasciatore britannico presso la Santa Sede, Darcy D’Osborne, nel 1943: “i principi e le regole della democrazia sono estranei alla natura del popolo italiano, che non si interessa di politica (…) Mussolini aveva ragione a dire che gli italiani sono sempre stati povera gente57”.
estratto da

http://federicodezzani.altervista.org/aspettando-il-partito-della-nazione/

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5 thoughts on “Il Partito della Nazione (PD+N)

  1. Chiameremo questo disegno con l’espressione di “totalitarismo destabilizzatore”, perché quello che si propone è instaurare una forma di totalitarismo (democratico, ovviamente), che però non sia percepito come tale, pur apparendo come eticamente e socialmente auto-evidente; e perché lo scopo di questo totalitarismo di nuovo genere non è, come per i totalitarismi del passato, di assicurare il massimo dell’ordine e della stabilità, ma, al contrario, di assicurare un disordine permanente ed una instabilità cronica, a tutti i livelli: economica, sociale, culturale, etica e spirituale. La ragione di un disegno in apparenza così contraddittorio è che le centrali occulte del potere mondiale non hanno bisogno dell’ordine e della stabilità per realizzare i loro fini, ma del massimo della precarietà e della insicurezza possibili, sia a livello individuale, che collettivo: solo così esse potranno alimentare e riprodurre incessantemente il meccanismo del loro dominio.
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=50853

  2. L’avversario principale sono gli Usa; passano da una strategia all’altra e magari domani ad un’altra ancora. Una forza che seguiremmo senza esitazioni sarebbe quella che affermasse senza giri di parole e sotterfugi vari che dobbiamo allontanarci dall’alleanza con tale paese e trovare nuovi sostituti, primo fra tutti, nell’attuale contingenza storica (non certo perché adesso lo pensiamo come rappresentante del Bene), la Russia. E in Italia tale forza non dovrebbe fare compromessi con chi ha ormai dimostrato la sua ambiguità di sostanziale complice dell’attuale Governo. Posso capire, politicamente, il compromesso di Salvini, sicuramente ricattato da Berlusconi per un possibile appoggio a Tosi; il che rischiava di far cadere il Veneto in altre mani. Lo posso capire, ma capisco anche che chi è soggetto a simili ricatti non potrà fare molto. Il paese ha bisogno di una forza nazionale, in grado di chiamare a raccolta le “truppe” migliori. Finché nulla del genere apparirà all’orizzonte, staremo in sofferenza.
    Nuove ipotesi alla prova
    di Gianfranco La Grassa – 21/04/2015

    Fonte: Conflitti e strategie

  3. Il “caporalismo”di Renzi che oltraggia “i signori del parlamento”, evoca cadute del governo al buio, è il segno, piuttosto inquietante, di un impoverimento strategico dei partiti, docili macchine di uomini e donne in carriera pronti a qualsiasi sacrificio per ottenere la ricandidatura. Si avverte un clima pesante che facilita l’ingresso in una democrazia minore nella quale una regola del gioco essenziale, quella della contesa elettorale, diventa il capriccio di un leader di minoranza che, in preda ad un’incontrollata volontà di potenza, la disegna solo per vincere alle prossime consultazioni.
    Michele Prospero in http://www.nuovatlantide.org/il-caporalismo-di-renzi/

  4. Fuori dalle scatole il pessimo piddì, sciolto, scisso, a pezzi, e dentro l’ancor più pernicioso “partito della nazione”, ultimo parto del marketing politico per mantenere in catene la nazione.

    Il destino e la “carriera” di Matteo Renzi, a quel punto, importeranno poco, perché le élite dominanti potranno decidere di sostituirlo con altro piccolo Quisling, oppure di imporre il governo-troika commissariale definitivo (di logica, l’esito finale del processo iniziato nella seconda metà del 2011, con l’imposizione di Monti), certi che ci sarà sempre un’entità subpolitica al loro servizio – in tal caso il “partito della nazione” – per approvare le durissime controriforme, decise dai commissari europei e dai “tecnici”, normalizzando in senso neocapitalistico il paese.

    Sic et simpliciter
    http://pauperclass.myblog.it/2016/05/07/attacco-della-magistratura-renzi-al-piddi-del-malaffare-siamo-sicuri-eugenio-orso/

  5. Finora, il “partito di riserva” che si spaccia per movimento è stato utile agli oligarchi, non certo agli italiani. Ha assorbito astensionismo legittimando il sistema di governo liberaldemocratico, soggetto al controllo oligarchico e sede dell’inganno politico. Ha impedito alle masse di assumere comportamenti violenti, insurrezionali se non addirittura embrionalmente rivoluzionari, davanti al continuo impoverimento e alla perdita esponenziale di diritti. Inoltre, nella rappresentazione teatrale della democrazia, una o più opposizioni sono indispensabili, a patto che non siano vere e determinate …

    Le oligarchie dominanti preferiscono attendere che si costituisca il non meglio definito “partito della nazione”, in sostituzione del piddì che ha fatto il suo tempo. Questa è la prima opzione e, perciò, meglio non rischiare che il cinque stelle sopravanzi troppo il piddì, mentre si costruisce la nuova entità collaborazionista con pezzi del piddì stesso, schegge del centro e del centro-destra. Infatti, non è un caso se l’opera del cialtrone senza scrupoli Matteo Renzi è sempre stata volta ad alimentare i conflitti interni, dividere, spaccare, umiliare gli “avversari interni”, provocare abbandoni e cali di tesseramento, calamitare schifezze come i transfughi di sel, gli ex di scelta civica, i verdiniani e simili iatture.
    http://pauperclass.myblog.it/2016/09/16/roma-il-cinque-stelle-la-politica-dellinganno-eugenio-orso/

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