Renzi se ne va?

di G. Cirillo La prima metà del 2016 vede il mondo fermo in una stagnazione dolorosa sia a livello economico sia a livello geopolitico. I conflitti in Siria, Iraq e Libia non vertono verso alcuna soluzione e uno stormo di cigni neri sta per arrivare, dall’odierna elezione austriaca, al referendum sul brexit, alle guerre civili prossime in Turchia, Venezuela, Egitto (?). Quelli elencati sono solo alcuni cigni neri, in realtà ve ne sono molti di più. Anche l’Italia ne ha uno, il referendum sulle riforme costituzionali del governo Renzi. Lo definiamo cigno nero perché in caso di vittoria del no, Renzi, come ribadito di recente, lascerà il suo posto da Presidente del Consiglio (che in sé non è una cosa negativa, è solo che il dopo-Renzi potrebbe essere peggio). Proprio questo ultimo punto mi sembra veramente sospetto: perché un premier con un consenso inferiore al 40% dovrebbe rendere un referendum su una riforma elettorale non perfetta ma comunque facilmente propagandabile, un voto su se stesso? Non ha senso perché anche lui sa di non avere un gran sostegno popolare. Quindi o Renzi è stupido e ignorante di politica oppure vuole andare a casa. Io propendo più per la seconda ipotesi.

continua a leggere: http://www.controinformazione.info/verso-un-governo-tecnico-di-guerra/

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3 thoughts on “Renzi se ne va?

  1. gli italiani, ormai, sono convinti che sia “normale” esprimere un proprio parere e opinione personale (così importante) senza avere la minima idea di che cosa si stia parlando, ovverossia senza sapere che cosa sta facendo. Ciò che conta, infatti, è il tifo di appartenenza. Renzi ha chiamato a raccolta i suoi sostenitori per far votare SI? E allora, chi lo vuole sostenere vota SI perchè vuole sostenere il premier. Per la stessa identica ragione, chi vota NO lo fa avendo stabilito (così si mette l’anima in pace) che il referendum è “un trucco” che nasconderebbe la “verità sottostante” (cito da un pensiero espresso su facebook da un parlamentare che va per la maggiore): si tratta della possibilità storica di mandare a casa Renzi.
    http://www.libero-pensiero.net/5673-2/

  2. di LUCA CANCELLIERE (ARS Sardegna)

    Il disegno di legge di riforma costituzionale approvato con legge costituzionale del 12 aprile 2016, che sarà sottoposto a referendum confermativo nel prossimo ottobre, prevede tra l’altro: il superamento del c.d. “bicameralismo perfetto”, con attribuzione di una potestà legislativa soltanto eventuale al Senato, che viene ridotto da 315 a 100 membri nominati dai consigli regionali; l’abolizione delle province e del CNEL; modifiche al regime del referendum abrogativo; l’abolizione della potestà legislativa concorrente e l’attribuzione allo Stato di materie precedentemente rientranti in essa.

    Non passerà sicuramente alla storia, dal punto di vista giuridico e politico, come una pietra miliare della storia del costituzionalismo moderno. Stupisce tuttavia l’ostilità con cui detta riforma, concernente essenzialmente la Parte Seconda della Costituzione e gli organi da essa disciplinati, viene osteggiata proprio da coloro che hanno assistito passivamente o addirittura cooperato alla demolizione della Prima Parte della stessa, quella che statuisce i diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini.

    Dov’erano, i difensori della Costituzione, quando con legge ordinaria si calpestavano questi principi costituzionali?
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=15847

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