Lo scacchiere mediorientale

La Russia ha intensi contatti con molti Stati del Medio Oriente. Dopo la visita a Cairo, i funzionari partecipavano all’incontro tra il Presidente Putin e il principe saudita Muhamad bin Salman a Mosca. Il 2 giugno, Sergej Lavrov incontrava il primo ministro del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani, al margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo. San Pietroburgo ha ospitato anche il 2° incontro del Comitato Energetico Iran-Russia, il 3 giugno. Vi sono molti interessi comuni tra Mosca e gli Stati della regione, ma l’Egitto è un partner di particolare importanza. È il Paese più popoloso del Nord Africa e del mondo arabo, il terzo più popoloso dell’Africa e il quindicesimo del mondo. L’anno scorso la popolazione del Paese ha raggiunto i 92 milioni. Implementando una politica indipendente da potenza regionale senza essere troppo filo-USA o filo-saudita avendo i propri interessi nazionali da proteggere. La cooperazione con la Russia consente di controbilanciare l’influenza statunitense e saudita e diversificare i partner in politica estera. Mosca e Cairo hanno molte cose ad unirli, e negli sforzi per gestire la crisi in Siria e in Libia darebbe un grande contributo alla lotta internazionale al terrorismo portando il rapporto a vertici inediti.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

https://aurorasito.wordpress.com/2017/06/05/russia-ed-egitto-promuovono-una-cooperazione-multiforme/

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4 thoughts on “Lo scacchiere mediorientale

  1. Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Yemen (a cui si sono poi aggiunti il governo della Libia orientale e le Maldive) hanno rotto i rapporti con il Qatar. Un’accelerazione della crisi il cui senso complessivo è chiaro: lanciare gli stati petroliferi sunniti alla guerra contro l’avversario principale rimasto ad Israele, l’Iran sciita.

    Il Qatar, con la sua Al Jazeera e i suoi immani fondi di primo esportatore mondiale di greggio, era un ostacolo. E’ il solo staterello dell’area che mantiene rapporti diplomatici con Teheran (ed anche coi Talebani, che hanno lì la loro unica sede diplomatica). Inoltre il suo emiro Al Thani ha sostenuto e sostiene i Fratelli Musulmani: era la linea di Obama, ora radicalmente cambiata. Si capisce meglio cosa è andato a fare Trump al vertice di Ryad: la famosa NATO araba per debellare l’Iran. Una mossa a sorpresa, probabilmente anche per Teheran, la quale sperava in una normalizzazione dei rapporti con l’Occidente e nella fine delle sanzioni (aveva già ordinato un centinaio di Airbus e un’ottantina di Boeing: non si farà).
    http://www.maurizioblondet.it/qatar-isolato-preparazione-della-guerra-alliran/

  2. oltre alla base degli USA, il Qatar ne ospita una turca e vi è un accordo difensivo tra i due Paesi, implicante il sostegno di Ankara alla piccola petromonarchia, se attaccata. Il sultano non avrebbe mai immaginato che potesse trattarsi dell’Arabia Saudita! Due pilastri dei petrodollari e del jihadismo in conflitto, il GCC in crisi, la Turchia sconvolta, lo Stato profondo diviso negli USA…
    https://aurorasito.wordpress.com/2017/06/07/qatarsi-e-metastasi/

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