Infrastrutture (statali)

Questo è il sistema GPS, Global Positioning System.  Occorre che il vostro smart riceva da  almeno 4 di questi satelliti, per funzionare  come Maps. E siccome  i 31  satelliti periodicamente perdono quota  e finiscono per cadere,  altrettanto periodicamente occorre che qualcuno li sostituisca, lanciando in orbita un missile che ha come carico utile il satellite sostituito.

E  chi credete che sia questo “qualcuno”?  Steve Jobs? Un consorzio di capitalisti privati miliardari? No naturalmente. E’ lo Stato americano, USA,  che lo ha inventato, realizzato con centinaia di lanci missilistici dagli anni 70, e ne garantisce la “manutenzione” e la tenuta in efficienza. Usando denaro pubblico, senza badare a spese in decenni di ricerche nei suoi laboratori, e senza preoccupazioni di profitto.  E’ la dimostrazione di quanto sia menzognera la convinzione che le opere dello Stato manchino di intelligenza, e che bisogna lasciar care al “mercato” e ai “capitalisti  privati”, che sono, loro sì, “creativi” e “geniali”. La genialità degli Steve Jobs si riduce all’ aver assemblato le scoperte scientifico-militari pubbliche, a disposizione perché non coperte da brevetto (!), in oggetti commerciabili e riproducibili in serie.  Lui e i suoi sono diventati miliardari. Ma i veri geniali inventori di tutto, Internet, GPS, digitalizzazione eccetera –  sono oggi pensionati  con una dignitosa pensione  pubblica sui 50 mila dollari l’anno. E nessuno ne ha cantato le gesta, o pubblicato le foto sulla copertina di Time.

Siccome il GPS  è gestito dal Dipartimento della Difesa  americano,  in caso crisi grave e  un conflitto  può essere chiuso alle funzioni civili. Quindi le miriadi di start-up e di nuove e mirabolanti tecnologie del futuro immaginate dal Grillo transumano  sono appese a un filo. Dipendono dalla buona volontà USA.

Una vera  guerra oblitererebbe tutto ciò  – blockchain  quindi moneta elettronica compresa – e vi costringerebbe a tornare a carta e penna, alle calcolatrici meccaniche e ai piccioni viaggiatori.

I russi hanno rimesso in funzione il loro sistema GLONASS, che  avevano dovuto abbandonare dopo il collasso economico e strategico dell’Unione Sovietica,  essenzialmente perché non avevano più rimpiazzato i satelliti che via via cadevano.  La Cina sta costruendo il suo (BeiDou 1 e BeiDou 2).

La UE ha il programma Galileo. Almeno dovrebbe averlo (due nuovi satelliti sono stati lanciati a luglio) ma i nostri smartphone sembrano essere lungi dall’essersene accorti. Fra l’altro  la volontà punitiva di Bruxelles verso Londra per il Brexit, mette fuori un attore principale del programma. Il  progetto ha subito enormi ritardi,  per un motivo che non può essere questo: interessava poco  Berlino.  Sappiamo infatti benissimo il brutale unilateralismo con cui Merkel impone agli altri europei i progetti che le interessano, senza  consultarli – dall’invito ai migranti alla gestione proprietaria della BCE fino alla decisione di ridurre unilateralmente l’emissione di Bund, fino al “salvataggio” delle banche tedesche dai loro investimenti folli alla Grecia a noi accollato.  La Germania era poco interessata perché ha puntato sull’industria  azionale dell’auto, un prodotto  maturo vicino all’obsolescenza: una prova in più di come  la UE abbia non solo tagliato le prospettive di crescita ai paesi più deboli, ma sia stato un fattore di ritardo tecnico-scientifico,  indotto dalla tirchieria mentale germanica.

In più,  in ossequio alla dogmatica liberista, la Commissione l’ ha voluto non pubblico,  bensì “ per un terzo pubblico e due terzi privato”, in questa modalità: “finanziamento pubblico completo per i 30 satelliti del sistema futuro, sfruttato dal privato un volta  operativo”. Un classico della lunga serie “pubblicizzare le perdite privatizzare i profitti”.

In attesa che il Galileo comincia a funzionare davvero per l’utente comune  possessore di un telefonino ( sembra verso il 2020) , vale la pena di ricordare agli ecologisti 5 Stelle e che esso consta in 30 satelliti, di cui 24 operativi.  Che sono stati lanciati da altrettanti missili, con grande inquinamento e spreco di energia. Ora, i  grillini non hanno  visto come si è costruita questa infrastruttura che loro possono credere immateriale, perché i razzi sono gli Ariane partiti dalla Guiana Francese o  Soyuz lanciati dai russi su commissione. L’Ariane 5 è un oggetto a due stadi, alto 55 metri, che pesa 750 tonnellate.  Sarebbe tanto bello poterlo lanciare che so, dalla val di Susa o dalla villa di Beppe Grillo il transumano, per il puro piacere di sentire l’urlo: “!No! E’ inquinante! Non serve a nulla! Il ponte Morandi sta  su altri 100 anni, e ci basta. No Tav!No TAP! No Ariane!”

https://www.maurizioblondet.it/due-cose-che-grillo-non-sa-sulle-infrastrutture-innovative/

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