L’ultima vittoria di Gheddafi

Si noti che tutti i “dittatori arabi” andati al potere col sostegno degli Stati Uniti negli anni ’80 furono facilmente eliminati nel gennaio-febbraio 2011, prontamente “caduti in coma”. Non avevano l’autorità morale per combattere per un potere ottenuto illegittimamente. Qual era la componente chiave di tale illegittimità? Quando aspirarono al potere, si allearono segretamente con una nazione straniera che li sostenne completamente. Da allora non sono leader sovrani. Questo è il motivo per cui non possono sconfiggere la rivoluzione. Non possono dire la verità al popolo e alla comunità internazionale, perché iniziare a dire la verità significa dirla TUTTA. E TUTTA la verità include le circostanze della loro ascesa al potere… Ma c’è una soluzione per tale situazione di “stallo”. Se un leader politico riconosce i vergognosi rapporti clandestini con una potenza straniera, non sarà mai condannato ma PERDONATO e sostenuto dal popolo. Dopo di che lealtà e professionalità delle guardie del corpo impediranno che il futuro politico sia il caos. Le alternative sono la forca di Sadam, i letti da moribondi di Mubaraq e Ben Ali.
Torniamo alle “rivoluzioni popolari in Medio Oriente”. Vediamo che per avere successo c’era disperatamente bisogno di “masse infuriate”. Quindi qualcuno doveva infuriarle. Come in Iran nel giugno 2009? Cecchini sconosciuti uccisero astanti a Teheran durante le proteste (i dettagli sono nell’articolo “Cosa decidono i Bilderberger dell’Iran“). Cosa successe in Egitto nel gennaio 2011? Ancora una volta cecchini sconosciuti spararono alla folla dal tetto dell’edificio del Ministero degli Interni di Cairo. Si noti che in entrambi i casi fu fatto di tutto per convincere il pubblico che i perpetratori fossero le forze governative. Ma dov’era la prova? C’è qualche logica nei servizi di sicurezza che uccidono dimostranti per provocarli a commettere atti violenti? Al contrario, la loro missione è disperdere pacificamente la folla, identificare e arrestare le “teste calde” tra i manifestanti ed evitare vittime! Allora, chi sparava dal tetto del Ministero degli Interni egiziano? Non lo sappiamo ancora.


https://aurorasito.wordpress.com/2017/12/07/lultima-vittoria-di-muammar-gheddafi/

3 thoughts on “L’ultima vittoria di Gheddafi

  1. Il problema è che una volta usciti dall’era del colonialismo classico dopo la seconda guerra mondiale, l’unica maniera di impedire la creazione di stati forti, coesi e Allah non voglia, laici o addirittura socialisti in quella mezzaluna che va dal Marocco fino alle isole della Malesia, stati che magari potevano avanzare l’assurda pretesa di disporre delle proprie risorse è stata quella di puntare proprio sull’integralismo mussulmano, fenomeno peraltro in forte declino ancora 60 anni fa supportandolo sottobanco, finanziandolo,
    https://ilsimplicissimus2.com/2017/12/09/da-balfour-a-netanyahu/

  2. L’Italia è un Paese che nel 2009 firmò un trattato con la Libia con cui c’era un’amicizia e cooperazione. Questo trattato addirittura contemplava l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Libia qualora essa fosse stata attaccata da qualcuno. Poi sappiamo com’è andata, anche l’Italia ha partecipato a bombardarla… Perché la Francia è intervenuta in quel modo? Le ragioni sono il fulcro del problema. La Libia, in particolare Gheddafi, aveva un grave torto a loro avviso: Gheddafi era l’artefice principale dell’introduzione in Africa del dinaro d’oro, un tentativo cioè di un ridisegno dell’assetto monetario del continente africano. Si introduceva una moneta tangibile che metteva fine al saccheggio delle enormi materie prime africane pagate con carta straccia: gli americani col dollaro e soprattutto i Paesi dell’area del Sahel, ex colonie dell’Impero francese, che contrattavano con il franco CFA, moneta battuta da Parigi. Introdurre quindi il dinaro d’oro minacciava di eliminare il franco e il dollaro.
    https://www.controinformazione.info/litalia-e-il-nodo-libico/

  3. I patrocinatori dello Stato Islamico, da giorni stanno evacuando i terroristi dalla Siria e dall’Iraq con destinazione in Egitto ed in Libia I terroristi dello Stato Islamico continuano ad essere utili per i loro padroni, nonostante l’apparente sconfitta che i mass media al servizio della elite oscura cercano di venderci come “successo” della coalizione internazionale. In realtà sono state le forze russe, siriane iraniane ed Hezbollah quelle che hanno salvato quei paesi dalla instaurazione del califfato wahabita/salafita. I mercenari armati ed addestrati dai loro patrocinatori continuano ad essere utili per mantenere lo stato di terrore che necessita ai loro padroni per tenere sottomessi i popoli. I servizi di intelligence della Turchia, che adesso si è alleata con la Russia di Putin, hanno riportato nelle ultime ore che gli jihadisti dell’ISIS vengono trasferiti in massa nella penisola del Sinai ed in Libia da parte dei loro patrocinatori. Le informative coincidono con una presunta dichiarazione fatta la scorsa settimana dal leader del Stato Islámico Abu Bakr al-Baghdadi, con cui esorta i suoi combattenti a concentrarsi nel sud della Libia per prepararsi ad attaccare tutti i paesi del nord Africa per compensare le perdite subite dallo Stato Islamico in oriente.
    https://www.controinformazione.info/trasferimento-in-nord-africa-per-i-terroristi-dellisis/

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