Serbia

Entro poche ore posso Inviare una  Forza di Intervento rapido  per difendere I Serbi nel Kosovo. MOSCA, Russia – I rapidi sviluppi derivano dalla comunicazione telefonica fra Putin e il premier serbo Aleksandar  Vucic, dopo gli episodi di violenza avvenuti a Nord Mitrovica / Kosovo. “Non dubitate che invierò forze immediate se necessario. Non lascerò senza difesa il mio partner e alleato più importante in Europa “, ha sottolineato il presidente russo nella sua controparte serba e ora stiamo andando verso nuove avventure nella regione. Le notizie fanno il giro della Serbia Non a caso, i combattenti serbi “fischiano” continuamente alle orecchie dei capi albanesi a Presevo per il secondo giorno consecutivo Secondo i media serbi, il presidente russo Vladimir Putin, nella nuova comunicazione telefonica con il presidente serbo, avrebbe detto: “Nell’eventuale tentativo, da parte delle forze speciali albanesi, di occupare la parte settentrionale del Kosovo o di un nuovo pogrom contro i serbi, la Russia invierà immediatamente un significativo contingente militare”. Questo si traduce nell’invio di una brigata aerotrasportata russa con tutti i mezzi, che secondo la risoluzione ONU 1244 è perfettamente fattibile, perché la Russia è semplicemente una parte garante della “sicurezza” dell’ex provincia jugoslava. “La Federazione Russa è pienamente impegnata nei confronti dei serbi del Kosovo con tutti i mezzi per difenderli da un possibile attacco”, ha detto Putin.

Nel caso in cui  dovesse iniziare un nuovo pogrom contro i serbi nella provincia, con operazioni di polizia albanese finalizzate a occupare la parte settentrionale del Kosovo, Mosca invierà immediatamente un’assistenza militare significativa “, ha detto il Cremlino. Questo è stato uno dei messaggi chiave che Vladimir Putin aveva pronunciato ieri in una conversazione telefonica con il suo omologo serbo Aleksandar Vucic. Il presidente Putin ha ufficialmente designato la Serbia come “il partner e alleato più importante in Europa”, secondo fonti del Cremlino, e Belgrado conta sul massimo supporto e protezione da parte della Russia. Recentemente Putin ha dato mandato ai suoi generali e ad altri esperti militari di sviluppare un piano di intervento militare che aiuterebbe la Serbia in un possibile “impegno” contro la NATO e l’Occidente. Questi piani prevedono che i combattenti aereotrasportati e i convogli russi possano volare in territorio serbo entro e non oltre due ore con una missione chiave nel Nord Kosovo per agire in modo da proteggere i serbi ei loro interessi nazionali. C’è anche un piano dettagliato per il trasferimento di alcune forze speciali russe (Spetsnaz) in Serbia. Si stima che entro 24 ore ci saranno centinaia di commando russi in Serbia, cioè in Kosovo. Fonte: Fort RussTraduzione: Luciano Lago

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2 thoughts on “Serbia

  1. Le ragioni di un plebiscito che ha lasciato senza parole gli oppositori interni e quelli esterni sono sintetizzate da pochi dati statistici. In meno di dieci anni la povertà è stata dimezzata. I russi poveri sono scesi da 42 milioni a 20 milioni. L’aspettativa di vita è salita da 65 a 73 anni. Salari e pensioni sono aumentati, in molti casi del 40%. Ha riorganizzato e modernizzato un esercito in cui gli stipendi 20 anni fa erano pagati saltuariamente e soldati e ufficiali per vivere svuotavano i depositi di munizione e armi per trafficare con le mafie locali e mondiali. Ha disarmato economicamente e non solo i grandi padrini della mafia russa che con i soldi prestati dalle banche americane s’erano impossessati di tutte le ricchezze dello Stato con una criminale e sciagurata politica delle privatizzazioni. La Russia ha fronteggiato e superato due crisi mondiali, quella del 2001 seguita all’attentato alle Torri Gemelle è quella finanziaria del 2008 che ha mandato gambe all’aria le economie dell’Occidente. E pure gli anni duemila sono stati anni difficili per le tensioni geopolitche. Dai Balcani ai Paesi Baltici, all’Ucraina, alla Georgia, alla Moldavia la Russia è stata sottoposta a una pressione americana e occidentale diretta a indebolirla nel suo ruolo di potenza mondiale e a relegarla nella collocazione di una potenza regionale. Putin ha saputo reagire a questo assedio. Anzi in alcuni casi come quello siriano ha ripreso l’iniziativa relegando ai margini gli Stati Uniti. Anche in Ucraina con la conquista della Crimea e la difesa dei popoli di etnia russa è stata fermata l’offensiva dell’Occidente mondialista. L’aggressività contro la Russia di Putin si spiega con il ruolo che il Paese sta svolgendo. Mosca è ormai la protettrice e il garante della fede ortodossa, un ruolo che le fu assegnato fin dai tempi di Ivan III che pose nello stemma della Russia l’aquila bicipite. Sempre Mosca è tenace avversaria del laicismo amorale, delle culture transgender negatrici della famiglia tradizionale, della distruzione delle identità dei popoli, di tutto l’armamentario delle subculture mondialiste. Per sfuggire all’offensiva degli avversari, la Russia ha aperto alla Cina del nazionalista Xi Jinping . In pochi mesi Putin e Xi si sono visti cinque volte, l’interscabio tra i due Paesi ha superato 84 miliardi di dollari, la Via della Seta sarà riaperta. Il Cremlino con la robotizzazione dei sistemi militari investirà risorse colossali. Così Putin si appresta a costruire il futuro della Russia in un contesto che vede il progressivo arretramento di quel mondialismo finanziario che lo aveva eletto suo nemico principale.
    http://www.barbadillo.it/73990-focus-russia-se-la-lotta-al-mondialismo-finanziario-e-tra-le-ragioni-del-successo-di-putin/

  2. Dietro la bugia, c’era una motivazione seria. La Jugoslavia era un caso unico, una federazione indipendente e multi-etnica che era resistita nel suo ruolo di ponte politico ed economico durante la Guerra Fredda. La maggior parte delle sue utilities e delle sue fabbriche erano di proprietà pubblica. Ciò non era accettabile per la Comunità Europea in espansione, specialmente per la Germania appena riunita, che aveva cominciato un’espansione ad Est per accaparrarsi il suo “mercato naturale” nelle province jugoslave di Croazia e Slovenia.

    Quando gli europei si riunirono a Maastricht nel 1991 per stendere i loro piani per la disastrosa eurozona, fu sancito un accordo segreto; la Germania avrebbe riconosciuto la nazione della Croazia, la Jugoslavia era condannata.

    A Washington, gli USA fecero sì che all’economia jugoslava in difficoltà venissero negati i prestiti della Banca Mondiale. La NATO, che a quel punto era quasi una reliquia della Guerra Fredda ormai morta, fu rimessa in piedi col ruolo di esecutore imperialista. Ad una conferenza di “pace” sul Kosovo del 1999 a Rambouillet, in Francia, i Serbi furono vittime delle tattiche subdole dell’esecutore.

    L’accordo di Rambouillet includeva un Annesso B segreto, che la delegazione USA inserì solo l’ultimo giorno. Questo richiedeva l’occupazione militare dell’intera Jugoslavia – un paese con brutti ricordi dell’occupazione nazista – e l’implementazione di una ”economia di libero mercato” con la privatizzazione di tutti gli asset governativi. Nessuno stato sovrano avrebbe potuto accettare. La punizione seguì a ruota: le bombe NATO caddero su uno stato inerme. Era nato il precursore delle catastrofi in Afghanistan e Iraq, Siria, Libia e Ucraina.
    http://vocidallestero.it/2018/04/12/loccidente-e-le-guerre-umanitarie/

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