La Francia paga il duro salario della guerra di inciviltà

i cittadini impauriti da un’inaudita violenza che non è più lontana e mediatica, che nemmeno sceglie più le vittime, ma spara nel mucchio, cercano rifugio sotto le gonne del potere non comprendendo che proprio opponendosi alle sue malefatte saranno in grado di strappare maggiore sicurezza e sfuggire al ruolo di carne da cannone. Solo quando sarà chiaro che non si tratta di una guerra di civiltà come sussurra l’istinto più idiota, ma di una guerra di inciviltà, si potrà uscirne fuori. Solo quando i cittadini saranno in grado di decidere e non essere strumenti sacrificali di interessi oscuri che si nutrono della loro paura, potranno evitare le stragi.

Il simplicissimus

20151113PHOWWW01049Ciò che impaurisce, allarma e indigna nella strage di Parigi non è il numero dei morti, ma l’impossibilità di spiegarla. Sono i penosi contorcimenti dei leader e dei media occidentali nel prendere atto della mattanza tentando di contenerla nella minuscola cassetta degli attrezzi del discorso pubblico e della più elementare propaganda di potere fin qui esercitata. Lasciando intatta la menzogna che occupa lo spazio della comprensione.

Ma solo sgombrando il campo dalle mistificazioni di cui siamo vittime quotidiane si può comprendere il perché della strage e il perché di Parigi. Certo non può farlo Hollande che ieri è comparso in Tv con la faccia impaurita del ragioniere che ha in casa la finanza, né gran parte del milieu politico francese connivente e men che meno Obama e Cameron, complici e soci nell’affaire siriano. Avrebbe dovuto farlo quell’intellighentia che in Francia è tornata in grande stile alla corte di Versailles e l’informazione mainstream se non…

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7 thoughts on “La Francia paga il duro salario della guerra di inciviltà

  1. Fateci indovinare quale possa essere il progetto: rilanciare l’intervento della NATO in Siria con la falsa motivazione di voler vendicare le vittime e sconfiggere per sempre l’ISIS ma in realtà per non rimanere indietro all’intervento diretto fatto in quel paese dalla Russia e dall’Iran che hanno pesantemente attaccato le basi e le postazioni dell’ISIS e degli altri gruppi ottenendo un arretramento e la distruzione di buona parte di questa organizzazione. Organizzazione che gli occidentali (USA e Francia in testa) hanno lasciato prosperare per oltre un anno e mezzo.
    Luciano Lago
    http://www.controinformazione.info/gli-attacchi-di-parigi-e-le-strane-coincidenze/

  2. L’altro intervento necessario, di natura militare, dovrebbe portare ad accordi chiari con chi combatte, in Medio Oriente e nell’Africa del nord, lo jiahadismo sunnita, alimentato da Arabia saudita, Qatar, Turchia, Usa e Israele. Questi accordi dovrebbero esser fatti in primis con la Russia di Putin, unico paese europeo seriamente in campo contro le orde integraliste sunnite. Poi con la Siria di Assad, l’Iraq, la galassia curda…
    Eugenio Orso
    http://pauperclass.myblog.it/2015/11/14/contrastare-europa-la-jihad-sunnita-eugenio-orso/

  3. Di cosa discuteranno al G20 turco?
    La Russia ha un certo monopolio sulle forniture di gas necessarie per l’economia europea. Questo dà la Russia una base economica semi-permanente per finanziare il suo programma di politica estera e mantenere la propria strategia geopolitica. Gli Stati Uniti ei loro alleati della NATO vogliono metter fine a quel monopolio, ma per realizzare questo, deve essere costruita una condotta dagli stati del Golfo sunnita, a partire dal Qatar, che passi per la Giordania e la Siria, e prosegua in Turchia. Dalla Turchia, le forniture di gas saranno distribuite in Europa, minacciando in modo efficace l’ attuale assetto della Russia con l’Unione Europea e mettendo la sua economia in uno stato di incertezza. Questo alla fine porterebbe a una fuga di investimenti dalla Russia producendo quindi un danno permanentemente a ciò che resta dell’economia della Russia dipendente dalle risorse.
    http://vocidallestero.it/2015/10/21/zero-hedge-i-media-americani-mainstream-infine-lo-ammettono-il-conflitto-siriano-e-una-guerra-per-procura-tra-usa-e-russia/ – See more at: http://www.bondeno.com/2015/10/07/la-sveglia/#sthash.S1mTcSuE.dpuf

  4. Per tornare alla sintesi della domanda proibita: potrebbero essere stati gli attacchi di Parigi un evento manipolato? Esiste un detto tradizionale che aiuta a capire come si svilupperanno gli eventi: “si comprendono dai loro frutti”.
    Per i più pessimisti i “frutti” che deriveranno dagli eventi di Parigi avranno probabilità di apportare maggiore destabilizzazione nel Medio Oriente, più vigilanza e censura nel proprio paese, aumento di inchieste per i politici impopolari, più terrorismo in Siria.
    Dopo tutto, come dice Hollande, le potenze occidentali ed i loro alleati in Medio Oriente, saranno di fatto spietate.

    (Titolo originale: “For people opposed to the endless wars President Hollande has just given the game away”)

    Fonte: Reinvestigate911

    Traduzione: Luciano Lago

  5. Nessuno ha preso sul serio le richieste di alcuni stati membri dell’ONU, di rivedere gli accordi commerciali e le politiche di finanziamento, in modo da non essere soffocati nel caos e non diventare il terreno fertile del terrore. Nel 1992, il leader liberale del Mali, Alpha Oumar Konaré, chiese all’Occidente un condono del debito odioso che gravava sul proprio paese. Non avrebbe potuto portare il proprio popolo fuori dalle divisioni e dalla povertà se avesse dovuto pagare le banche ogni mese, e se i suoi contadini non avessero avuto sollievo dai trattati commerciali punitivi. Nessuno lo ha ascoltato. Gli Stati Uniti lo hanno spazzato via, dicendo che “la virtù è la ricompensa di se stessa” – che in pratica vuol dire “paga!“. Konaré non potè portare avanti il suo programma. Rassegnò le dimissioni. Il paese implose. Al-Qaeda si impossessò di Timbuktu, la sua seconda più grande città. I francesi la bombardarono nel 2013. Il paese è ancora in pezzi. Questo è il risultato di una serie di cattive decisioni politiche. Nessuno se ne cura più. Ora tutti pensano alla presenza di Al-Qaeda in Maghreb e ai suoi movimenti.

    I leader politici occidentali sono come dei bambini che si baloccano coi loro giocattoli. Non vedono la sofferenza umana e gli esiti spaventosi delle loro politiche.

    Viviamo in tempi spietati. C’è una violenza tremenda. E una tristezza terribile.

    http://vocidallestero.it/2015/11/16/baghdad-beirut-parigi-e-un-po-di-storia/

  6. L’Italia è diventata, nel 2013, la prima nazione al mondo produttrice e venditrice di armi leggere (pistole automatiche, fucili, mitragliette e mitragliatrici leggeri di tipo kalashnikov) raggiungendo la cifra di 6 miliardi di euro l’anno, vendute soprattutto ad Arabia Saudita, Yemen del nord, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Siria, Senegal, Somalia, e una decina di fazioni in Libia. Se le sommiamo alla cifra relativa alla vendita di aerei, elicotteri, navi da guerra, missili a corta e media gittata, alta tecnologia militare di precisione, si raggiunge una cifra intorno ai 60 miliardi, pari al 3% del pil nazionale, fondamentale per la classe politica dirigente, affinché si creda alla sedicente ripresa economica che ci ha portato fuori dalla recessione con un aumento del pil, pari quest’anno a un +0,8% se va bene, grazie alle manovre del governo.
    http://www.libero-pensiero.net/follow-the-money-e-si-trova-il-bandolo-della-matassa-perche-invidio-gli-americani/

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