Movimenti spontanei?

Da quanto risulta alla Questura di Imperia, la notte del 5 agosto 2016 un centinaio di migranti e una ventina di attivisti No Border, la gran parte appartenenti all’area anarchica lombarda, si è radunata nella pineta dei Balzi Rossi, nei pressi del valico di Ponte San Ludovico, per poi passare verosimilmente lungo la linea ferroviaria, che durante la notte non è impegnata dal transito dei treni.

Ci sembra importante chiarire quali siano gli ambienti e le istituzioni economiche che stanno sostenendo e finanziando le migrazioni di massa verso l’Europa con l’obiettivo scoperto di arrivare alla creazione di una società multiculturale europea e all’abolizione degli Stati Nazionali. L’articolo che segue, scritto da Maurizio Blondet, contribuisce a chiarire quali siano questi ambienti che operano in modo occulto o scoperto  per realizzare quell’obiettivo.

La Commissione Europea finanzia i militanti pro-immigrati
di Maurizio Blondet

In Francia è stato notato che lo “spontaneo” ammassarsi di immigrati al “Pas de Calais”, da cui cercano di giungere in Gran Bretagna sotto il tunnel ferroviario, è gestito da una organizzazione che si chiama “No Border“, di militanti anarchici e dei centri sociali.

C’era un gruppo di No Border anche a Ventimiglia, ad organizzare la protesta e le manifestazioni, sotto forma anche di rivolte e sommosse occasionali. Sul suo sito, l’entità si definisce “un network europeo di gruppi antirazzisti che lavorano insieme contro l’esclusione e la criminalizzazione dei migranti e la libera circolazione”. Questa rete radicale di anarchici sostiene l’abolizione pura e semplice della frontiere, in una già significativa convergenza di veduta coi poteri forti mondialisti e con Georges Soros. E’ una organizzazione-non-organizzazione – dunque “spontanea” essa stessa, informale, con il vantaggio per chi la dirige di restare anonimo – di cui il grosso della truppa è formato da giovani anarchici, talvolta minorenni, in rottura con la famiglie, spesso essi stessi “nomadi”; ma inquadrati da vecchi esponenti della sinistra extraparlamentare francese.

Il fatto interessante è che questa “spontanea rete” non è nata ieri, con l’ondata dei migranti. E’ stata creata almeno 15 anni orsono – molto prima della “emergenza-profughi”, crescendo sotto forma di “No Border Camps”, attendamenti e campi in giro per l’Europa: al confine polacco con l’Ucraina, in Germania a ridosso del confine polacco, in Sicilia, in Francia. Nel 2002 hanno fatto un campo estivo a Strasburgo, nel 2010 a Brixelles, nel 2012 a Stoccolma. Un “camp” era stato allestito anche a Genova nelle roventi giornate del G-8 dove apparvero i black Block a fare i danni che sappiamo. In questi accampamenti, che durano in genere una settimana, i giovani “antifascisti e antirazzisti” vengono indottrinati in “gruppi di discussione” e imparano a creare “nuove forme di resistenza contro il regime brutale e spesso assassino dei confini della Fortezza Europa”.

Ora, l’organizzazione di tanti “campi” esige organizzazione e spese; e ricorda molto da vicino al tattica e l’addestramento di quei gruppi che hanno organizzato varie “rivoluzioni colorate” nell’Est, organizzando il malcontento di piazza contro i governi nella missione, ben compensata dal Dipartimento di Stato, di “diffondere la democrazia”. Il più noto e vecchio di questi gruppi è la OTPOR (Resistenza in serbo), che contribuì a rovesciare Milosevic a Belgrado; oggi è una ONG, e una compagnia di giro di professionisti dell’agitazione, che vanno a insegnare “tecniche di piazza non violente” laddove sono chiamati.

In Georgia hanno rovesciato il vecchio Shevarnadze permettere al suo posto il noto Shaakasvili; elementi della compagnia Otpor sono stati in Bielorussia, Ucraina; nel 2000, all’Hotel Hilton di Budapest, hanno ascoltato i seminari del colonnello americano Robert Helvy sui metodi di “combattimento non violento”.

Anarchici per Soros

La rete NoBorder ha ispiratori simili? Una breve indagine mostra che il grosso del lavoro logistico e promozionale è svolto da un’altra organizzazione, “United Against Racism-Fascism-Nationalism”, che appare molto più strutturata. Ed uno strano modus agendi.

A Calais, dove diverrà rovente la questione immigrati in Francia, ad esempio, nel 2009 si tiene un No Border Camp e la United crea una entità locale ad hoc, la Calais Migrant Solidarity (CMS), che s’installa in modo durevole, e recluta e inquadra i militanti anarco-libertari sul posto.

Vedi:  unitedagainstracism.org/addressbook/calais-migrant-solidarity

Questa CMS è sponsorizzata, oltre che dalla United, da una Unity Bank, una banca con sede nel New Jersey e quotata al Nasdaq. Quanto alla United, sponsorizza sia “antifascisti russi” che “antifascisti ” di tutti i paesi, è collegata e controlla 5 mila organizzazioni di base europee, organizza “settimane antifasciste” e “contro l’antisemitismo”; promuove (paga?) Reflexes, ossia “Réseau d’étude, de formation et de lutte contre l’extrême-droite et la xénophobie”, qualcosa che si definisce “un movimento antifascista radicale” composto da “militanti di estrema sinistra”: orbene, tempo fa Indymedia ha lanciato una polemica contro Reflexes, accusandolo di avere “legami con servizi di polizia” attraverso, proprio, l’organizzazione United Against Fascism.

Attivisti per l’Eurocrazia

Come, come? L’organizzazione libertaria ed alternativa che lotta per l’abbattimento delle frontiere, sarebbe collusa con organizzazioni poliziesche? Ebbene sì. Fra gli sponsor della United si trovano il ministero dell’interno britannico (HomeOffice UK) e quello Olandese.

Ma non basta. Questo benemerito gruppo anarco-antifascista, che abbatte le frontiere ed aiuta i migranti a violare i confini, è finanziato anche dalla Commissione Europea (Programma Erasmus), dal Consiglio d’Europa, dal Consiglio Mondiale delle Chiese, dai gruppi parlamentari europei verdi e socialisti, di decine di istituzioni governative europee ufficialissime. Ma tra gli sponsor “privati” (diciamo così) della United che scaglia i militanti anarchici contro le frontiere europee e i governi che le difendono, potevano mancare la Fondazione Rotschild e il Jewish Humanitarian Fund? Ancor meno poteva mancare la Open Society Foundation del miliardario ebreo-ungherese Georges Soros, quello che è stato accusato dal premier magiaro Victor Orban di essere tra gli organizzatori dell’ondata migratoria, come gli altri miliardari che “sostengono tutto ciò che mina lo Stato nazionale”. Ciò che Soros non nega affatto. Nel sito della sua Open Society (che gestisce 25 miliardi di dollari per gli scopi di Soros), si propugna che ogni richiedente asilo, nessuno escluso, diventi un rifugiato col diritto di spostarsi come vuole entro lo spazio di Schengen. Esattamente quel che vogliono i militanti e attivisti di No Border.

E passi per Soros. Ma che sia il Consiglio d’Europa, anzi la Commissione Europea, a finanziare i No Border, ossia le piccole turbe di anarchici anti-sistema che “lottano” a volte con azioni clandestine e violente per un programma di radicale abbattimento delle frontiere, è – se si vuole ancora più illuminante. Tecnocrazia e sinistroidi uniti nelle “lotte”, militanti di base antirazzisti che lavorano per i miliardari mondialisti e gli eurocrati di Bruxelles. Non si può fare a meno di rievocare la sentenza di Spengler: la Sinistra fa’ sempre il gioco del grande capitale, a volte perfino senza saperlo.
Qui sotto, copio-incollo la lista degli sponsor e finanziatori della United:

« Since 1992 financial support was received from various sponsors such as : European Commission(General Budget/Socrates/Grundtvig/Youth in Action/Erasmus+/DG Employment Social Affairs/TACIS IBPP), Council of Europe (European Youth Foundation/European Youth Centres),OSCE-ODIHR, Heinrich-Böll-Stiftung, World Council of Churches, Olof Palmes MinnesFond, Cultural Council Sweden, Ministry of Education Slovenia, Green Group-, Socialist Group-, and GUE/NGL Group in the European Parliament, European Cultural Foundation, Stiftung West-Östliche Begegnung, Aktionsbündnis Gegen Gewalt, Rechtextremismus und Fremdenfeindlichkeit Brandenburg, Home Office UK, Ministry of Interior-BZK NL, Federal Department of Foreign Affairs CH, the Matra Programme of the Netherlands Ministry of Foreign Affairs, Instituto Português da Juventude, National Integration Office Sweden, Service Nationale de la Jeunesse Luxembourg, LNU – Norwegian Youth Council, Europees Platform Grundtvig, Friedrich Ebert Stiftung, Federal Social Insurance Office (Dep. for Youth Affairs) CH, Swiss Coordination Office of Youth for Europe, Federal Service for Combating Racism (Fund for Projects Against Racism) CH, Migros Kulturprozent CH, Comunidad de Madrid, Ministry of Youth and Sport of Azerbaijan, The Swedish National Board of Youth Affairs, Rothschild Foundation, Local Municipality of Budapest, Youth Board of Cyprus, Jewish Humanitarian Fund, Foundation Remembrance Responsibility and Future, Minority Rights Group Europe, OSCE – Mission to Skopje, Finnish Ministry of Education and Culture, Provincie Noord-Brabant, Open Society Foundations, Children and Youth Development Fund Georgia, Final Frontiers Internet, Dijkman Print and others.
This website has been funded with support of the Council of Europe (European Youth Foundation), the Erasmus+ Programme of the European Union and the Open Society Foundations. »

L’ultima frase è impagabile: “Questo sito web è stato finanziato col sostegno del Consiglio d’Europa (Fondazione Gioventù Europea), il Programma Erasmus  della Unione Europea e dalla Open Society Foundation”.

Ecco chi paga i “ribelli antirazzisti” che lottano per gli immigrati.

Fonte: Blondet & Friends

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3 thoughts on “Movimenti spontanei?

  1. Ora, continua Laughland, la Merkel incarna in sé perfettamente la “matria”, la femminilizzazione neutralizzata. “Donna sposata che ha scelto di non avere mai figli, deve la sua popolarità sia alla sua personale mediocrità (non fa’ paura a nessuno e dunque l’elettore medio si può riconoscere in lei) sia al suo soprannome, Mutti (mamma) che esprime il suo profilo politico di madre rassicurante del paese”. Ritratto spassoso della (a)sessualità della Cancelliera, che andrà completato dalle voci che vogliono che il marito della Mutti sia un omosex, mentre su lei stessa circola un’aura vaga di lesbismo: il che ne fa’ un’ancor più perfetta epitome dei “valori gender” che ci dominano: le donne coccolano i gay e vogliono uomini “neutri”, hanno svirilizzato non solo la cultura ma proprio i maschi europei, fino a renderli degli impotenti, degli eterni adolescenti-figli che fuggono le responsabilità, o dei masturbatori da video-porno; salvo poi lamentarsi perché quando “lei” glielo ordina, lui non si trasforma in irsuta belva del sesso dalla impetuosa erezione selvaggia; a comando, per poi rientrare addomesticato nei ranghi quando lei ha da fare.
    http://www.maurizioblondet.it/i-siriani-hanno-capito-lue-e-femmina/

  2. Un solo esempio: in Svezia, nel 1975 furono denunciati 421 stupri; nel 2014, sono stati 6.600. Non è che i maschi svedesi son diventati violentatori; l’aumento è dovuto agli immigrati islamici, per la cui cultura” lo stupro di una donna giudicata “leggera” è una forma di disciplina.

  3. Consideriamo che, quando si manifestò l’ondata di migranti nella scorsa estate, il potere, con la complicità della maggior parte dei media, si era inventato un racconto destinato a permettere l’entrata massiccia di stranieri in Europa, utilizzando un ondata di emozione a comando, dopo aver esibito le foto della piccola vittima arenatasi su di una spiaggia turca. L’ondata di finto pietismo sollevata dai media, serviva a far accettare il concetto che bisognava essere accoglienti con questa massa di profughi e migranti che provenivano da aree di guerra. In realtà si è visto dopo che i siriani erano soltanto una minoranza, visto che una buona parte dei profughi e migranti sono iracheni, afgani, pakistani e del Bangladesh. La propaganda in ogni caso si è imposta sull’opinione pubblica.

    Adesso che la realtà è venuta alla luce, il potere dei media deve prolungare la sua opera di falsificazione.

    Queste occasioni fanno comprendere, per chi ancora non lo avesse compreso, come la maggioranza dei media europei siano al servizio del potere e degli interessi dei gruppi finanziari che li controllano.
    http://www.controinformazione.info/la-societa-multiculturale-senza-frontiere-primo-obiettivo-dei-mondialisti/?lang=it

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