Più scelta=più libertà?

Più scelta equivale a più libertà?”. –
“Il tema proposto in questa conferenza appare di primo acchito un ossimoro,
tanto diamo tutti per scontato che la libertà nelle scelte sia un valore
irrinunciabile, quasi giusnaturalistico” ha detto Antonella Rampino –
giornalista de La Stampa – in sede di presentazione della studiosa slovena che
vanta un curriculum interdisciplinare essendo anche filosofa, sociologa oltre
che di formazione psicoanalitica lacaniana.
“Con il boom economico che ha seguito la Seconda Guerra Mondiale le cose sono
diventate sempre più importanti nella nostra vita fino al punto che abbiamo
iniziato a usare le cose per definire noi stessi, la nostra personalità infatti
si rispecchia nelle cose che indossiamo o che usiamo. Negli ultimi anni però il
consumismo è andato ancora oltre, abbiamo iniziato infatti a consumare anche
noi stessi, logorandoci in comportamenti patologici come, per esempio,
l’anoressia”.
“In un’indagine sul blog del New York Times – ha proseguito la Salecl – è stato
chiesto come le persone vedevano le diseguaglianze socio-economiche negli Stati
Uniti d’America dove, ricordiamolo, il 20 per cento della popolazione più ricca
possiede circa l’84 per cento della ricchezza prodotta in quel Paese.
Sorprendentemente gli intervistati hanno detto di non sentire un desiderio di
ribellione rispetto a quella che – oggettivamente – è una iniquità sociale.
Questo per vari motivi. Il primo dei quali è il cosiddetto spirito americano
‘della lotteria’ per cui il solo pensiero che ‘potremmo diventare ricchi’ basta
a placare gli animi.
Il secondo motivo è che gli intervistati si sono detti più
invidiosi del vicino di pari ceto più che del super-riccone e dei suoi panfili.
Il terzo motivo è che c’è una grande speranza di miglioramento delle condizioni
socio-economiche nel futuro pensando ai propri figli”
.
Partendo da questa indagine la Salecl fa un parallelismo tra i regimi
totalitari e i sistemi capitalistici: “Le ideologie fanno di tutto per
normalizzare le persone per impedire loro di ribellarsi e il capitalismo non fa
eccezione.

Uno dei modi è fare leva su una sorta di autocensura dell’individuo che si autocontiene sia perché vuole mantenere lo status quo della sua vita, e anche delle sue cose che ha paura di perdere, sia perché ha dei sensi di colpa nei confronti dei suoi figli: ha paura che ribellandosi possa danneggiare il loro futuro”.
Per la Salecl, che infatti è di scuola lacaniana, “il capitalismo ha portato il
proletariato a sentirsi protagonista della sua vita e quindi felice ma tutto
gira sempre più velocemente e quindi il soggetto, quasi come le merci, si
autoconsuma”. Sì, perché uno dei “trucchi” dell’ideologia capitalista per
mantenere l’ordine è per la Salecl l’aver creato “una società in cui
l’individuo non critica il sistema perché è troppo impegnato a criticare se
stesso”.

“Come diceva Freud – ha continuato la sociologa – il malessere della società edell’individuo interagiscono sempre. So di colleghe psicologhe che hanno tantepazienti donne che, pur avendo molto dalla vita, sono infelici perché pensanodi dover dare, e al contempo avere, ancora di più. E si logorano nell’ansia dinon fare le scelte giuste o di non farne abbastanza”.
Insomma viviamo in un mondo ansiogeno in cui abbiamo tante cose ma spesso non siamo felici.

Si tratta di una vera e propria “tirannia della scelta” come recita il titolo dell’ultimo lavoro di Renata Salecl appena pubblicato in Italia per i tipi di Laterza.
Cerchiamo sempre di più, con sempre più opzioni di fronte a noi, spesso siamo confusi per paura di sbagliare o di poter avere ancora di più e quindi, nel dubbio, non scegliamo ma questo genera quasi sempre ansia e, talvolta,
depressione.
Questo “disagio da scelta” viene spesso combattuto dagli individui ma anche
dalle aziende con le nuove scienze e le nuove tecnologie: “Il boom delle
neuroscienze e delle genetica è legato proprio a questa difficoltà nel prendere
le decisioni – ha concluso la professoressa di fronte a ben tre sale gremite di
pubblico – Chiediamo risposte certe al DNA o agli strumenti iper-tecnologici ma questo non è certo un buon modo di risolvere il nostro problema”.

Conferenza di Renata Salecl al festival dell’economia di Trento il 4 giugno 2011

Festival dell'economia

Si alza il sipario sulla sesta edizione del Festival dell’Economia. Giovedì 26, infatti, alle 17.30 al Teatro Sociale di Trento il premio Nobel Amartya Sen terrà la sua lectio su “I confini della libertà economica”. L’appuntamento di giovedì 26 è a cura della Federazione trentina della Cooperazione. L’ingresso è, come tutti gli appuntamenti della kermesse internazionale, libero e gratuito. Alle 16, un’ora e mezza prima dell’incontro, saranno in distribuzione i biglietti presso la cassa del Teatro trentino. Un maxi schermo collocato in piazza Duomo proietterà la diretta in tempo reale. Sul sito www.festivaleconomia.it sarà possibile seguire lo streaming web. Anche gli incontri del pomeriggio di Napoli (il 28 maggio a partire dalle 15) potranno essere visti da piazza Duomo e dal sito del Festival. Sono previsti due incontri con la stampa, uno per quella locale (prima) e uno per la stampa nazionale (dopo). Ricordiamo ai colleghi che è importante accreditarsi per tutti gli incontri del Festival. Sul sito è pubblicato il modulo di accredito. –
Tutto è pronto, si parte: giovedì 26 alle 17.30 ha inizio la sesta edizione con
un incontro di grande significato. Protagonista è il raffinato intellettuale di
origine indiana Sen che dice “a volte le regole aumentano la libertà invece di
restringerla, ma occorre prima mettersi d’accordo sul significato di libertà.
La libertà è la virtù più importante per l’uomo e va sempre preservata.
Chiediamoci quali sono i fattori che causano una limitazione di libertà. Uno di
questi è la disoccupazione”. La domanda che occorre farsi è, secondo Amarya
Sen, che cosa dobbiamo fare, a livello economico, per ampliare la libertà di
tutti, degli individui, della collettività, delle aziende.
Dalle 16 del 26 maggio sono in distribuzione gratuita i biglietti dei 650 posti
del Teatro Sociale. Ogni persona potrà ritirarne due. Chi non riuscirà ad
entrare in teatro, potrà assistere alla lectio di Sen da piazza Duomo o
direttamente dal sito www.festivaleconomia.it
Due giorni dopo comincia a Napoli, nelle Catacombe di san Gennaro – Rione
Sanità, l’anteprima dedica al sommerso e all’economia da svelare. Quattro
appuntamenti sull’economia informale, il sommerso e la cultura del lavoro senza
legalità. Come per ogni appuntamento del Festival, come sempre, l’ingresso è
libero e gratuito. (fs)

Il programma completo al link: http://2011.festivaleconomia.eu/programma