L’elefante nella stanza

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L’Europa è il più importante alleato degli Stati Uniti nel mondo, e Washington non vuole perderne un pezzetto, nemmeno la piccola Grecia. Tutti sanno che se la Grecia dovesse lasciare l’euro e avesse necessità di prendere in prestito una valuta forte per sostenere la sua bilancia dei pagamenti, otterrebbe aiuti dalla Russia e forse anche dalla Cina. La Grecia potrebbe lasciare la NATO. La Grecia potrebbe partecipare al progetto del gasdotto della Russia, il che renderebbe l’Europa più dipendente dalla Russia — un qualcosa che i funzionari americani hanno stigmatizzato, ricevendo come risposta un forte rimprovero dal ministro della Grecia, che giustamente gli ha detto che non sono affari loro.

Sarebbe bello pensare che le caratteristiche peggiori della politica estera americana siano cambiati dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma non lo sono. La guerra fredda in realtà non è mai finita davvero, almeno nella misura in cui gli Stati Uniti sono ancora un impero globale che vuole che ogni governo metta gli interessi di Washington davanti a quelli espressi dai propri elettori. L’attuale ostilità con la Russia aggiunge un senso di déjà vu, ma è principalmente l’ennesima scusa per giustificare quella che sarebbe in ogni caso la politica degli Stati Uniti.

Una volta che prendiamo in considerazione tutti questi interessi e dove questi convergono, la strategia dei partner europei della Grecia è abbastanza chiara: punta a un cambiamento di regime. Uno alto funzionario greco coinvolto nei negoziati lo ha definito un “colpo di stato al rallentatore”. E coloro che stavano attenti potevano vederlo fin dall’inizio. Appena 10 giorni dopo l’elezione di Syriza, come ho indicato in precedenza, la BCE ha tagliato la principale linea di credito per la Grecia e ha poi messo un limite all’importo che le banche greche possono prestare al governo. Tutto la concitazione e la politica del rischio calcolato destabilizzano l’economia, e in parte questo è un effetto intenzionale delle dichiarazioni e delle minacce delle autorità europee. Ma il sabotaggio diretto dell’economia greca è più grave, ed è notevole il fatto che abbia ricevuto così poca attenzione.

L’obiettivo nascosto è quello di minare il sostegno politico al governo di Syriza finché questo non cade e viene sostituito con un nuovo regime più favorevole ai partner europei e agli Stati Uniti. Questa è l’unica strategia sensata, dal loro punto di vista. Cercheranno di dare alla Grecia abbastanza ossigeno per evitare il default e l’uscita, cose che non lo vogliono davvero, ma non abbastanza per una ripresa economica, che nemmeno desiderano.

Consiglio caldamente agli italiani la lettura di TUTTO l’articolo: http://vocidallestero.it/2015/06/25/la-germania-sta-bluffando-riguardo-alla-grecia/

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One thought on “L’elefante nella stanza

  1. L’unica cosa che mi lascia perplesso è l’Incipit: “L’Europa è il più importante alleato degli Stati Uniti nel mondo”; da quanto evidenziato (anche in articoli precedenti) direi che, con la NATO, gli USA hanno sempre avuto il controllo totale dell’Europa.

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