Europa inesistente

Prima gli Usa di Biden hanno fatto di tutto per impedire che l’Europa nel suo complesso e i singoli Paesi che la compongono stabilissero solidi accordi con la Cina in nome della “solidarietà atlantica” , facendo di fatto saltare l’“accordo globale di investimento” (CAI), un accordo redditizio che avrebbe dato alle aziende europee un migliore accesso ai mercati cinesi rispetto a quello che hanno attualmente gli Stati Uniti. Poi hanno tradito con il nuovo accordo militare anticinese tra Gran Bretagna, Usa e Australia che non solo fa sapere quali sono le vere priorità statunitensi, ma che diche chiaramente che l’Europa ormai non conta nulla e deve soltanto adeguarsi a ciò che dice il padrone. Le spese di tutto questo le fa in termini economici immediati la Francia che aveva siglato con l’Australia un accordo per la costruzione di 12 sommergibili a propulsione nucleare per un valore di 43 miliardi dollari. E questo fa fallire i legami transatlantici con l’Europa, con il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian che afferma: “Questa decisione unilaterale, brutale e imprevedibile è molto simile a quella che stava facendo Trump”.

Del resto tutto questo era nelle cose ed è stato semplicemente nascosto da una narrazione fasulla e francamente, anzi americanamente  stupida secondo la quale il deterioramento dei rapporti tra Europa ed Ue era da addebitarsi all’America first di Trump e che dunque tutto sarebbe rientrato nella normalità con Biden. Però il problema non è questo o quel presidente, ma l’America stessa che fa esclusivamente i propri ossessivi interessi di potere planetario: adesso che il nuovo nemico è la Cina, l’Europa è costretta a far parte dello spettacolo di Washington, ma solo come comparsa che le prende da tutte le parti. La minimizzazione di Trump della Nato non era semplicemente dovuta alla sua natura erratica e imprevedibile, ma era un’espressione del cambiamento di interessi strategici degli Stati Uniti non più concentrati sull’Europa, cosa che è rimasta sottotraccia per 4 anni senza che i poteri europei lo comprendessero. E del resto a vederli e sentirli, la cosa non stupisce affatto, come non stupisce che troppo a lungo non si sia afferrato come  .Washington abbia una lunga storia di comportamenti in malafede nei confronti del continente, che l’America non è affatto il il “salvatore” dell’Europa, ma il suo sfruttatore e chi ha lavorato nel campo dei brevetti – tanto per dirne una- capirà immediatamente il senso del discorso.*

Le due americhe

A volte processi che sembravano lenti come bradisismi accelerano fino diventare terremoti: adesso ci troviamo di fronte non ad una ma a due Americhe, quella imperiale delle due coste che aspira al dominio degli oceani e quella agricola e industriale del centro continentale; quella della finanza globale che aspira a mantenere il ruolo parassitario del dollaro e garantire un così un posto di comando planetario alle proprie elites e quella della produzione reale e al reddito locale; quella che si proclama progressista a parole, che fa del politicamente corretto una religione, ma poi fa strage ovunque sul pianeta e quella invece conservatrice più attenta alle proprie condizioni e meno interventista. Queste due Americhe hanno convissuto  egregiamente tanto da parere indistinguibili fino a quando l’imperialismo dell’una portava lavoro ed esportazioni all’altra, ma con la caduta del muro di Berlino e il dissolvimento del grande nemico, il neoliberismo di ispirazione finanziaria ha cominciato a cambiare le cose e a trasferire la manifattura dove i costi del lavoro erano convenienti, cominciando così a mettere in crisi l’equilibrio che si era in qualche modo creato. La nascita di una vera e propria fattura tra queste due realtà continentali è stata lenta, ma inesorabile ed è diventata protagonista della politica nazionale quando la l’Asia e in particolare la Cina sono diventate la manifattura del mondo, sottraendo molto lavoro sicuro e ben pagato al centro e da quando le strategie messe a punto dalla parte per così dire imperiale sono miseramente fallite: tutto ciò che è stato fatto dopo l’11 settembre, anzi grazie all’11 settembre per creare un nuovo Medio Oriente e in parte un nuova Asia  si è rivelato un disastro e la fuga da Kabul ne è una plastica immagine. In ogni casi è chiaro che l’impero si è arrestato in Siria e che la sua definita crisi è divenuta palese ai primi  di gennaio del 2020 quando un attacco missilistico iraniano su un base americana è rimasto senza risposta.

Del resto anche Obama, troppo legato all’America globalista e imperiale ha fallito completamente nel tentativo di risaldare in qualche modo le due parti che hanno cominciato a fratturarsi in maniera evidente con la crisi del 2008 che peraltro non è mai terminata e anzi è peggiorata al punto da costringere le elite di comando a simulare una pandemia per sparigliare le carte: la vittoria elettorale di Trump non è stata che un’espressione sia di quel fallimento che dell’allargamento della frattura. E adesso Biden o forse sarebbe meglio dire chi per lui sta peggiorando ulteriormente le cose arruolando il combinato disposto pandemia – vaccini per colpire gli stati centrali, ovvero quelli generalmente governati dai repubblicani che poi sono anche quelli che rifiutano i passaporti vaccinali che hanno imposto misure più leggere per la cosiddetta pandemia e se la sono cavata molto meglio quanto a morti e contagi. L’intenzione espressa da Biden – che ormai ha fatto della pandemia una sorta di oggetto metafisico di adorazione, al di là di qualsiasi dato e realtà – di superare in qualche modo le resistenze degli stati, ( ma con il suo obbligo di vaccino per i dipendenti federali ha mostrato la sua debolezza)  si scontra con la stessa struttura federe degli Usa e ha già trovato l’opposizione di 19 governatori e 2 procuratori generali. “Il mio team legale è pronto a presentare la nostra causa nel momento in cui Joe Biden archivia la sua regola incostituzionale” , ha scritto in un post su Twitter il governatore del South Dakota Kristi Noem,  ” Questo grossolano esempio di intrusione federale non reggerà “. Qui è possibile leggere tutte le dichiarazioni dei governatori che sono davvero molto dure e che in qualche caso accennano sia pure in via indiretta a una possibile uscita dall’unione. Il fatto è che la Casa bianca ha pensato di togliersi d’imbarazzo per l’Afghanistan, rilanciando le vaccinazioni obbligatorie che subito i servetti europei senza testa e senza dignità si sono affrettati ad imitare, ma è riuscito a fare ancora peggio mettendo l’intero Paese in stato di divisione permanente creando una divisione sanitaria proprio in corrispondenza delle linee divisione economica tra l’America finanziaria e quella produttiva.

Probabilmente molti dei creatori pandemici non si aspettavano che il covid  e i vaccini sarebbero stati così divisivi, ma il fatto è che la mistificazione è stata troppo grande: troppe  le morti attribuite al covid persino per pazienti terminali di cancro, sulla base di test totalmente inaffidabili e per giunta gestibili aumentando o diminuendo i cicli di amplificazione  per giungere ai risultati voluti: troppo evidente il tentativo di nascondere tutti morti post vaccino. e il tempo e il susseguirsi delle dosi non lavorano a favore dei pandemisti sistemici che di certo non sono in grado di imporre iniezioni per sempre visto che comunque la verità si fa sempre più strada. Per ora l’unica prospettiva concreta è la distruzione dell’America.

riportato integralmente da https://ilsimplicissimus2.com/2021/09/13/154837/

Assistenza sanitaria

* Entro 10 settimane dal blocco, 2,1 milioni di persone nel Regno Unito erano in attesa di un esame per cancro al seno, al collo dell’utero o all’intestino.

* La diagnosi di 6 tipi di cancro (seno, colon-retto, polmone, pancreas, gastrico ed esofageo) è diminuita del 46,4% ad agosto 2020 rispetto al 2018.  

* La diagnosi di cancro al pancreas è diminuita del 24,7% ad agosto 2020 rispetto al 2018.          

* La diagnosi di cancro al seno è stata ridotta negli Stati Uniti del 51,8% ad agosto 2020 rispetto al 2018.

* Il registro dei tumori dei Paesi Bassi ha registrato una riduzione fino al 40% dell’incidenza settimanale del cancro.

* Prima del covid, la Medical University of South Carolina è passata da 20 chiamate giornaliere relative all’ictus (o 550 al mese) a circa nove a metà aprile 2020.

* I rinvii per cancro (presumibilmente) nel Regno Unito sono diminuiti del 75% da quando sono state applicate le restrizioni covid-19 fino ad agosto 2020.

* In Italia le procedure diagnostiche cardiologiche sono diminuite del 56%, gli interventi coronarici percutanei del 48%, gli interventi strutturali dell’81%.

* I ricoveri per chemioterapia nel Regno Unito sono diminuiti del 45-66%, mentre i rinvii urgenti per la diagnosi precoce del cancro sono diminuiti del 70-89%.

* Nel mese di aprile 2020 le visite settimanali ai servizi di emergenza sono diminuite del 42% rispetto alla media dell’anno precedente.

* I tassi di mortalità per malattia di Alzheimer/demenza sono raddoppiati tra il 21 marzo e l’11 aprile e tra il 6 giugno e il 25 luglio.

* Le notifiche di casi di tubercolosi sono diminuite significativamente in tutto il mondo, del 25-30% nei paesi colpiti (India, Indonesia, Filippine).

* 69 studi riscontrano un cambiamento nel modello di test di screening del cancro, diagnosi, liste di attesa e trattamenti relativi alle restrizioni durante la pandemia, 14 riscontrano un aumento nella presentazione del cancro in fase avanzata.              

* Gli arresti cardiaci associati a overdose sono aumentati di circa il 40% negli Stati Uniti nel 2020.

* I ricoveri per i principali gruppi di malattie non covid-19 sono diminuiti durante i blocchi negli Stati Uniti rispetto al periodo di riferimento pre-pandemia.

Raccontiamola tutta

Il 3 luglio 1979, all’insaputa del popolo americano e del Congresso, Carter autorizzò un programma di “azione segreta” da 500 milioni di dollari per rovesciare il primo governo laico e progressista dell’Afghanistan.
Questo è stato chiamato in codice dalla CIA Operation Cyclone.
I 500 milioni di dollari furono usati per corrompere e armare un gruppo di fanatici tribali e religiosi conosciuti come i  Mujahedin. Nella sua storia semi-ufficiale, il giornalista del Washington Post Bob Woodward ha scritto che la CIA ha speso 70 milioni di dollari solo in tangenti. Descrive un incontro tra un agente della CIA noto come “Gary” e un signore della guerra chiamato Amniat-Melli: “Gary mise un mucchio di soldi sul tavolo: 500.000 dollari in file di banconote da 100 dollari. Credeva che sarebbe stato più impressionante dei soliti $ 200.000, il modo migliore per dire che siamo qui, siamo seri, ecco i soldi, sappiamo che ne avete bisogno … Gary avrebbe presto chiesto al quartier generale della CIA e avrebbe ricevuto $ 10 milioni in contanti.”
Reclutato da tutto il mondo musulmano, l’esercito segreto americano fu addestrato in campi in Pakistan gestiti dall’intelligence pakistana, dalla CIA e dall’MI6 britannico.
Altri sono stati reclutati in un college islamico a Brooklyn, New York, vicino a quelle Torri Gemelle che verranno poi abbattute. Una delle reclute era un ingegnere saudita di nome Osama Bin Laden.
L’obiettivo era diffondere il fondamentalismo islamico in Asia centrale e destabilizzare e infine distruggere l’Unione Sovietica.  
Nell’agosto 1979, l’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul riferì che “i maggiori interessi degli Stati Uniti… sarebbero stati esauditi dalla scomparsa del governo del PDPA,  nonostante qualunque battuta d’arresto che avrebbe comportato per le future riforme sociali ed economiche in Afghanistan”.
Rileggete le parole sopra che ho messo in corsivo. Non capita spesso che un tale intento cinico sia espresso in modo così chiaro. Gli Stati Uniti dicevano che un governo afghano genuinamente progressista ed i diritti delle donne afghane potevano andare all’inferno.
Sei mesi dopo, i sovietici fecero la loro mossa fatale in Afghanistan in risposta alla minaccia jihadista creata dagli americani alle loro porte.
Armati con missili Stinger forniti dalla CIA e celebrati come “combattenti per la libertà” da Margaret Thatcher, i  mujahedin  alla fine cacciarono l’Armata Rossa dall’Afghanistan.
Definendosi ora l'”Alleanza del Nord”, i Mujahedin erano dominati da signori della guerra che controllavano il commercio di eroina e terrorizzavano le donne rurali.
I talebani erano una fazione ultra-puritana, i cui mullah vestivano di nero e punivano banditismo, stupri e omicidi ma bandivano le donne dalla vita pubblica.
Negli anni ’80, ho preso contatto con l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan, conosciuta come RAWA, che aveva cercato di allertare il mondo sulla sofferenza delle donne afgane. Durante il periodo dei talebani, nascondevano le telecamere sotto il  burqa  per filmare le prove delle atrocità, e facevano lo stesso per esporre la brutalità dei mujahedin sostenuti dall’occidente  . ‘Marina’ di RAWA mi ha detto: “Abbiamo portato la videocassetta a tutti i principali gruppi di media, ma non volevano sapere…”
Nel 1996, il governo illuminato del PDPA cadde. Il presidente, Mohammad Najibullah, era andato alle Nazioni Unite per chiedere aiuto. Al suo ritorno, fu impiccato a un lampione.
“Confesso che [i paesi] sono pezzi su una scacchiera “, disse Lord Curzon nel 1898, “su cui si sta svolgendo una grande partita per il dominio del mondo”.
Il viceré dell’India si riferiva in particolare all’Afghanistan. Un secolo dopo, il primo ministro Tony Blair ha usato parole leggermente diverse.
“Questo è un momento da cogliere”, dichiarò dopo l’11 settembre. “ Il caleidoscopio è stato scosso. I pezzi sono in movimento. Presto si sistemeranno di nuovo. Prima che lo facciano, riordiniamo questo mondo intorno a noi”.
Sull’Afghanistan aggiunse: “Non ce ne andremo [ma assicureremo] una via d’uscita dalla povertà che è la sua miserabile esistenza”.
Blair ha fatto eco al suo mentore, il presidente George W. Bush, che ha parlato alle vittime delle sue bombe dallo Studio Ovale: “Il popolo oppresso dell’Afghanistan conoscerà la generosità dell’America. Mentre colpiamo obiettivi militari, lasceremo anche cibo, medicine e rifornimenti agli affamati e ai sofferenti… ”
Quasi ogni parola era falsa. Le loro dichiarazioni di preoccupazione erano crudeli illusioni per una ferocia imperiale che “noi” in Occidente raramente riconosciamo come tale.
Nel 2001, l’Afghanistan è stato colpito e dipendeva dai convogli di emergenza dal Pakistan.
Come ha riferito il giornalista Jonathan Steele, l’invasione ha causato indirettamente la morte di circa 20.000 persone poiché le forniture alle vittime della siccità sono state interrotte e le persone sono fuggite dalle loro case.
Circa 18 mesi dopo, ho trovato bombe a grappolo americane inesplose tra le macerie di Kabul, spesso scambiate per pacchi di soccorso gialli lanciati dall’aria. Hanno fatto esplodere le membra dei bambini affamati e in cerca di cibo.
Nel villaggio di Bibi Maru, ho visto una donna di nome Orifa inginocchiarsi presso le tombe di suo marito, Gul Ahmed, un tessitore di tappeti, e di altri sette membri della sua famiglia, inclusi sei bambini e due bambini che sono stati uccisi nella porta accanto.
Un aereo americano F-16 era uscito da un cielo azzurro e aveva sganciato una bomba Mk82 da 500 libbre sulla casa di fango, pietra e paglia di Orifa. Orifa era assente in quel momento. Quando tornò, raccolse le parti del corpo.
Mesi dopo, un gruppo di americani arrivò da Kabul e le diede una busta con quindici biglietti: un totale di 15 dollari. “Due dollari per ciascuno dei miei familiari uccisi”, ha raccontato.

L’invasione dell’Afghanistan è stata una frode.
Sulla scia dell’11 settembre, i talebani hanno cercato di prendere le distanze da Osama Bin Laden. Erano, per molti aspetti, un cliente americano con il quale l’amministrazione di Bill Clinton aveva fatto una serie di accordi segreti per consentire la costruzione di un gasdotto da 3 miliardi di dollari da parte di un consorzio di compagnie petrolifere statunitensi.
In massima segretezza, i leader talebani erano stati invitati negli Stati Uniti e intrattenuti dall’amministratore delegato della compagnia Unocal nella sua villa in Texas e dalla CIA nel suo quartier generale in Virginia.
Uno degli affaristi fu Dick Cheney, in seguito vicepresidente di George W. Bush.
Nel 2010, ero a Washington e ho organizzato un colloquio con la mente dell’era moderna di sofferenza dell’Afghanistan, Zbigniew Brzezinski. Gli ho citato la sua autobiografia in cui ammetteva che il suo grande piano per attirare i sovietici in Afghanistan aveva creato “alcuni musulmani agitati”.
“Hai qualche rimpianto?” Ho chiesto.
“Rimpianti! Rimpianti! Quali rimpianti?”
Quando guardiamo le attuali scene di panico all’aeroporto di Kabul e ascoltiamo giornalisti e generali in lontani studi televisivi che lamentano il ritiro della “nostra protezione”, non è il momento di prestare attenzione alla verità del passato in modo che tutta questa sofferenza non accada mai? ancora?

*Uno dei più grandi giornalisti viventi. Il film di John Pilger del 2003, “Breaking the Silence”, è disponibile per la visione su

http://johnpilger.com/videos/breaking-the-silence-truth-and-lies-in-the-war-on-terror

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-grande-gioco-di-distruggere-i-paesi

Giustizia giusta?

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Ruggiero Capone27 agosto 2021Tempio Pausania, Genova, Livorno: sulla graticola le vittime del sistema

Il trasferimento di Laura Bassani, pubblico ministero di Tempio Pausania che indagava su Ciro Grillo e compagni accusati di stupro, non sarebbe un caso isolato. Certamente far cadere il figlio di Beppe Grillo equivarrebbe a depotenziare l’azione di Governo dei Cinque Stelle, quindi minare gli accordi internazionali di potere stretti all’insaputa degli italiani.

Il sistema si auto-protegge e tutela gli accordi politici e di potere? Questo interrogativo se lo pongono anche le associazioni delle vittime quando notano che l’ex Ad di Ferrovie, Mauro Moretti, condannato in primo e secondo grado per le trentadue vittime del rogo di Viareggio, prima beneficia della prescrizione per l’omicidio colposo nel disastro ferroviario e poi viene nominato nel Cda della Psc, azienda pubblica leader nel settore impiantistico costruzioni e infrastrutture. La Psc è partecipata da Fincantieri e dal Gruppo Cassa depositi e prestiti, e Moretti è entrato nel Cda per poi venir nominato Amministratore delegato.

La stessa regola sembra valga per Genova e la tragedia del crollo del ponte Morandi: lì alcuni funzionari e dirigenti rinviati a giudizio sono ancora a loro posto, a gestire i lavori di Aspi a Genova, in Liguria e, soprattutto il nuovo ponte. È il caso di Paolo Agnese (responsabile dell’ufficio di Aspi della Direzione primo tronco denominato Tecnica) che l’Aspi starebbe mantenendo a supervisionare i lavori, nonostante sia stato rinviato a giudizio per la manutenzione degli stralli del Morandi. Riccardo Rigacci (responsabile dell’ufficio di Aspi della Direzione primo tronco denominato Esercizio; responsabile dell’ufficio di Aspi denominato direzione primo tronco) e Antonino Valenti (responsabile dell’ufficio di Spea denominato Coordinamento direzione lavori; responsabile dell’ufficio di Spea denominato Ufficio tecnico di Sorveglianza autostradale “Utsa” primo tronco) sarebbero troppo funzionali all’azienda, nonostante dalle indagini emerga che in più di cinquant’anni non vi sarebbero mai stati interventi di manutenzione sugli stralli delle pile. Utili ad Aspi o da tutelare per evitare un effetto domino che arrivi sino al gabinetto di potere che ha siglato nel maggio 2021 l’entrata di Cassa depositi e prestiti in Aspi?

Aspi, dopo essere stata per ventidue anni una società privata (lo Stato aveva regalato ai privati le autostrade pagate dagli italiani), controllata da una holding della famiglia Benetton, nel maggio 2021 è ritornata statale: è stata la strada che i poteri hanno individuato per sgravare dalle spalle dei Benetton costi e danni da crollo del ponte Morandi. Aspi fa parte dell’holding Reti Autostradali, che possiede l’88 per cento del capitale sociale e fa riferimento a Cassa depositi e prestiti (oggi ha il pacchetto di controllo col 51 per cento), Blackstone Infrastructure Partners (24,5 per cento) e Macquarie Asset Management (24,5 per cento). Blackstone viene da lontano, è quell’hedge fund costruito dai vertici di Lehman Brothers che hanno lavorato anche per BlackRock. Macquarie Asset Management è una banca d’investimenti australiana, soprannominata “The Millionaire Factory” (la fabbrica dei milionari) garantisce attraverso studi legali ed importanti contratti assicurativi che, la sua planetaria pesca a strascico di quattrini non possa trovare ostacoli come politica, comitati dei cittadini e richieste risarcitorie da parte di eventuali danneggiati da aziende in cui Macquarie ha investito.

Ne deriva che il sistema politico-finanziario-speculativo deve tutelare i propri soldati, ovvero salvarli da inchieste della magistratura, carcere e risarcimenti di danni. I soldati Mauro Moretti, Paolo Agnese, Riccardo Rigacci… sono solo tre nomi in un esercito che solo in Italia vanta poco più di quattro milioni d’arruolati in aziende partecipate, Amministrazioni pubbliche, Parlamenti, tribunali, ministeri, Enti programmatori. L’alta dirigenza di Stato e di partito, e una parte di magistratura e forze di polizia, sono schierati col potere e quindi contro le vittime del sistema. Una battaglia difficile, che il più delle volte vede le vittime soccombere nei tribunali. Perché non si tratta solo d’una loggetta che aggiusta i processi. Di fatto c’è un sistema consolidato, un reticolato fatto di milioni d’interconnessioni, che nessuna associazione delle vittime riuscirebbe a infrangere. A patto che non succeda la tempesta perfetta, o che ai grandi manovratori non convenga un reset come quello del 1992 (Tangentopoli): perché, quasi ventinove anni fa, la Procura di Milano s’inventava “Mani Pulite” su impulso della Segreteria di Stato Usa, questo oggi lo sa anche il meno informato.

È ancor più triste essere vittima alla periferia dell’Impero, nella colonia Italia, che qualcuno vorrebbe trasformare in “gran bagno penale” come la Libia sotto l’Impero Ottomano: lì venivano spediti oppositori e dissidenti, non certo chi operava angherie sul popolo (la Turchia del Pascià premiava chi aveva operato lo stermino armeno). E oggi in Italia si respira mefitico odore di moralisti, tempi bui per chi auspica una giustizia giusta

http://www.opinione.it/societa/2021/08/27/ruggiero-capone_bassani-grillo-strage-viareggio-ponte-morandi/

Nuove partnership crescono

Nel 2014, la Cina ha commissionato uno “studio di ricerca preliminare” per costruire un collegamento ferroviario internazionale con il Pakistan. Nel 2016 questo collegamento ferroviario proposto di 682 km è stato segnalato come parte del corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC) e doveva iniziare la costruzione durante la seconda fase del CPEC tra il 2018-2022. […]

china-pakistan-corridor

Il coinvolgimento della Cina in diversi progetti ferroviari in Pakistan è motivato principalmente da considerazioni commerciali, ma vede anche distinti vantaggi per il suo migliore trasporto e accesso all’Asia centrale e al Golfo Persico, poiché la rete ferroviaria nazionale del Pakistan si collega ai porti marittimi del Pakistan a Karachi e Gwadar.

Gwadar  è il porto che la Cina ha costruito in Pakistan, e che possiede (Ndt)

“Nuovi significativi investimenti hanno avuto luogo a Gwadar per provvedere al commercio afghano, mentre la Cina ha anche sviluppato zone economiche speciali nella regione del Punjab vicino all’Afghanistan”, dice Great  Game India.

(Io penso al  muro  di ferro e  di rame che, secondo il Corano, alzò Alessandro Magno per fermare Gog e Magog)

L’articolo “Una partnership israeliana con i talebani potrebbe mettere Gerusalemme in partita contro l’Iran” proviene da Blondet & Friends.

Ieri e oggi

Era il titolo di una trasmissione condotta inizialmente da Lelio Luttazzi, che viene tuttora riproposta su Rai Storia; anche questo blog ha un glorioso passato: abbiamo iniziato nel 2009 come bondeno.com (quando abbiamo cambiato il provider), poi gradatamente abbiamo assunto l’attuale fisionomia.

Riguardando i primi articoli mi sembra ci fosse una vivacità culturale oggi totalmente spenta tanto da giustificare la dizione epocale aC/pC ante-Covid post-Covid: ecco un articolo del 11 agosto di Bondeno.online

Non vogliono andarsene

bondenocronaca

Ma si,  che figura ci farebbero a credere a una macchinazione, loro che si sono fatti passare sulla testa ogni sorta di complotti, dalla liberalizzazione della circolazione di capitali, alla conclamata virtù delle svendite di settori parassitari, dalla finanziarizzazione alla necessità di licenziare per aiutare un ricambio qualificato e generazionale, della opportunità di affidare i destini delle nazioni a un personale non politico, quei tecnici e competenti autori dei più leggendari fallimenti della storia, per finire con la madre di tutte le congiure, quella che ha convinto pensatori, intellettuali e filosofi dell’impossibilità non solo di determinare una alternativa allo status quo, ma addirittura di immaginarla, colonizzati come siamo dell’ideologia neoliberista.

Così si è sgombrato il campo da ogni ipotesi oppositiva, da ogni azione critica concreta in attesa di “agire l’insurrezione”, affidata non si sa a quale blocco autorevole, dal quale andrebbe esclusa una massa differenziata che socialmente e culturalmente non è assimilabile a quello tradizionale, anche se in gran parte si tratta di ceti proletarizzati, sfruttati talmente da ridurli a nude vite grazie alla precarizzazione.

e il successivo ribadisce il concetto!!

Rincari d’estate

Energia: un’estate di rincari, +230 euro per le famiglie

Che il Covid avrebbe lasciato una scia di rincari ce lo saremmo potuti aspettare ma l’arrivo dell’estate ha dato un’altra accelerata ai prezzi, specialmente quelli dell’energia. 

Nel bel paese continuano a lievitare i costi per trasporti e viaggi, dovuti in particolare agli effetti della pandemia, e l’inflazione continua a salire con un +0,3% nel luglio 2021.

La causa principale dell’aumento dei prezzi non è da ricercare nella “componente vacanze” ma, secondo l’ISTAT, è prettamente da far ricadere sui beni energetici che hanno visto un’impennata di prezzo del 29% per la componente regolamentata e dell’11,2% per quella non regolamentata. 

Un incremento di prezzo di questa portata non si vedeva dal 1996, con un aumento congiunto delle due componenti del 16,9% che ha superato quello registrato durante la crisi del 2008 che era stato del 16,2%.

Come valutare l’aumento del prezzo?

Secondo ARERA, l’incremento delle tariffe energetiche è da ricercare principalmente nei forti aumenti dei prezzi delle materie prime che hanno risentito pesantemente dei rallentamenti dovuti alla pandemia.

Negli ultimi 12 mesi, gli aumenti nel settore dell’energia vedono incrementi generalizzati con il petrolio che fa registrare un +248% e il gas naturale che addirittura tocca un +545%.

Oltre a questo c’è stata la crescita del prezzo dei permessi per l’emissione di C02 che ha influito per il 20% sull’incremento delle bollette. Il costo per l’emissione di una tonnellata di C02 è passato dai 15 euro nel 2019 ai 55,68 euro di agosto 2021 spostando ancora una volta il costo dell’energia verso l’alto. Nella tabella qui sotto è riportato l’andamento dei prezzi per tonnellata di C02 da gennaio ad agosto 2021.

MesePrezzo per tonnellata di CO2
Gennaio33,43 €
Febbraio37,89 €
Marzo40,87 €
Aprile45,22 €
Maggio51,99 €
Giugno52,78 €
Luglio53,28 €
Agosto55,68 €

Bisogna anche pensare che gli incrementi di prezzo sarebbero stati addirittura maggiori se non fosse intervenuto il governo italiano mettendo sul tavolo 1,2 miliardi per arginare ulteriori rincari.

Quali sono gli effetti dei rincari?

I rincari secondo Coldiretti avranno un doppio effetto negativo sia sulle famiglie che sulle imprese nel nostro paese.

Infatti se da un lato l’aumento delle bollette andrà a ridurre il potere di acquisto delle famiglie dall’altro vedrà anche un aumento dei costi delle imprese.

Il mercato dell’energia sta quindi influenzando la situazione di difficoltà post pandemia per entrambe le categorie e si va a sommare agli incrementi già registrati per diverse materie prime, come quelle del settore metallurgico o alimentare, che hanno visto aumenti a doppia cifra.

Per sostenere l’economia il governo, oltre ai fondi già stanziati, sta mettendo in campo tutta una serie di manovre per venire incontro a famiglie e imprese in difficoltà.

Ad esempio per le famiglie italiane sarà attivo il  bonus sociale di sconto per elettricità e gas. Questo è un aiuto per tutti quei nuclei familiari con ISEE inferiore ai 8.265 euro (20mila se con più di 3 figli) che prevede accrediti in bolletta che vadano a ridurne il costo. A beneficiare di questa agevolazione saranno più di 3 milioni di famiglie.

Nell’ambito delle imprese invece ci sarà la proroga dello sconto per le bollette che vedrà coinvolti più di 3,5 milioni di aziende delle classi più colpite dalla pandemia come ristoranti, bar, artigiani e piccoli esercizi commerciali.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/energia-rincari-estate/

Problemi dimenticati

di

Cristofaro Sola04 agosto 2021Il dubbio amletico di Matteo Salvini

Houston, abbiamo un problema. Con l’accelerazione dell’immigrazione illegale dalla sponda africana ieri è stata toccata la cifra record di 29.968 persone sbarcate sulle coste italiane dal 1 gennaio (fonte: ministero dell’Interno – cruscotto statistico immigrazione). Circa il doppio di quelle approdate nello stesso periodo lo scorso anno (14.658) e dieci volte quelle che giunsero nel 2019 (3.923) quando al Viminale c’era Matteo Salvini.

Di questo passo si rischia di sforare quota 100mila sbarchi entro il prossimo 31 dicembre, se non interverranno cambiamenti radicali nella gestione del fenomeno migratorio da parte del ministero dell’Interno. Il leader leghista se la prende con la ministra Luciana Lamorgese, alle cui spalle però si scorgono i profili di due edifici monumentali: Palazzo Chigi e il Quirinale. Lo abbiamo detto in passato, riguardo a una diversa vicenda, e lo ribadiamo adesso con maggiore convinzione: Mario Draghi non è l’essere perfettissimo. Finora ha fatto molte cose giuste ma sul capitolo dell’accoglienza degli immigrati sta sbagliando a non mettere becco nel colpevole immobilismo del Viminale.

In queste ultime ore sull’isola di Lampedusa si sono susseguiti gli sbarchi di centinaia d’immigrati irregolari mentre due navi delle Ong, la Ocean Viking di Sos Mediterranée e la Sea Watch 3 con a bordo rispettivamente 555 e 263 clandestini, fanno rotta verso la perla delle Pelagie provenendo dalle acque antistanti la costa libica. Un numero enorme d’immigrati che vanno a intasare gli hotspot e i centri di accoglienza attivi in Sicilia. Non si può fare. Non si può ricadere nell’incubo nel quale abbiamo vissuto negli anni dei governi di Matteo Renzi e di Paolo Gentiloni. Soprattutto, non lo si può fare con la Lega che è nella maggioranza parlamentare di sostegno a Draghi. Eppure, stringere le maglie di una frontiera meridionale che è tornata a essere un colabrodo non sarebbe un regalo all’ingombrante alleato di governo ma un doveroso atto da spendere per ragioni di sicurezza nazionale. Già, perché a differenza della stagione d’oro (2013-2017) dell’accoglienza illimitata dei clandestini, è sopraggiunta una variabile non prevista che ha inciso profondamente nella vita degli italiani: la pandemia.

leggi tutto su http://www.opinione.it/editoriali/2021/08/04/cristofaro-sola_crisi-migratoria-aumento-flussi-matteo-salvini-lamorgese-viminale-draghi-consenso-partita-a-scacchi/

C’è alternativa

Fonte: La Stampa


È necessario arrivare ad un punto di rottura perché la rottura si realizzi. Dall’inizio della pandemia i popoli di tutto il mondo sono scesi in piazza innumerevoli volte. Gli italiani sembravano sedati da una sorta di ipnosi. Con il green pass il miracolo si è compiuto: le piazze italiane si sono riempite. Ed è interessante notare che in piazza a contestare c’erano non solo i no-vax, ma anche i vaccinati, che, per motivi di principio, protestano per tutelare le libertà costituzionali.
Lo stesso concetto è ribadito da Cacciari nell’articolo di ieri: io mi sono vaccinato, ma la democrazia è libertà di scelta e questa libertà di scelta va difesa. Nel contesto del generale risveglio si pone il pezzo firmato congiuntamente da Cacciari e di Agamben che, bisogna dargliene atto, è stato l’unico ad intervenire dai primi giorni della pandemia con i suoi interventi quotidiani su Quodlibet. Purtroppo la sua voce è stata isolata ed ascoltata solo da minoranze. Per attirare l’attenzione di un numero sufficiente di persone, bisognava esagerare. Ed si è esagerato.
La somministrazione dei vaccini è stata affidata all’esercito per sottolineare il clima di emergenza, di protezione civile in cui ci troviamo. Ma per chi ha la mia età l’idea di una scelta sanitaria imposta dall’esercito ha qualcosa di inquietante come inquietanti suonano le minacce di mandare l’esercito porta a porta a «stanare» i non vaccinati. Analogamente, per quelli della mia generazione, la morte di De Donno evoca il fantasma di Pinelli. Per la mia professione nella comunicazione il primo problema che ha attirato la mia attenzione è stato da subito la mancanza di alternativa imposta al discorso pandemico.

Fin qui Carlo Freccero su La Stampa

L’alternativa ovviamente sono le cure (domiciliari o no) che sono state escluse a priori volontariamente per arrivare a questo punto…