Afghanistan

Seymour Hersh ha sostenuto che la versione di Obama dell’omicidio di Osama bin Laden nel maggio 2011 non era altro che un’elaborata opera di finzione, in seguito debitamente santificata da Hollywood. Un anno dopo l’escalation di Obama, in Afghanistan c’erano 88.000 soldati, oltre a quasi 118.000 mercenari. L’occupazione era poi defunta di una morte lenta e ignominiosa.

Chiunque abbia anche solo una remota familiarità con la difficile geopolitica dell’intersezione tra l’Asia centrale e meridionale, sa che, per il complesso militare-industriale-di sicurezza degli Stati Uniti, ritirarsi dall’Afghanistan è un anatema. Trump può anche emettere del rumore, ma è solo rumore. La base aerea di Bagram è una risorsa inestimabile dell’Impero per tenere sotto controllo l’evoluzione del partenariato strategico Russia-Cina.

L’unica soluzione possibile per l’Afghanistan è un meccanismo pan-eurasiatico,  promosso dall’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, con la Russia e la Cina al timone, l’India e il Pakistan come membri a pieno titolo e l’Iran e l’Afghanistan in qualità osservatori. L’Afghanistan verrà quindi pienamente integrato come nodo nella Nuova Via della Seta (o Belt and Road Initiative) nel corridoio economico Cina-Pakistan e nella mini Via della Seta indiana che attraverserà l’Afghanistan verso l’Asia centrale, partendo dal porto iraniano di Chabahar.

Questo è ciò che vogliono tutti i principali giocatori dell’Eurasia. È così che “si vince” una guerra.

Ed è per questo che non è necessario uccidere 10 milioni di persone.

 

Fonte: asiatimes.com
Link: https://www.asiatimes.com/2019/07/article/how-to-kill-10-million-afghans-and-not-win/
Tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

American Psyco contro Huawei

Insomma la paura non è che il 5g in un futuro abbastanza vicino possa consentire intercettazioni ai cinesi , quanto che non le possa consentire agli americani. Non è certo un caso se Washington abbia fatto fuoco e fiamme perché anche i Paesi europei chiudessero le porte a Huawei, cosa che fortunatamente non è accaduta: è il timore di perdere una posizione di assoluto predominio nel vecchio continente grazie alla conoscenza di tutto ciò che vi accade e di tutte le tecnologie che vi si sviluppano.

Il simplicissimus

mainLa mail di un ricercatore austriaco conosciuto moltissimi anni fa durante i giorni in cui infuriava l’illusione della fusione fredda, mi ha aperto una nuova prospettiva sulla questione Huawei, ribaltandola completamente e mostrandomi quali sono le vere preoccupazioni Usa riguardo alla leadership cinese nella banda larga mobile 5G: niente a che vedere con la pretestuosa minaccia di intercettazioni di Pechino che è nel migliore dei casi solo un processo alle intenzioni, ma piuttosto con la probabilità  che le intercettazioni elettroniche diventino quasi impossibili, grazie alla crittografia quantistica, altro campo nella quale la Cina è in testa, quantomeno nella realizzazione concreta. Era il  29 settembre 2017 quando a Pechino il fisico Jian-Wei Pan ha posato la mano su un globo cerimoniale di vetro, parte simbolica e decorativa della prima rete sperimentale di comunicazione quantistica criptata a lunga distanza comunicando con Shanghai su una distanza di oltre 1800 chilometri.  Lo stesso giorno a…

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Putin e l’insostenibile leggerezza dell’Italia

di Alberto Negri – 05/07/2019

Putin e l'insostenibile leggerezza dell'Italia

Fonte: Alberto Negri

Putin capisce la situazione: senza la benedizione americana i nostri governi non stanno in sella. Quando Putin viene da noi sa perfettamente che ospitiamo 60 basi Usa, 10 mila soldati americani e 90 testate atomiche. Non pretende di cambiare la geopolitica italiana ma qualche buon affare vorrebbe farlo.

I russi sono un popolo paziente e disposto al sacrificio. Lo hanno dimostrato nei secoli e ancora di più durante la seconda guerra mondiale nella lotta al nazismo. Noi in fondo in Russia eravamo lì per caso, lo aveva deciso Mussolini. Ma i soldati italiani, che diedero prove anche di grande eroismo, non era convinti che quel popolo di contadini che ci somigliava fosse davvero un nemico e infatti i russi, quando poterono, ci salvarono dalla morte certa. Io stesso non sarei qui se non avessero tratto in salvo mio padre. La madre Russia e la dolce ortodossia aiutarono Stalin a vincere e ora sono ovviamente dalla parte di Putin, il leader che fa le fette di torta per tutti dentro e fuori il Paese. Dei tanti cacicchi che occupano la scena internazionale appare il meno ingiusto e capriccioso anche se non ama troppo la democrazia liberale e molto di più lo stato forte, troppo forte.
Piace anche a Trump che lascerebbe volentieri a Mosca il compito di mettere ordine in Europa, nei Balcani e in Medio Oriente senza andare troppo per il sottile. In fondo Trump è un nostalgico del Muro di Berlino, tanto è vero che costruirebbe muri da tutte le parti per tenere fuori i migranti straccioni e aprirebbe resort e casinò dalla Russia alla Cina, alla Corea del Nord. E’ un palazzinaro vecchia scuola circondato da ambiziosi che farebbero guerre ovunque e soprattutto all’Iran, l’unico Paese che era già un impero quando gli altri sguazzavano nel fango o respiravano la polvere dei deserti.
I Papi di Roma ricevono Putin consapevoli che i russi hanno contribuito a difendere i cristiani in Medio Oriente, abbandonati dai loro fratelli occidentali. Papa Francesco però ha dato via libera al suo grande amico Bartolomeo, patriarca di Costantinopoli, per la dichiarazione di autocefalìa alla chiesa ortodossa ucraina, la via di fuga dal potere di quella moscovita. Per questo il leader del Cremlino non può invitare a Mosca il Papa di Roma. Capitolo non chiuso ma rinviato. Sul resto il Papa e Putin sono d’accordo, dalla Siria all’Iran.
E veniamo all’Italia, protettorato americano dalla fine della seconda guerra mondiale. Putin capisce benissimo la situazione: senza la benedizione americana i nostri governi non stanno in sella e qualche politico come Moro ci ha rimesso pure la pelle.Nel 1969 l’Italia fu il primo stato europeo a concludere con l’Urss un contratto per le forniture di gas, e – sempre negli anni Sessanta – diverse grandi imprese italiane iniziarono a produrre in Russia: ne è un celebre esempio lo stabilimento Fiat a Togliatti, città sul fiume Volga rinominata in onore del leader comunista italiano dopo la sua morte nel 1964. L’Italia nel 2018 è stato il quinto paese di provenienza delle importazioni russe ma le sanzioni europee per l’annessione della Crimea e le contro-sanzioni russe hanno causato un declino nei settori della moda e dell’agroalimentare.
La Russia rappresenta comunque il nostro primo fornitore di gas naturale (40% del totale) e il quarto di petrolio.
Non è un caso che i russi tengano che l’Italia sia un Paese prospero e sicuro. Siamo buoni clienti e fornitori eccellenti. Per questo si sono preoccupati quando nel 2011 è caduto Gheddafi in buoni rapporti con Mosca e soprattutto con Roma. Hanno compreso che l’Italia aveva subito la più pesante sconfitta dalla seconda guerra mondiale, offrendo poi anche una mediazione con il generale Haftar. Ma noi ci siamo fidati degli americani che ci promettevano la “cabina di regia” in Libia lasciandoci in realtà in mezzo al tragico guado del Mediterraneo. Ma i russi e Putin sono pazienti e sopportano anche la nostra insostenibile leggerezza.

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=62206

Salvataggi

Chi non tratta quelle persone come umani è il neoliberismo nordeuropeo che ci è imposto da decenni, per sostituire quell’economia mista, che incarnava nell’IRI il suo massimo splendore, motore del miracolo all’italiana, e che ha dato fastidio a quelle stesse classi che adesso ci danno del razzista e o del fascista perché non vogliamo più clandestini sul nostro territorio, e che non tollerano statalismo e redistribuzione di ricchezza al popolo quando si tratta di Italia. Chi non tratta quelle persone come umani è il sistema predatorio della Françafrique, che le fa scappare per povertà e iniqua distribuzione delle ricchezze  saccheggiate dalla sua elite in combutta con qualche multinazionale e banca d’affari. Una situazione che forma un humus fertile per organizzare quella tratta di umani dall’Africa all’Europa,  travestita da carità, e di cui certe famiglie ed enti di paesi come la Francia e l’Olanda, hanno l’abitudine almeno da 4 secoli. Famiglie che controllano le eredi delle ex compagnie delle Indie, delle banche ex coloniali e della potenza marittima.

LE ECONOMIE LEGATE ALLA FRANCIA

Del resto nell’appello all’Italia di quel migrante camerunese, fatto in  francese, proveniente da un paese del franco CFA, mi ha colpito la qualità del video, una qualità professionale, con materiale altamente professionale, che stride totalmente con la situazione di malessere, urgenza e difficoltà che l’equipaggio descriveva continuamente.

Dal punto di vista retorico, ci spacciano “salvataggio in mare” per “accoglienza”, “accoglienza” per “mantenimento clandestini”, e “clandestini” per “rifugiati”, questi spacciatori di schiavi che spacciano per umani i quali sono non integrabili, a meno appunto di non sbatterli – finita la finzione dello status di rifugiati a nostre spese – in schiavitù, per poi venirci a dire: certi lavori gli italiani non li vogliono fare!

Scusate se resistiamo alla schiavitù eh!

Pertanto adesso bisogna andare fino in fondo delle responsabilità sia dell’Olanda, paese di bandiera, sia della Germania, paese di origine della capitana dal suo paese protetta e tutelata – che ne sta richiedendo la liberazione – sia della Francia, da cui scappano i migranti economici, quelli che poi non avranno diritto allo status di rifugiato perché scappano “solo”, scusate se è poco, dalla depredazione di multinazionali, banche ed enti pubblici francesi che assieme ai loro complici del Benelux e tedeschi saccheggiano l’Africa da secoli.

Politici italiani premiati dalla Francia

E bisogna andare anche fino in fondo delle responsabilità italiane desecretando i fumosi accordi del PD di “flessibilità” in cambio di “toto migranti clandestini”: dove sono i testi, quali sono i termini, cosa è passato sotto banco?

Che la magistratura indaghi su questi invece che su Salvini !

Nforcheri  1/7/2019

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2019/07/04/spacciatori-in-mare/