Nuove partnership crescono

Nel 2014, la Cina ha commissionato uno “studio di ricerca preliminare” per costruire un collegamento ferroviario internazionale con il Pakistan. Nel 2016 questo collegamento ferroviario proposto di 682 km è stato segnalato come parte del corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC) e doveva iniziare la costruzione durante la seconda fase del CPEC tra il 2018-2022. […]

china-pakistan-corridor

Il coinvolgimento della Cina in diversi progetti ferroviari in Pakistan è motivato principalmente da considerazioni commerciali, ma vede anche distinti vantaggi per il suo migliore trasporto e accesso all’Asia centrale e al Golfo Persico, poiché la rete ferroviaria nazionale del Pakistan si collega ai porti marittimi del Pakistan a Karachi e Gwadar.

Gwadar  è il porto che la Cina ha costruito in Pakistan, e che possiede (Ndt)

“Nuovi significativi investimenti hanno avuto luogo a Gwadar per provvedere al commercio afghano, mentre la Cina ha anche sviluppato zone economiche speciali nella regione del Punjab vicino all’Afghanistan”, dice Great  Game India.

(Io penso al  muro  di ferro e  di rame che, secondo il Corano, alzò Alessandro Magno per fermare Gog e Magog)

L’articolo “Una partnership israeliana con i talebani potrebbe mettere Gerusalemme in partita contro l’Iran” proviene da Blondet & Friends.

Rincari d’estate

Energia: un’estate di rincari, +230 euro per le famiglie

Che il Covid avrebbe lasciato una scia di rincari ce lo saremmo potuti aspettare ma l’arrivo dell’estate ha dato un’altra accelerata ai prezzi, specialmente quelli dell’energia. 

Nel bel paese continuano a lievitare i costi per trasporti e viaggi, dovuti in particolare agli effetti della pandemia, e l’inflazione continua a salire con un +0,3% nel luglio 2021.

La causa principale dell’aumento dei prezzi non è da ricercare nella “componente vacanze” ma, secondo l’ISTAT, è prettamente da far ricadere sui beni energetici che hanno visto un’impennata di prezzo del 29% per la componente regolamentata e dell’11,2% per quella non regolamentata. 

Un incremento di prezzo di questa portata non si vedeva dal 1996, con un aumento congiunto delle due componenti del 16,9% che ha superato quello registrato durante la crisi del 2008 che era stato del 16,2%.

Come valutare l’aumento del prezzo?

Secondo ARERA, l’incremento delle tariffe energetiche è da ricercare principalmente nei forti aumenti dei prezzi delle materie prime che hanno risentito pesantemente dei rallentamenti dovuti alla pandemia.

Negli ultimi 12 mesi, gli aumenti nel settore dell’energia vedono incrementi generalizzati con il petrolio che fa registrare un +248% e il gas naturale che addirittura tocca un +545%.

Oltre a questo c’è stata la crescita del prezzo dei permessi per l’emissione di C02 che ha influito per il 20% sull’incremento delle bollette. Il costo per l’emissione di una tonnellata di C02 è passato dai 15 euro nel 2019 ai 55,68 euro di agosto 2021 spostando ancora una volta il costo dell’energia verso l’alto. Nella tabella qui sotto è riportato l’andamento dei prezzi per tonnellata di C02 da gennaio ad agosto 2021.

MesePrezzo per tonnellata di CO2
Gennaio33,43 €
Febbraio37,89 €
Marzo40,87 €
Aprile45,22 €
Maggio51,99 €
Giugno52,78 €
Luglio53,28 €
Agosto55,68 €

Bisogna anche pensare che gli incrementi di prezzo sarebbero stati addirittura maggiori se non fosse intervenuto il governo italiano mettendo sul tavolo 1,2 miliardi per arginare ulteriori rincari.

Quali sono gli effetti dei rincari?

I rincari secondo Coldiretti avranno un doppio effetto negativo sia sulle famiglie che sulle imprese nel nostro paese.

Infatti se da un lato l’aumento delle bollette andrà a ridurre il potere di acquisto delle famiglie dall’altro vedrà anche un aumento dei costi delle imprese.

Il mercato dell’energia sta quindi influenzando la situazione di difficoltà post pandemia per entrambe le categorie e si va a sommare agli incrementi già registrati per diverse materie prime, come quelle del settore metallurgico o alimentare, che hanno visto aumenti a doppia cifra.

Per sostenere l’economia il governo, oltre ai fondi già stanziati, sta mettendo in campo tutta una serie di manovre per venire incontro a famiglie e imprese in difficoltà.

Ad esempio per le famiglie italiane sarà attivo il  bonus sociale di sconto per elettricità e gas. Questo è un aiuto per tutti quei nuclei familiari con ISEE inferiore ai 8.265 euro (20mila se con più di 3 figli) che prevede accrediti in bolletta che vadano a ridurne il costo. A beneficiare di questa agevolazione saranno più di 3 milioni di famiglie.

Nell’ambito delle imprese invece ci sarà la proroga dello sconto per le bollette che vedrà coinvolti più di 3,5 milioni di aziende delle classi più colpite dalla pandemia come ristoranti, bar, artigiani e piccoli esercizi commerciali.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/energia-rincari-estate/

Problemi dimenticati

di

Cristofaro Sola04 agosto 2021Il dubbio amletico di Matteo Salvini

Houston, abbiamo un problema. Con l’accelerazione dell’immigrazione illegale dalla sponda africana ieri è stata toccata la cifra record di 29.968 persone sbarcate sulle coste italiane dal 1 gennaio (fonte: ministero dell’Interno – cruscotto statistico immigrazione). Circa il doppio di quelle approdate nello stesso periodo lo scorso anno (14.658) e dieci volte quelle che giunsero nel 2019 (3.923) quando al Viminale c’era Matteo Salvini.

Di questo passo si rischia di sforare quota 100mila sbarchi entro il prossimo 31 dicembre, se non interverranno cambiamenti radicali nella gestione del fenomeno migratorio da parte del ministero dell’Interno. Il leader leghista se la prende con la ministra Luciana Lamorgese, alle cui spalle però si scorgono i profili di due edifici monumentali: Palazzo Chigi e il Quirinale. Lo abbiamo detto in passato, riguardo a una diversa vicenda, e lo ribadiamo adesso con maggiore convinzione: Mario Draghi non è l’essere perfettissimo. Finora ha fatto molte cose giuste ma sul capitolo dell’accoglienza degli immigrati sta sbagliando a non mettere becco nel colpevole immobilismo del Viminale.

In queste ultime ore sull’isola di Lampedusa si sono susseguiti gli sbarchi di centinaia d’immigrati irregolari mentre due navi delle Ong, la Ocean Viking di Sos Mediterranée e la Sea Watch 3 con a bordo rispettivamente 555 e 263 clandestini, fanno rotta verso la perla delle Pelagie provenendo dalle acque antistanti la costa libica. Un numero enorme d’immigrati che vanno a intasare gli hotspot e i centri di accoglienza attivi in Sicilia. Non si può fare. Non si può ricadere nell’incubo nel quale abbiamo vissuto negli anni dei governi di Matteo Renzi e di Paolo Gentiloni. Soprattutto, non lo si può fare con la Lega che è nella maggioranza parlamentare di sostegno a Draghi. Eppure, stringere le maglie di una frontiera meridionale che è tornata a essere un colabrodo non sarebbe un regalo all’ingombrante alleato di governo ma un doveroso atto da spendere per ragioni di sicurezza nazionale. Già, perché a differenza della stagione d’oro (2013-2017) dell’accoglienza illimitata dei clandestini, è sopraggiunta una variabile non prevista che ha inciso profondamente nella vita degli italiani: la pandemia.

leggi tutto su http://www.opinione.it/editoriali/2021/08/04/cristofaro-sola_crisi-migratoria-aumento-flussi-matteo-salvini-lamorgese-viminale-draghi-consenso-partita-a-scacchi/

Macron le con

Il cosiddetto green pass è qualcosa di veramente abominevole, sia per la sua totale inutilità, sia per la garrota che mette al collo delle libertà più elementari e non ultimo per il suo nome, ovviamente nella lingua ufficiale e autorizzata della menzogna, che non centra niente con un permesso vaccinale, ma come ogni cosa nella cattività contemporanea, allude ad altro, cerca di sfuggire alle proprie responsabilità. E ci avrei giurato che proprio l’impiegatuccio dei Rothschild, ovvero Macron sarebbe stato il primo a saltare il fosso e a proporre la segregazione dei non vaccinati dai locali pubblici ad onta del fatto che siano proprio i vaccinati i maggiori diffusori del morto che infuria sui media e non nel mondo reale. Certo ha sfidato i francesi che infatti stanno dimostrando nelle piazze, ma a lui importa pochissimo: come presidente e come politico è già bruciato e l’unica soluzione per lui di rimanere a galla è mostrarsi quanto più ligio possibile ai poteri che lo hanno creato dal nulla o forse biblicamente dal fango e ne hanno accuratamente orchestrato l’elezione.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/18/macron-con-153103/

La nostra vocazione

Fonte: Il Cambiamento

Nel seguire l’impossibile coesistenza di un sistema della crescita infinita in un pianeta dalle risorse finite, l’Italia ha stravolto la sua natura e vocazione. Scimmiottando i paesi anglosassoni si è pensato di competere sul piano della potenza industriale. Una gara che ci ha visto sempre rincorrere affannosamente anche per la mancanza di risorse interne di fonti fossili e ora per l’impossibilità di uscire economicamente vincitori da una competizione con paesi come la Cina.

Inoltre una industrializzazione senza freni e scrupoli, ha il non indifferente contraccolpo della distruzione ambientale, quindi delle nostre risorse e ricchezze. L’Italia infatti è storicamente un paese a vocazione agricola e artigianale. La capacità di produrre con la nostra inventiva e le nostre mani si riflette anche nelle bellezze artistiche che ci sono sulla penisola in una innumerevole quantità.

Non è certo un caso che l’Italia sia meta turistica ambita anche per le sue realizzazioni create da persone di una capacità artigianale eccezionale che erano lo specchio di una conoscenza diffusa nella popolazione. Che gli italiani siano ottimi artigiani dalla grande creatività è un fatto evidente. Inoltre la nostra ricchezza e varietà dal punto di vista agricolo e alimentare è testimoniata anche dal movimento Slow Food diffuso a livello internazionale. Dove se non in Italia una realtà con queste caratteristiche poteva nascere? Un paese dove cresce una varietà e qualità strepitosa di piante commestibili e alberi da frutto, dove in ogni angolo, anche il più remoto, c’è una specialità alimentare.

Tutto questo è stato progressivamente messo in pericolo dalla massiccia e costante importazione di “cinafrusaglie” e di cibo spazzatura prodotto da paesi che hanno una cultura e ricchezza del cibo neanche lontanamente paragonabile a quella italiana. Cibo e altri prodotti realizzati con prezzi ambientali e umani altissimi e quindi conseguentemente con costi irrisori. Come si fa a competere con chi utilizza milioni di lavoratori super sfruttati e pagati miserie e non mette in nessun conto i disastri ambientali che provoca nella realizzazione delle merci?

Tentare di competere su piani che ci vedono sconfitti in partenza, non solo è illusorio ma assai poco intelligente e per nulla lungimirante. Non è certo correndo la corsa alla produzione illimitata di merci, per lo più superflue e dannose per l’ambiente, che faremo un servizio al nostro paese che invece deve necessariamente ritrovare la sua inclinazione, la sua natura che è il saper fare e il saper coltivare. Artigianato, agricoltura e benessere quindi sono la risposta, laddove il nostro “saperci godere la vita” ci è invidiato proprio da quei paesi anglosassoni e non, continuamente protesi alla performance, al segno più, mentre la loro vita si consuma in grafici e numeri

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Rivincita del treno

E’ stata pertanto creata nel 2008 una joint venture comprendente Deutsche BahnKasachstan Temir ScholyChina Railway Corporation e Russian Railways Company, che ha reso possibile percorrere la tratta ferroviaria tra la Cina e la Germania, attraverso il territorio russo, in soli diciotto giorni (cfr. la cartina allegata).

La soluzione ferroviaria presenta numerosi vantaggi rispetto al trasporto aereo e marittimo: il treno è, infatti, due volte meno caro dell’aereo e due volte più veloce della nave. Si tratta, pertanto di una soluzione assai vantaggiosa.


[1] Nelly Didelot, Entre la Chine et l’Europe, le fret mène grand train, Libération, 10 febbraio 2021

[2] Ibid.

Interconnessioni ferroviarie tra Cina ed Europa

Traversata nel deserto e partenza

Inizialmente la domanda di mercato è stata scarsa, cosicchè i convogli non avevano una cadenza regolare e i treni effettuavano spesso il viaggio di ritorno a vuoto. Inoltre, per far fronte alle rigide temperature degli inverni continentali, si è resa necessaria l’installazione di impianti di riscaldamento in grado di proteggere gli schermi dei prodotti elettronici, generando costi aggiuntivi. Ma i protagonisti dell’impresa hanno perseverato fin quando, dal 2011, i loro sforzi hanno cominciato a dare frutti. Nel gennaio del 2017, una notiziola confidenziale ha attratto l’attenzione degli esperti: un lungo treno pieno di merci, proveniente da Yiwu (città-contea della provincia dello Zhejiang) era giunto a Londra, nella stazione di Barking, dopo soli 16 giorni di viaggio. Il tunnel della Manica consente a Londra, la capitale affacciata sul mare, di essere un terminal del trasporto ferroviario euroasiatico.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/l-esplosivo-sviluppo-del-trasporto-merci-ferroviario-euroasiatico-e-le-sue-conseguenze-economiche-e-geopolitichedi

Cambogia

Se c’è un Paese che può essere la dimostrazione del lato oscuro dei vaccini quello è proprio la Cambogia, della quale si parla pochissimo non solo perché è in fondo all’Indocina dove lo sguardo non si posa quasi mai, ma perché costituisce uno scandalo per l’occidente. Uno scandalo per gli 800 mila cambogiani che vennero uccisi dai bombardamenti americani nel tentativo di chiudere il sentiero di Ho Ci Min, una immensa ecatombe collaterale; uno scandalo per la feroce dittatura di Pol Pot che nacque proprio a seguito di quella strage al napalm che oltretutto rovinò una consistente parte dei terreni agricoli provocando carestie; uno scandalo perché a porre fine a quella follia non furono gli stella striscianti, ma proprio i comunisti cambogiani aiutati e sostenuti dal Vietnam. E ora ancora una volta costituisce uno scandalo perché i numeri covid non si adattano alla narrazione ufficiale occidentale e soprattutto alla mistificazione dei vaccini come unica strada di salvezza invece che come opaco esperimento condotto sopra la testa delle persone.

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Agricoltura e Big Tech

Oltre 55 associazioni dell’agricoltura indiana che comprendono oltre cento milioni di contadini hanno pubblicato una lettera – manifesto in cui sostengono che la “digitalizzazione non regolamentata ” è di fatto lo strumento con il quale attuare la ” decimazione” degli agricoltori che il governo vuole attuare con le nuove leggi e che il “nuovo petrolio” costituito dai dati  darà potere alle piattaforme che li detengono di decidere cosa deve essere prodotto, in quali quantità e da chi. Consegnare tutte le informazioni sul settore a Microsoft e ad altri pone il potere nelle loro mani: il potere di plasmare il settore a propria immagine. E il risultato finale  è facilmente immaginabile: decine di milioni di disoccupati e sottoccupati privati ​​dei loro mezzi di produzione, la secolare conoscenza delle pratiche culturali tramandata di generazione in generazione perduta, i legami tra gli esseri umani e la terra ridotti a una distopia tecnocrazia guidata dall’intelligenza artificiale in conformità con i principi del capitalismo neoliberista.

Ecco perché l’aumento dei contagi e dei morti è arrivato a “proteggere” questo accordo tra il governo indiano e Microsoft con un temporaneo coprifuoco di paura che non facesse divampare la polemica su questo specifico accordo che è poi quello che sostanzia la nuova legislazione pro multinazionali, che il governo vuole varare. E dire che il fondatore di questo monopolista informatico era stato scacciato dall’India per i problemi creati con le vaccinazioni, attuate su bambini senza il consenso dei genitori e senza a nemmeno dichiarare che stava conducendo una sperimentazione clinica. Dopo la vaccinazione, molti dei bambini partecipanti si sono ammalati e sette di loro sono morti. Tali erano i  risultati  di una commissione parlamentare incaricata di  indagare su  questa disgraziata vicenda. Il comitato ha accusato la Ong che operava per conto della Fondazione Gates,  di “abusi sui minori” e ha prodotto  una serie di prove  a sostegno della sua affermazione. L’intero incidente è stato registrato a malapena dei media occidentali, così come l’accordo che riguarda Microsoft è passato sotto totale silenzio, coperto dalla breve apocalisse indiana di cui già non si parla più.

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Gli F-35 bombardano Gaza

Il portavoce delle Forze israeliane Zilberman, annunciando l’inizio del bombardamento di Gaza, ha specificato che «prendono parte all’operazione 80 caccia, inclusi gli avanzati F-35» (The Times of Israel, 11 maggio 2021). È ufficialmente il battesimo di fuoco del caccia di quinta generazione della statunitense Lockheed Martin, alla cui produzione partecipa anche l’Italia quale partner di secondo livello.

Israele, che ha già ricevuto dagli Usa 27 F-35, ha deciso lo scorso febbraio di acquistarne non più 50 ma 75. A tal fine il governo ha decretato un ulteriore stanziamento di 9 miliardi di dollari: 7 provenienti dall’«aiuto» militare gratuito di 28 miliardi concesso dagli Usa a Israele, 2 concessi come prestito dalla Citibank statunitense.

Mentre i piloti israeliani di F-35 vengono addestrati dalla U.S. Air Force in Arizona e in Israele, il Genio dello US Army costruisce in Israele speciali hangar rinforzati per gli F-35, adatti sia per la massima protezione dei caccia a terra, sia per il loro decollo rapido quando vanno all’attacco. Allo stesso tempo le industrie militari israeliane (Israel Aerospace ed Elbit Systems), in stretto coordinamento con la Lockheed Martin, potenziano il caccia, ribattezzato «Adir» (Potente): soprattutto la sua capacità di penetrare le difese nemiche e il suo raggio d’azione, che è stato quasi raddoppiato.

Capacità non certo necessarie per attaccare Gaza. Perché allora vengono impiegati contro i palestinesi i più avanzati caccia di quinta generazione? Perché serve a testare gli F-35 e i piloti in un’azione bellica reale, usando le case di Gaza come bersagli del poligono di tiro. Poco importa se, nelle case-bersaglio, ci sono intere famiglie.

Gli F-35A, che si aggiungono alle centinaia di cacciabombardieri già forniti dagli Usa a Israele, sono progettati per l’attacco nucleare, in particolare con la nuova bomba B61-12 che gli Stati uniti, oltre a schierare tra poco in Italia e altri paesi europei, forniranno anche a Israele, unica potenza nucleare in Medioriente, con un arsenale stimato in 100-400 armi nucleari. Se Israele raddoppia il raggio d’azione degli F-35 e sta per ricevere dagli Usa 8 aerei cisterna Pegasus della Boeing per il rifornimento in volo degli F-35, è perché si prepara a sferrare un attacco, anche nucleare, contro l’Iran.

Le forze nucleari israeliane sono integrate nel sistema elettronico Nato, nel quadro del «Programma di cooperazione individuale» con Israele, paese che, pur non essendo membro della Alleanza, è integrato con una missione permanente nel quartier generale della Nato a Bruxelles. Nello stesso quadro, la Germania ha fornito a Israele 6 sottomarini Dolphin modificati per il lancio di missili nucleari (come ha documentato Der Spiegel nel 2012).

La cooperazione militare dell’Italia con Israele è divenuta legge della Repubblica (Legge 17 maggio 2005 n° 94). Essa stabilisce una cooperazione a tutto campo, sia tra le forze armate che tra le industrie militari, comprese attività che restano segrete perché soggette all’«Accordo di sicurezza» tra le due parti.

Israele ha fornito all’Italia il satellite Opsat-3000, che trasmette immagini ad altissima risoluzione per operazioni militari in lontani teatri bellici. Il satellite è collegato a tre centri in Italia e, allo stesso tempo, a un quarto centro in Israele, a riprova della sempre più stretta collaborazione strategica tra i due paesi.

L’Italia ha fornito a Israele 30 caccia Aermacchi della Leonardo, per l’addestramento dei piloti. Ora può fornirgli una nuova versione, l’M-346 FA (Fighter Attack), che – specifica la Leonardo – serve allo stesso tempo per l’addestramento e per «missioni di attacco al suolo con munizionamenti di caduta da 500 libbre e munizionamenti di precisione capaci di aumentare il numero di obiettivi da colpire contemporaneamente». La nuova versione del caccia – sottolinea la Leonardo – è particolarmente adatta a «missioni in aree urbane», dove caccia pesanti «vengono spesso utilizzati in missioni poco paganti e con alti costi operativi». L’ideale per i prossimi bombardamenti israeliani su Gaza, che potranno essere effettuati con «un costo per ora di volo che si riduce fino all’80%», e saranno molto «paganti», ossia uccideranno molti più palestinesi.

Manlio Dinucci

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/gli-f-35-bombardano-gaza

Gli indifferenti

Niente come l’essere socialmente soli, separati, divisi, emarginati dalle nostre stesse speranze, porta al conformismo più assoluto e alla sua insensata pretesa di essere innocente. E’ del tutto inutile protestare per i palestinesi se non si protesta anche contro la condizione in cui siamo e alla quale non sappiamo reagire. Come diceva Gramsci:  “il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare”.  

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