Gli indifferenti

“Ciò che succede,il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano:

se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti….E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
(Antonio Gramsci – Indifferenti 11 febbraio 1917)

 

terradiconfine.avi from fuori quadro on Vimeo.

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2 thoughts on “Gli indifferenti

  1. Diventano chiare le linee di tendenza della crescita nell’era renziana: delle forme di accumulazione che si baseranno sempre di più su operazioni puramente estrattive, su gigantesche macchine di lavoro gratuito e sulla devastazione dei territori. È in questo che l’Expo di Milano, con i suoi 17′000 volontari e le sue cattedrali nel deserto, rappresenta un vero modello per il futuro.
    La questione “culturale ed educativa” che vuole affrontare il ministro Poletti è quella di scollare attività lavorativa e retribuzione attraverso l’escamotage di un’eterna formazione che allunga interminabili quanto inutili curriculum.
    È il paradosso solo apparente di un paese in cui la disoccupazione la fa da padrona ma che ha fretta di mettere i suoi giovani a lavorare: perché la verità è che in Italia non manca il lavoro ma la volontà di pagarlo.

    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=117610&typeb=0
    – See more at: http://www.bondeno.com/2015/03/28/egregio-ministro-poletti/#sthash.i5AcUYwx.dpuf

  2. Una massa obnubilata e sinistroide – alimentata a forza con i “diritti umani” evanescenti e la “tutela delle minoranze” gay – continua a preferire l’ipotesi liberal-liberista del “sogno europeo”, cioè il dominio del sovranazionale in cui si muovono a proprio agio le élite finanziarie, alla sovranità nazionale, ostracizzata perché “di destra”, e all’ipotesi di una nuova Europa in cui abbia un ruolo anche la Russia, sospettando “populismo”, addirittura razzismo e fascismo, scarsa “accoglienza” e poco Melting Pot. Le espressioni virgolettate rivelano che è l’imbecillità massiva a sostenere la liberaldemocrazia, in altri termini l’assolutismo elitista mascherato, garantendo in Italia il successo del piddì e dei gruppuscoli suoi accoliti.
    Eugenio Orso
    http://pauperclass.myblog.it/2015/09/27/alchimie-politiche-liberaldemocratiche-italia-piddi-forever-eugenio-orso/

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