Guerra culturale dell’Impero contro la Russia

Missione USA n Russia 8 ore fa.
Oggi l’ambasciata americana in Russia mostra la bandiera dell’orgoglio LGBTI. La bandiera LGBTI è stata creata dall’artista e attivista americano Gilbert Baker e per la prima volta è stata sollevata come simbolo di speranza e diversità il 25 giugno 1978, durante la parata del Gay Freedom Day a San Francisco.

Missione USA a Mosca


Giugno è il mese dell’orgoglio e celebriamo che tutti meritano di vivere una vita libera da odio, pregiudizio e persecuzione. Come ha affermato l’ambasciatore Sullivan, “i diritti LGBTI sono diritti umani. E i diritti umani sono universali. E ‘così semplice.”

Fonte: US Mission Russia

Traduzione: L.Lago

https://www.controinformazione.info/lambasciata-americana-protesta-limminente-emendamento-costituzionale-della-russia-che-definisce-il-matrimonio-come-unione-di-uomo-e-donna/

2 thoughts on “Guerra culturale dell’Impero contro la Russia

  1. “Negli Stati Uniti i “fatti” non sono più tollerati come fatti. I fatti, come l’ideologia, si sono separati in due campi inconciliabili e nemici”. Enorme violazione del principio british, i fatti separati dalle opinioni; ciascun campo sputa in faccia all’altro i “fatti” che fanno comodo alla sua tesi, “fatti” la cui “autorità” l’altra parte non riconosce, anzi si grida che i fatti segnalati dall’altro campo sono “fake”: “ queste persone mentono e adoperano qualsiasi mezzo illegittimo e sedizioso (cioè incostituzionale) per ottenere i loro fini illeciti. È così che entrambe le parti vedono l’altra. Hyper-partigianeria”.
    Non è ciò che vediamo anche qui? Repubblica, Open, gruppi di potere mediatico che schedano gli avversari informativi come creatori di “fake news” e “crimini d’odio” da punire per legge (vedi legge Scalfarotto).
    Il grave è ,continua l’analista, che “nel perseguire la validazione delle proprie posizioni psichiche, ciascuna fazione Usa è disposta a obbligare alla sottomissione l’altra, senza riguardo alle conseguenze”. La fame per intere popolazioni e regioni? Ben venga se dimostra che Trump ha torto.
    Lo ha dimostrato Alexandra Ocasio Cortez in un suo tweet, subito (ma troppo tardi) ritirato, in cui invitava i governatori democratici degli stati a “mantenere restrizioni della pandemia sulle imprese fino a dopo le elezioni di novembre perché la ripresa economica aiuterebbe Trump a essere rieletto. Un po’ di fallimenti, chiusure di imprese e perdite di posti di lavoro sono un piccolo prezzo da pagare per essere liberi dalla sua presidenza. #KeepUsClosed”
    Alexandra Ocasio Cortez

    Ecco l’originale:
    “It’s vital that Governors maintain restrictions on businesses until after the November Elections because economic recovery will help Trump be re-elected. A few business closures or job losses is a small price to pay to be free from his presidency. #KeepUsClosed.” The post in the image is dated May 20, 2020.
    Naturalmente, le Open e il Butac statunitensi hanno dichiarato che il tweet era un fake, infilato nel sito della Ocasio Cortez dai nemici hacker.
    https://www.maurizioblondet.it/in-usa-infuria-la-rivoluzione-psichiatrica/

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