La perfida Albione

Dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale, la City di Londra fu costretta a cedere il ruolo di principale centro finanziario mondiale a New York e al sistema del dollaro. Il potere passò dall’impero formale inglese all’impero informale statunitense. Wall Street sostituì la City di Londra dopo i colloqui del 1944 di Bretton Woods. I tempi sono cambiati. Oggi la City di Londra è il principale centro mondiale finanziario, e il luogo dove si cambia più valuta che a New York. È già stato concluso un accordo bilaterale con la Banca Popolare della Cina sullo scambio del Renminbi, il terzo più grande centro del RMB al mondo. La questione è se la Gran Bretagna, o come Charles de Gaulle la definì, la “perfida Albione”, sia il cavallo di Troia di Washington, insinuandosi tra le pieghe del Grande Piano cinese. O il cavallo di Troia si appresta a galoppare via dal partner transatlantico degli Stati Uniti, verso est?

https://aurorasito.wordpress.com/2015/12/15/la-cina-abbandona-con-cura-il-dollaro/

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3 thoughts on “La perfida Albione

  1. Nonostante la forte opposizione del Tesoro degli Stati Uniti, l’FMI ha infine approvato, il 30 novembre, l’inclusione dello yuan nei diritti speciali di prelievo, un paniere di valute creato nel 1969 per completare le riserve ufficiali esistenti dei membri dell’organizzazione multilaterale. Così la valuta cinese diventerà dal 1° ottobre 2016 il quinto membro del paniere FMI. E l’influenza finanziaria globale della Cina continuerà a crescere rapidamente: il peso dello yuan nei diritti speciali di prelievo sarà più alto rispetto a quello di yen giapponese e sterlina inglese.
    https://aurorasito.wordpress.com/2015/12/08/lo-yuan-sara-la-terza-valuta-piu-potente-nel-fmi/

  2. Il governo conservatore britannico è «mortalmente serio» sulla richiesta di riforme all’Ue. Suona così il nuovo avvertimento recapitato da David Cameron che martedì 10 novembre è tornato ad attaccare: «Il Regno Unito è forte anche senza stare in Europa: l’Unione deve cambiare, diventare più competitiva». Non c’è dubbio, ha continuato, «che la Gran Bretagna possa avere successo fuori dall’Europa, la questione è se possiamo avere più successo dentro che fuori», ha detto il primo ministro. «Ammettiamo che la risposta a ogni problema non è sempre “più Europa”. A volte è “meno Europa”».
    http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_10/cameron-unione-europea-deve-cambiare-diventare-piu-competitiva-3062b878-878c-11e5-91a7-6795c226a8af.shtml?refresh_ce-cp

  3. Sulla solidità delle istituzioni inglesi non serve dilungarsi. E’ bastato vedere la simpatia con cui il popolo ha celebrato i novant’anni di una regina palesemente sprezzante della plebe; peggio, la donna che può aver persino autorizzato (all’MI5) l’assassinio di quella nuora così inferiore da farsi mettere incinta da un bottegaio egiziano, che se non fosse morta nel tunnel dell’Alma avrebbe dato al futuro re dell’United Kingdom un imbarazzante fratello coloured. Anche questo delitto, se c’è stato, dimostra solo che sì, le istituzioni inglesi sono solide. Solidissime. Nessuno le viola impunemente: specie quelle non scritte.

    Durano da secoli, tutte, anche le peggiori, come la pedofilia nobiliare rispettosamente coperta da Scotland Yard e ignorata con tenace omertà dall’opposizione laborista (“di Sua Maestà”) piena, a parole, di repubblicani. Quanto alle migliori, ai piani bassi accessibili a un turista italiano, è come gli si insegna a mettersi in fila nel salire sul bus rosso. Non c’è alla fermata alcuna scritta che imponga: “Mettersi in coda a norma del decreto XX dell’anno WZ”. Ma sono gli inglesi stessi che attendono il bus ad “insegnare” all’italiano che, se prova a fare il mucchio selvaggio all’assalto del predellino, ha violato una istituzione. Non scritta, ovviamente.
    http://www.maurizioblondet.it/sul-sindaco-londra-cosi-ben-integrato/

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