La battaglia di Ratyan

La Russia, la forza trainante che domina i cieli siriani, vuole garantire un posto ai curdi che Turchia e Arabia Saudita respingono dal tavolo dei negoziati per la pace di Ginevra, ma che dovrebbero conquistare alla fine di febbraio. Iran e Russia sono decisi a cambiare la situazione della Siria a vantaggio di Damasco prima della fine dell’estate. Le città si arrendono senza combattere, come Dayr Jamal, e altre, come Tal Rifat, negoziano una via d’uscita ai terroristi per evitare la distruzione della città. Un alto ufficiale che opera in Siria ha detto, “l’unità Sabarin della IRGC operante nelle grandi periferie di Aleppo (Rif di nord, sud, ovest ed est) fu creata più di dieci anni fa in Iran quale Forza Speciale d’élite, addestrata a combattere le guerre penetrando in profondità dentro e dietro le linee nemiche, soprattutto contro i jihadisti. È la punta di diamante contro al-Qaida nel Rif a nord ed ovest di Aleppo, e nel Rif orientale contro il cosiddetto “Stato islamico” (SIIL). Oltre 47 ufficiali e soldati sarebbero caduti nell’ultima offensiva di Aleppo”. “L’opera di disinformazione dell’Iran in questi mesi ha ingannato i media ufficiali che credevano che le sue forze si stessero ritirando dalla Siria, quando i velivoli da trasporto militari inviavano nuove truppe ad Aleppo pianificando la rottura dell’assedio di Nubul e Zahra, le due città sciite del nord assediate da oltre tre anni da al-Qaida e alleati. Dopo l’abbattimento del jet Su-24 russo sul confine turco-siriano da parte della Turchia l’anno scorso, la Russia ha mutato i piani militari per impegnarsi ancor più in Siria mirando a tagliare tutte le linee di rifornimento e collegamento tra i jihadisti e il loro protettori in Turchia. Pertanto, piani sono stati elaborati per controllare le frontiere dal Rif di Lataqia, dove l’offensiva avanza rapidamente, e dal Rif di Aleppo. Un centro operativo è stato creato ad Aleppo per dirigere i fronti settentrionale e meridionale dove l’unità al-Sabarin è principalmente impegnata”. Secondo la fonte, “quando Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno espresso la volontà d’inviare una forza militare in Siria, come concordato con gli Stati Uniti d’America, è arrivata la risposta dal comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran, Maggior-Generale Mohammad Ali Jafari. Le sue forze sono direttamente presenti sul campo, a nord, contro al-Qaida (Nusra) e a nord-est contro lo SIIL. Ciò significa che IRGC ed Hezbollah affronterebbero tutte le truppe che sbarcassero nella loro area operativa senza alcun coordinamento con Damasco. Il centro operativo iraniano è incaricato di liberare l’area al confine tra Turchia e Siria e di combattere qualsiasi forza nemica ad eccezione dei curdi e dei loro alleati, considerati forze non-nemiche”.

https://aurorasito.wordpress.com/2016/02/10/6000-pasdaran-ad-aleppo/

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2 thoughts on “La battaglia di Ratyan

  1. Anche il coinvolgimento della NATO sarà molto più utile per la Turchia nella la necessità di crearsi uno scudo in funzione anti russa che consenta alla Turchia di avanzare nel suo progetto di una enclave in territorio siriano piuttosto che per combattere i trafficanti di uomini che sono, in buona parte, legati alla mafia turca. In tutti questi “ambiziosi” progetti l’Unione Europea e la NATO si dimostrano complici del “neo sultano” e, soltanto in qualche paese (dell’Est Europa), si inizia a sollevare qualche voce dubbiosa sulla utilità di questi accordi. Sarà il prossimo futuro a determinare quanto profonda sia la fossa che l’Europa si sta scavando da sola.
    http://www.controinformazione.info/il-corteggiamento-del-turco-erdogan-rende-la-merkel-complice-del-neo-sultano-ottomano/

  2. Questa situazione conduce a 2 possibili scenari principali: 1) Se le SAA com l’appoggio delle milizie curde, dell’Iran e della Russia non fossero capaci di respingere l’invasione turco saudita, allora il regime di Erdogan si rafforzerebbe e consoliderebbe la presenza nei territori occupati e guadagnerebbe tempo per ricevere appoggio ed assistenza da parte della NATO. In questa caso, il conflitto potrebbe facilmente portare ad una guerra globale. 2) Se la SAA, appoggiate dalle milizie locali, oltre all’Iran ed alla Russia riuscissero a blocccare l’intervento turco saudita contro le forze della Siria, la NATO dovrebbe affrontare il fatto che i terroristi sarebbero tagliati fuori dal loro principale fornitore. Questo potrebbe prevenire un conflitto su scala mondiale. Tuttavia i paesi della NATO fortificherebbero i loro caposaldi in Iraq e li userebbero come un punto di appoggio per porre in marcia altre azioni distruttive contro la Siria. La situazione diventerà specialmente acuta in Ucraina ed in Asia Centrale per causa di una destabilizzazione in queste regioni e potrebbero essere utilizzate contro i principali alleati della Siria: la Russia e l’Iran. In entrambe le ipotesi la Turchia si avvia ad un confronto diretto con la Russia che, arrivati a questo punto, sembra sempre più probabile.
    http://www.controinformazione.info/fronte-sud-notizie-di-un-intervento-turco-saudita-in-siria/

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