Antropologia culturale

Così (come aveva previsto Houellebeck nel suo Soumission) l’Europa ufficiale si rende da sé una terra di dhimmitudine, invitando i profughi stessi a trattarci come dhimmi (lo status giuridico inferiore che nelle  terre dell’Islam spetta ai non-musulmani). Ed questo atteggiamento ufficiale  che provoca la rivolta, e l’ascesa politica dei “partiti di destra”, e il rigetto della “accoglienza”-  classico caso di eterogenesi dei fini. In Svezia,  nel settembre  2015, a rifiutarla erano il 29 per cento; già a novembre, il rifiuto è salito al 49.  Due terzi dei tedeschi rifiutano di dare un ulteriore mandato alla  Merkel. Dal 41 al 48 per cento degli europei vogliono un referendum per decidere se stare nella UE o no.

In Usa, Donald Trump  ha dichiarato che non farà entrare nemmeno un musulmano, lui presidente. E “anche se non vince la Casa Bianca”, si è allarmato il Financial Times, “ha sdoganato delle idee che eravamo riusciti a tener fuori dallo spazio pubblico”, delegittimandole.

L’articolo L’Europa che si rende Dhimmiland è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

Il corpo illustrato

» Venerdì 2 dicembre ore 16,30 – IL PRESENTE REMOTO 2011

CICLO DI CONVERSAZIONI ETNO-ANTROPOLOGICHE – A CURA DI ROBERTO RODA
IL PRESENTE REMOTO 2011IL CORPO ILLUSTRATO
Il tatuaggio. Storia, dinamiche socio-antropologiche, moda.
Da circa venti anni, con un crescendo esponenziale, il tatuaggio è tornato di gran moda. Diciamo “tornato” e non “diventato” perché in realtà l’arte di ornare indelebilmente il corpo ha avuto grande diffusione in Italia e in Europa nell’Ottocento e ancora nei primi decenni del Novecento. La conversazione cercherà di fornire un quadro storico e culturale di questa pratica, documentata dalla preistoria e che, in secoli a noi più vicini, riprese vigore dopo le scoperte geografiche che portarono gli europei a contatto con le popolazioni tatuate della Nuova Zelanda e del Pacifico. In realtà in Occidente il tatuaggio non era comunque assente, rimanendo legato, dal Medioevo ai primi decenni del Novecento, alle pratiche devozionali connesse ai pellegrinaggi e alla frequentazione di molti santuari della cristianità. Ovviamente le motivazioni odierne del tatuaggio sono differenti rispetto al passato e anche di questo la conversazione di Roda cercherà di dar conto presentando i risultat i di un’ampia ricerca condotta in varie parti d’Italia dal Centro Etnografico Ferrarese, negli scorsi anni.

presso Biblioteca  Ariostea in Via Scienze a Ferrara