Ultime battute per JazzAscona

Novità tutta da scoprire è Davina & the Vagabonds, quintetto molto affiatato proveniente dal Minnesota che propone una musica fine e coinvolgente in cui il blues si mescola gioiosamente al jazz, al dixieland, al ragtime e al soul. La band, nata nel 2005 e composta da artisti provenienti da ogni parte degli USA, si è imposta come una delle giovani rivelazioni più ascoltate in tutto il nord America. Capitanata dalla cantante e pianista Davina Sowers, la formazione ha saputo strappare sin da subito molti applausi ad ogni performance, sbancando in particolare al Bayfront Blues Festival per 3 anni di seguito (2006-2008) con il maggior numero di album venduti. Nella band spicca in particolare il talento della cantante,  che un critico ha definito “un moderno Louis Armstrong in gonnella”. Finalista nel 2009 dell’International Songwriting Competition for Song, Davina, ha già avuto l’onore di esibirsi al fianco di mostri sacri come Buddy Guy e Irma Thomas.  Da notare pure che il bassista della band, Michael Caravale, è membro della Minnesota Rock & Roll/Country Hall of Fame. Interessante debutto a JazzAscona 2012 dunque per un gruppo che comincia a mettersi in mostra anche sulla scena musicale internazionale.

Davina Sowers, vocals & piano
Ben Link, trombone
Daniel Eikmeier, trumpet
Michael Carvale, bass
Connor McRae, drums


Jazzascona 2011

Dopo l’articolo riservato al festival della letteratura, parliamo anche dell’altra manifestazione limitrofa, il festival del jazz di Ascona:i due siti fondamentali da cui avere tutte le notizie sul festival e sui luoghi, sono www.jazzascona.ch,

JAZZASCONA 2011

www.ascona-locarno.com; nel primo trovate tutto sul festival e nel secondo tutto sui luoghi, a me non rimane che integrare con quello che non troverete sui siti.

La prima considerazione è quella relativa a un cambio franco svizzero- euro che in un solo anno è passato da 1,40 a 1,20 non favorendo l’afflusso dei turisti, dall’area euro/dollaro, in Svizzera: la cosa è evidente notando che le code per fare benzina alle pompe di carburante dopo il confine non ci sono più; inoltre in Svizzera il diesel costa più della benzina e il gpl e il metano sono del tutto assenti.

Quindi la prima considerazione è fare il pieno in Italia,la seconda considerazione è sul festival: la presenza di pubblico c’è stata.

Le 70000 presenze di pubblico pagante sono il 10% in più dell’anno scorso sicuramente dovuta al bel tempo (una sola serata di pioggia su 10) e a più di 250 concerti offerti dai 6 palchi.

JAZZASCONA 2011

La presenza di giovani è stata favorita dal prezzo di 10 franchi rispetto ai 20 del costo ingresso per sera, anche se è stata forte la presenza di chi comunque in questi luoghi ci viene  per vacanza e gli Hotel hanno quasi fatto il tutto esaurito; cosa da non sottovalutare perché qui, come in altre manifestazioni, il successo o meno di un evento è dovuto alla ricaduta economica sul territorio: con la cultura (qui l’hanno capito) si mangia.

Il festival è arrivato, grazie anche a queste sinergie, alla 27° edizione, quest’anno il sottotitolo era Body & Soul : il corpo è stata la vera novità di quest’anno e si riferisce all’introduzione del burlesque all’interno del festival . Per quanto riguarda le band vi dò dei pareri del tutto personali, dovuti anche al fatto che inevitabilmente non tutto si riesce a vedere data la contemporaneità di molti eventi.

JAZZASCONA 2011

Due sono stati per me i complessi da segnalare: gli inglesi Jive Aces con la speciale partecipazione di Rebecca Grant inglesi , con un repertorio jump’n jive, e il ticinese Silvan Zingg trio con un repertorio Boogie Woogie da vedere entrambi.

Ovviamente come per tutti concerti dal vivo ogni volta che si prende il cd o si guardano i video l’emozione non è mai come quando si assiste alla performance dal vivo , anche in questo caso sono due complessi che non fanno necessariamente il jazz tradizionale , ma questo è il bello della manifestazione, che si è allargata anche  generi diversi.

JAZZASCONA 2011

Un discorso a parte merita la presenza italiana anche quest’anno dopo i Chigago Stompers il premio del pubblico dato con schede o dal sito è andato a una band italiana i Sugarpie & the Candymen genere swing-jazz-soul, emiliani di Piacenza che sono stati i più votati dal pubblico e quindi torneranno il prossimo anno ospiti del festival.

JAZZASCONA 2011

Vi invito anche qui ad andare sui rispettivi siti per goderveli  e per andare a cercarli in future tournée in Italia.

Sempre parlando d’Italia interessante il passaggio di frontiere di alcune band del festival con un anteprima a Stresa e una chiusura a Cannobio.

Continuando a parlare di territorio vi segnalo tre mostre :

la prima di Botero a casa Rusca a Locarno dove potrete ammirare le opere quadri e sculture degli ultimi 15 anni dell’autore e inoltre munitevi di macchina fotografica poiché , cosa rara, sono fotografabili;


la seconda presso il castello di Sasso Corbaro a Bellinzona, “lo scorrere del fiume , l’opera dell’uomo” che tratta dei lavori di bonifica sul fiume Ticino che scorre e nasce qui e che peraltro dà il nome a tutto il cantone ; il castello inoltre è uno dei punti più panoramici del territorio dichiarati patrimonio dell’Unesco, www.bellinzonaturismo.ch, e fa parte dei tre castelli della zona di cui questo, che è il più piccolo, ma per me il più bello;

la terza mostra la trovate a villa cedri sempre a Bellinzona, www.villacedri.ch, “ Parole & Figure” , la struttura è specializzata in mostre di grafica le tre mostre hanno ovviamente una durata limitata , ma tutti e tre i luoghi svolgono un’attività continua e costante e meritano comunque una visita per le caratteristiche del luogo stesso.

Altra informazione che vi dò, vi servirà se volete organizzare un viaggio in futuro in questi territori: per esempio il sito www.longlake.ch vi dà l’elenco di tutte le manifestazioni attorno alla città di Lugano, magari in occasione della prossima edizione del festival di Ascona , che si svolgerà dal 28 giugno all’8 luglio 2012.

Dino Giatti

Tutte le foto del festival sono copyright di http://www.fotopedrazzini.ch, cliccando sull’immagine trovate le informazioni relative

Jazz Ascona 2010

Simpatica, sexy, comunicativa. Dotata di una voce e di un’energia che fanno colpo. Elegantissima nei suoi vestitini attillati, che ne esaltano la figura giovanile. Miracolosamente in bilico sui suoi vertiginosi  tacchi a spillo Christian Louboutin, dall’inconfondibile suola rossa. Figlia della cantante americana Dee Dee Bridgewater, sarà sicuramente una delle attrazioni dei prossimi tre giorni di JazzAscona. Il suo nome è China Moses.

Nata a Los Angeles, ma cresciuta a Parigi, China Moses si è fatta un nome come presentatrice di MTV Francia e come cantante soul pop. Dalla famosa madre cantante ha ereditato una voce e un senso dello spettacolo fuori dal comune. E la passione per la musica, compreso il jazz. Estroversa e capace di elettrizzare il pubblico dal vivo, nell’ultimo anno e mezzo China si è ritagliata un bel successo in tutta Europa con lo spettacolo (e con l’omonimo album pubblicato dalla prestigiosa etichetta Blue Note) This One’s For Dinah, dedicato a un idolo della sua infanzia, Dinah Washington. Una bella sfida. Dinah è stata infatti una delle cantanti più significative e popolari degli anni ’50 e ’60. Una vera diva del jazz e del blues,  adulata dal pubblico ed entrata nella leggenda per la sua voce cristallina e penetrante, oltre che per la sua vita movimentata, conclusasi a soli 39 anni.

Dinah – afferma China – è in assoluto la mia cantante preferita. La sua voce, la sua incredibile capacità di comunicare col pubblico mi hanno conquistata sin da piccola. Dinah è stata un’artista unica, una delle prime cantanti che ha avuto il coraggio di mescolare generi  diversi: il jazz, il blues, il gospel. Oggi pare una cosa scontata, ma all’epoca non lo era certo. Del resto è quello che piace a me. Io adoro l’atmosfera del jazz, ma non mi limito al jazz, ci mancherebbe!”.

Accolta con entusiasmo anche dal pubblico del Jazz Cat Club di Ascona lo scorso dicembre, China Moses ha accettato con grande piacere  l’invito a tornare ad Ascona per il festival estivo. “Ne ho sentito parlare un gran bene. Esserci  per noi è un’opportunità. Nous sommes enchantés”, dichiara.

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China loda molto la bravura del pianista, compositore e arrangiatore Raphaël Lemonnier, artefice assieme a lei del progetto dedicato a Dinah. I due, del resto, condividono una stessa viscerale passione per la Regina del Blues e sul palco s’intendono a meraviglia. “Raphaël è una persona calma e con una pazienza infinita, l’esatto contrario di me, che sono sanguinea e fin troppo impulsiva. È un bravissimo musicista, attento nella direzione musicale. È uno che sa ascoltare, un pianista dal tocco raffinato che sul palco, al momento giusto,  riesce a tirare fuori una grinta incredibile. Adoro suonare con lui”.

China ritiene che l’entusiasmo e l’energia che riesce a trasmettere durante i concerti siano la sua arma migliore. “Tecnicamente – afferma –  non sono certo la miglior cantante. Ma non è questo l’essenziale,  perché la cosa che veramente conta – e questo me lo ha sempre detto anche mia mamma – non è la tecnica, ma la capacità di tirare fuori  il meglio di se stessi ed essere fino in fondo quello che si è, senza forzature. Io non ho lo scat, l’estensione vocale,  la precisione di altre cantanti che ammiro. Ma bagno il naso a diverse mie giovani colleghe in quanto a temperamento. E sul palco,  poi, mi diverto tantissimo. Così facendo so di non deludere nemmeno la mia illustre mamma”(ride).

Se Dee Dee Bridgewater è un nome che tutti conoscono, meno noto al grande pubblico è invece il padre di China. Eppure Gilbert Moses, pioniere del teatro afroamericano e regista di cinema, è stato un personaggio di spicco del mondo culturale. China ne parla con grande affetto. “Faceva parte di quel movimento di intellettuali che ha molto influenzato la scena afroamericana degli anni 60-70 e assieme a mia mamma formava la giovane coppia alla moda che finiva spesso sui rotocalchi. Io non me ne rendevo conto naturalmente, ma da bambina ero circondata da grandi personalità che frequentavano casa nostra. Mio padre è stato un grande uomo. Mi ha spinto a interessarmi di tante cose, cinema, teatro, letture e mi ha insegnato un certo rigore nel gestire la professione e la carriera. Tutto ciò oggi mi torna utile”.

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China Moses & Raphaël Lemonnier Sextet si esibiranno a JazzAscona l’1, 2 e 3 luglio.

Jazz a Pieve di Cento

Con la Jazz Gang, in collaborazione con Cento Jazz Club

Cosa
  • MUSICA
Quando 22/06/2010
da 09:30 pm al 11:00 pm
Dove Piazza Andrea Costa (in caso di maltempo, Teatro Comunale Alice Zeppilli)
Recapito telefonico per contatti 051 6862611 – 348 5601132
Aggiungi l’evento al calendario vCal
iCal

Copertina del disco di Pagnozzi e Jazz GangNell’ambito di “Pieventi”,  si terrà nella centrale Piazza Andrea Costa, martedì 22 giugno alle ore 21,30 un concerto jazz.

Sullo sfondo la proiezione priva di sonoro di brevi spezzoni di un film biografico imperniato sulla figura del celebre clarinettista jazz Benny Goodman e, in primo piano, il tributo al re del jazz con la Jazz Gang, consolidata formazione composta da Guglielmo Pagnozzi clarinetto, Filippo Mignatti batteria, Roberto Bartoli contrabbasso, Pasquale Mirra vibrafono e Alessandro Altarocca piano elettrico.

Una serata dedicata allo swing degli anni Trenta e Quaranta con l’esecuzione di alcuni evergreeens quali “Memories of you, Stardust, Stompin’ at the Savoy, One o’clock jump”. Il concerto è realizzato in collaborazione con il Cento Jazz Club

Ingresso gratuito

In caso di maltempo l’evento si terrà all’interno del Teatro Comunale Alice Zeppilli di Pieve di Cento

… galleria fotografica di Pagnozzi e delle Jazz Gang>>

Guglielmo Pagnozzi, clarinetto
Pasquale Mirra, vibrafono
Alessandro Altarocca, pianoforte
Roberto Bartoli, contrabbasso
Filippo Mignatti, batteria

Bologna Jazz Festival

Il Bologna Jazz Festival fa volare un pensiero alla sua data di
nascita, al 1958. In quel periodo un concorso di coincidenze favorevoli portarono la Città all’eccellenza e all’innovazione: l’ambiente era fertile di organizzatori e locali specializzati.
Per tutti gli anni Sessanta e fino al 1975, Bologna divenne tappa dei più grandi nomi del jazz internazionale, acquisendo la fama della bella città dove si va per suonare e per divertirsi, dove la musica è compresa e rispettata.
Il Bologna Jazz Festival si è di nuovo guadagnato, nell’arco di sole quattro edizioni, l’attenzione della stampa, del pubblico nazionale e di importanti partner internazionali, raccontando, ancora una volta, una storia di jazz, un genere musicale che aveva già scelto Bologna come sua culla in Italia.
Si apre quindi il 6 novembre l’edizione 2009 del Festival Jazz di Bologna, che propone un cartellone particolarmente ricco di appuntamenti e di eventi speciali: cinque concerti sul Main Stage al Teatro delle Celebrazioni, dieci giorni di appuntamenti in sei locali della regione, i concerti delle rassegne ‘Round Midnight, Jazz Brunch, Aperitivo Jazz e After Hours, un totale di oltre settanta musicisti e cinque film in proiezione – con un’anteprima nazionale dedicata completamente al jazz a Bologna – per la rassegna Jazz On The Screen.
Grandi stelle sono attese sul Main Stage al Teatro delle Celebrazioni: apre il festival lasplendida, estesissima voce della cantante americana Rachelle Ferrell (6 novembre ore 21.30), mentre la seconda serata prevede un doppio concerto: apre il quintetto del trombettista Dave Douglas e segue il trio di Franck Avitabile con ospite Flavio Boltro (Premio Alberto Alberti, 7 novembre dalle 21.15) in un omaggio a Michel Petrucciani nel
decennale della sua scomparsa.

Il 13 novembre si esibisce l’emozionante trio del pianista Brad Mehldau (biglietti da 20 a 35 euro) che torna al festival dopo un’acclamatissima
esibizione nell’edizione 2007, e l’ultima serata vede protagonista assoluto uno dei “mostri sacri” del jazz internazionale, Wayne Shorter con il suo quartetto (14 novembre ore 21.30, biglietti da 32 a 50 euro).
Il ricco cartellone di ‘Round Midnight, il jazz delle ore piccole, vede coinvolti per questa edizione ben cinque club, di cui tre i locali bolognesi (Chez Baker Live Jazz, Cantina Bentivoglio, Il Posto), un club di Ferrara (Il Torrione Jazz Club) e uno di Modena (Il Baluardo della Cittadella), entrambi di grande prestigio e di pregio storico. Si alterneranno nei club
formazioni di grandissimo livello artistico: il quartetto di Miroslav Vitous – già fondatore con Shorter e Zawinul dei Weather Report – con ospite Franco Ambrosetti, il nuovo trio del pianista americano George Colligan, il trio del vulcanico organista Hammond B3 “Dr.” Lonnie Smith, il quartetto del batterista Al Foster – a lungo collaboratore di Miles Davis – la band dell’acclamatissimo bassista Ben Allison, e il trio del pianista David Kikosky.
Sempre all’interno di ‘Round Midnight si terranno tre concerti realizzati in collaborazione con la Fondazione Siena Jazz, che vedono protagonisti giovanissimi talenti del jazz italiano: il quartetto di Tommaso Cappellato con ospite Michael Blake, il trio del pianista Alessandro Lanzoni – uno dei più promettenti giovani talenti del jazz italiano – e il quartetto capitanato dal chitarrista Francesco Diodati.
Il jazz italiano è anche al centro degli appuntamenti dell’Aperitivo Jazz al Take Five, dove a nomi consolidati del panorama nazionale (Ares Tavolazzi Trio, Checco Coniglio Quartet, Teo Ciavarella Trio, Trio Rope), si alternano giovani talenti e nuove formazioni tutte da ascoltare (Altarocca-Graziani Duo, Marea, Bolling Jazz Quartet).
Novità di questa edizione del festival è il programma After Hours: dopo i concerti del quintetto di Ben Allison (venerdì 13) e del trio di David Kikosky (sabato 14), la Cantina Bentivoglio ospiterà sul palco il quintetto di Steve Grossman a cui potranno unirsi, fino a notte fonda, tutti quei musicisti che vorranno partecipare, in una vera e propria jam session di altissimo livello, pensata nel solco della miglior tradizione del bebop.
La rassegna Jazz On The Screen, realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna, quest’anno ospita un evento veramente speciale, la proiezione in anteprima nazionale di MY MAIN MAN – Appunti per un film sul jazz a Bologna di Germano Maccioni (5 novembre ore 20.00 con ingresso a inviti, replica alle ore 22.15 e nei giorni 9 e 10 novembre).
Realizzato da Bottega Bologna e prodotto da Articolture con il contributo
dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, in esclusiva per il Bologna Jazz Festival 2009, MY MAIN MAN è un documentario che ripercorre oltre cinquant’anni di jazz a Bologna: un viaggio negli anni d’oro del Festival Internazionale del Jazz tra gli archivi di Rai Teche, i grattacieli di New York e i club cittadini dove tutto ebbe inizio, per raccontare – tra filmati d’epoca inediti e interviste ai protagonisti di oggi – la storia
del jazz in città e dei suoi personaggi principali.

Jazz On The Screen propone poi un omaggio alla Francia con la proiezione di quattro titoli: Relazioni Pericolose di Roger Vadim con musiche di Thelonius Monk; La Rue Ouverte di Michel Spinosa e Autoreverse di Mathias Benguigui, con colonna sonora di Michel Petrucciani; Peccatori in Blue Jeans di Marcel Carnè con musiche di Roy Bridge, Stan Getz, Dizzy Gillespie, Coleman Hawkins, Oscar Peterson.

Tutte le informazioni sul programma e i biglietti del Bologna Jazz Festival sono disponibili sul sito

http://www.festivaljazzbologna.it

Jazzascona09

Eccoci al terzo anno consecutivo a parlare del festival del Jazz di Ascona (trovate  qui i link agli articoli precedenti). La prima cosa che dovete fare, prima di continuare la lettura è di andare al sito ufficiale del festival:

lago Maggiore

lago Maggiore

www.jazzascona.ch, nel sito trovate foto, programma, luoghi, artisti;  il mio compito è quello di tracciare un percorso e aggiungere le mie impressioni.

Comincerei col parlarvi delle novità di questa 25° edizione del festival: sono aumentati i palchi chiesa e lago, la chiesa veramente è un recupero da precedenti edizioni e anche il lago, che è poi un ristorante a bordo lago, che  anche gli altri anni faceva la sua programmazione, ma al di fuori del festival; purtroppo le sedie sono rimaste solo nel palco Elvezia e sono tutte le sere piene, i più’ professionali degli spettatori si portano i seggiolini da casa e questo gli garantisce la fruizione della musica nelle migliori condizioni.

chiesa

chiesa

La seconda grossa novità è che da quest’anno è vietato filmare, foto fin che volete, filmati no;  per me che ero partito anche per filmare le performance migliori è stato un trauma, ma poi mi sono accorto che cosi’ mi sono gustato di più i concerti, per le foto (alcune qui riportate in miniatura)  invece non c’è confronto con quelle del fotografo ufficiale del festival , Pedrazzini che trovate in maggior formato sul sito e anche su Flickr .

Veniamo a quello che è la forza di  questo festival: 250 artisti, 400 ore di musica ,12 palchi per 10 giorni di grande festa, e questa è solo la parte ufficiale; in realtà, durante il giorno, gli artisti suonano negli hotel per allietare i turisti, che insieme agli alberghi garantiscono il successo di questa manifestazione.

Tra gli artisti italiani presenti quest’anno, prima volta ad Ascona per Gegé Telesforo, che noi ricordiamo per le trasmissioni fatte con Renzo Arbore, ma che è un bravissimo interprete di scat (utilizzo della voce come uno strumento musicale, con una continua improvvisazione), accompagnato dai G.Jazz ,tutti italiani, ha ottenuto grande successo.

Altro italiano, ma questo ormai di casa ad Ascona,  è Rossano Sportiello, pianista, che questa volta si e presentato col

Sportiello

Sportiello

gruppo “Blue Napoli” e il suo ultimo lavoro, che rielabora le canzoni di Renato Carosone e che ad Ascona ha ricevuto il premio che contraddistingue l’artista jazz dell’anno l’Ascona Jazz Award.

Ma la vera sorpresa italiana sono stati i Chicago Stompers, 10 ragazzi italiani, che si rifanno in tutto: vestiti ,strumenti e arrangiamenti alle musiche degli anni ’30; andate sul loro sito per avere un’dea della loro bravura e per cercarli nei loro prossimi appuntamenti; sono stati di recente al Rimini jazz, veramente molto bravi.

Dopo questa pausa patriottica, parliamo però anche degli, altri, iniziando con due considerazioni generali : la prima è quella che chi suona forte lo fa per coprire le proprie (in)capacità; la seconda che gli artisti che suonano per routine , annoiano.

Per fortuna, qui ad Ascona gli artisti suonavano piano e sempre con grande entusiasmo: io ero spesso vicino alle casse acustiche e voglio citare i tre concerti che mi hanno colpito di più:

Freddie Cole

Freddie Cole

Freddy Cole, fratello di Nat, pianista-cantante;

i francesi Pink Turtle scatenati e divertenti e

Norbert Susemihl’s New Orleans All Stars , un misto di europei e americani che hanno rappresentato al meglio la gioia e la capacità di improvisazione che è una prerogativa di questo festival e di   questa musica.

Dopo aver parlato dei cantanti, due parole le merita il direttore artistico del festival, Nicolas Gilliet,  38 anni, da 6 anni alla guida del festival,quest’anno ha dovuto subire l’attacco di una organizzazione di eventi tedesca che voleva comprare il festival e stravolgerlo per fortuna il festival rimane in mano pubblica, nello specifico dell’ ente turistico del lago Maggiore e speriamo che la felicità e la passione che pervade il festival e anche il suo Direttore, non siano compromessi dai soliti interessi commerciali.

Gilliet alla batteria

Gilliet alla batteria

Guardate le foto e l’intervista sul sito per capire quanta sia  la sua passione e la sua tenacia .

Ho citato l’ente turistico (www.maggiore.ch), fondamentale per organizzare il viaggio, l’ hotel e quant’altro.

In contemporanea, a Verbania, a 45 minuti da Ascona, quest’anno si svolgeva il letteraltura che somiglia al festival di letteratura di Mantova con incontri a pagamento e no: http://www.letteraltura.it

Altra iniziativa limitrofa è il festival del teatro e della comicità (http://www.festivalcomicita.it/) : fra i vari spettacoli si possono trovare quello di Roberto Brivio e Nanni Svampa, due ex gufi, che la nostra TV si guarda bene dal proporre.

Tutto questo per dirvi che la vallata offre una marea di spunti di interesse: l’ultimo esempio la mostra raccolta presso il castello di Sasso Corbaro a Bellinzona di Roberto Leydi “sentite brava gente” .

dal nostro inviato: Dino Giatti

arrivederci

arrivederci

Ritorna il DOA a Cento

Martedì 30 giugno 2009 Castello della Rocca di Cento (FE)
SOUL SISTERS

Viaggio attraverso la musica soul,
con i successi di Aretha Franklin e di altri grandi della musica “black”

Ritorna il DOA, DENOMINAZIONE di ORIGINE ATIPICA, manifestazione musicale organizzata dall’Associazione Culturale The Clan in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cento, giunta ormai alla sua quinta edizione. Ad aprire lo spettacolo, martedì 30 giugno 2009, SOUL SISTERS, un affascinante viaggio nel soul attraverso i brani della sua voce più rappresentativa, Aretha Franklin, e di altri grandi interpreti della musica black. Voce solista della serata, la cantautrice bolognese Erika Biavati, insieme ad alcune giovani promesse del canto: Giulia Masarati, Arianna Baldi, Sara Malaguti. Ad accompagnare le Soul Sisters un nutrito gruppo di straordinari musicisti: Antonio Breci alla tromba, Marco Soverini al sax, Ivan Fortini (che ha curato anche gli arrangiamenti originali di cori e fiati) al pianoforte, Giacomo Fantoni alla chitarra, Simone Masina al basso e Simone Pozzi alla batteria.

Lo Spettacolo si terrà presso il Castello della Rocca di Cento (FE) dalle ore 21.30.

Ingresso libero

DOA- Mercoledì 1 luglio 2009

Fantoni- Magri-Bonora-Scarcia Jazz Quartet al Castello della Rocca di Cento

Seconda serata della manifestazione musicale DOA- Denominazione di Origine Atipica 2009, quinta edizione della fortuna rassegna organizzata dall’Associazione Culturale The Clan in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cento (FE). Sul palco del Castello della Rocca mercoledì 1 luglio 2009 alle 21.30, il Fantoni-Magri-Bonora- Scarcia Jazz Quartet. Capitanato dai centesi Giacomo Fantoni alla chitarra e Alessandro Magri al piano, affiancati da Mirko Scarcia al contrabbasso e Claudio Bonora alla batteria, il quartetto si esibirà in un repertorio di grandi standard, interpretato con eleganza, passione ed esperienza.

Per ulteriori informazioni:
http://www.theclan.it