Di Anniversari, Ricorrenti menzogne e Unintended consequences

Gramsci, meno possibilista, sosteneva che la Storia è maestra, ma non ha allievi.

Mauro Poggi

Dodici anni fa, il 20 marzo 2003, gli Stati Uniti – a capo di una coalizione di ossequienti  “volenterosi” e con il mandato delle ossequienti Nazioni Unite – iniziavano l’attacco all’Iraq per distruggere le “armi di distruzione di massa” di cui quel paese era dotato, bloccarne la politica di “appoggio al terrorismo islamico”, fargli dono della democrazia.
Nel giro di quaranta giorni Baghdad fu “liberata”, la statua del dittatore immancabilmente abbattuta. Di fronte ai soldati schierati sulla portaerei Lincoln, il presidente Bush poté trionfalmente dichiarare: “Missione compiuta”.

Busch missione compiuta

La campagna mediatica per “vendere” alla manipolabile opinione pubblica (americana e internazionale) l’inevitabilità di quella guerra preventiva, si era appoggiata su un documento prodotto dall’Intelligence nell’ottobre del 2002 che per ovvi motivi di sicurezza doveva rimanere secretato. A detta dei vertici dell’amministrazione, il documento dimostrava oltre ogni dubbio la grave minaccia costituita dall’Iraq per la sicurezza degli Stati Uniti e del mondo occidentale:…

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One thought on “Di Anniversari, Ricorrenti menzogne e Unintended consequences

  1. Secondo Paul Craig Roberts (2011), il concetto della teoria del complotto “ha subito una nuova definizione orwelliana”
    […]

    La “teoria del complotto” non è più spiegare un fatto con una cospirazione.
    Ora significa piuttosto che tutte le spiegazioni, o addirittura ogni fatto, è posto in relazione con le spiegazioni del governo e quelle dei suoi sostenitori sui media. […]

    In altre parole, la verità diventa scomoda per il governo e il suo ministero della propaganda, la verità viene ridefinita come una teoria del complotto, il che significa che si tratta di una spiegazione assurda e ridicola che dovremmo ignorare.

    La finzione diventa realtà.

    Il giornalismo investigativo è stato accantonato.

    L’analisi reale delle questioni sociali, politiche ed economiche è una teoria complottistica, poiché pone in discussione un consenso basato su una bugia.

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