La presa del potere

E l’Italia giocava alle carte
e parlava di calcio nei bar

Giorgio Gaber

 

Ebbene: solo pochi giorni fa  il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi  ha specificato che  “spetta alla BCE”  dire a chi appartengono le riserve auree   dello Stato italiano (le quarte del mondo, 2400 tonnellate): di fatto dando implicitamente ragione a Fuest e Sin  e mettendo  già le  nostre riserve “a garanzia”  dei tedeschi  a disposizione della BCE e non dello Stato, ossia del Tesoro.  Con questa aggravante: che Fuest e Sinn  in realtà sanno di star affermando assurdità, e  quel che vogliono ottenere imponendo il Target 3 è né più né meno che “l’uscita furtiva dall’euro”  perché capiscono che   la Germania  ha  tratto dalla moneta unica “imperfetta” tutti i vantaggi che poteva ottenere  – mentre gli oligarchi euro-inomani italiani, per salvare l’euro, sembrano  davvero pronti ad  anticipare le riserve d’oro nazionali  “a garanzia”  dei nostri  pretesi “debiti”   passati e futuri a  disposizione della Bundesbank.

Che si fa? Si va “coi carri armati”  a riprenderci il nostro?  Quali carri armati? E il governo giallo-verde capisce quel che stanno architettando  i tedeschi? Sono culturalmente in grado di capirlo e moralmente in grado di impedirlo?

https://www.maurizioblondet.it/il-pericolo-merkel-non-e-cessato/

3 thoughts on “La presa del potere

  1. Il muro della Banca di Francia è stato bruciato questo sabato a Rouen durante una dimostrazione di “giubbotti gialli” che hanno riunito circa un migliaio di persone sullo sfondo degli scontri con la polizia , come abbiamo imparato da della prefettura. Questo è il settimo sabato di mobilitazione dall’inizio delle proteste..
    La polizia della Senna Marittima ha riferito sul suo account Twitter di “lancio di proiettili, spazzatura, barricate” nel centro della città di Rouen. Scontri tra polizia e manifestanti hanno avuto luogo vicino alla stazione SNCF, con la sparatoria di gas lacrimogeni intorno alle 11:30, ha riferito un corrispondente della AFP.
    https://www.controinformazione.info/giubbotti-gialli-atto-vii-una-mobilitazione-molto-piu-forte-nella-provincia-che-a-parigi-a-rouen-bruciato-il-portale-della-banque-de-france/

  2. I Chicago Boys sono tornati alla ribalta della cronaca giornalistica proprio grazie al nuovo presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che ha nominato come potente ministro dell’Economia e delle Finanze Paulo Guedes, docente alla Pontificia Università, influente banchiere e fanatico liberista, ma soprattutto appartenente alla covata dei potenti Chicago Boys e collaboratore fidato della Open Society di George Soros, oltre ad essere stato uno dei migliori allievi di Milton Friedman, il guru dei Chicago Boys insignito nel 1976 del premio Nobel per l’economia. Ovviamente, il Fondo Monetario Internazionale ha già applaudito per questa nomina, oltre all’endorsement ricevuto dagli speculatori finanziari e dalle oligarchie economiche.
    Su mandato di Bolsonaro, Guedes ha già pronto nel cassetto la sua cura liberista, la sua «dottrina dello shock» per «risollevare» il Brasile, comprendente privatizzazioni serrate, liberalizzazioni, abbattimento delle tasse per i ceti molto benestanti; per pareggiare, al contrario, ci sarà un abbattimento della spesa sociale e sanitaria, della previdenza sociale e la ridefinizione del sistema pensionistico.
    In fondo, la ricetta è sempre la stessa in tutto il mondo; per l’Italia e l’Europa se ne stanno occupando gli uomini di Goldman Sachs, la potente banca d’affari mondialista con sede legale a New York e diramazioni in tutto il pianeta: uno dei tanti tentacoli della piovra mondialista.
    La cosiddetta «dottrina dello shock» non è una invenzione ad effetto mediatico di Paulo Guedes, ma rappresenta l’applicazione in Brasile di quanto aveva predicato il suo «maestro», Milton Friedman, il baricentro della teoria economica della Scuola di Chicago.
    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61445

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