Botta e risposta

di  Luciano Lago

La bocciatura della manovra presentata qualche giorno fa dal governo italiano a Bruxelles non era stata inaspettata ma anzi era stata già in certo qual modo anticipata dal commissario europeo, Pierre Moscovici, ancor prima di ricevere la lettera da Roma.
Si sapeva che alla Commissione Europea (CE) non andava giù che il Governo italiano avesse disatteso le raccomandazioni della Commissione e avesse operato di testa propria, con l’aumento della spesa di qualche punto di 0,.. causato dai provvedimenti quali, reddito di cittadinanza, abolizione della riforoma Fornero, Flat Tax (per quanto limitata )sanatoria e altri provvedimenti.

Il ministro Salvini ha risposto alla bocciatura: “E’ una decisione che fa irritare ancor di più gli italiani. Bruxelles sta attaccando un popolo, non un governo”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Altrettanta grinta e determinazione ha dimostrato anche il vicepremier, Luigi Di Maio : “Non ci arrendiamo, andiamo avanti”. Hanno risposto bene, non si possono avere dubbi.

Tuttavia non bisogna cadere nell’equivoco di pensare che, fra la CE e il governo giallo/verde, si sia aperta soltanto una lite per questioni puramente contabili o di difforme visione dei dati di bilancio. Al contrario la vera questione è quella che la manovra del governo italiano (con tutti i suoi limiti) rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto ai canoni stabiliti della dottrina neoliberista praticata dalla CE e dagli organismi europei sulla base dell’austerità, della riduzione del debito pubblico e del ridimensionamento dell’intervento dello Stato nel sistema economico.

Il fatto che il governo italiano abbia varato una manovra economica espansiva che punta prioritariamente l’incremento della domanda interna privilegiando interventi sulle fasce disagiate della popolazione (reddito di cittadinanza) e riduzione di imposte alle piccole imprese (Partite iVA), questo è considerato lo strappo più pericoloso in quanto rischia di costituire un precedente per altri paesi e mette in pericolo la stabilità delle banche estere (francesi e tedesche) che detengono i titoli del debito italiano.

Jean Claude Junker presidente Commissione Europea

Gli interessi in gioco sono enormi per la grande finanza che lucra enormi profitti sul debito italiano, visto il sistema penalizzante di aste pubbliche delle emissioni sui mercati internazionali che fruttano interessi cospicui alla speculazione finanziaria. L’Italia, non avendo né una moneta né una banca centrale propria, deve rifornirsi di denaro sui mercati finanziari e deve continuare a pagare alti interessi sul debito e sul rifinanziamento del debito. Normale che i grandi potentati finanziari non vogliano mollare l’osso e tanto meno permettere che l’Italia cambi il suo sistema, magari ricorrendo a risparmio nazionale e emettendo titoli garantiti da una organismo pubblico (Cassa Depositi e Prestiti) che farebbe da garante o prestatore di ultima istanza.

Leggi tutto su https://www.controinformazione.info/lattacco-della-commissione-europea-allitalia-include-il-ricatto-e-la-minaccia-di-sanzioni/

3 thoughts on “Botta e risposta

  1. Una denuncia contro i commissari europei Pierre Moscovici e Guenther Oettinger per manipolazione del mercato in relazione alle loro dichiarazioni sulla manovra del Governo italiano. E’ stata presentata questa mattina presso la Procura della Repubblica di Roma da due giornalisti Francesco Palese e Lorenzo Lo Basso.

    “Nelle ultime settimane – si legge nella denuncia – alcune dichiarazioni dei commissari europei Pierre Moscovici e Guenther Oettinger hanno pesantemente turbato i mercati italiani. Dichiarazioni rese alla stampa (non quindi comunicazioni ufficiali come il loro ruolo istituzionale imporrebbe) a mercati aperti che hanno manifestamente modificato l’andamento degli stessi, incidendo in modo significativo sulla fiducia e l’affidamento che il pubblico pone della stabilità patrimoniale di banche e gruppi bancari, alterando contestualmente il valore dello spread italiano.

    Tali dichiarazioni sono state rese prima che detti commissari ricevessero l’intera documentazione da parte del Governo italiano, avvenuta in data 16/10/2018 con il Documento programmatico di bilancio. In tal modo hanno diffuso notizie false e posto in essere operazioni simulate sulle conseguenze per l’Italia da tale manovra di bilancio provocando l’alterazione del prezzo di strumenti finanziari (violazione art. 185 TUF E ART. 501 C.P.) Lo Spread, che incide sui risparmiatori italiani, è infatti cominciato a salire. Si consideri che a fine Settembre era sul livello di 240 punti mentre è cominciato a salire vertiginosamente unitamente alle dichiarazioni dei due funzionari.

    Nella denuncia vengono citate le dichiarazioni di Moscovici dello scorso 28 Settembre alla tv francese Bfm, riprese dalle agenzie di stampa italiane alle ore 10. “Fare rilancio economico – disse Moscovici – quando uno è indebitato si ritorce sempre contro chi lo fa, ed è sempre il popolo che paga alla fine”. Quel giorno lo spread, partito a 236, arrivò a toccare i 282 punti per poi chiudere a 267.
    http://www.barbadillo.it/78361-il-caso-denunciati-gli-euroburocrati-moscovici-e-oettinger-per-manipolazione-del-mercato/

  2. Il nuovo LTRO che pare si profili all’orizzonte, con switch tra titoli a breve a titoli a lungo, consentirà al sistema bancario:

    – di tenere fino a scadenza i titoli in loro possesso senza doverli liquidare per esigenze di cassa,

    – di acquistare a prezzi bassi BTP delle famiglie lucrando ottimi guadagni dalla loro gestione.

    Il loro problema non è raccontare la verità, ma dire menzogne onde preservare lo status quo politico ed economico, qul CEO CAPITALISM, che consente alle grandi banche di avere tutto il denaro che gli serve e di continuare all’infinito il giro di giostra che riporta tutto a lauticompensi e generosi dividendi.

    Perché questo accada, è necessario che i Gialloverdi falliscano nel loro intento populista e, al contempo, scompaiano PMI e Microimprese.

    In difesa dei loro privilegi e del loro status di rentiers senza rischio, grandi banche e grandi industrie si sono precipitate a Bruxelles e a Francoforte per rassicurare le élite europee e tedesche.

    https://www.qelsi.it/2018/ceo-capitalism-e-opposizione-interna-a-savona/

  3. Uno dei timori dell’oligarchia è infatti questo: se la UE cede al piccolissimo sgarro italiano sul bilancio, Spagna , Portogallo (e Francia) e altri paesi in difficoltà esigerebbero lo stesso trattamento, e addio alla “disciplina” ordoliberista che i tedeschi hanno instaurato. “Se la UE diventa più cedevole con l’Italia, si crea l’effetto domino”, dice l’economista Daniel Lacalle intervistato dall’Express britannico. Lacalle, spagnolo che lavora a Londra ed è membro del Gruppo Mises, dice anche che purtroppo, l’Italia “vincerà” nella sua sfida con la UE. Essenzialmente perché, contrariamente alla Grecia è un contributore nello alla UE, per di più da decenni ha un avanzo primario, insomma non ha bisogno di prendeere a prestito, se non per pagare gli interessi sul debito stesso. Infine, ha anche un avanzo commerciale, al contrario della Francia – e di tutti i paesi dell’euro tranne Germania e Olanda.

    https://www.express.co.uk/news/world/1044452/Italy-EU-standoff-eurozone-budget-crisis-Salvini

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