E la Spagna?

La notizia è che il 27 giugno,  il capo del governo spagnolo, il socialista Pedro Sanchez, ha incontrato il noto Georges Soros.  Alla Moncloa,  il palazzo del governo. In segreto, e tentando di negare l’incontro, dato che il portavoce del governo, ai giornalisti che chiedevano conferma, ha  diramato di “non poter confermare con chi si vede il presidente se non è previsto dall’agenda ufficiale”. Sui motivi dell’incontro si fanno ipotesi.

http://ilsapereepotere2.blogspot.com/2018/06/il-primo-ministro-spagnolo-incontra-in.html

D’altra parte, anche quando Gentiloni, allora primo ministro in carica, ricevette  Soros a palazzo Chigi  il maggio 2017 come fosse un capo di Stato,  non avemmo il  diritto di sapere di più.

Del resto le somiglianze sono molte.  Gentiloni non è  stato mai letto da nessuno; Sanchez è a capo di  un governo che gli spagnoli non hanno votato;  è lui stesso salito al successo in votazioni interne al suo partito (il PSOE)   vincendo contro la corrente che gli si oppone; quel che ha fatto è di organizzare in parlamento  una maggioranza occasionale – 180 deputati –  per votare la sfiducia al governo Rajoy, mentre  il suo partito ne ha solo 84;  ha preso il posto di Rajoy solo perché in Spagna esiste l’istituto della mozione costruttiva – bisogna indicare un primo ministro alternativo quando si sfiducia quello in carica.  Una salita al potere strana e sospetta. “I social si agitano, parlano di un golpe mondialista in Spagna”,  scrive Nicolas Bonnal, lo scrittore francese che abita a Barcellona.

Infatti  tutta la carriera di Sanchez deve pochissimo agli elettori  e molto ai circoli mondialisti. Comincia come portaborse al parlamento europeo di una eurodeputata socialista. Ma ben presto diventa braccio destro del rappresentante delle Nazioni Unite in Bosnia, Carlos Westendorp  Cabeza (un ex ministro degli Esteri).  Sono gli anni ’90, dello smantellamento della Yugoslavia. In cui Javier Solana, allora segretario della NATO e membro del PSOE, ordinava i bombardamenti  sulla Yugoslavia; illegali nei termini della Nazioni Unite, ma poteva Westendorp, anche lui del PSOE, adombrarsi? Frattanto il suo giovane braccio destro Sanchez “consigliava  imprese straniere”   che  si volevano impiantare  “per lo sviluppo” della Bosnia. Un lavoro che permette a Sanchez di avviare collaborazioni proficue (per sé) con i  dirigenti del Fondo Monetario e della Banca Mondiale.  Il risultato fu quello previsto: i  creditori internazionali dettarono la nuova costituzione della Bosnia, il debito jugoslavo diviso tra le repubbliche,  accordi di “ristrutturazione del debito” e  con “programmi di aggiustamento”  e le misure di austerità, insomma l’armamentario della ricolonizzazione, Sanchez è uno di quei socialisti  che aderiscono a quel programma ben noto ed applicato da noi dai governi “di sinistra”-.

Infatti  Sanchez si è subito schierato con la Germania  contro il governo italiano sulla questione dei migranti;   ha dichiarato subito che accetterà di riprendersi i migranti secondari; si fa benvolere dalla Merkel  (del resto lei gli ha promesso i soldi per tutti i campi chiusi, paga bene i suoi servi fedeli  che le hanno salvato il governo) , aspira a diventare il  primo della classe nell’europeismo oligarchico. E’ la vocazione delle “”sinistre” anche da noi, no?  Prime della classe nell’applicazione dei programmi di austerità, pareggi di bilanci, tagli, accoglienza, jus soli…

Ma nessuno dica che Sanchez  ha dimenticato di essere di sinistra. Lo sta provando. Con un governo di minoranza assoluta, retto da 82 deputato su 355,che dipende dagli indipendentisti baschi e català, che cosa ritiene urgente e necessario fare,  Sanchez? Una legge sull’eutanasia, che per di più neghi ai medici il diritto all’obiezione di coscienza, il suicidio assistito dei vecchi malati per sedazione totale. Seconda urgenza: togliere i resti di Francisco Franco dalla Valle del los Caidos, il grande santuario dove sono i morti della guerra civile delle due parti; e l’asportazione della grande croce che orna la Valle, perché il tutto “sia convertito in un monumento di lotta  contro il fascismo”.  Insomma un pericoloso  fanatico,  che si vuol prendere antiche vendette “repubblicane”  della sconfitta del 1939 – ma globalista ed europeista. Manca solo (vuole farlo)  la confisca dei beni ecclesiastici, commenta Bonnal,  ed  è  la caricatura rozza e dura del  neo-sinistro ormai perfezionato:  insieme servo della finanza multinazionale, LGBT come una Cirinnà al cubo, austeritario come un Padoan, pendente dalle labbra di Soros come un Gentiloni,  ma per di più  con una malvagità da reduce comunista della Guerra Civil, pronto a  fucilare suore che non esistono più, e a praticare  un anticlericalismo  feroce senza più Chiesa (i vescovi spagnoli infatti sull’eutanasia  senza diritto all’obbiezione di coscienza  non hanno  alzato nemmeno un sospiro:  veri  seguaci di Bergoglio, firmando la propria inesistenza,  e subiranno la persecuzione imminente).

Insomma, la sinistra in Europa è Soros. Ed  anche gli spagnoli sono sotto  golpe globalista, come noi sotto Monti. Reagiranno? Bonnal cita lo storico americano Stanley Payne, che è stato il maggior storico delle poca franchista: “Lo spagnolo medio si è convertito in un essere anestetizzato privo di ambizioni trascendentali”.  Frase che possiamo applicare anche a noi italiani. E ai francesi. E ai tedeschi.

L’articolo SANCHEZ, CARICATURA DELLA “SINISTRA PER SOROS” proviene da Blondet & Friends.

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One thought on “E la Spagna?

  1. di JESÚS LAÍNZ La Spagna è l’unico paese europeo con un colpo di stato sul tavolo . E con annunci insistenti sulla sua riattivazione non appena arriva l’autunno e le date molto simboliche dell’11 settembre e del 1 ° ottobre. E se ciò non bastasse, ci godiamo un governo che è ancora più implicato nel colpo di stato separatista del precedente, per quanto impossibile possa sembrare. Accanto al problema interno, sussiste anche quello esterno. La Spagna è, insieme all’Italia, la prima linea prima per l’inondazione africana che, prima o poi, finirà per sommergere l’Europa nel suo caos finale. E di fronte a circostanze così gravi, il governo spagnolo è presieduto da colui che quotidianamente dimostra di sconfiggere lo stesso governo Zapatero in assurdità . D’altra parte, la corruzione è così diffusa che è persino riuscita ad affossare un governo spregevole per mille altri motivi. E ha già iniziato a far suonare le sue orecchie dietro il nuovo governo socialista. Ma parliamo oggi di altre questioni, che l’uomo non vive solo di wurstel e salsicce. Bene, ci sono molti problemi che la Spagna può vantare (esattamente come l’Italia). Ad esempio, siamo campioni europei come numero di disoccupati e allo stesso tempo immigrati , il che non è facile da capire. Ed anche negli incidenti sul lavoro. E in ore lavorate nonostante la bassa produttività. In tutto il mondo non c’è nessun altro paese la cui popolazione invecchia così rapidamente a causa del basso tasso di natalità e dell’enorme numero di aborti. Possiamo anche vantarci di essere alla testa dell’Europa (assieme all’Italia) nel deficit commerciale e nel debito pubblico, nell’economia sommersa, nei conflitti di lavoro, nei giorni lavorativi persi, nei numero di funzionari per metro quadrato, nel download illegale su Internet, nelle emissioni sonore, nei telefoni cellulari pro capite , in eccesso di università e carenza di studenti, in numero di aeroporti e ferrovie sottoutilizzati o inutilizzati, in numero di auto ufficiali, in lunghezza di liste d’attesa in ospedale, in numero di bar pro capite (più che in tutta Europa insieme; in particolare, un bar ogni 357 abitanti), in denaro dedicato agli acquisti dei giocatori e nella quantità di SMS inviati a Mandela per congratularsi con lui per il suo compleanno. Siamo il paese dell’UE con il maggior numero di lavoratori temporanei, con la percentuale più bassa della popolazione disposta a creare la propria azienda, con un numero maggiore di aspiranti studenti universitari, con un numero maggiore di comunisti in Parlamento e con una percentuale inferiore di prodotti di alta qualità e tecnologia nelle esportazioni. Siamo alla coda dell’Europa per quanto riguarda gli investimenti in ricerca e sviluppo e nel numero di aziende innovative. Siamo il paese in Europa che spende meno denaro per aiutare la famiglia e coloro che investono meno nella prevenzione della salute. Siamo alla coda europea dei salari, allo stesso tempo siamo entrati nel club selezionato dei dieci paesi con il maggior numero di milionari. La Spagna è il paese europeo che spende più milioni di euro per le immersioni linguistiche nelle lingue regionali, sulla traduzione simultanea al Senato, nelle ambasciate regionali all’estero e sugli stipendi delle migliaia di politici, consulenti e collegati ai diciassette governi e parlamentari autonomi. . Il nostro è anche il paese dell’intera UE in cui più avvocati toccano ogni causa, i cui laureati universitari applicano un salario più basso e che più laureati impiegano in lavori non qualificati. D’altra parte, siamo il secondo paese al mondo nelle visite a pagine di pornografia infantile , così come i campioni europei nell’incremento dell’aborto, nei tassi di divorzio, negli abusi di pedoni e ciclisti, nell’abbandono di animali domestici e nell’uso di i servizi di prostitute. Siamo i leader dell’UE nel consumo pro capite di cannabis, cocaina, alcol e tabacco, nel numero di bambini fumatori passivi e nell’indice del diabete. Nessuna università di questo vecchio, saggio, educato e civilizzato paese è tra i cento sessanta migliori del mondo. Grazie alla parità di istruzione e all’approvazione generale, la Spagna è il paese in Europa dove il livello di comprensione della lettura dei suoi studenti, compresi gli studenti universitari, è diminuito , nonostante alcuni politici con testardaggine degno di una causa migliore, continuino a ripetere il mantra di che questa è la generazione meglio preparata nella storia della Spagna. Siamo il terzo migliore europeo nella conoscenza della lingua inglese. La metà degli spagnoli confessa di non aver mai letto un libro (se è quello che confessano, immagina la verità). Siamo nell’ultima fila europea nella lettura dei giornali e la stampa più letta è lo sport. La Spagna è il paese europeo con il più alto rischio di desertificazione , il che non gli impedisce di occuparsi anche del paese con il maggior numero di campi da golf per chilometro quadrato. Siamo il secondo paese europeo con il più alto numero di televisori ad alta definizione e godiamo dei più alti livelli di insuccessi scolastici. Il tasso di abbandono dopo la fase obbligatoria raddoppia quella dell’UE, ma siamo il paese al mondo che spende più tempo nel calcio nella programmazione televisiva. Siamo anche gli europei che apprezzano il maggior numero di pubblicazioni e programmi televisivi dedicati al gossip, nonché i leader nelle operazioni di chirurgia estetica e aumento del seno. Ma poiché non siamo avidi e comprendiamo che non possiamo essere i primi, siamo l’ultimo nel riciclaggio dei rifiuti e il numero di brevetti. Fonte: El Manifiesto Traduzione: Alejandro Sanchez –

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