India e Pakistan nello SCO

Scritto da Martin Sieff Per quasi 30 anni dalla disgregazione dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti e i principali alleati dell’Europa occidentale, Regno Unito, Francia e Germania si sono comodamente considerati la punta di diamante invincibile e inarrestabile e l’avanguardia della razza umana. L’assunzione che la democrazia e il libero scambio, lo stile occidentale conquisteranno il mondo, è assiomaticamente mantenuta e ha permeato i sistemi educativi e l’intellighenzia di tutte queste nazioni. Tuttavia questa presunzione di moralità e superiorità e inevitabilità ideologica da parte dei leader degli Stati Uniti, dell’Unione Europea, della NATO e del Gruppo dei Sette (G7) non è stata confermata da alcuna prova evidente e verificabile. Al contrario, proprio i report del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti hanno spietatamente documentato per tutto il 21 °secolo, che ogni nazione in cui gli Stati Uniti sono intervenuti direttamente, applicando potenza militare e cinetica, o indirettamente per destabilizzare governi esistenti e sobillando altri protagonisti nel combattere fino a destabilizzare i governi esistenti – hanno prodotto guerra e miseria, come effetto inevitabile e non certo la felicità. Sia che si guardi l’Ucraina, l’Afghanistan, il Kosovo, l’Iraq, la Libia, la Somalia o la Siria, il modello è sempre lo stesso. Le proiezioni pro capite di tratta di esseri umani, tra cui la schiavitù dei bambini per sfruttamento sessuale, criminalità organizzata, traffico di droga, tasso di tossicodipendenza pro capite e la probabilità di morte violenta sono aumentate dopo ogni intervento militare statunitense e / o alleato. L’aspettativa di vita, gli standard di vita e il PIL registrato sono precipitati catastroficamente in ogni caso. Persino la creazione dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai il 15 giugno 2001 non è riuscita a intaccare la cecità, l’arroganza e il compiacimento del paradigma occidentale sulla vera e futura “Via del Mondo”. Ora vediamo lo stesso straordinario compiacimento presentato dalle élite occidentali rispetto alla cruciale adesione di India e Pakistan alla SCO (Accordo di Shangai). L’importanza geostrategica, storica mondiale di questo sviluppo non può essere sottovalutata.

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Nota: E il 16 luglio si incontrano Trump e Putin, sono sul tavolo  questioni ben più importanti che non le presunte ingerenze russe, in particolare la situazione in Siria, la stato delle cose nell’Ucraina dell’Est, con il conflitto latente sul Donbass alimentato dagli attacchi ucraini, la questione delle sanzioni che ha avvelenato i rapporti internazionali, il trattato sulle armi nucleari che è stato disatteso da Washington. Per citare soltanto le questioni più importanti. Sull’incontro tuttavia aleggia il dubbio sostanziale se Trump abbia il controllo effettivo della situazione rispetto alla lotta interna che si sta verificando a Washington nei meandri dello Stato Profondo (Deep State). Fonte: Fort Russ Traduzione e nota: Luciano Lago –

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Ancora sanzioni

L’adesione intransigente al capitalismo neoliberista, abbracciato dall’UE, ha inflitto un enorme danno alla maggioranza dei suoi 500 milioni di cittadini, dai lavori a bassa retribuzione, alla povertà nel lavoro, alla disoccupazione e all’austerità e privatizzazione dei servizi pubblici. Questa reverenza servile  alle priorità del ipercapitalismo delle sistema finanziario, senza curarsi delle più ampie conseguenze sociali sulla povertà diffusa, ha inevitabilmente forzato un malcontento popolare contro la classe politica. Quello che deve cambiare è una revisione dell’intero sistema socio-economico. Tuttavia i leader mondialisti e ultraliberisti, come Emmanuel Macron, continuano a perseguire misure di austerità e attacchi ai diritti dei lavoratori. L’ex premier polacco Donald Tusk immagina che l’Europa sia un bastione del  liberismo.  Non si capisce cosa ci sia di così liberale da parte  della UE che da decenni senza ritegno si è posta  al seguito delle guerre illegali degli USA in Medio Oriente e Nord Africa? L’UE ha le  sue mani sporche di sangue per la complicità nel distruggere intere nazioni insieme a Washington. Ora che i gruppi di rifugiati si dirigono verso l’Europa, i leader europei si comportano come se i loro paesi vengano assaliti da orde di stranieri. È perfettamente inutile che l’UE cerchi di gettare una dicotomia tra liberali, umanitari da un lato e, dall’altro, governi populisti xenofobi. In realtà è proprio la vecchia fazione liberista quella che ha creato il problema dell’immigrazione irregolare nell’Unione europea  grazie al loro appoggio incessante alle guerre imperialiste americane ed alla destabilizzazione di paesi dell’Africa e del Medio Oriente..

Protesta contro le guerre della NATO

Per la UE vivere negando la sua complicità nelle guerre criminali mentre allo stesso tempo cerca di capri espiatori nei  governi considerati “anti-liberali” è il fattore che sta solo prolungando la crisi politica che corrode l’Unione. Il problema della migrazione irregolare verso l’Europa dal Medio Oriente e dall’Africa deve essere affrontato in termini di riparazioni di guerra e ricostruzione di intere regioni. Questo richiederà, ancora una volta, una rottura seminale dai limiti dell’economia neoliberista e del suo assecondare i profitti dell’élite. Per quanto riguarda le relazioni con la Russia, l’establishment politico dell’UE ha anche creato la sua stessa  situazione pregiudizievole, adottando ancora una volta politiche e antagonismi sbagliati. I partiti euroscettici sono sorti a causa di un malcontento diffuso tra i comuni cittadini europei su quella che considerano l’ostilità non necessaria e provocatoria nei confronti della Russia. La “NATO-izzazione” dell’Europa, trasformando il blocco in un fronte aggressivo contro la Russia, sta costando a molte imprese e ai lavoratori europei le loro fonti di sostentamento. Le sanzioni dell’UE contro la Russia che sono state imposte quattro anni fa per il conflitto molto distorto dell’Ucraina devono essere immediatamente revocate. Il timore continuo dei politici allineati alla NATO dovrebbe essere ripudiato. Le relazioni tra l’Europa e il suo più grande vicino a est devono essere riportate a una condotta normale, civile e reciprocamente vantaggiosa. È ridicolo, per non dire sconvolgente, che l’inimicizia tra Europa e Russia sia sorta e sia stata sfruttata perché alcuni leader europei volevano assecondare placidamente l’agenda di Washington e della NATO per lo scontro con Mosca.(corsivo nostro)

Tusk e la Merkel con Davutoglu in Turchia

Sulla Russia, i cosiddetti governi populisti in Europa hanno mostrato molta più saggezza nelle loro richieste di revoca delle sanzioni autolesionistiche. Ironia della sorte, la britannica Theresa May è uno dei più entusiasti tra i leader dell’UE che chiede l’estensione delle sanzioni alla Russia. Quindi, come colpo di congedo per l’UE, la Gran Bretagna vuole che i rapporti europei con Mosca vengano ulteriormente danneggiati. Che strano! Il vertice UE di questa settimana mette a nudo le tensioni che dividono l’UE sull’immigrazione illegale, ma anche da una politica più profonda che ha a che fare con il fallimento democratico di una classe politica fino ad allora dominante. L’ascesa del populismo è vista come una rivolta popolare contro una governance effeminata e antidemocratica. La rivolta potrebbe non avere ancora definito una politica chiaramente definita al fine di fornire soluzioni fattibili. Ma una rivolta è comunque in corso. La deprecazione snob dei politici dell’establishment dell’UE è un segno di diniego. Non farà che esasperare le tensioni e forse finirà per schiantare il blocco. Ironia della sorte, la Russia è stata a lungo accusata di tentare di indebolire l’UE e la sua alleanza con gli Stati Uniti. L’amara schiera in mostra durante il summit dell’UE dimostra che i problemi del blocco dipendono dalla sua iniziativa, dal suo sostegno alle guerre statunitensi illegali e al dilemma dei rifugiati, alla ricerca distruttiva del blocco di austerità economica neoliberista. Il nemico dell’Europa è dentro la forma di una politica elitista non democratica che sembra più soddisfare gli interessi di Washington che i bisogni dei comuni cittadini europei. Se l’Unione europea deve essere salvata, allora deve trovare un sistema di governo democratico e veramente indipendente, libero da asservimento a Washington. Fonte: Strategic Culture Traduzione: Luciano Lago

https://www.controinformazione.info/le-tensioni-divisorie-delleuropa-il-vero-nemico-interno/

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Fuoco di sbarramento

Iniziano a manifestarsi le prime preoccupazioni per il nuovo governo giallo/verde (Lega/5 Stelle) formatosi dopo lungo travaglio sulla scena politica italiana. Il primo ad esprimere tali preoccupazioni è stato il finanziere speculatore George Soros intervenuto a Trento ad un convegno sull’economia. “Sono molto preoccupato» della vicinanza del nuovo governo alla Russia”. Ha dichiarato il finanziere e speculatore statunitense George Soros, ricordando che «questo è un aspetto su cui si trova d’accordo il nuovo governo, hanno detto che sono a favore della cancellazione delle sanzioni contro la Russia». (….) “« La Russia è una forte minaccia e sono davvero preoccupato, c’è una stretta relazione tra Matteo Salvini e Putin», ha proseguito Soros. Vedi: Soros preoccupato…. E’ superfluo ricordare che Soros è un acerrimo nemico di Putin, visto che fra l’altro, è stato lui uno dei principali finanziatori del Golpe di Maidan, preceduto da una finta “rivoluzione colorata” che ha portato al governo il governo fantoccio di Poroshenko. Non a caso se dovesse entrare in Russia Soros sarebbe immediatamente arrestato per le sue molteplici attività sovversive, tollerate in quasi tutti i paesi europei (tranne l’Ungheria che ha cacciato lui e le sue ONG), ma non in Russia dove hanno capito quali siano le reali attività del personaggio, ricevuto affabilmente in Italia da Gentiloni e amico e finanziatore della Bonino (quella del “Più Europa”). Il secondo ad essere “preoccupato” è il segretario della NATO Jens Stoltenberg il quale ha manifestato tali preoccupazioni nell’apprendere che il nuovo Governo Italiano sta riconsiderando l’impegno delle missioni internazionali mangia soldi dell’Italia ed in particoare medita di ritirare la missione militare in Afghanistan dopo circa 17 anni che reparti italiani si alternano in quel paese disastrato (anche grazie alla presenza della NATO).

Il segretario generale NATO Stoltenberg

Non si capisce a che cosa serva mantenere una costosa presenza di militari e mezzi delle Forze Armate italiane in un paese che non ha alcun rapporto con gli interessi nazionali dell’Italia e che è solo una pedina nella strategia egemonica di Washington in Asia. Altro preoccupato è l’inviato speciale dell’amministrazione Trump in Europa, Kurt Volker, il quale, nel corso della sua ultima visita in Italia, ha dichiarato che ” le sanzioni alla Russia “sono misure europee, non italiane. Non rispettarle provocherebbe prima di tutto un problema con Bruxelles”. Vedi: Italia non tolga le sanzioni alla Russia.. Naturalmente Volker finge di non sapere che le sanzioni alla Russia sono state imposte alla UE dagli USA dietro minacce e ricatti contro chi non si fosse adeguato alla linea stabilita da Washington. Questa preoccupazione deriva dal fatto che già prima di andare al governo Matteo Salvini, aveva dichiarato che, una volta a Palazzo Chigi, avrebbe tolto le sanzioni a Mosca e questa intenzione è stata inserita anche nel contratto di governo. Altri preoccupati in linea diretta sono le ONG che operano nel Mediterraneo nel business del traghettamento e importazione di masse di migranti clandestini. Un “lavoro” svolto in coordinamento con le organizzazioni degli scafisti, con la mafia internazionale che gestisce il traffico fin dal trasferimento dei migranti dai paesi africani verso la Libia e in collegamento con le Cooperative in Italia che gestiscono l’accoglienza. Un business milionario che ha arricchito tutti i soggetti coinvolti e che sarebbe drammatico perdere per l’ostinazione del nuovo Ministro degli interni. Già pronto tuttavia il contropiano per ostacolare l’interruzione del programma: le ONG si attiveranno assieme agli scafisti per favorire naufragi ed affogamenti vari in mare aperto in modo da toccare le “corde” della “sensibilità umanitaria” e mettere sotto accusa le politiche anti umanitarie del nuovo Governo. Pronti ad articoli di fuoco gli editorialisti di Repubblica, La Stampa, Il Corriere della Sera e i servizi della RAI, delle altre TV con pesanti attacchi che saranno scatenati da Roberto Saviano, dalla Bonino e altri della compagnia di giro mondialista che prospera sul fenomeno delle migrazioni in Italia. Sicura anche una denuncia dell’ONU e di varie organizzazioni umanitarie finanziate da Soros.

Nave delle ONG sbarca i migranti

Da ultimo sono preoccupati anche alcuni governi africani che temono di vedersi rimpatriare molti degli elementi di cui si erano sbarazzati, favorendo il traffico dei miganti. E’ noto che in alcuni paesi erano state svuotate le carceri ed inviati sulle coste italiane tutti gli elementi indesiderabili. in particolare in Nigeria dove sono riusciti a liberarsi di molti elementi della potente mafia nigeriana sarebbe tragico per quel paese vedere rimpatriati i componenti delle bande esperti in sezionamento di corpi delle proprie vittime. Tutto lascia prevedere che sarà una corsa ad ostacoli quella di Salvini e del Nuovo Governo Giallo/Verde, il percorso sarà pieno di trappole e richiederà doppia attenzione.

https://www.controinformazione.info/preoccupazioni-diffuse-per-le-mosse-del-nuovo-governo-giallo-verde/

Guerra commerciale

Destra e sinistra sono morte, insieme ai principali mezzi di informazione, i quali oltre a non aver capito il momento storico, sono stati ad inseguire le dirette Facebook dei due leader che dopo gli incontri a porte chiuse non concedevano esclusive se non alle loro pagine personali. E poi c’è un terzo elemento fondamentale che si inserisce: quello metapolitico. E’ la metapolitica ad aver influenzato i due movimenti-partito dominanti accelerando il processo di disgregazione dello status quo, è la metapolitica che oggi detta l’agenda del giornalismo italiano poiché quelle tematiche geopolitiche, economiche e giuridiche definite “fuori dal mondo” diversi anni fa sono diventate oggi mainstream. Ora la pars destruens deve trasformarsi in pars construens affinché il miglior governo possibile per il popolo italiano non diventi il suo carnefice. La coalizione Lega-M5S dovrà inserirsi all’interno di una guerra politico-commerciale tra gli Stati Uniti e la Germania (e l’Unione Europea), i quali hanno giocato un ruolo centrale nella formazione del nuovo governo. In questo braccio di ferro tra Washington, Bruxelles e Berlino ad aver avuto la meglio è stato Donald Trump, favorevole alla disgregazione del continente, attraverso il suo emissario Steve Bannon, il grande teorico del populismo globale, giunto in Italia in modo trionfale. Così mentre tutti i mezzi di informazione hanno posto l’attenzione sul veto del Quirinale a Paolo Savona all’Economia (che poi si è preso gli Affari Ue) si è perso di vista chi doveva essere il ministero degli Esteri, che non a caso è stato l’unico a saltare nelle nuove trattative: Luca Giansanti, ex ambasciatore italiano a Teheran, uomo di grande cultura, e intenzionato a ricostruire il dialogo con Russia e Iran nelle grandi questioni internazionali

estratto da https://www.controinformazione.info/non-deve-essere-una-primavera-europea/

Alla canna del gas

Merkel incontra Putin  per  la seconda volta in meno di un mese  e – oh sorpresa – sulla Siria si è avvicinata alle posizioni russe. Lo ha fatto menzionando esplicitamente il  il processo di Astana – una vera novità da parte di un membro dell’Alleanza Occidentale. Ad Astana, Russia, Iran e Turchia hanno assunto il ruolo di garante per le zone di sicurezza  della Siria . Finora, le potenze occidentali hanno voltato le spalle ad Astana –  al modo occidentale, ossia   non rifiutandolo o criticandolo,  ma ignorando, come se non esistesse. Per l’Occidente, esistono solo i colloqui di mediazione di Ginevra, in teoria sotto l’egida dell’ONU,  in realtà gestite dal “Piccolo gruppo americano sulla Siria” (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Arabia Saudita e Giordania), ossia i gestori dell’esercito jihadista scatenato contro Assad. Insieme a Putin,  Merkel ha ora affermato che il processo di Astana e i colloqui di mediazione dell’ONU a Ginevra dovrebbero essere armonizzati.  Ha anche aggiunto  ha affermato che ora è il momento di avvicinarsi alla riforma costituzionale in Siria. Questo è esattamente ciò che i russi hanno a lungo proposto e perseguito con insistenza .  Ha evitato  di denunciare il coinvolgimento militare dei russi in Siria, fino ad allora pratica comune occidentale quando si trattava della Siria.

 

Alla Cancelliera,   tale concessione costa poco. Nel Nord della Siria s’è sistemata la Turchia e Erdogan non ha lasciato dubbi che  la sua sarà una occupazione permanente. Ad Est, gli americani si sono stabiliti con 15 basi militari. Israele  non fa mistero di volersi tenere le alture del Golan per sempre, e i russi hanno dimostrato (durante gli ultimi raid israeliani su presunti bersagli iraniani in Siria) di non potere o non volere opporsi.  I russi tengono saldamente  l’Occidente siriano.  Lo spazio per uno stato laico e  garante delle etnie e minoranze religiose come era la Siria di Assad, non sembra grande.

Piuttosto, quando Putin ha criticato le sanzioni   europee contro la Siria provocano una gratuita sofferenza alle popolazioni civili e  impediscono la ricostruzione, la Merkel (che qui potrebbe far molto) non ha risposto, ma  ha chiesto che Putin esercitasse la sua influenza in modo che coloro che erano fuggiti dal paese   (non volendo sostenere né Assad né i jihadisti) non fossero stati espropriati in loro assenza.

Salvare il Nord Stream 2 (dal padrone americano)

Il  motivo vero dell’incontro, però,  e il meno trattato nella conferenza-stampa  comune, è  naturalmente il NordStream 2, il  raddoppiato gasdotto sotto il Baltico,  oggi  al centro della vera e propria tempesta di sanzioni, minacce di dazi e atti ostili che “l’alleato americano” sta facendo grandinare sulla UE,  e la Germania in  particolare.

“Gli Stati Uniti si oppongono  espressamente  al progetto di gasdotto tedesco-russo Nord Stream “, ha scritto il Deutsche Wirtschafts Nachrichten: “gli americani vogliono abbattere il progetto nonostante gli sforzi del governo tedesco per un compromesso.”Useremo tutti i nostri poteri di persuasione”, ha detto qualche giorno fa Sandra Oudkirk, rappresentante dell’energia del Dipartimento di Stato americano, a Berlino: “Saremmo felici se il progetto non si concretizzasse”. Gli Stati Uniti affermano che i paesi dell’Europa orientale diventeranno più russi  esposti alla pressione russa.   “Le garanzie dalla Russia non sono affidabili”, ha detto.  In passato, la Russia aveva temporaneamente interrotto il rubinetto del gas in conflitto con l’Ucraina e colpito altri paesi dell’Europa orientale.Il Mar Baltico, attraverso il quale il gasdotto deve funzionare, è anche una regione militarmente sensibile.

La questione delle possibili sanzioni statunitensi nei confronti delle società o dei paesi partecipanti non è stata ancora avanzata esplicitamente dalla Oudkirk .Ha sottolineato, tuttavia, che le condizioni sono state create negli Stati Uniti l’anno scorso.

“Gli americani vogliono che gli europei acquistino il gas naturale liquefatto (LNG) negli Stati Uniti.Con questa offerta le quote di mercato dei russi dovrebbero essere cacciate via.Il partner più importante degli Stati Uniti è la Polonia, che è in concorrenza con la Germania per la posizione di hub energetico europeo.

“Gli stati del Nord  dell’UE, che sono anche in gran parte contrari al Nord Stream 2, hanno deciso mercoledì di proporre l’idea di offrire agli Stati Uniti l’acquisto di GNL per contrastare le tariffe punitive”. Quindi i satelliti economici della Germania le si rivoltano contro e si alleano con “l’alleato” per affossare il bellissimo affare energetico con Gazprom.

estratto da https://www.maurizioblondet.it/merkel-da-un-po-di-ragione-a-putin-quanto-permette-il-padrone/

Nuova via della seta

Dopo aver percorso 11000 chilometri viaggiando per 16 giorni sulle nuove rotte ferroviarie della seta, il primo treno merci che collega direttamente la Cina ad Anversa (Belgio) arrivava il 12 maggio nel porto di Anversa. Il 26 aprile, il treno lasciava la città portuale di Tangshan (provincia di Hubei) nella Cina nord-orientale prima di raggiungere il porto fiammingo, dopo aver attraversato Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia e Germania. Questo primo collegamento ferroviario diretto tra Cina e Anversa è un progetto avviato dalla città di Tangshan e dal suo porto, in collaborazione con la compagnia di navigazione cinese statale Cosco Shipping Lines e la China Railway Container Transport Corp. (CRCT).

La nuova linea ferroviaria della seta passerà per Anversa
Il treno fa parte dell’Iniziativa cinese Fascia e Via (BRI), l’ambizioso programma del governo cinese per far rivivere le rotte commerciali dall’antica Via della Seta dall’Asia all’Europa. Con la nuova strategia aziendale del programma One Belt One Road (OBOR), il Presidente Xi Jingping vuole offrire alla Cina opportunità in Medio Oriente, Africa ed Europa. “Questa linea ferroviaria diretta pone il nostro porto sulla rotta BRI (Belt and Road Initiative) e rafforzerà ulteriormente i nostri legami con la Cina“, affermava Luc Arnouts, direttore commerciale del porto di Anversa, citato da una nota dell’autorità portuale di Anversa. “Abbiamo lavorato a lungo a questo progetto, che rappresenta un passo importante nelle nostre relazioni commerciali con la Cina“, aggiungeva. La durata media del viaggio marittimo dal porto di Tangshan con navi convenzionali è di 35 giorni. Il treno, trasportando 34 container di minerali per l’industria della carta e la produzione di ceramiche, può compiere il viaggio Tangshan-Anversa “in un tempo record di 16-20 giorni e a costi relativamente bassi“, affermava Geert Gekiere, amministratore delegato di Euroports Belgium, citato nel comunicato stampa. La Cina è il quarto partner di Anversa nel traffico annuale di 14 milioni di tonnellate di merci. A questo proposito, il governo cinese prevede di commissionare un treno diretto ad Anversa una o due volte al mese. In questo contesto, la città di Tangshan cerca di rafforzare la cooperazione col porto di Anversa e intende firmare un memorandum d’intesa con la città di Anversa. Inoltre, la China Railway Container Transport Corp. studia la fattibilità dell’apertura di un ufficio vendite in Europa.

https://aurorasito.wordpress.com/2018/05/18/la-via-della-seta-passa-per-anversa-e-liran/

La restaurazione, l’unica rivoluzione possibile

Il modello di società oligarchico instauratosi a seguito delle riforme europee realizzate e di quelle in corso di attuazione, ha determinato un livellamento verso il basso delle classi medie e di quelle già socialmente disagiate che si accentuerà nel prossimo futuro. Così si esprime Josef E. Stiglitz riguardo alle diseguaglianze sociali del nostro presente: “In breve, abbiamo creato un sistema economico e sociale e una politica in cui, andando avanti, le attuali disuguaglianze non soltanto è possibile che si perpetueranno, ma verranno esacerbate; possiamo prevedere per il futuro una maggiore disuguaglianza di capitale tanto umano che finanziario”. (Dal libro di Josef E. Stiglitz “Il prezzo della disuguaglianza, Einaudi 2013”.

L’Italia, già mutilata della propria sovranità economica e monetaria dalla UE, non può eleggere governi e maggioranze contrapposte o alternative all’Europa. La crisi italiana non è stata determinata tanto da una classe politica incapace e/o corrotta, quanto dalla imposizione di un sistema neocapitalista rivelatosi fallimentare.

Sin dalle sue origini settecentesche, l’ideologia illuminista / liberale si è identificata con il progresso, che è per definizione fonte illimitata di libertà ed emancipazione. Il capitalismo globale del XXI° secolo si è certo identificato con il progresso, ma si è oggi rivelato oscurantista, oligarchico, neofeudale ed antistorico.

Pertanto ogni possibile, futuribile rivoluzione non potrà che consistere in una restaurazione della sovranità degli stati, della dignità del lavoro, dell’uguaglianza dei cittadini. Dovrà dunque essere restaurata la democrazia con i suoi fondamentali principi etici. Ogni opposizione che non converga con la necessità storica della restaurazione dei valori dominanti nel XX° secolo è destinata al fallimento. Il dissenso sociale dilagante non ha trovato fino ad oggi forze politiche adeguate a rappresentarlo, quale opposizione al sistema. Opposizione, o meglio restaurazione rivoluzionaria cercasi….

Luigi Tedeschi

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