40 miliardi sulla cassa del morto

L’unica via d’uscita sarebbe quella di tornare alla politica, che sarebbe come pretendere di cavar sangue da una rapa: si finirà per andare a troika

Il simplicissimus

lisoladeltesoroSiamo il Paese di Pirandello quindi dovremmo essere meglio attrezzati al così se vi pare, al fatto che qualunque cosa possa essere presentata sotto una luce diversa a seconda dei casi e delle convenienze. Dunque l’idea del povero Renzi di aiutare le banche in affanno con 40 miliardi – una cifra con la quale si potrebbe tentare di rivitalizzare un po’ l’economia invece di essere costretti a usarla per tamponare perdite da titoli spazzatura, debiti inesigibili, operazioni opache – viene collegata e annessa come danno collaterale ai disastri del Brexit, come una sorta di anticipazione del giorno del Giudizio. In effetti il Brexit c’entra e non poco in questa improvvisa sortita di governo, ma per motivi del tutto differenti da ciò che si vuole fare intedere,  non perché abbia qualcosa a che vedere in via diretta con le sofferenze delle banche, a parte le solite oscillazioni di borsa, peraltro già  recuperate…

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Riassumendo…

Le elezioni del 2013 furono pareggiate perché il centrosinistra prese il 29,5 per cento dei voti e il centrodestra il 29, 1 per cento, mentre il Movimento 5 stelle conquistò il 25,5 per cento da solo (classificandosi come primo partito d’Italia, perché il Pd era al 25,4).

Questo risultato fu però viziato (grazie al famoso Porcellum) da un premio di maggioranza esorbitante che, per pochi decimali in più (lo 0,3 per cento), assegnò al centrosinistra 345 seggi alla Camera, mentre al centrodestra (che aveva pressoché la stessa percentuale) ne andarono 125 e al M5S, che pure era il primo partito, 109.

Il fatto determinante è che il 4 dicembre 2013 la Corte Costituzionale ha dichiarato “incostituzionale” la legge elettorale detta “Porcellum”, giudicando “distorsivo” quell’enorme premio di maggioranza, perché “foriero di una eccessiva sovra-rappresentazione” non imponendo “il raggiungimento di una soglia minima di voti alla lista”.

Tale sentenza non era una delegittimazione automatica, per via giuridica, del Parlamento appena eletto, ma una delegittimazione politica sì.

Però a Palazzo hanno fatto spallucce. E hanno evitato di fare la sola cosa giusta e democratica: cambiare il Porcellum, togliendo quell’esorbitante “premio”, e ridare la parola agli elettori.

Anzi, abbarbicati alle poltrone, hanno aggravato l’illegittimità politica dei governi che hanno raffazzonato, perché al “vulnus” rappresentato dai seggi “incostituzionali”, si sono aggiunte una serie di operazioni che sono uno sberleffo per gli elettori e per la sovranità popolare: la trasmigrazione verso il Governo di una quantità di parlamentari che erano stati eletti contro la coalizione del Pd. Mentre Sel, che alle elezioni era in coalizione col Pd di Bersani e ha usufruito del premio del Porcellum, è andata all’opposizione.

Così la “maggioranza parlamentare” non ha più nulla a che vedere col voto del 2013, è continuamente cambiata e sono cambiati pure i ministri e il Capo del governo. Tutto senza voto popolare.

Proprio perché non ha la legittimazione degli italiani il governo Renzi sta al guinzaglio della Merkel e di Obama: cerca ed ha da loro una legittimazione “coloniale”.

Diventato premier senza aver mai partecipato alle elezioni, con un Pd che non è nemmeno il primo partito d’Italia e una coalizione che stava alla pari col centrodestra e che ora sta sotto per la rottura con Sel, il Matteo nostro, col “premio” di parlamentari dichiarati “incostituzionali” dalla Corte e con quelli “transfughi”, ha addirittura cambiato la Costituzione, con un’abolizione del Senato che non abolisce il Senato, ma solo il voto degli elettori per il Senato.

E ha cambiato la legge elettorale con un’invenzione – l’Italicum – che un domani potrebbe permettere a un partito come il PD, al 25 per cento, di diventare padrone assoluto del Paese (cioè anche delle istituzioni di garanzia).

Antonio Socci

Da “Libero”, 26 giugno 2016

Era meglio Grexit

La Banca di Grecia dice che:

I suicidi sono aumentati. “il rischio di tendenze suicide aumenta quando si verificano i cosiddetti fattori di rischio primario (condizioni mediche psichiatriche), mentre i fattori secondari (la situazione economica) e terziari (età, sesso) hanno influenza sui suicidi, ma solo se i fattori primari sono già presenti.

La mortalità infantile è aumentata quasi del 50%, principalmente per l’aumento delle morti di bambini di meno di un anno, e la diminuzione delle nascite è stata del 22,1%. La mortalità infantile è aumentata: dal 2,65% nel 2008 al 3,75% nel 2014.

– Sono aumentati i casi di malattie mentali, specialmente la depressione. Gli aumenti: il 3,3% nel 2008, l’8,2% nel 2011, il 12,3% nel 2013. Nel 2014, il 4,7% della popolazione sopra i 15 anni ha dichiarato di soffrire di depressione: il dato era al 2,6% nel 2009.

-Aumento delle malattie croniche è aumentato di circa il 24%.

La Banca di Grecia osserva che “gli enormi tagli nella spesa pubblica non sono stati accompagnati da cambiamenti e miglioramenti del sistema sanitario al fine di limitare le conseguenze per i cittadini più deboli e vulnerabili della società.”

La relazione del governatore della banca di Grecia ricorda le indagini condotte dall’autorità statistica greca (ELSTAT) secondo le quali ci sono stati:

  1. Un significativo aumento del 24,2% delle persone con più di 15 anni che soffrono di problemi cronici di salute.
  2. Aumento di più del 15% delle persone che hanno limitato le proprie attività a causa di problemi di salute nel 2014.
  3. La percentuale di nascite sottopeso (sotto I 2,5 kg) è aumentata del 19% nel 2008-2010, e ciò è associato a effetti negativi a lungo termine sulla salute e lo sviluppo dei bambini.

 

Citando i dati dell’OCSE del 2013, la Banca di Grecia sottolinea che il 79% della popolazione in Grecia non è coperta da assicurazione e quindi riamane senza medici e medicine a causa della disoccupazione di lunga durata, mentre i lavoratori autonomi non possono permettersi di pagare i contributi sociali.

Un sondaggio condotto nel 2014 da ELSTAT ha mostrato che parte della popolazione sopra i 15 anni ha bisogno di aiuto medico ma non lo ha ricevuto a causa della mancanza di mezzi finanziari:

Il 13% della popolazione non ha rievuto cure mediche o trattamenti

Il 15,4% non ha ricevuto cure o trattamenti odontoiatrici

Il 4,3% non ha ricevuto cure o trattamenti mentali

L’11,2% non ha comprato le medicine prescritte dai medici.

La stessa indagine mostra una diminuzione dei ricoveri ospedalieri privati e un aumento di quelli negli ospedali pubblici, con l’effetto che gli ospedali pubblici non sono in grado di affrontare le richieste a causa dei tagli di austerità al bilancio e al personale. I ricoveri ospedalieri pubblici nel 2009 sono stati 1,6 milioni e 2,5 milioni nel 2014.

Secondo l’indagine, la percentuale della popolazione che doveva ricevere cure medico-infermieristiche e le ha ricevute in ritardo o non le ha ricevute del tutto era:

13,1% a causa delle lunghe liste di attesa

6,1% a causa della distanza eccessiva o di problemi di trasporto

9,4% a causa della mancanza di dottori specializzati e del personale sanitario.

La relazione della Banca di Grecia avverte che la crisi economica e la svalutazione del settore sanitario rischia di far precipitare l’aspettativa di vita.

Tutti quelli che vivono in Grecia conoscono molto bene le lunghe liste di attesa per ottenere un appuntamento per un esame medico o per i controlli diagnostici negli ospedali pubblici. In alcuni casi l’appuntamento per un semplice controllo può essere fissato a distanza di un anno. A causa dell’accorpamento degli ospedali e dei centri della salute primari, le persone devono percorrere fino a 120 km per trovare il medico di cui hanno bisogno. Solo un paio di giorni fa, Keep Talking Greece ha raccontato la situazione drammatica nella città di Ierapetra nel sud di Creta, e delle persone disperate che preferiscono cercare l’aiuto del veterinario locale a causa della mancanza di un dottore per esseri umani.

Tuttavia, la crisi non colpisce solo i pazienti. Colpisce anche il personale sanitario. Solo 2 giorni fa, un mio amico, un dottore specializzato in problemi vascolari, mi ha raccontato che mentre anni fa riusciva sempre a mantenere la corretta distanza dai pazienti, ha invece cominciato a risentire dei loro problemi, dal momento che le persone stanno soffrendo così tanto per la crisi economica. “La situazione è drammatica là fuori, e non posso far finta di non accorgermene” ha dichiarato.

Uno dei farmacisti di zona mi ha raccontato a volte del numero drammatico di pazienti che non possono permettersi di pagare il ticket per i medicinali che vengono loro prescritti. Molti dei suoi clienti dimezzano le dosi delle medicine – per esempio prendono le pillole per il colesterolo ogni due giorni anziché giornalmente – e alcuni hanno rinunciato completamente a curarsi. “Per alcuni la scelta è questa: o le medicine, o il cibo”.

Questo andazzo va avanti dal 2012, quando l’allora Ministro della Salute Greca ha adottato il modello tedesco dei “ticket per le medicine prescritte e per i test di laboratorio” e ha tagliato alcuni servizi primari per la salute ma ha dimenticato di adottare l’altro aspetto del modello tedesco, che prevede che i pazienti non debbano spendere più del 2% del loro reddito per i servizi medici e le cure.

Ma queste cose le ho già scritte molte volte, non è forse vero? Pensavo di poter lasciar perdere per un po’ il “dramma greco” ma la realtà è più forte della volontà e dei desideri di un blogger.

Fonte: relazione della Banca di Grecia, altri dettagli qui e qui.

PS L’aspettativa di vita diminuirà? Suppongo che i creditori ne saranno più che felici! Se le persone muoiono, non occorrerà pagargli le pensioni e i fondi assicurativi si salveranno.

Mosche cocchiere

Non è un caso che la crisi del movimento operaio e della politica di classe in occidente prosegue celebrando multiculturalismo e correttezza politica. E la diffusione della correttezza politica, a sua volta, storicamente coincide con la “finanziarizzazione” dell’economia, in altre parole con la massiccia redistribuzione delle risorse a favore del settore bancario. Da un lato, il capitale trionfa sul lavoro, derubato di una parte significativa delle conquiste sociali del ventesimo secolo. Ma dall’altra parte, la classe capitalista aveva la propria redistribuzione della ricchezza, e le élite finanziarie s’è appropriata di quasi tutti i frutti di tale vittoria. Non sorprende che tale situazione avanzi non solo nella classe operaia, ma anche in parte della borghesia. E gli attacchi di Trump alla correttezza politica non sono affatto manifestazione di sentimenti, sfrenatezza e maleducazione personali; ma è una strategia consapevole per consolidarsi in quei gruppi sociali che hanno sofferto la dittatura del politicamente corretto, colpiti praticamente e finanziariamente dalla perdita di reddito, posti di lavoro e ricavi…
Nel contesto dell’attuale situazione politica, il tentativo di fare di Trump il “male assoluto” non è altro che un tentativo di mobilitare la gente per proteggere lo status quo solo per evitare qualsiasi cambiamento. Ma il cambiamento c’è, non solo per logica politica e sociale, ma anche perché la possibilità di mantenere il modello neoliberista del capitalismo è oggettivamente esaurita. E se la sinistra non vuole e non può combattere, sarà il populista di destra Donald Trump negli Stati Uniti o Marine Le Pen in Francia ad infliggere un colpo fatale a tale ordine. In questo caso, sarà possibile, naturalmente, indignarsi per i “pregiudizi” e l’”irresponsabilità” della classe operaia, ma la vera responsabilità morale ricade sugli intellettuali di sinistra che, in tempi di crisi, hanno mostrato la loro posizione di classe, agendo da sostenitori delle idee e difensori degli interessi del capitale finanziario.

https://aurorasito.wordpress.com/2016/06/22/chi-ha-paura-di-donald-trump-la-sinistra-sta-con-hillary/

Salute liberista: il dramma della sanità in Grecia

C’è dunque la tragedia e c’è la beffa dei colpevoli che si permettono di salire in cattedra cercando di addossare ad altri le loro specifiche e ben conosciute responsabilità.

Il simplicissimus

092745267-727721e5-9793-44e6-aae1-b335eedc5889Due mesi fa è uscito Le confessioni, un buon film di Roberto Andò con Toni Servillo e Daniel Auteil che narra la storia di un frate invitato per vie a traverse a una riunione del G8 in Germania e che riesce a sventare un piano dei potenti per affossare i Paesi deboli nella convinzione che l’economia capitalistica abbia bisogno della distruzione per reggersi. Non so se il botteghino abbia sprriso, ma ne dubito non essendo inzeppato da supereroi, agenti della Cia che salvano il mondo, baldi soldati che, attualizzando ciò che disse uno spartano a un ateniese, esistono solo nei film, effetti speciali per gli specialissimi cretini contemporanei. Però quel film, per quanto angoscioso anche se  un po’ corrivo nell’affidare la chiave di volta della storia a un prete, è arrivato tardi, è già stato superato dalla realtà: il piano che ipotizza  sta già avendo attuazione. Nulla è stato sventato.

Un report della banca di Grecia  su Riforme…

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Nervi saldi

Sul Brexit abbiamo già scritto, sulle manipolazioni del referendum il capitolo è aperto: ” Il caso, opportunamente montato dai media, servirà ad accentuare l’effetto “salto nel buio” rispetto al possibile pronunciamento pro Brexit nel referendum: “quindi è questo tipo di gente quella che vuole distaccarsi da Bruxelles? “Estremisti di destra”, estremisti armati, gente che odia l’immigrazione perché odia il prossimo ed ha il mito della violenza e della razza “? Questo il pensiero sottilmente indotto nel pubblico che legge i giornali e vede le TV. Come di consueto in queste circostanze,  viene diffusa nel pubblico la psicosi e la paura di fare il salto verso l’ignoto, staccandosi dall’Unione Europea ”

http://www.controinformazione.info/gli-atlantisti-calati-come-avvoltoi-a-sfruttare-lomicidio-cook/

Obblighi NATO

Active Fence della NATO è operativa dal 2012: su richiesta della Turchia, che aveva chiesto il supporto  della NATO “per proteggersi dai missili siriani”  –   traduzione dalla neolingua: in preparazione dell’attacco al territorio siriano e nel progetto di costituire una no-fly zone dove potesse essere al riparo Deesh, Al Nusrah, insomma tutti i terroristi islamici racimolati da  mezzo  mondo con i soldi  di Cia e Sauditi.

Gli Usa prontamente accettarono,  e posizionarono al confine turco-siriano  i loro formidabili missili  MIM-104 Patriot , a cui si alternarono poi Patriot olandesi e germanici.  Dopo l’abbattimento dell’aereo russo  – attenzione – il Pentagono ha ritirato i suoi Patriot:  metà per dispetto  (eErdogan non li aveva avvertiti) e per far capire al sultano che non si lasciavano trascinare nelle sue guerre; ma ha ordinato ai suoi vassalli inferiori di fare il lavoro di “protezione dell’alleato turco”.  Così sono subentrati i missili di Madrid, e adesso tocca a noi.  Inseriti nell’immenso apparato di provocazione-intimidazione allestito dagli Usa per i russi:  due portaerei,   cacciatorpedinieri lanciamissili nel Mar Nero,  eccetera.  Insomma “I nostri ragazzi” e i nostri missili sono lì per coprire Daesh, Al Nusrah, e tutti gli altri gruppi terroristici islamisti pagati dagli americani e sauditi, e coltivati da Erdogan, e messi a malpartito dall’aviazione di Putin, onde possano riprendere la guerra al regime siriano e ai suoi alleati, Mosca, Teheran,  Hezbollah.

Siamo in  guerra a fianco dei turchi e dei terroristi islamici, potenziale bersaglio di Mosca. Giusto  per saperlo.

estratto da http://www.maurizioblondet.it/italiani-guerra-turchia/

se la cosa desta un minimo del vostro interesse (impegnati come siete a seguire gli europei di calcio) leggete tutto l’articolo