Nuovo ordine mondiale: Bce e Nato senza vergogna

Così il presunto strumento di pace tiene in piedi la propria mutazione oligarchica con la guerra e con il conflitto, con il totale asservimento al Washington: a questo piunto è inutile nasconderlo, è meglio tenere insieme le percorelle smarrite non con la speranza di un pascolo che non c’è più, che è stato devastato dal latifondista, ma con la paura dei lupi.

Il simplicissimus

14_dottor_stranamore_640-480_resizeNon sono sono passate nemmeno tre settimane dal voto sul Brexit e già si va delineando per accenni, ma in maniera inequivocabile la risposta delle oligarchie continentali e statunitensi allo choc subito al referendum: un trauma non tanto dovuto alll’uscita dalla Ue di una Gran Bretagna già ampiamente ai margini dell’unione, ma al fatto che per la prima volta siano stati contestati con successo i meccanismi , le cinghie di trasmissione istituzionali del potere reale, che il dominio dell’informazione sia apparsa potente, ma non onnipotente, che la gestione dell’emotività (vedi assassinio della Cox) abbia mostrato dei limiti.  La linea di azione principale non sembra essere quella di rischiosissima di delegittimare il referendum, di ripeterlo o di imbastire quale trucco per renderlo inefficace: questo può soddisfare la rabbia di oligarchi di secondo piano come Juncker o quella dei cortigiani burocrati di Bruxelles, inviperiti per la ricomparsa del popolo e atterriti da un voto che presenta…

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2 thoughts on “Nuovo ordine mondiale: Bce e Nato senza vergogna

  1. La versione dell’USAID del “Go” ha le sue regole, che si possono scaricare facilmente on-line da uno qualsiasi dei numerosi siti web del governo degli Stati Uniti, sotto forma di manuali di contro-insurrezione. In tali manuali è descritto che per controllare una determinata popolazione vanno controllati gli elementi essenziali da cui la popolazione dipende, dalla produzione di energia ad istruzione, raccolta dei rifiuti e creazione di posti di lavoro. Controllando tali aspetti di ogni popolazione, si controlla la popolazione stessa. E’ la chiave per sconfiggere non solo una “rivolta”, ma anche per scatenare un’insurrezione. L’USAID proiettando la propria influenza in una data nazione, in realtà scatena una sorta d’insurrezione, un tentativo di prendere il controllo di un governo, per quanto graduale e paziente sia la natura di tale rivolta. Le aree indicate nei manuali di controinsurrezione degli Stati Uniti come essenziali da controllare, sono (ma non si limitano a):
    – polizia e vigili del fuoco,
    – acqua,
    – elettricità
    – istruzione e formazione,
    – trasporto,
    – medicina,
    – servizi igienico-sanitari,
    – banche,
    – agricoltura,
    – lavoro,
    – fabbriche e,
    – costruzioni
    https://aurorasito.wordpress.com/2016/07/10/linnesco-usaid-egemonia-degli-stati-uniti/

  2. Carrol Quigley era uno storico americano, professore di Scienze Politiche alla Georgetown University, consigliere di Bill Clinton e teorico dell’evoluzione socioculturale. Nel su libro del 1966, “Tragedy and Hope” (tragedia e speranza) scrive: «Le potenze del capitalismo finanziario avevano anche un obiettivo di lungo termine, niente meno che creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private capace di dominare il sistema politico di ogni nazione e l’economia del mondo come un tutt’uno. Questo sistema doveva essere controllato con modalità feudale delle banche centrali del mondo agendo di concerto, attraverso accordi segreti sanciti in incontri frequenti e conferenze. L’apice di questo sistema era la Banca per i regolamenti internazionali a Basilea, in Svizzera, una banca privata di proprietà e sotto il controllo delle banche centrali mondiali, le quali sono esse stesse istituzioni private. Ogni banca centrale punta a dominare il suo governo attraverso la capacità di controllare i prestiti sui titoli di Stato, di manipolare le valute estere, di influenzare il livello di attività economica del Paese e di condizionare politici cooperativi e compiacenti attraverso ricompense economiche nel mondo del business» [Carrol Quigley – Tragedy and Hope – 1966 – pagina 324 – Scarica il PDF qui].

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