Cupio dissolvi

Se uno legge come è cambiata nel tempo l’idea di società: http://gabriellagiudici.it/societa/#more-28664

e come di questo processo la stragrande maggioranza delle persone non abbia mai letto nulla (e meno in futuro ne leggerà con l’abolizione della filosofia nei licei) ci si domanda per quale caso fortunato l’umanità non si sia ancora distrutta.

Tuttavia, vedendo nelle odierne cronache chiari i segni di quella che Freud, circa un centinaio di anni fa aveva identificato come nevrosi:

L’istinto di morte celato nella coazione a ripetere.

Lo scopo ultimo dell’istinto di morte è la distruzione dell’individuo, ma si può esprimere anche in modi più pacati come nella coazione a ripetere. La coazione a ripetere è il fenomeno per il quale l’individuo continua a ripetere un’azione dalle conseguenze spiacevoli e negative. Freud osservò questo meccanismo per la prima volta nelle nevrosi e inizialmente lo classificò come una manifestazione della censura. La riscoperta dell’istinto di morte permette una nuova lettura: la coazione a ripetere è espressione del desiderio di giungere alla distruzione cioè a quello stato di non vita da cui originiamo.

Si può tranquillamente pensare che i nostri desideri inconsci stiano per essere esauditi.

 

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Insoddisfatti ma non alternativi

http://contropiano.org/images/Krastev_Aspenia651.pdf

“Le proteste differivano, ma gli slogan erano incredibilmente simili: ai quattro angoli del globo i manifestanti si scagliavano contro la corruzione delle élite, le crescenti diseguaglianze economiche, la mancanza di solidarietà e di giustizia sociale e il disprezzo per la dignità umana. ”

“Oggi, il sistema non interessa quasi più a nessuno. La rivoluzione attuale non è fatta di lettori; gli odierni studenti radicali si preoccupano solo di come essi stessi vivono il sistema, non della sua natura e dei meccanismi che lo governano. Non pensando in termini di gruppi sociali, questi ragazzi hanno un’esperienza comune, ma mancano di un’identità collettiva”.

Masse senza progetto e “cambiatori del mondo” senza masse; impotenti per mancanza di idee o di “risorse umane”. Che potrebbe volere di più, il potere?

http://contropiano.org/documenti/item/24962-per-fortuna-sono-proteste-senza-progetto-parola-di-aspen

 

Miti e masse

Si chiede Marino Badiale “Perché la gente non si ribella?

A parte le ovvie difficoltà pratiche, abbiamo già avuto occasione di citare in questo blog l’origine del mito delle masse che si ribellano in Sorel; questo significa che, più dell’ignoranza, hanno potere su di noi (ci possiedono dice Fusaro) le fedi.

Qui bisognerebbe aprire un’ampia digressione sul pensiero mitico che non è assolutamente da considerare inferiore a quello c.d. scientifico (che può diventare, a sua volta, scientismo).

Il problema sorge quando, per varie ragioni, accettiamo qualcosa come postulato (ad es. il progresso storico o l’importanza del popolo) senza mai rimetterlo in discussione.

Infatti la maggior parte dei sistemi di controllo esercitati da chi ha o vuole il potere, non fa che rafforzare attraverso la propaganda (istituita originariamente dalla Chiesa Cattolica nel 1622) forme di pensiero pre-confezionate pronte da usare contro gli “avversari” (di solito fittizi, per sviare l’attenzione).

Tornando a noi, ormai abituati a vedere la realtà attraverso uno schermo (TV, computer, smartphone, LIM) non c’è da meravigliarsi della facilità con cui possiamo essere ingannati (e controllati) e della difficoltà di intrecciare normali rapporti umani; figuriamoci poi  fare la rivoluzione!

Si consiglia la lettura di Sherry Turkle, Insieme ma soli. Perché ci aspettiamo sempre più dalla tecnologia e sempre meno dagli altri (anche in e-book a 10 euro) Vedi scheda su IBS

Centenario McLuhan

Mostra fotografico-documentaria

Messaggio o Massaggio?

Giochi d’immagine in Marshall McLuhan

A cura di Paolo Granata e Elena Lamberti

20-23 aprile 2011, Bologna, Piazza del Nettuno

Nell’ambito del Future Film Festival 2011

La mostra inedita Messaggio o Massaggio? Giochi d’immagine in Marshall McLuhan, a cura di Paolo Granata e Elena Lamberti, propone un mosaico di immagini tratte dai libri meno conosciuti di Marshall McLuhan, pubblicati tra il 1967 e il 1969 quando il teorico canadese era all’apice della fama, osannato quale “alto prelato della cultura pop” e “metafisico dei media”. Sono libri costruiti sull’idea di un punto di vista mobile, proposto in un collage narrativo che giustappone, accanto a riflessioni provocatorie e paradossali su vecchi e nuovi media, icone del contemporaneo e le riconfigura in una sorta di scrittura visiva suggestiva e potente. Un punto di vista mobile sperimentato fin dal primo volume pubblicato nel 1954 da un giovane Marshall McLuhan, allora professore di letteratura inglese all’Università di Toronto: La sposa meccanica. Il folclore dell’uomo industriale «usa immagina visive tipiche del nostro ambiente e le disloca attribuendo ad esse un significato dopo averle esaminate attentamente».

Sulla scia di queste riflessioni, la mostra propone un percorso fotografico che è ad un tempo omaggio alla ricerca mcluhaniana e gioco iconografico, testimonianza di un modus operandi e sfida ludica. L’idea è quella di utilizzare i simboli visivi altrove “impiegati nel tentativo di paralizzare la mente” come mezzi per darle, invece, energia. In volumi quali Il medium è il “massaggio” (1967), War and Peace in the Global Village (1968), Counterblast (1969), così come nel gioco di carte progettato da McLuhan, il Dew-Line Deck, le immagini usate per massaggiare la mente sono dunque decontestualizzate e sovrapposte, proprio per rompere il meccanismo ipnotico, suggerendo nuovi spunti per comprendere la società. D’altronde, in una delle sue provocazioni McLuhan ci aveva avvertito: «Il futuro del libro è nella fascetta pubblicitaria!», intendendo con ciò una riflessione in aperta polemica nei confronti dei paradigmi stessi della scrittura, che suona d’altronde come un invito a cogliere le potenzialità delle forme espressive post-tipografiche.

Seguendo questa idea, la mostra propone una selezione di immagini tratte da questi volumi con l’intenzione di trasformale in sonde iconiche per esplorare ed esplorarci. Il colpo d’occhio, la visione d’insieme, così come i singoli frammenti diventano indizi di un’idea fondante del pensiero di McLuhan: applicare il metodo dell’analisi artistica alla valutazione critica della società. È la tecnica che porta ognuno di noi ad essere artista ovvero “individuo dalla consapevolezza integrale”: al centro delle immagini stanno, infatti, i fruitori, laddove l’osservazione diventa una pratica d’azione fortemente inclusiva, nella quale tutti sono coinvolti. Spetta al fruitore, dunque, giocare con le immagini, e cogliere nel massaggio (percettivo) il proprio messaggio (cognitivo).

Passioni per il dialogo. Da Gerusalemme a Città del Capo

Mercoledì 2 marzo un seminario sul conflitto isaraelo-palestinese con Vittorio Iervese


Ahlam Shibli, Trackers 54, 2005, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Mercoledì 2 marzo, alle ore 21, gli spazi della mostra Breaking News. Fotografia contemporanea da Medio Oriente ed Africa all’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena ospiteranno la conferenza di Vittorio Iervese Coloni, eredi, pionieri: la questione degli insediamenti nel conflitto israelo-palestinese. Ultimo appuntamento di Passioni per il dialogo. Da Gerusalemme a Città del Capo, l’incontro rivolge l’attenzione su quella fascia di terra contesa. In un Medio Oriente in pieno fermento, un ruolo fondamentale è infatti rappresentato dalla questione degli insediamenti (settlements), nodo cruciale per qualsiasi tentativo di dialogo tra israeliani e palestinesi. Con l’ausilio di materiali filmici inediti, il seminario proverà a raccontare le storie controverse di chi vive quotidianamente una realtà di scontri e speranze.

L’incontro, a cura degli Amici della Musica di Modena e della Facoltà di Lettere e Filosofia – Università di Modena e Reggio Emilia, è a ingresso gratuito e non richiede prenotazione (per informazioni: tel 059 372467 – segreteria@amicidellamusica.info).

La conferenza sarà preceduta, alle ore 20, da una breve visita guidata alla mostra Breaking News. Fotografia contemporanea da Medio Oriente ed Africa.

Vittorio Iervese è ricercatore in Sociologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Si occupa di analisi e gestione dei conflitti, comunicazione interculturale e sociologia visuale. Ha recentemente svolto una ricerca nei territori occupati palestinesi sul tema: “Psycho-Social Well-being for Children in West Bank”. E’ in corso di pubblicazione per Palgrave McMillan il volume: “Children in the Occupied Palestinian Territories between protection and promotion. Analysis and possible action”.

Altri eventi collaterali

BREAKING NEWS. Visite guidate alla mostra
Sabato 12 febbraio, ore 11, ingresso gratuito

Sabato 12 marzo, ore 11, ingresso gratuito
Ex Ospedale Sant’Agostino, via Emilia Centro 228, Modena
Info e prenotazioni: tel 335 1621739, info@mostre.fondazione-crmo.it

Il mondo nuovo

E’ il titolo di un famoso romanzo di Aldous Huxley (Brave New World, 1932) che stupisce ancor oggi per la attualità di alcune sue profezie;  più in particolare questo filone che tratta di futuri possibili, ma non necessariamente positivi, viene definito distopia, vale a dire una utopia negativa, particolarmente coltivato in ambito anglosassone (come tutta la fantascienza del resto), i cui esempi più famosi e stracitati sono 1984 di G.Orwell (pseudonimo di Eric Blair, anno di edizione 1949) e Il mondo nuovo (Brave new world, 1932) di A.Huxley.

Quest’ultimo romanzo è ambientato nell’anno 632 dopo Ford (!) e una dittatura assicura la stabilità del sistema propugnando il motto Comunità, Identità, Stabilità con un rigoroso controllo delle nascite che dà a un ristretto gruppo di cittadini di classe Alfa, concepiti in provetta, il potere su tutti gli altri; un potere” benevolo” però, infatti, come dimostrerà il Grande Controllore al protagonista ribelle, la libertà nuoce alla felicità.

Probabilmente già da queste poche righe avrete rilevato alcune inquietanti analogie con temi che si affacciano oggi all’orizzonte ;  se i classici non vi bastano,  potete aggiungere qualche nuovo titolo che conferma ulteriormente lo stato di crisi che attraversiamo:

Luciano Gallino, Italia in frantumi, Laterza , euro 9,60;

Umberto Eco, A passo di gambero.Guerre calde e populismo mediatico. Bompiani € 9  su IBS