“No-Fly Zone” sulla Siria?

Gli attacchi aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti sulle posizioni dell’Esercito arabo siriano, uccidono 62 soldati. Gli aviogetti della coalizione degli USA hanno bombardato posizioni delle forze governative siriane nei pressi della città orientale di Dayr al-Zur, uccidendo 62 soldati e “aprendo la via” ai terroristi dello Stato islamico, secondo il Comando Generale dell’Esercito arabo siriano. Il bombardamento ha avuto luogo sul jabal al-Thardah, nella regione di Dayr al-Zur, causando vittime e distruzione, riferiva l’agenzia ufficiale siriana SANA. Sessantadue soldati siriani sono stati uccisi e oltre 100 feriti nell’attacco della coalizione degli Stati Uniti, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo, Generale Igor Konashenkov, citando informazioni ricevute dal Comando Generale siriano. Il Ministero della Difesa russo ha detto che i velivoli che hanno effettuato i bombardamenti erano entrati nello spazio aereo siriano dall’Iraq. I quattro attacchi sulle posizioni siriane sono stati effettuati da 2 caccia F-16 e 2 aerei d’attacco A-10, aggiungeva. “Se l’attacco aereo è dovuto a coordinate errate degli obiettivi, è una diretta conseguenza dell’ostinata mancanza di volontà degli statunitensi nel coordinarsi con la Russia nelle operazioni contro i gruppi terroristici in Siria”, osservava Konashenkov. Il Ministero della Difesa ha anche confermato un rapporto di SANA secondo cui l’offensiva dello Stato islamico iniziava subito dopo che le posizioni dell’Esercito arabo siriano erano state colpite dall’aria. “Subito dopo l’attacco aereo della coalizione, i terroristi islamici hanno lanciato l’offensiva. Aspri combattimenti con i terroristi sono in corso nella zona dell’aeroporto, dove per lungo tempo gli aiuti umanitari per i civili venivano paracadutati”, ha detto Konashenkov. Il Comando Generale siriano ha definito l’attacco un’”aggressione grave e palese” alle forze siriane, e ha detto che è “la prova definitiva” che gli Stati Uniti e i loro alleati supportano i terroristi dello SIIL. Secondo un comunicato stampa del dipartimento della Difesa statunitense, l’aviazione della coalizione ha effettuato missioni da combattimento a Dayr al-Zur il 17 settembre. “Siamo consapevoli dei rapporti e della conferma da CENTCOM e CJTF (Combined Joint Task Force)”, aveva detto il Pentagono a RT. Il Comando Centrale degli Stati Uniti poi rilasciava una dichiarazione secondo cui non aveva alcuna intenzione di colpire le forze governative siriane presso Dayr al-Zur. “La Siria è una situazione complessa con varie forze militari e milizie nelle immediate vicinanze, ma la coalizione non avrebbe intenzionalmente colpito una nota unità militare siriana”, si legge nella dichiarazione. CENTCOM ha promesso che l’attacco e le relative circostanze saranno riesaminate “per vedere se una lezione si può trarre””.
hasan-m-tarafL’ultima frase dice tutto. Purtroppo ora ci sono rapporti non confermati su più di 80 soldati siriani uccisi e sull’offensiva dello SIIL sulle posizioni in cui l’Esercito arabo siriano è stato colpito forzandolo a ritirarsi dalla regione. L’attacco appare una rappresaglia dei militari statunitensi, dei sauditi e di Obama contro Putin. La risposta del Ministero degli Esteri russo è stata potente richiedendo la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su questo tema, dichiarando quanto segue (via ITAR-TASS): “La Russia conclude che gli USA difendono lo SIIL, Ministero degli Esteri. Gli attacchi aerei USA all’Esercito arabo siriano portano alla conclusione che Washington difende lo Stato islamico (organizzazione terroristica vietata in Russia), dichiarava a Rossija 24 la portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri russo Marija Zakharova. “Se in precedenza avessimo avuto sospetti che gli USA difendono Jabhat al-Nusra (organizzazione terroristica vietata in Russia) ora, dopo gli attacchi aerei di oggi all’Esercito arabo siriano, arriviamo a una conclusione inquietante, la Casa Bianca difende lo SIIL”, aveva detto Zakharova. “Se è così, allora è questo il motivo per cui gli Stati Uniti non vogliono rendere pubblici gli accordi russo-statunitensi sulla Siria”, continuava. “Chiediamo spiegazioni a Washington, se questa sia una politica deliberata o un errore”, osservava. Secondo il Comando delle forze del governo siriano, 62 militari sono stati uccisi e altri 100 feriti nell’attacco aereo nei pressi della città di Dayr al-Zur. Il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov aveva dichiarato che il 17 settembre “alle 17:00-05:50 nei pressi dell’aeroporto della città di Dayr al-Zur (Siria), velivoli della ‘coalizione anti-SIIL’ (2 F-16 e 2 A-10) avevano effettuato quattro raid aerei sulle unità governative siriane circondate dai gruppi terroristici dello Stato islamico”, osservava Konashenkov”.
I convenevoli diplomatici e altro che avranno luogo non sono che tempo preso dai russi per accelerare i rinforzi in Siria e Iran. A meno di un annuncio del ritiro delle forze statunitensi dalla Siria e della fine delle operazioni aeree nello spazio aereo siriano, credo che i russi sveleranno il bluff di Obama, umiliandolo nel modo più decisivo: il 18 settembre sera (19 mattina in Siria) il Ministero della Difesa della Federazione Russa dichiarerà la “No-Fly Zone” per gli Stati Uniti sulla Siria consentendo le operazioni solo all’Aeronautica turca nel nord del Paese. Questo significa che non ci saranno più operazioni di droni che permettano agli USA di raccogliere informazioni su al-Qaida (Nusra) in Siria, e neanche sulle forze dello SIIL. Significa anche che se il personale degli Stati Uniti non viene ritirato in questo frangente, la Russia annuncerà che sarà considerato nemico combattente dai governi russo e siriano. La prossima mossa ricadrà sulle spalle di un immaturo ed irrazionale presidente vacillante, dalla politica estera totalmente fallita e dall’ignoranza sul Medio Oriente patetica, anche per gli standard dell’istruzione pubblica degli Stati Uniti. Se il suo ego decide di testare la volontà russa, il mondo potrebbe vedere aerei statunitensi abbattuti dai missili terra-aria S-400 russi o, peggio, da altri aerei russi. Comunque, è su una strada che terrorizzerebbe qualsiasi individuo sano di mente.

https://aurorasito.wordpress.com/2016/09/18/la-russia-imporra-una-no-fly-zone-alle-forze-degli-stati-uniti-sulla-siria/

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7 thoughts on ““No-Fly Zone” sulla Siria?

  1. Le navi da guerra russe di stanza al largo della Siria hanno colpito e distrutto un centro di operazioni militari, uccidendo venti/trenta ufficiali dei servizi segreti israeliani e occidentali. “Le navi da guerra russe hanno sparato 3 missili Kalibr sul centro di coordinamento operativo degli ufficiali stranieri nella regione di Dar al-Iza, ad ovest di Aleppo presso il jabal Saman, eliminando 30 ufficiali israeliani e occidentali“, afferma l’agenzia Sputnik citando fonti militari di Aleppo. Il centro operativo era situato nell’ovest della provincia di Aleppo, sul monte Saman, in vecchie cave. La regione si trova su una catena montuosa.
    http://www.maurizioblondet.it/la-risposta-30-ufficiali-dei-servizi-segreti-israeliani-eliminati-un-attacco-missilistico-russo-aleppo/

  2. Come previsto si è svolta nel pomeriggio di ieri la seduta straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. A richiederne la convocazione erano stati gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia, la potenze occidentali direttamente coinvolte nel conflitto siriano, che hanno accusato Russia e Siria di essere i soli responsabili delle sofferenze dei civili ad Aleppo. Sembra che la memoria difetti ai rappresentanti di quei paesi che sono gli stessi che da 5 anni e mezzo hanno provocato e sostenuto il conflitto per procura in Siria. Il rappresentante russo ha dovuto ricordare che la Russia è intervenuta direttamente con la sua aviazione soltanto dal Settembre del 2015 (su richiesta di aiuto del Governo di Damasco) ed ha ricordato ai rappresentanti del potenze occidentali che i ribelli (in buona parte mercenari di diverse nazionalità) da oltre 4 anni tengono sotto ostaggio l’intera città. Nella seduta del CDS, gli USA e Gran Bretagna hanno lanciato accuse molto dure, qualificando la Russia come ‘responsabile della barbarie’ e di ‘cooperare con il regime di Al Assad per perpetrare crimini di guerra’. Si è distinta nelle accuse la rappresentante USA Samantha Power la quale ha sostenuto che Mosca è responsabile dell’attacco al convoglio della Mezzaluna Rossa ad Aleppo, della settimana scorsa, per quanto anche l’Onu ha riconosciuto che non vi sono prove per identificare l’autore. La Power, è la stessa che qualche giorno prima aveva minimizzato l’attacco dell’aviazione USA contro la base siriana di Deir Ezzor ed aveva definito l’uccisione di decine di soldati siriani (causata dagli aerei USA), ‘una bravata’ ed ha ripetuto che tutta la responsabilità del fallimento del cessate il fuoco ricade sui russi e sui siriani, guardandosi bene da fornire le prove. Il rappresentante russo ha risposto alle accuse in modo energico e diretto, accantonando la consueta diplomazia. Vitaly Churkin ha dichiarato che la Russia ha sempre cercato accordi di tregua ma che questi sono sempre stati rotti dagli attacchi dei gruppi armati, anche quando il Governo siriano aveva sospeso i bombardamenti.
    http://www.controinformazione.info/onu-la-russia-risponde-a-tono-alle-accuse-lanciate-dalle-potenze-occidentali/

  3. Circostanze indicative del fatto che il giornalismo occidentale ha ormai calzato l’elmetto, nessun mezzo di comunicazione italiano ha ripreso la sensazionale intervista del giornalista Jurgen Todenhofer al capo militare di Al Nusra che dice: “Gli Usa sono dalla nostra parte”. Se si deve giudicare dai filmati che manda il TG 3, la loro inviata Lucia Goracci è ormai embedded coi Caschi Bianchi, quell’organizzazione fiancheggiatrice dei terroristi cofinanziata da britannici e americani al ritmo di 60 milioni di dollari e creata da un militare inglese, James Le Mesurier che La Stampa chiama “gli angeli di Aleppo”.
    Adriano Sofri – sempre dalla parte del BeneAdriano Sofri – sempre dalla parte del Bene

    Segnale inequivocabile: come chiamato dall’odore del sangue, Adriano Sofri il mandante del noto omicidio Calabresi, su Il Foglio (noto giornale neocon) ringhia e freme contro “i pacifisti a tripla mandata”, quella sinistra arcobaleno che non vuole andare in guerra per rovesciare Assad: “amate così ad occhi chiusi la ‘pace’ da non volere l’uso della forza per fermare il massacro”.

    http://www.ilfoglio.it/esteri/2016/09/28/aleppo-pacifisti-a-tripla-mandata___1-vr-148249-rubriche_c171.htm

    Sofri è notoriamente fanatico fautore di ogni intervento umanitario Made in Usa e per Israel, l’ex capo di Lotta Continua cerca di superare in settarismo Bernard Henry Lévy di cui è una imitazione nana. Basta cercare in Rete il suo nome insieme a “Siria” per vedere come si produce da mesi nella diffusione della propaganda dei Caschi Bianchi: “L’orrore della Siria negli occhi dei bambini”, rivelava già nel marzo 2013 (“i bambini” sono uno dei motivi più usati per smuovere il sentimentalismo delle masse e convincerle che è giusto dare la Siria al Califfato wahabita. Poi: “Avvertite il nuovo pazzo di Damasco che la sua ora è suonata», in perfetta consonanza con simili minacce di Hollande e Pentagono, e il franco “Intervenire in Siria” proclamato sui media il settembre 20015. Insomma fa’ del suo meglio per partecipare allo sforzo bellico pro-IS.

    Nessun giornalista italiano dà invece le vere, inquietanti informazioni che vengono da terreno. Tanto per cominciare, l’aviazione Usa ha attaccato per la seconda volta in un mese – dopo il massacro operato freddamente il 17 contro i soldati dell’esercito siriano, localmente assediati dalla guerriglia da anni – stavolta colpendo gli edifici della Brigata Politica al centro della città di Al Mayadin: quanti civili uccisi? Ban Ki Mon e la Goracci non lo dicono.
    http://www.maurizioblondet.it/escalation-sofri-goracci-si-son-gia-arruolati-cosa-aspettate/

  4. Abbandonata ogni finzione, anche il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby, ha previsto (ossia minacciato) che se la Russia “non cessa la violenza” contro i terroristi di Aleppo, città russe saranno attaccate dai medesimi terroristi, la Russia rimanderà a casa i suoi soldati “nei body bags” , e perderà “anche velivoli”. A questa inaudita minaccia – che è anche una sfrontata ammissione: siamo noi a guidare il terrorismo islamico – il ministero russo della Difesa ha risposto, per bocca del generale Igor Konashenkov:

    “Riguardo alle minacce di Kirby sulle perdite possibili di aerei russi e sul mandare in Russia i soldati nei body bags, voglio dire che noi siamo ben informati in quali luoghi in Siria, compresa la provincia di Aleppo, ed esattamente quanti ‘non pubblicizzati’ specialisti sono impegnati nella comando operativo dei militanti. Naturalmente si continuei a dirci che sonoo lì per separare, ostinatamente ma inefficacemente, Al Nusra dalla ‘opposzione’. Ma se si tenterà di portare a compimento quelle minacce, sarebbe azzardato sperare che i militanti riuscirebbero a salvare la loro pelle”.

    white-helmets

    Konashenkov ha poi invitato Kirby (che è un ex contrammiraglio) a non dimenticare il suo onore militare, profferendo quelle minacce da gangster, quale è quella di colpire i civili in Russia con i terroristi islamici. Le forze armate russe sono ancora pronte a continuare il dialogo con gli sa per coordinare le misure contro i terroristi i Siria, ha detto:

    “Ma questo dialogo non deve contenere nemmeno l’ombra di una minaccia alle nostre truppe e ai nostri cittadini. Quando si tratta di assicurare la sicurezza dei cittadini russi, dovunque essi siano, non ci saranno compromessi. Questa è la nostra prima e incondizionata priorità”.

    La frasi disonorevoli di Kirby hanno fatto una profonda, sgradevole impressione a Mosca. “Quello che ha detto non è solo una minaccia diretta, ma la minaccia fatta da una personalità di Stato”, ha commentato il vice presidente della Commissione Esteri alla Duma, Leonid Kalashnikov: “Non riesco nemmeno a ricordare precedenti del genere. Kirby ha alluso ad Al Qaeda e di come gli americani l’hanno messa contro l’Unione Sovietica, non solo in Afghanistan ma in Asia centrale. Questa è un’allusione al fatto che il terrorismo può essere infiltrato in Russia, e a farlo saranno gli americani. Se gli Usa contribuiranno ad operazioni di terroristi in Russia, se gli americani li forniscono di armi, i servizi russi non lasceranno ciò senza ‘attenzione’. La Russia prenderà misure adeguate contro coloro che non solo minacciano, ma comandano una guerra di terrorismo contro la Russia. A Mosca già si discute delle misure da prendere in risposta simili dichiarazioni. Ma i politici russi, al contrario di Kirby, non lo fanno pubblicamente”.
    http://www.maurizioblondet.it/sion-rimpasta-comandi-al-nusra-terroristi-subbiglio/

  5. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa non poteva non rispondere alle dichiarazioni scioccanti del portavoce del dipartimento di Stato degli USA John Kirby. Nel corso di un briefing aveva chiaramente detto che le città russe saranno attaccate dai terroristi. Secondo il funzionario statunitense, se la guerra in Siria continua i terroristi attaccheranno le città russe e la Russia riceverà i soldati nei “sacchi di plastica, continuando a perdere mezzi, possibilmente aeromobili”.
    Il Ministero della Difesa della Federazione Russa interpreta tali dichiarazioni come ammissione degli USA che la presunta “opposizione” che conduce la “guerra civile” in Siria sia solo terrorismo “internazionale” telecomandato dagli statunitensi. Ciò che è particolarmente scioccante dell’ammissione di Kirby, secondo il rappresentante del Ministero della Difesa della Federazione Russa Maggior-Generale Igor Konashenkov, è che l’influenza diretta degli Stati Uniti sui terroristi è globale e punta alla Russia, tra l’altro. “Sulla minaccia di Kirby per la possibile perdita di aerei russi e il ritorno di soldati russi ‘in sacchi di plastica’, va detto che sappiamo bene dove in Siria, anche nella Provincia di Aleppo, ed esattamente come molti specialisti “non dichiarati” operano coordinando e comandando i terroristi“, ha aggiunto Konashenkov: “Naturalmente, possono continuare a dirci come ostinatamente ma vanamente cerchino di distinguere Jabhat al-Nusra dall”opposizione’. Tuttavia, se proveranno ad attuare tali minacce, non è affatto scontato che potranno salvare la pelle“.
    Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha suggerito a John Kirby di non dimenticare il suo onore di ufficiale, avendo scambiato la divisa da contrammiraglio con la giacchetta di rappresentante del dipartimento di Stato. Inoltre, i militari russi ancora una volta hanno dichiarato di essere pronti a continuare il dialogo con gli Stati Uniti nelle operazioni comuni contro i terroristi in Siria. “Ma il dialogo non deve contenere anche minacce ai nostri soldati e cittadini. Quando si tratta di garantire la sicurezza dei cittadini russi, non importa dove, non tratteremo. Questa è la nostra priorità principale ed incondizionata“, concludeva il Generale Konashenkov.
    https://aurorasito.wordpress.com/2016/09/30/il-ministero-della-difesa-della-russia-risponde-alle-minacce-degli-usa/

  6. le oligarchie cominciano ad avvertire il pericolo che il loro potere possa essere messo in discussione man mano che procede il degrado economico favorito dall’universo di teorizzazioni prive di senso che hanno organizzato e e pagato attraverso un sistema accademico privato, centralizzato in Usa e proprietario . Quello che per sette miliardi di persone è una tragedia, per pochi milioni è una chance.

    Anzi secondo alcuni analisti, forze del potere grigio Usa starebbero pensando, in accordo e complicità con qualche fazione militare, di arrivare a un conflitto prima che la nuova amministrazione, magari anche quella del semi isolazionista Trump, possa cercare una qualche onorevole via d’uscita.
    http://ilsimplicissimus2.com/2016/10/02/pape-satan-pape-satan-aleppo/

  7. Gli Stati Uniti pensano di aumentare le missioni di combattimento in Siria, trasferirvi forze speciali e inviare nuovi rifornimenti di armi alla cosiddetta opposizione moderata. “Se necessario, le Forze Aerospaziali russe (VKS) rafforzeranno il comando nei prossimi 2-3 giorni. I bombardieri d’attacco Su-25 saranno trasferiti sulla base aerea di Humaymim, le truppe sono già state scelte e preparate per lo schieramento, gli equipaggi sono in attesa dei comandi“, affermava la fonte alle Izvestija. Inoltre, il Ministero della Difesa della Russia dichiarava che una batteria di lanciamissili da difesa aerea russa S-300 era stata trasportata in Siria. Lo scopo è difendere la base navale e le navi da guerra russe, aggiungeva il Ministero. Le informazioni sullo schieramento degli S-300 venivano confermate dal portavoce del Ministero Igor Konashenkov. “Infatti, la Repubblica Araba Siriana ha ricevuto un sistema missilistico antiaereo S-300, volto a proteggere la base navale di Tartus e le navi che si trovano al largo della Siria…”, dichiarava ai media. Konashenkov ha detto non è chiaro perché il dispiegamento del sistema missilistico abbia creato tale confusione in occidente. “L’S-300 è un sistema puramente difensivo e non costituisce una minaccia“, dichiarava, ricordando che prima del dispiegamento degli S-300, la Russia aveva inviato sistemi missilistici di difesa aerea Fort in Siria
    https://aurorasito.wordpress.com/2016/10/05/la-russia-pronta-ad-affrontare-il-piano-b-degli-usa-in-siria/

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