Complottismo di Stato e di governo

per questo occorre intervenire d’urgenza ed evocare complotti, riempire i vuoti di comprensione, confondere, cambiare le indicazioni stradali perché i cittadini non rischino di prendere la strada giusta.

Il simplicissimus

FRANCE-ATTACK-POLICE Sandra Bertin 

Ricordate quando l’informazione mainstream si scagliava contro il complottismo, includendo in questa categoria anche la semplice divergenza di idee e opinioni oppure la sottolineatura di contradizioni e incongruità nelle versioni ufficiali? Dovreste ricordarlo perché questo era fino a un mese fa. Poi improvvisamente proprio queste “voci della verità” si sono trasformate in complottiste, cominciando a spargere veleni senza alcuna credibilità o pezza d’appoggio. Il fatto è che il trompe l’oeil costruito accuratamente e in maniera apparentemente razionale sulla realtà, rischia di creparsi e di mostrare le impalcature di Matrix, per questo occorre intervenire d’urgenza ed evocare complotti, riempire i vuoti di comprensione, confondere, cambiare le indicazioni stradali perché i cittadini non rischino di prendere la strada giusta.

Lo squarcio nell’impianto della narrazione è stato tale da richiedere il contemporaneo ricorso al complottismo per vicende diversissime che illustrano di che lacrime, di che errori e di quali cinismi grondino gli arcana imperi. Fallito il…

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Non è un caso

Come fa giustamente notare Blondet il più recente attentatore diceva di vivere sotto Hartz IV, vale a dire l’ultimo aggiornamento delle misure della commissione tedesca sul lavoro:

L’ammontare originariamente previsto per la prestazione normale dell’ALGII secondo dichiarazioni di Peter Hartz era fissato a 511 Euro mensili e quindi largamente al di sopra del sussidio sociale. Inizialmente per gli indigenti che avevano esaurito il diritto all’indennità di disoccupazione veniva pagato un supplemento che nel primo anno di percezione della ALGII arrivava a 160 €, e nel secondo anno fino 80 €. Questo supplemento dal 1º gennaio 2011 è stato abolito completamente senza essere sostituito”.

In Italia abbiamo incassato il Job Act che non prevede sussidio alcuno (ma da noi si vive ancora in famiglia) ; oggi però è stato firmato un accordo tra governo e confindustria per inserire ” i rifugiati” nel lavoro.

Chissà cosa si urlerà da noi nel prossimo attentato “terroristico”?

Profughi veri

Una autentica flotta di navi da guerra formata da 14 unità’ turche, fortemente armate fino ai denti, sta navigando al di fuori di ogni controllo statale, dirigendosi  a quanto sembra verso l’Egeo o il Mar Ionio per sfuggire alle epurazioni attuate dal Governo di Ankara. Come rivelato da alcune fonti, fra cui Il Times, sono state segnalate queste 14 unità della Marina turca fortemente armate che navigano verso destinazione ignota ma è chiaro che si tratta di unità appartenenti ai rivoltosi turchi che adesso cercano di mettersi in salvo dalle sanguinose epurazioni contro i militari ribelli attuate dal Governo di Erdogan. Sono in allarme i porti del Pireo ed altri in Grecia ma anche Taranto dove potrebbero dirigersi le unità turche, secondo l’agenzia RiaNovosti. Il comandante della Marina da guerra turca, l’ammiraglio Veysel Kosele, ha ammesso di non avere più il controllo di queste unita già dallo scorso Venerdì’, giorno in cui iè avvenuto il tentativo di Golpe, come indica la fonte anonima del giornale britannico. Al momento non si sa se l’ammiraglio siacoinvolto anche lui nel fallito golpe o si trovi come ostaggio dei rivoltosi. Nel frattempo in Turchia procede l’epurazione massiccia dei militari rivoltosi con circa 7.500 arresti, questa epurazione viene estesaanche ai magistrati, ai poliziotti, a giornalisti ed a dipendenti pubblici. L’epurazione risultatalmente massiccia da somigliare sempre più’ ad una purga staliniana. Il bilancio dei morti e’ salito a 290 e i feriti sono alcune migliaia. Nel paese è stata proposta l ‘introduzione della pena di morte con effetto retroattivo e questo creerebbe una situazione ancora peggiore. Lo stesso Erdogan ha rivelato che ha corso il rischio di essere assassinato mentre si trovava in vacanza in un Hotel sul Mar Egeo. Adesso Erdogan vuole vendicarsi pesantemente sui cospiratori e sugli oppositori. Le autorità della UE al momento esprimono preoccupazione e lanciano appelli alla moderazione nei confronti di Ankara augurandovi un ritorno alla stabilità. Rt Actualidad.   The Times.  RiaNovosti

http://www.controinformazione.info/allarme-nel-mediterraneo-14-navi-da-guerra-turche-fortemente-armate-navigano-fuori-controllo/

Previsioni

N.B. Questo articolo è stato scritto PRIMA dei fatti di Nizza.

Patrick Calvar, capo della Direzione Generale di Sicurezza Interna di Francia, ha dichiarato, nel corso di una udienza  ai componenti della Commissione parlamentare francese, che il suo paese “Si trova sull’orlo di una guerra civile”. Calvar ha riferito che la situazione in Francia “si trava tanto sull’orlo del precipizio che soltanto mancherebbe l’episodio di un nuovo attacco terroristico islamico per provocare una reazione a catena che porterebbe beneficio all’estrema destra”. Nelle dichiarazioni rilasciate al giornale francese Le Figaro, Calvar, ha detto che, seguendo il suo criterio: “Questo conflitto civile andrà ad essere quasi inevitabile e basterebbe soltanto un un altro attacco che dovesse accadere ancora sul suolo francese che questo farebbe da scintilla nel provocarlo”. Con riferimeto a questo Calvar ha paventato anche la possibilità di potenziali attacchi con auto bomba. Pertanto, secondo il capo dell’Intelleigence francese, bisognerà bloccare ed anticipare le mosse di tutti questi gruppi , per impedire il possibile scontro, quasi inevitabile, tra i gruppi di estrema destra ed i mussulmani se si produrranno nuovi attacchi islamisti in Francia. Secondo Calvar, questa possibilità prospetta una minaccia maggiore che non quella dello stesso terrorismo. Il capo dell’intelligence ha avvisato che “L’Europa si trova in un grande pericolo e che l’estremismo sta crescendo da tutte le parti”. I commento del capo della Direzione Generale di Sicurezza Interna di Francia, coincide  nel tempo con le avvertenze fatte dall’ex capo del M16, , Richard Dearlove, il quale anche lui aveva detto che l’Europa si sarebbe trovata ad affrontare una “sollevazione populista” se i governi non predono il controllo della crisi migratoria. Anhe gli esperti della sicurezza di Germania hanno messo sull’avviso la cancelliera Angela Merkel  che la classe media di trova sempre più radicalizzata per causa della crisi migratoria delle frontiere aperte. Tutto sembra indicare che l’Europa potrebbe sperimentare ina ondata di forte tensione in cui la crisi migratoria, il terrorismo e l’estrema destra, si retroalimenterebbero da soli. Nota: Alcuni analisti cercano di capire il senso di questi avvertimenti fatti dal capo dell’Intelligence nella necessità  di interpretare questi come segnali del varo di un possibile “stato di pericolo” , con il pretesto di un qualche tragico avvenimento,  che consentirebbe al Governo Hollande/Valls di decretare uno stato di emergenza utile per mettere fuori legge alcuni gruppi politicamente ostili, condurre una repressione e limitare la base di consenso del partito della Marine Le Pen, il Front National che sta rapidamente crescendo nei consensi e rappresenta un pericolo per i detentori del potere politico ed economico in Francia. Una strategia della tensione in “salsa francese”,con le opportune varianti, che si svolgerebbe secondo un copione già scritto e sperimentato negli anni ’70 proprio in Italia, come fu poi svelato dall’ex capo della CIA dell’epoca. Fonte: Express.coTraduzione e nota: Luciano Lago

in http://www.controinformazione.info/il-capo-dellintelligence-francese-avvisa-circa-il-rischio-di-una-guerra-civile-in-francia/

Filantropia

Il seme globalista è stato seminato per il giovane George da suo padre, Tivadar, un avvocato ebreo che è stato un forte sostenitore dell’ Esperanto. L’ Esperanto è una lingua creata nel 1887 da L.L. Zamenhof, un oculista polacco, con lo scopo di “trascendere i confini nazionali” e “superare l’indifferenza naturale dell’umanità.” Tivadar ha insegnato al giovane George l’Esperanto e lo’ha costretto a parlare a casa. Nel 1936, quando Hitler stava ospitando le Olimpiadi di Berlino, Tivadar ha cambiato il nome della famiglia da Schwartz a Soros, una parola che in Esperanto significa “salirà”. George Soros, è nato e cresciuto a Budapest, in Ungheria, e ha beneficiato notevolmente dalle decisioni prese dal padre. Presumibilmente, nel 1944, a 14 anni, George Soros è andato a lavorare per i nazisti invasori. Si dice che fino alla fine della guerra, nel 1945, ha lavorato con un funzionario del governo, aiutandolo a confiscare i beni dalla popolazione ebraica locale. In un’intervista del 1998 al 60 ° minuto, Soros ha descritto l’anno dell’occupazione tedesca come “il periodo più felice della mia vita.” Le avventure di Soros in Finanza Quando la guerra finì, Soros si trasferisce a Londra e nel 1947 s’iscrive alla London School of Economics, dove ha studiato con Karl Popper, filosofo austriaco-britannico che è stato uno dei primi sostenitori di una “Open Society”. Soros poi ha lavorato presso diverse banche d’affari a Londra, prima di trasferirsi a New York nel 1963. Nel 1970, ha fondato Soros Fund Management e nel 1973 ha creato il Quantum Fund, in collaborazione con l’uomo d’affari Jim Rogers. Il fondo ha avuto rendimenti annui superiori al 30%, consolidando la reputazione di Soros e mettendolo in una posizione di potere, che ha utilizzato e continua ad utilizzare odiernamente per far avanzare l’agenda dei suoi mentori. Le speculazioni monetarie che hanno gettato la Gran Bretagna e l’Asia in crisi. Nel 1990, Soros ha iniziato una serie di grandi scommesse contro valute nazionali. La prima fu nel 1992, quando ha venduto in “short” la sterlina e ha fatto un profitto di 1 miliardo di dollari in un solo giorno. L`altra grande speculazione monetaria è venuta nel 1997. Questa volta Soros individuato il baht tailandese e, con un volume di vendite allo scoperto molto pesante, ha distrutto il bath tailandese a favore del dollaro statunitense, dando inizio alla crisi finanziaria asiatica. Gli sforzi “umanitari”. Oggi, il patrimonio netto di Soros è pari a 23 miliardi dollari. Da quando ha assunto un ruolo di secondo piano nella sua compagnia, Soros Fund Management, nel 2000, Soros si è focalizzato sui suoi sforzi filantropici, che si svolgono attraverso le Open Society Foundations da lui fondata nel 1993. Allora, a chi dona e quali cause sostiene? Nel corso degli anni 1980 e 1990, Soros ha usato la sua straordinaria ricchezza per finanziare le rivoluzioni in decine di nazioni europee, tra cui la Cecoslovacchia, la Croazia e la Jugoslavia fornendo denaro a partiti politici di opposizione, case editrici e dei media indipendenti in queste nazioni. Se vi chiedete perché Soros si sia immischiato negli affari di questi paesi, una parte della risposta potrebbe risiedere nel fatto che durante e dopo il caos, ha investito grossi capitali in molte delle attività di ciascuno dei rispettivi paesi. Egli ha poi utilizzato la Columbia University e l’economista Jeffrey Sachs per consigliare i governi nascenti di privatizzare immediatamente tutte le attività pubbliche, permettendo così a Soros di vendere i beni che aveva acquisiti durante le turbolenze nei mercati aperti di recente formazione. Essendo riuscito a portare avanti la sua agenda in Europa attraverso il regime del “Cambiamento” ha subito rivolto la sua attenzione al grande palco, gli Stati Uniti. The Big Time. Nel 2004, Soros ha dichiarato: “Credo profondamente nei valori di una società aperta”. Negli ultimi 15 anni ho concentrato i miei sforzi all’estero; ora lo sto facendo negli Stati Uniti. Da allora, Soros ha finanziato gruppi come: L’istituto americano per la giustizia sociale , il cui scopo è quello di “trasformare le comunità povere attraverso attività di ”lobbying” aumentando la spesa pubblica per programmi sociali” L’Istituto per le politiche sull’immigrazione, il cui obiettivo è di “realizzare una politica per il re-insediamento immigrati illegali e aumentare i benefici di assistenza sociale per i clandestini” Soros utilizza i suoi Open Society Foundations per incanalare denaro per i Media progressisti ovvero I Media Matters. Soros incanala i soldi attraverso una serie di gruppi di sinistra, tra cui la Fondazione Tides, Center for American Progress, e la Democratic Alliance al fine di aggirare le leggi di finanziamento della campagna elettorale. Perché Soros ha donato così tanto capitale e cosi tanto impegno a queste organizzazioni? Per un semplice motivo: per acquistare il potere politico. I politici democratici che vanno contro la l’agenda progressista vedranno tagliati i loro finanziamenti e verranno attaccati dai media, come i Media Matters, che contribuiscono direttamente ai media tradizionali come NBC, Al Jazeera, e il New York Times. Oltre alla donazione di 5 miliardi di dollari che Soros ha donato a diversi gruppi come quelli sopra citati, ha anche fatto enormi donazioni al Partito Democratico Americano e ai suoi membri più importanti, come Joe Biden, Barack Obama, e, naturalmente, Bill e Hillary Clinton. La grande amicizia con i Clinton Il rapporto di Soros con i Clinton risale al 1993, nel periodo in cui è stata fondata OSF. Sono diventati amici stretti, e il loro rapporto duraturo va ben oltre le donazioni. Secondo il libro, “The Shadow party”, scritto da Horowitz e Poe, in una conferenza del 2004 ” Riprendiamoci l’America” in cui Soros era uno dei relatori, l’ex first lady ha presentato Soros dicendo: “Noi abbiamo bisogno di persone come George Soros, che è senza paura ed e’ disposto a farsi avanti quando serve” Soros ha iniziato a sostenere la corsa presidenziale di Hillary Clinton nel 2013, assumendo un ruolo di alto livello nel gruppo “Pronti per Hillary”. Da allora, Soros ha donato oltre 15 milioni di dollari per i gruppi-pro Clinton e Super PAC. Recentemente, Soros ha dato più di 33 milioni di dollari per il gruppo “ Black Llife Matter”, che è stato coinvolto nei disordini sociali di Ferguson, Missouri, Baltimora e Maryland, nel 2015. Entrambi questi incidenti hanno contribuito a un peggioramento delle relazioni razziali in tutta l’America. Lo stesso gruppo ha fortemente criticato il contendente democratico Bernie Sanders per il suo presunto supporto alla disuguaglianza razziale, contribuendo a minare la sua figura, vista come una minaccia in una delle circoscrizioni più ostili alla Hillary Clinton. Questo, naturalmente, migliora notevolmente il peso che Soros esercita attraverso i gruppi sopra menzionati. E ‘lecito ritenere che ora in grado di guidare la politica democratica, soprattutto in un’amministrazione guidata da Hillary Clinton. Semplicemente, ciò che Soros vuole, ottiene. Ed è chiaro dalla sua storia che vuole spazzare via i confini nazionali e creare una sorta d’incubo globalista rappresentato dall’Unione Europea. Negli ultimi anni, Soros ha rivolto la sua attenzione in Europa. E ‘una coincidenza che il continente è attualmente in disordine economico e sociale?. Un altro “Home Run”: il conflitto ucraino Non c’è alcun dubbio sulla grande influenza di Soros sulla politica estera degli Stati Uniti. Nell’ ottobre del 1995 il giornalista della PBS intervista Soros che ha detto, “Io ora ho accesso [al vice segretario di Stato Strobe Talbott]. Non c’è dubbio. Noi in realtà lavoriamo insieme [sulla politica europea orientale]. ” L’ingerenza di Soros si impennò di nuovo nel conflitto Russia-Ucraina, che ha avuto inizio nei primi mesi del 2014. In un’intervista del maggio 2014 con la CNN, Soros ha dichiarato che è stato responsabile per la creazione di una fondazione in Ucraina che alla fine ha portato al rovesciamento del leader eletto del paese e l’installazione di un governo scelto dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, all’epoca guidato da niente di meno che Hillary Clinton: La CNN : In primo luogo l’Ucraia: una delle cose che molte persone le riconoscono è che durante le rivoluzioni del 1989 Lei ha finanziato molte attività dei dissidenti, gruppi della società civile in Europa orientale, in Polonia e in Repubblica Ceca. State facendo cose simili in Ucraina? Soros: Beh, ho creato una fondazione in Ucraina prima che l’ Ucraina diventasse indipendente dalla Russia. Tale fondazione è in funzione da allora e ha giocato un ruolo importante negli eventi odieni. La guerra che ha strappato la regione ucraina del Donbass ha provocato la morte di oltre 10.000 persone e lo sfollamento di oltre 1,4 milioni di persone. Come danno collaterale, un aereo passeggeri Malaysia Airlines è stato abbattuto, uccidendo tutti i 298 a bordo. Aancora una volta Soros era lì per trarre profitto dal caos che ha contribuito a creare. Il suo premio in Ucraina è stato il monopolio energetico della compagnia statale Naftogaz. Soros ha utilizzato ancora una volta la sua cricca degli Stati Uniti, il Segretario del Tesoro Jack Lew e la società americana di consulenza McKinsey al fine di consigliare il governo fantoccio dell’ Ucraina sulla privatizzazione Naftogaz. Sebbene la quota esatta di partecipazione di Soros nella Naftogaz non è stato divulgata, in una nota 2014 si è impegnato a investire fino a 1 miliardo di dollari nelle imprese ucraine. Il suo ultimo successo: la crisi europea per i rifugiati L’agenda di Soros è fondamentalmente sulla distruzione dei confini nazionali. Questo è stato recentemente dimostrato molto chiaramente con il suo finanziamento della crisi dei rifugiati europea. La colpa della crisi dei rifugiati è stata data alla guerra civile che attualmente infuria in Siria. Ma vi siete mai chiesti come tutte queste persone sapevano improvvisamente che l’Europa avrebbe aperto le sue porte e li entrare? La crisi dei rifugiati non è un fenomeno naturale. Questo ha coinciso con la OSF che donava soldi per il “Migration Policy Institute” statunitense e la piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti privi di documenti, entrambe le organizzazioni sponsorizzate da Soros ed Entrambi i gruppi sostengono il reinsediamento dei musulmani del terzo mondo verso l’Europa. Nel 2015, un reporter di Sky News ha trovato dei “manuali” per i migranti sull’isola greca di Lesbo. E ‘stato poi rivelato che i manuali, che sono scritti in arabo, erano stati dati ai rifugiati prima di attraversare il Mediterraneo da un gruppo chiamato “Benvenuti nella UE”.

Manuale per i migranti

Manuale per i migranti

Benvenuti nell’UE” è finanziato (si avete indovinato!) della Open Society Foundations (OSF). Soros non solo ha sostenuto i gruppi che supportano il reinsediamento dei migranti del terzo mondo verso l’Europa, ma è l’architetto del “Piano Merkel.” Il Piano Merkel è stato creato dall’iniziativa di stabilità europea, il cui presidente Gerald Knaus è membro di vecchia data presso la Open Society Foundations. Il piano propone che la Germania dovrebbe garantire asilo a 500.000 profughi siriani. Tale piano afferma inoltre che in Germania, insieme ad altre nazioni europee, dovrebbe aiutare la Turchia, un Paese che è musulmano al 98%, ad ottenere l’esenzione dal visto all’interno dell’UE a partire dal 2016.

Lesbo, arrivo migranti

Lesbo, arrivo migranti

Il discorso politico La crisi dei rifugiati ha suscitato grande preoccupazione nei paesi europei come l’Ungheria. In risposta a 7.000 migranti che ogni giorno entravano nel territorio ungherese nel 2015, il governo ungherese ha ristabilito il controllo delle frontiere al fine di contenere le orde di rifugiati che tentavano di varcare i confini ungheresi. Naturalmente questo non è andato giù a Soros e ai suoi stretti alleati, i Clinton. Bill Clinton ha accusato Polonia e Ungheria di pensare che “la democrazia è troppo impegnativa e non ne vale la pena” e che vogliono avere una “dittatura autoritaria in stile Putin” Leggendo i commenti di Clinton, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha risposto dicendo: “Le osservazioni fatte su Ungheria e Polonia … hanno una dimensione politica.. Queste osservazioni si sono moltiplicate da quando stiamo vivendo nell’era della crisi dei migranti. Sappiamo tutti che dietro i leader del Partito democratico americano, c’e’ George Soros. ” Orban ha continuato dicendo “anche se la bocca appartiene alla Clinton, la voce appartiene a Soros.” Soros commenta politica di Orbán verso i migranti: “Il suo piano tratta la protezione dei confini nazionali, come l’obiettivo e rifugiati come un ostacolo. Il nostro piano tratta la protezione dei rifugiati ai confini come l’obbiettivo e i confini nazionali come l’ostacolo “. E ‘difficile immaginare che poteva essere più chiaro nelle sue intenzioni globalista. Il movente del profitto Perché, dunque, Soros vuole inondare l’Europa con orde di musulmani del terzo mondo? Non possiamo essere sicuri, ma è recentemente venuto alla luce che Soros ha preso una serie di “posizioni al ribasso” contro la azioni di borsa degli Stati Uniti. A quanto pare, pensa che provocando il caos in Europa si diffonda il contagio verso gli Stati Uniti, avviando cosi i mercati in una spirale verso il basso. La distruzione dell’Europa attraverso l’inondazione con milioni di migranti è un piano diretto a provocare il caos economico e sociale del continente. Quest’ altro esempio della creazione di disordini al fine di trarne un profitto, dove George Soros sembra avere i suoi tentacoli nella maggior parte degli eventi geopolitici. Noi tutti comprendiamo che questa correlazione non è una causalità. Tuttavia, data la straordinaria ricchezza di Soros, le connessioni politiche e la sua lunga esperienza di vedere e di trarre profitto dal caos, è quasi certamente un catalizzatore per gran parte delle turbolenze geopolitiche che si verificando. Egli è intento a distruggere i confini nazionali e la creazione di una struttura di governo globale con poteri illimitati. Dai suoi commenti diretti verso Viktor Orbán, possiamo notare che Soros vede chiaramente leader nazionali come i suoi futuri vassalli e burattini che vendono il suo racconto alle masse ignoranti. Soros vede se stesso come un missionario che porta avanti l’agenda globalista, insegnata dai suoi primi maestri. Egli usa i suoi vasti collegamenti politici per influenzare la politica del governo e creare le crisi, sia economiche e sociali, per promuovere quest’agenda. Con ogni evidenza, Soros sta cospirando contro l’umanità ed è decisa a distruzione delle democrazie occidentali. Per qualsiasi pensatore razionale, alcuni eventi globali semplicemente non hanno alcun senso. Perché, per esempio le democrazie occidentali accoglierebbero milioni di persone i cui valori sono del tutto incompatibile con quelli della propria nazione? Quando guardiamo da vicino l’ordine del giorno, attivamente promosso dal maestro globalista, George Soros, le cose diventano un po’ ‘più chiare. Presidenziali USA Niente è più vicino della carta “esci dalla galera” che gli investigatori della FBI hanno dato a Hillary Clinton per la questione dei suoi server di posta elettronica privati. Questo è avvenuto senza che nessuno protestasse sul fatto che la Hillary abbia infranto un numero di leggi federali tali da sbattere in galera qualsiasi persona. Per citare il direttore dell’FBI James Comey, “Anche se vi è prova di potenziali violazioni degli statuti per quanto riguarda il trattamento di informazioni classificate, il nostro giudizio è che nessun procuratore ragionevole avrebbe portato alla nostra attenzione un caso del genere.” C’è una discrepanza in questa affermazione. Per cominciare, ci sono evidenti violazioni della legge. Ma anche una forte componente politica nel fatto che un “procuratore ragionevole” dovrebbe far rispettare le leggi, prendendo in considerazione che il colpevole è il seguente: l’alfiere dei democratici candidato alla presidenza dello stato . Inoltre, andando contro la Clinton significa andare contro Soros e nessun “procuratore ragionevole” vorrebbero farlo. Sto solo dicendo … David Galland and Stephen McBride Fonte: Zerohedge.com Tradotto per comedonchisciotte.org da GIANLUCA GRANDE

Nuovo ordine mondiale: Bce e Nato senza vergogna

Così il presunto strumento di pace tiene in piedi la propria mutazione oligarchica con la guerra e con il conflitto, con il totale asservimento al Washington: a questo piunto è inutile nasconderlo, è meglio tenere insieme le percorelle smarrite non con la speranza di un pascolo che non c’è più, che è stato devastato dal latifondista, ma con la paura dei lupi.

Il simplicissimus

14_dottor_stranamore_640-480_resizeNon sono sono passate nemmeno tre settimane dal voto sul Brexit e già si va delineando per accenni, ma in maniera inequivocabile la risposta delle oligarchie continentali e statunitensi allo choc subito al referendum: un trauma non tanto dovuto alll’uscita dalla Ue di una Gran Bretagna già ampiamente ai margini dell’unione, ma al fatto che per la prima volta siano stati contestati con successo i meccanismi , le cinghie di trasmissione istituzionali del potere reale, che il dominio dell’informazione sia apparsa potente, ma non onnipotente, che la gestione dell’emotività (vedi assassinio della Cox) abbia mostrato dei limiti.  La linea di azione principale non sembra essere quella di rischiosissima di delegittimare il referendum, di ripeterlo o di imbastire quale trucco per renderlo inefficace: questo può soddisfare la rabbia di oligarchi di secondo piano come Juncker o quella dei cortigiani burocrati di Bruxelles, inviperiti per la ricomparsa del popolo e atterriti da un voto che presenta…

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Indietro non si torna

Come   ricorda Meyssan, Elisabetta II è –  nel Commonwealth – regina anche di Australia e Nuova Zelanda,  delle Isola Salomone e Papua New Guinea –  nella zona pacifica di interesse di Pechino – e per di più delle Bahamas, Belize, Grenadine  e relativi paradisi fiscali, Canda e Giamaica, Saint Lucia e Tuvalu….insomma il Regno Unito,  abbandonato dall’Europa, non resta solo soletto;  torna al Commonwealth,  che ha propaggini importanti nell’area di Pacifico a cui  la Cina ha bisogno di riversare i suoi capitali  in surplus, per farne l’epicentro mondiale del nuovo secolo – che non sarà più americano.

“Il Brexit redistribuisce la politica globale”, per Meyssan. Il quale giunge paragonare l’evento al crollo del Muro di Berlino nel 1989, che provocò quel che sapete;   nel  dicembre 1991  si dissolveva l’URSS,  sei mesi dopo il Patto di  Varsavia  finiva, e si scioglieva il Comecon, il “mercato comune” fra paesi comunisti. La UE, dice il francese, farà la fine del Comecon,   di cui non fu nemmeno necessario negoziare lo scioglimento, perché   il paese che lo guidava non esisteva più – e la stessa Urss  veniva smantellata, anzi la stessa Russia ha corso il pericolo di smembramento, a  cui Putin si oppone con la guerra alla Cecenia.  Spero che Meyssan abbia ragione, e  non scambi i suoi (e nostri) desideri per realtà. Temo che la UE sia intessuta da interessi più forti e  intricati del Comecon; basti dire che da quello tutti speravano solo di sfuggire, mentre qui  – a parte tutte le  classi politiche e le potenti burocrazie il cui destino è legato alla UE –  , persino nei paesi europei più depredati dall’egemonia di Berlino persiste una maggioranza  popolare a favore del “Remain” nella prigione dei popoli chiamata UE: e che i caso di referendum voterebbe per restare.

Un   altro punto in cui Meyssan forse non coglie nel segno: la Brexit   annuncerebbe lo smantellamento della NATO e, con il riavvicinamento del  Regno Unito al gigante cinese, anche i rapporti con  la Russia miglioreranno, e sarà la fine delle provocazioni belliciste che Usa,  Londra e  seri europei stanno  attuando contro Mosca.  Lo Stato Profondo britannico ha da secoli un incubo, e  una mira strategica fondamentale, che si esprime più o meno così: impedire alla Russia di affacciarsi sui “Mari caldi”,  siano l’Oceano Indiano, il Pacifico,  persino il Mediterraneo; lo ha fatto costantemente alleandosi nel caso coi più discutibili alleati (come ottomani,   savoiardi e  francesi nella guerra di Crimea),  tentando di occupare l’Afghanistan  per  sottrarlo allo Zar (subendo uno storico disastro imperiale).  E’ questo stato profondo che ha elaborato a teoria geopolitica  che va  sotto il nome di Sir Halford John Mackinder, e si esprime così: “Chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo: chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo ».   Lo Heartland, questa immane distesa   di terra che  dal Baltico a Vladivostok, è  l’incubo inglese – perché  irraggiungibile dal mare e non controllabile con la flotta imperiale;  la Russia con la Cina controllano lo Heartland; dunque,   sono l’inciampo storico e inamovibile al potere globale britannico.

Londra inoltre – Lord Rotschild, precisamente – fornì a Khodorkovski le centinaia di milioni di dollari che bastarono allora  impadronirsi del cespite petrolifero sovietico;  era anche quello un modo geniale di impadronirsi della Heartland e dunque di controllare il pianeta; Putin ha mandato  monte quel progetto. Londra non dimentica. Se davvero  il dislocamento del Regno Unito cambierà i rapporti con Pechino, certo non li cambierà con Mosca. Anzi,   temerei che uno degli scopi del grande “salto di paradigma” che Buckingham Palace  ha operato,  voltando le spalle ai neocon americani, possa essere di staccare la superpotenza cinese dalla Russia. Dopotutto, la Cina – materialista, edonista,   assetata di speculazione finanziaria  e di  tutti gli altri giochi d’azzardo  – è più “occidentale” della Russia. Nel senso in cui  “occidentale” coincide col capitalismo terminale.

L’articolo Tranquilli, il Brexit è irreversibile. Lo dice il barone di Richmond è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.