Mogherini, se ci sei batti un colpo

Quando Reagan firmò l’INF con Gorbaciov, fu la comprensione e l’impegno da parte degli Stati Uniti a non far avanzare le proprie forze armate verso la Russia “di un pollice”. In 30 anni, le forze americane hanno spinto dalla Germania fino al Mar Baltico e il Mar Nero alle porte della Russia. Washington sta cercando di arruolare l’Ucraina e la Georgia nell’alleanza NATO, e in effetti sta conducendo esercitazioni di guerra con questi due ex Stati dell’Unione Sovietica che condividono i confini con la Russia.

Se gli Stati Uniti reintroducono missili nucleari a medio raggio con tempi di volo su Mosca ridotti in pochi secondi, possiamo constatare che l’abbandono dell’INF è un grave spartiacque verso la guerra nucleare.

La via d’uscita da questo atroce dilemma non è solo il mantenimento del Trattato INF. Inoltre, dovrebbe esserci un ridimensionamento generalizzato delle forze della NATO in Europa sui fianchi occidentali, settentrionali e meridionali della Russia. Proprio in questo mese, la NATO sta attuando le sue più grandi manovre di guerra dopo la Guerra Fredda nella regione artica al confine con la Russia con 50.000 soldati, accompagnata da una raffica di voli di sorveglianza sulle coste della Russia.

La pazzia del desiderio di morte dell’America per la guerra nucleare deve finire. La classe dirigente americana non la fermerà perché la loro mentalità di desiderio di morte è talmente soffusa di arrogante cieca tracotanza e ignoranza ed è così parte integrante del funzionamento “normale” del loro complesso capitalistico-industriale militare.

La Russia mantiene la linea con le sue indubbie capacità militari e la sua prudenza diplomatica di principio. Ma è tempo che gli europei facciano un passo avanti sul terreno e che esercitino una certa influenza sugli americani.

Per cominciare, gli stati dell’UE dovrebbero dire a Trump che qualsiasi piano di reinstallazione di armi nucleari a medio raggio sul loro territorio non è ammissibile.

In secondo luogo, gli europei devono ridimensionare l’espansione della NATO verso il territorio russo.

In terzo luogo, hanno bisogno di dire a Washington che la Russia è un partner, non uno stato paria da abusare a vantaggio del militarismo americano e delle ambizioni egemoniche.

Gli europei lo faranno? I loro leader potrebbero non avere la spina dorsale, ma i cittadini europei dovranno, se vogliono impedire al loro “alleato” americano di incitare un cataclisma nucleare. L’arroganza americana sta fomentando una ribellione europea contro i propri leader criminali che desiderano far morire milioni di persone innocenti.

Fonte: Strategic Culture

Traduzione: Luciano Lago

https://www.controinformazione.info/il-desiderio-di-morte-nucleare-in-america-leuropa-deve-ribellarsi/

4 thoughts on “Mogherini, se ci sei batti un colpo

  1. In realtà, la storia dell’UE è un film in due tempi, od episodi: dapprima la fase preparatoria – che vide ben tre presidenze di Jacques Delors – fino a quella di Prodi: fu il periodo nel quale un progetto sballato fu mandato avanti ugualmente, anche se non s’era mai vista la nascita di una entità sovranazionale con poteri politici cementata soltanto da una moneta comune e, dopo l’ingresso dei Paesi dell’Est, nemmeno da quella. Pareva d’associarsi all’ARCI, oppure alla Lega Calcio dilettantistica.
    Soltanto dopo, nella fase due, ci s’accorse d’aver consegnato nelle mani di “qualcuno” le proprie vite.
    Cos’era successo?

    Il progetto politico – per semplicità potremmo definirlo Delors/Prodi – giunse a conclusione con la presidenza Prodi: nel 2002, l’euro divenne la moneta comune. E la politica?
    Quella non si era riusciti a rabberciarla in nessun modo: il Parlamento viene tuttora eletto a suffragio universale, ma non decide nulla, non si sa cosa e perché vota, in compenso i ministri sono nominati dai singoli Stati e la Banca Europea gode di ampia autonomia. A quale Nazione è correlata? Non si sa. Vi sembra che una roba del genere possa reggere a fronte degli USA, della Russia e della Cina?

    http://carlobertani.blogspot.com/2018/10/eva-una-tigre-di-carta.html

  2. Poi sono comparsi i missili ipersonici russi e i missili navali cinesi di fatto non intercettabili dalle attuali difese Nato: il problema cambia completamente di aspetto, soprattutto per le popolazioni costrette ad accettare di diventare ostaggi sacrificabili oltre che che vittime potenziali delle emissioni .

    Ecco perché la questione assume un significato politico e strategico molto più forte di prima, cosa che spinge i giornaloni del padrone persino a darsi la zappa sui piedi pur di non farlo emergere. Ed è anche per questo che il governo dovrebbe finalmente battere un colpo serio in direzione del minimo sindacale della sovranità. Anche perché è probabile che una delle stazioni del Muos sia stata collocata in Sicilia non solo per comodità logistica vista l’esistenza della base di Sigonella, ma anche perché l’Italia ventre molle di qualsiasi organismo immaginabile, è stata probabilmente l’unica ad accettare di diventare un bersaglio certo. O ci sono delle penali anche per il desiderio di non essere distrutti?
    https://ilsimplicissimus2.com/2018/11/07/sbatti-il-muos-stro-sul-corriere/

  3. Trump parla di “perdere” la Crimea come se questa fosse una proprietà nostra da perdere. Il linguaggio di “perdere la Crimea” è di per sé un ritorno alla stupida retorica dell’era della Guerra Fredda che promuoveva la fantasia secondo cui era nel potere dell’America “mantenere” o “perdere” interi paesi.
    Questo modo di pensare è delirante ed è molto pericoloso se questo è il sistema con cui il presidente esamina le crisi internazionali. Obama non ha “perso” la Crimea, e non è mai stata responsabilità del governo USA fermare quello che la Russia ha fatto.

    L’azione della Russia era aggressiva e illegale (secondo Washington), ma gli Stati Uniti non avevano alcun obbligo di rischiare una guerra con uno stato che dispone di armi nucleari per disfarlo.
    Il fatto che Trump continui ad insistere sulla “perdita” di una parte di un paese che non è nemmeno alleato con gli Stati Uniti dimostra quanto sia lontano da una vera politica estera americana.
    https://www.controinformazione.info/trump-pensa-veramente-che-gli-usa-siano-i-padroni-del-mondo-un-caso-di-psicopatia/

  4. La scorsa Domenica, nelle autoproclamate “Repubbliche del Popolo” di Donetsk e Lugansk (Ucraina orientale) si sono svolte le elezioni per scegliere membri del parlamento e nuovi leader , si tratta delle prime elezioni libere che si svolgono nelle repubbliche che sono controllate dalle forze filo-russe dopo l’avvenuta rottura con l’Ucraina nel 2014.

    I risultati pubblicati lunedì mattina hanno mostrato il leader usciti vittoriosi nella regione di Donetsk, questi sono stati Denis Pushilin e Leonid Pasechnik, mentre il leader della rep. di Lugansk, sono risultati eletti rispettivamente con il 61 e il 68% dei voti, dopo il completamento quasi totale del conteggio dei voti.
    Tuttavia il voto viene considerato illegale e non riconosciuto dalla Commissione Europea, come dichiarato dalla alta rappresentante per le questioni Esterne e della Politica di Sicurezza della UE, Maja Kocijancic, in una conferenza stampa del Mercoledì.
    Lo stesso principio di autodeterminazione non può essere applicato, secondo le potenze occidentali, nel Donbass ed in Crimea, dove con un referendum la popolazione si è pronunciata con una schiacciante maggioranza per l’autonomia o, nel caso della Crimea, il ritorno alla madrepatria russa.

    Gli osservatori indipendenti stigmatizzano come il doppio standard adottato dall’Occidente nel caso del Donbass e della Crimea sia in evidente contraddizione con il principio di autodeterminazione che era stato invocato per il Kosovo dalle stesse autorità europee e favorisca la situazione di uno stato di conflitto permanente nella regione.

    Fonti: Press Tv Kommersant
    https://www.controinformazione.info/i-russi-del-donbass-eleggono-i-loro-leaders-nonostante-le-critiche-delloccidente/

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