Riserve auree

La seconda economia del mondo aumenta le riserve auree per quattro mesi consecutivi. Cosa significa questo passaggio per il mercato? Nell’articolo per Bloomberg, l’analista Ranjeetha Pakiam afferma che la decisione della Cina di accumulare oro aumenta l’ottimismo sulle banche centrali nel mondo che continueranno ad aumentare le riserve di metallo prezioso, notando che a marzo, la Banca popolare cinese (Banca centrale) aumentava le riserve auree di 0,36 milioni di once. Cioè, il mese scorso Pechino acquistava 11,2 tonnellate di oro. Inoltre, a febbraio, gennaio e dicembre 2018, la Cina acquistò rispettivamente 9,95, 11,8 e 9,95 tonnellate di oro. A marzo, le riserve cinesi raggiunsero i 60,62 milioni di once. Oggi la Cina è il più grande produttore e consumatore di oro al mondo. La sua economia mostra segni di rallentamento, nonostante Pechino e Washington concordino sui negoziati commerciali. Gli ultimi dati della Banca Popolare della China mostrano che Pechino aumenta le riserve auree a ritmo costante, come fece tra la seconda metà del 2015 e l’ottobre 2016. “Se la Cina continuerà ad accumulare lingotti al ritmo attuale, nel 2019 potrebbe chiudere l’anno come principale acquirente dopo la Russia, che aggiungeva 274 tonnellate nel 2018”, secondo Pakiam, che ricordava che ci sono stati lunghi periodi nella storia cinese quando le autorità cinesi non rivelavano informazioni sull’aumento delle riserve auree. Ad esempio, nella seconda metà del 2015, la Banca centrale cinese annunciò per la prima volta in sei anni l’aumento del 57%. Quell’anno le riserve erano 53,3 milioni di once. Un’altra pausa si ebbe tra ottobre 2016 e dicembre 2018. La banca d’investimento internazionale Goldman Sachs si aspetta che la corsa all’oro continui e nei prossimi 12 mesi il prezzo del metallo prezioso raggiunga i 1450 dollari l’oncia.
E la Russia continua ad aumentare le riserve auree. Secondo gli analisti, la tendenza al rialzo delle riserve di metalli preziosi russe indica che il Paese continua a “compiere rapidi progressi negli sforzi per diversificare le attività a scapito delle attività statunitensi”.

http://aurorasito.altervista.org/?p=6539

One thought on “Riserve auree

  1. L’Europa. Invece, di fatto preferisce trascurare i Brics intesi come gruppo, sottovalutando che esso, nel frattempo, rappresenti il 23% del pil mondiale e il 18% dell’intero commercio globale. Si mira solo a mantenere relazioni bilaterali. Comunque la dichiarazione finale del citato summit, tra i tanti argomenti affrontati, pone l’accento sull’importanza di cercare alternative virtuose alle destabilizzanti politiche dei dazi e delle guerre commerciali volute da Donald Trump. Riteniamo che sarebbe significativo e certamente incisivo se, sull’argomento, si aggiungesse anche la voce dell’Europa.
    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60826

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