Auguri in musica

Venerdì 21 ore 17 – AUGURI IN MUSICA

DUO MORRIGHAN – Ambra Bianchi – Flauto traverso
Irene De Bartolo – Arpa

Un pomeriggio musicale in compagnia di due bravissime musiciste costituisce certamente il miglior modo per assaporare appieno lo spirito di Natale, augurare a tutti i cittadini ferraresi pace, bontà e serenità e prepararsi al nuovo anno con meravigliose speranze.
Il Duo Morrighan dal 1992 propone al pubblico un repertorio che dalla musica classica si apre a nuove proposte che spaziano dal jazz alla musica leggera. La solida intesa delle due musiciste si percepisce ascoltando l’armonia perfetta creata dai due strumenti. La proposta di questo particolare duo si basa sulla ricerca di brani musicali che mettano in risalto le caratteristiche tecniche ed emozionali delle due componenti che, per formazione ed esperienze, hanno al loro attivo un bagaglio tecnico e di stile molto originale ed articolato. La brillantezza e il potere evocativo del suono del flauto traverso e del flauto basso (strumento non comune in ambito concertistico) uniti alla magia del ricco mondo armonico dell’arpa, accompagneranno il pubblico in un bizzarro viaggio musicale dalla classica alla musica moderna, dalla celtica al contemporaneo d’autore, dal cinema al musical fino alle simpatiche “perline jazz” in un singolare e personale intreccio d i generi e stili. Il nome stesso scelto da duo, si rifà a Morrighan, divinità celtica dotata di numerosi aspetti e caratteri.
A cura di Angela Poli – Sezione Ragazzi della Biblioteca Ariostea

Luciano Chailly

Giovedì 20 ore 17 – INVITO ALLA LETTURA

SEVERE DI LAMENTAZIONI E DI ECHI TENERI E SEGRETI – Omaggio a Luciano Chailly (1920-2002) Aracne, 2012
A cura di Nicola Badolato
Intervengono: Nicola Badolato (Università di Bologna), Floriana Chailly (IlFischio.doc” – Milano) e Michele Govoni (giornalista e critico), Daniele Spini (conservatorio di Ferrara).
Intermezzo musicale: Luciano Chailly, Improvvisazione n. 12 – Giulio Arnofi, chitarra
Luciano Chailly, Lamento di Danae – Anna Scalfaro, pianoforte e Ilaria Mancino, soprano.
Compositore, didatta, consulente in Rai e direttore artistico dei principali teatri italiani, il ferrarese Luciano Chailly (1920-2002) fu musicista di spicco del secondo Novecento: fautore dell’‘arte per l’arte’, si distinse per l’eclettismo e la permeabilità alle principali tendenze dell’avanguardia musicale europea. Questo volume, pubblicato col contributo del Lions Club “Ferrara Host” e col patrocinio di “Freon Musica”, raccoglie i contributi di Nicola Badolato, Floriana Chailly, Francesco Fusaro, Maria Maddalena Novati, Lorenzo Pisanello, Lorenzo Rubboli, Anna Scalfaro, Chiara Tarabotti e Giordano Tunioli, presentati nell’incontro di studi organizzato a Ferrara il 18 maggio 2012 nel decimo anniversario della morte del compositore.
Nicola Badolato, dottore di ricerca in Musicologia e Beni musicali, è assegnista di ricerca nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. È diplomato in pianoforte e clavicembalo. Ha pubblicato vari saggi e contribuisce al Dizionario biografico degli Italiani. Nel 2012 ha pubblicato I drammi musicali di Giovanni Faustini per Francesco Cavalli (Firenze, Olschki). Concorre all’edizione critica delle opere di Francesco Cavalli (Kassel, Bärenreiter, 2012-), di cui ha curato, con Álvaro Torrente, il primo volume (La Calisto).

Davanti al camino

Mercoledì 19 ore 17 – LA COMPAGNIA DEL LIBRO

LIBRI DAVANTI AL CAMINO – Consigli di lettura per il Natale
A cura di Alberto Amorelli e Silvia Lambertini
Le giornate stanno diventando più fredde, le ore di luce sono diminuite, le giacche hanno lasciato posto ai cappotti pesanti, l’inverno sta arrivando. Come da tradizione, da qualche anno ormai, La Compagnia del Libro passerà con voi queste fredde sere invernali, immaginandovi a sorseggiare un buon the caldo davanti ad un camino che crepita di fuoco e di tepore, Alberto Amorelli e Silvia Lambertini con sei lettori d’eccezione, che evento dopo evento hanno costruito il fortunato format degli eventi della Compagnia del Libro, vi consiglieranno sei buoni libri per l’inverno, sei idee regalo per il Natale, sei compagni per le ore più fredde.
In collaborazione con l’Associazione Culturale Gruppo del Tasso di Ferrara

Vedi invito in formato pdf libri_davanti_al_camino_invito.pdf

Nino Rota

Martedì 18 ore 16.30 – ANATOMIE DELLA MENTE Sei conferenze di varia psicologia – Anno VI

Stefano Caracciolo – L’ENFANT PRODIGE NINO ROTA E LA NOSTALGIA DELL’INFANZIA PERDUTA: IL CASO CLINICO DI GIANNINO STOPPANI
Giovanni Rota Rinaldi, noto come Nino Rota (1911-1979) compositore di colonne sonore di grandi film (come La Strada e altri capolavori di Fellini, Visconti e Zeffirelli, Il Padrino 1 e 2 di F.F.Coppola) fu in realtà compositore prolifico e assolutamente originale di generi assai diversi, spaziando dall’opera lirica, a oratori religiosi e a importanti composizioni sinfoniche e da camera.
La sua infanzia fu dominata dalla precocissima comparsa di talento musicale compositivo, tanto che le sue prime opere liriche furono composte intorno ai 10 anni ed eseguite pubblicamente in Italia e all’Estero, occasioni in cui fu osannato come ‘enfant prodige’. La sua personalità rimarrà peraltro sempre caratterizzata da temi e modalità affettive tipiche del mondo incantato e magico dell’infanzia, come risulta dai contenuti della sua concezione artistica più volte definita ‘poetica del candore’. Il suo virtuosismo pianistico, testimoniato dalle innumerevoli occasioni private e pubbliche in cui deliziava gli ascoltatori, ed un certo spirito di contaminazione di temi e generi, trovarono un’occasione davvero speciale nelle musiche del popolarissimo sceneggiato televisivo tratto dal romanzo ‘Il Giornalino di Gian Burrasca’, diretto da Lina Wertmüller nel 1964, in cui ancora una volta il suo genio compositivo si esalta nei temi della golosità e della protesta infantile in melodie in stile ottocentesco ‘leggero’, con ritmi salottieri dal ‘galop’ al valzer ispirate dal romanzo di Vamba e dai testi scritti dalla stessa Wertmüller. La ingenua e candida protesta infantile di Gian Burrasca (Viva la Libertà) si realizza attraverso momenti intensamente lirici e di scanzonata contaminazione con la letteratura ottocentesca (Salgàri: che scrittore) e si accoppia con lo spirito ironicamente borghese da cui Rota aveva saputo staccarsi nella sua vita, appartata e dedita alla composizione ed all’insegnamento nei vari Conservatori in cui fu a lungo Direttore in modo geniale, come attestato dalla intensa collaborazione con i registi Mario Soldati e Federico Fellini che gli ha dato poi fama mondiale come compositore di celeberrime colonne sonore per il cinema. Le sue caratteristiche psicologiche saranno rievocate attraverso l’ascolto di frammenti musicali e la visione di spezzoni tratti dal ‘Gian Burrasca’ televisivo, nonchè tratti dal documentario biografico a lui d edicato da Mario Monicelli intitolato ‘Nino Rota l’amico magico’, con riferimento al suo amore segreto per l’esoterismo.
Ciclo di conferenze curato da Stefano Caracciolo – Università di Ferrara

Paesaggi sonori

La fotografia in Antonioni from fuori quadro on Vimeo.

SINFONIE URBANE#CONFERENZE
Piano Michelangelo Antonioni

La ricerca di un posto nel paesaggio
Alberto Boschi
DETESTO LA MUSICA PER FILM
Rumori e paesaggi sonori nel cinema di Michelangelo Antonioni
Il ciclo di conferenze sul tema «Sinfonie urbane» è da intendersi come momento di studi interdisciplinari fra letteratura, arte, musica, estetica e film studies.

Fin dagli esordi, Michelangelo Antonioni mostra di concepire il rapporto tra individuo e paesaggio come studio antropologico che, lungo il percorso narrativo, affronta una riflessione psicologica sul personaggio in relazione all’ambiente naturale e urbano.
Nelle pellicole di Antonioni la colonna sonora è spesso un elemento tutt’altro che slegato dalla composizione dell’immagine e dal paesaggio stesso.
Progetto a cura di Doris Cardinali, Associazione Michelangelo Antonioni, in
collaborazione con Amici della Biblioteca Ariostea e il patrocinio di Comune di Ferrara e della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara.

Festival di letteratura ambientale

Sabato 15 ore 9,30 – AMBIENTALIBRI Festival di Letteratura Ambientale

Liliana Cori – SE FOSSI UNA PECORA VERREI ABBATTUTA?
Storie di persone, animali e inquinamento
Liliana Cori e Fulvia Signani (Università di Ferrara) racconteranno di molti modi di intendere l’ambiente e la salute, di come percepiamo noi stessi e il resto del mondo, di storie di conoscenza e azione per affrontare le sfide che ci circondano. Tutto ciò a partire dal libro “Se fossi una pecora verrei abbattuta?” Un titolo insolito, divertente, innovativo, per un libro che parla di una drammatica realtà. L’accumulo di molecole chimiche tossiche nel latte materno. L’impatto delle industrie e delle attività umane più in generale, si ripercuote sui nostri figli fin dal loro primo giorno in famiglia. Il latte materno, ricco di grassi e iperproteico, è un potente accumulatore di sostanze tossiche, che minacciano la salute dei più piccoli a nostra insaputa. Liliana Cori ci racconta la sua ricerca in questo ambito e ci mette in guardia da alcune problematiche legate all’inquinamento dell’aria e ci spiega come il corpo umano sia un affascinante quanto preciso “termometro” della tos sicità dell’ambiente che ci circonda.
Liliana Cori è ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, unità operativa di Epidemiologia nella sede di Roma, dal 2006. Coordina il lavoro di comunicazione che accompagna le indagini di epidemiologia ambientale dell’Istituto e le attività di ricerca nel settore ambiente e salute. Ha curato con Fiorella Battaglia e Fabrizio Bianchi “Ambiente e salute” e con Vincenza Pellegrino “Corpi in trappola”.
A cura di Legambiente – Circolo il Raggio Verde di Ferrara
presso Biblioteca Ariostea, Ferrara

In attesa della fine

Giovedì 13 ore 16,30 – IL PRESENTE REMOTO 2012
Ciclo di Conversazioni Etno-Antropologiche

IN ATTESA DELLA FINE –
Le migliori apocalissi della narrativa scritta e filmata, scelte e commentate da Roberto Roda (per festeggiare insieme, cascasse il mondo, l’arrivo del 21 dicembre, certi che le profezie dei Maya non ci priveranno del Natale e neppure di un nuovo Capodanno)
Il tema della fine del mondo o più spesso della “fine del mondo come lo conosciamo” ha affascinato narratori e cineasti e segnato profondamente la narrativa del XX secolo, ben prima del clamore mediatico che l’industria del cinema e dei best-seller letterari hanno sollevato intorno alle presunte profezie dei Maya. La conversazione cerca di riscoprire quelli che possono essere considerati alcuni capolavori (magari poco conosciuti o dimenticati) del genere catastrofico apocalittico e post-apocalittico: dal romanzo liberty La nube purpurea di Matthew P. Shiel (1901) all’Ultima spiaggia (1957) di Nevil Shute che Stanley Kramer trasferì sullo schermo con successo; da La distruzione del mondo del regista Felix Feist, girato nel 1933 e considerato l’apripista del genere catastrofico sino al E la terra prese fuoco (1962) di Val Guest. La conversazione, alla luce delle idee e delle mentalità che hanno attraversato il “secolo breve”, cerca di leggere queste e altre opere: ad esempio Ra gnarok ove lo scrittore danese Villy Søresen fa una disincantata e moderna rilettura dei testi sulla fine del mondo della mitologica scandinava o Apocalipse 2024, un curioso e pregevole film del 1974 che ha insegnato a molti cineasti venuti in seguito come raccontare, con pochi mezzi ma molte idee, i day after della distruzione.
A cura di Roberto Roda, Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara